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Scheda

Soggetto:

Jacob Grimm, Wilhelm Grimm

Sceneggiatura:

Ted Sears, Richard Creedon, Otto Englander, Dick Rickard, Earl Hurd, Merrill De Maris

Regia:

David Hand

Prodotto da:

Walt Disney

Distribuito da:

RKO Radio Pictures

Edizione italiana:

CDC (1938) / CVD (1972)

Dialoghi italiani:

Roberto De Leonardis (1972)

Direttore del Doppiaggio:

Fede Arnaud (1972)

Sonorizzazione:

Cinecittà (1938) / Fono Roma (1972)

Voci:

Biancaneve:

Rosetta Calavetta (1938) / Melina Martello (1972)

Principe:

Giulio Panicali (1938) / Romano Malaspina (1972)

Regina:

Tina Lattanzi (1938) / Benita Martini (1972)

Strega:

Dina Romano (1938) / Wanda Tettoni (1972)

Dotto:

Olinto Cristina (1938) / Roberto Bertea (1972)

Brontolo:

Amilcare Pettinelli (1938) / Manlio Busoni (1972)

Eolo:

Gero Zambuto (1938) / Vittorio Di Prima (1972)

Mammolo:

Lauro Gazzolo (1938) / Silvio Spaccesi (1972)

Gongolo:

Cesare Polacco (1938) / Carlo Baccarini (1972)

Pisolo:

Gianni Mazzanti (1938) / Giancarlo Maestri (1972)

Specchio magico:

Aldo Silvani (1938) / Mario Feliciani (1972)

Cacciatore:

Mario Besesti (1938) / Vittorio Di Prima (1972)

Voce narrante:

Luciano Melani (1972)

1938
dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4
1972
dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Biancaneve e i sette nani
(Snow White and the Seven Dwarfs, Usa 1937)

Biancaneve e i sette nani, prodotto da Walt Disney nel 1937 è senza dubbio uno dei capolavori riconosciuti della storia del cinema, primo lungometraggio a colori mai distribuito, con un successo mondiale che ancora oggi, a settanta anni di distanza non accenna a diminuire.

Fino ad allora i disegni animati erano stati dei brevi cortometraggi di sette-otto minuti, basati su semplici storielle ed uso di gags. Gli studi Disney all'epoca avevano già prodotto il primo cartoon sonoro (Steamboat Willie, 1928) e avevano introdotto l'uso del Technicolor con le Silly Simphonies, una serie di cortometraggi musicali. Il lavoro su Biancaneve si concluse con la sfavillante "prima" del film, tenutasi il 21 dicembre 1937 al Carthay Circle Theater di Los Angeles. Fu un vero trionfo di pubblico e critica. Il film rimane ancora oggi insuperato per la perfezione della sceneggiatura, per il carisma di tutti i personaggi, umani e animali, e per le straordinarie innovazioni tecniche adottate: dalla "multiplane camera", la favolosa macchina da presa a piani multipli capace di conferire a disegni e fondali l'illusione della profondità, allo sfavillante Technicolor, a quei tempi ancora una novità.

La credibilità dei personaggi è il grande punto di forza di Biancaneve e i sette nani: le emozioni e i sentimenti che essi provano sono palpabili. Biancaneve e la Regina sono il fulcro drammatico del film: spesso si è detto che veri protagonisti sono i sette nani ma questi ultimi, sebbene siano stati dotati di una specifica identità e di un nome, sono essenzialmente dei caratteristi che fanno risaltare ancora di più il personaggio centrale di Biancaneve. Tra i nani spiccano le indimenticabili figure di Dotto, Brontolo e Cucciolo; il cacciatore impone la sua presenza e lo Specchio Magico è una figura misteriosa di grande impatto Il principe è un pò impacciato ma assolve perfettamente il suo compito (il suo ruolo doveva essere più lungo ma viste le difficoltà incontrate nell'animazione della figura umana maschile, venne progressivamente ridotto). La colonna sonora di Biancaneve opera per la parte musicale di Leigh Harline e Paul Smith presenta le meravigliose canzoni di Frank Churchill su versi di Larry Morey (in particolare memorabili Impara a fischiettar, Ehi Ho e il valzer Il mio amore un dì verrà). Importantissime per la riuscita del progetto le voci dei personaggi: in particolare a Biancaneve diede la voce una giovane cantante d'opera di origine italiana, Adriana Caselotti, mentre la Regina venne fatta vivere dalla famosa attrice di teatro Lucille La Verne, che venne impiegata anche come voce della Strega, dopo aver dimostrato come poteva cambiar la voce con una semplice eliminazione di... dentiera!

Oltre ad aver vinto un Oscar speciale (composto da una statuetta normale e da sette mini-Oscar) nel 1939, Biancaneve vinse il Grande Trofeo d'Arte della Biennale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1938. Quello di Venezia fu il primo trionfo italiano, proseguito negli anni costantemente a partire dal Natale del 1938, data della prima uscita nei nostri cinema.

Biancaneve è stato un film importante anche per il nostro doppiaggio e per la sua storia, con ben due edizioni italiane realizzate nel corso degli anni, la prima appunto nel 1938 e la seconda nel 1972. Il primo doppiaggio fu realizzato negli stabilimenti di Cinecittà, inaugurati da poco.

Era precisa intenzione di Walt Disney che Biancaneve apparisse come un film realizzato direttamente nelle lingue dei paesi in cui doveva essere proiettato. Pertanto, occorreva trovare in ogni nazione le voci corrispondenti il più possibile a quelle originali di Biancaneve, dei Nani e degli altri personaggi del racconto. Negli studi Disney erano state già approntate con ottimi risultati le versioni in lingua francese e spagnola. Ora, data la difficoltà di reperire attori italiani madrelingua in America, che avessero una buona dizione, Roy Disney e Stuart Buchanan, cast director della Disney (e voce originale del guardacaccia) volarono a Roma per fare direttamente sul posto le audizioni. Da qualche anno il doppiaggio italiano si era già affermato tra i migliori. Disney e Buchanan sanno che “in loco”, a Cinecittà, Biancaneve, il Principe, la Regina e i Nani diventeranno italiani perfetti. “Questo è il mio compito” – dichiara Buchanan alla stampa – “sorvegliare che le voci corrispondano esattamente; che ad esempio Eolo abbia la caratteristica voce nasale e che Pisolo riveli anche nel parlare la sua tipica pigrizia e sonnolenza. Ciò che mi interessa è il suono, non la parola; e così si spiega come io, pur non conoscendo le diverse lingue, possa controllare i diversi doppiaggi”. Ad un giornalista che gli faceva notare che egli, non conoscendo l’italiano, non avrebbe mai potuto rendersi conto dell’autentico significato delle battute attribuite ai personaggi, Buchanan rispose alzando le spalle: “Non è affar mio, dovranno badarci i tecnici che dirigeranno il doppiaggio”. Questa faciloneria di Buchanan porterà ad un copione italiano di Biancaneve zeppo di arcaismi e licenze di traduzione, che diventeranno il motivo principale del ridoppiaggio del film, commissionato in Italia negli anni ’70 dalla stessa Disney, che pretese che il film venisse risincronizzato per farne curare un adattamento più preciso, secondo quello che era stato il volere di Walt stesso, al loro dialoghista di fiducia, una garanzia di “Disney Touch” dai tempi di Dumbo: Roberto de Leonardis.

L’elenco dei doppiatori originali italiani di Biancaneve suscita ancora oggi meraviglia. Le loro tonalità sono ricordate con nostalgia dagli appassionati (è dall’anno del ridoppiaggio che questa edizione non è più ufficialmente disponibile) e per molti rimangono insostituibili.

Rosetta Calavetta venne scelta per far recitare Biancaneve. Era già all’epoca una doppiatrice di punta. Il fatto curioso è che, all’epoca del doppiaggio dell’eroina Disney, era anche la doppiatrice di Deanna Durbin, scartata in patria come voce di Biancaneve! In futuro Rosetta regalerà a Disney almeno un altro paio di caratterizzazioni memorabili come sofisticata voce della cattiva Crudelia de Mon nella Carica dei 101 e come doppiatrice della spiritosa Glynis Johns, la signora Banks di Mary Poppins.

Tina Lattanzi è la minacciosa Regina Grimilde. Il suo celebre “birignao” viene convertito alla pura minaccia in una caratterizzazione che ha turbato i sogni di molti bambini dell’epoca e oltre. Tina sarà in futuro la voce principale delle più affascinanti cattive Disney: la matrigna di Cenerentola, la spassosa Regina di Cuori di Alice nel paese delle meraviglie e soprattutto la magnifica Malefica della Bella addormentata nel bosco.

Dina Romano prende il posto della Lattanzi dopo la trasformazione in strega. La sua terrificante interpretazione si fonde a meraviglia con le sinistre risate della voce originale, Lucille La Verne, che rimangono identiche nella colonna italiana. Il figlio di Dina, Carlo, sarà pure lui un celebre doppiatore e darà la voce in modo memorabile al Grillo Parlante di Pinocchio.

Aldo Silvani è uno specchio magico solenne e misterioso; Mario Besesti , futura voce di Mangiafuoco nel Pinocchio disneyano è un cacciatore esemplare per drammaticità e compassione. Per quanto riguarda i nani, essi trovano la perfetta caratterizzazione nelle voci di Olinto Cristina (Dotto), Amilcare Pettinelli (Brontolo), Cesare Polacco –grande caratterista del cinema e mitico ispettore della brillantina in “Carosello” – (Gongolo) , Giuseppe Mazzanti (Pisolo) , Gero Zambuto – attore dell’epoca e regista del primo film di Totò, Fermo con le mani nel 1937 – ( Eolo) , mentre Lauro Gazzolo, mitica voce del doppiaggio, padre di Nando e futura voce ufficiale del gufo Anacleto nella Spada nella roccia, è un grandissimo Mammolo.

Da citare assolutamente inoltre i due celebri cantanti che doppiano Biancaneve e il Principe per le canzoni di Frank Churchill e Larry Morey, i cui testi italiani sono affidati a parolieri di provata abilità come Rastelli, Panzeri e Bertini: LINA PAGLIUGHI, raffinato soprano, in alcuni punti addirittura superiore alla voce originale, Adriana Caselotti e GIOVANNI MANURITA, eccessivamente manierato nel porgere la sua serenata alla “più bella del reame”.

Purtroppo, come abbiamo accennato, la traduzione si prese parecchie libertà con il copione originale, soprattutto per quanto riguardava i dialoghi della strega e di Biancaneve. Per esempio, nella scena in cui lo specchio rivela dove si trova Biancaneve le colline e le cascate a cui si fa riferimento nell’originale (the seven jewelled hills  the seven falls) diventano “monti strani” e un ipotetico bosco “di così cosè”!. Quando Biancaneve morde la mela le fanno dire con tono drammatico “Ho freddo al cuore” mentre in originale dice “I feel strange” cioè “mi sento strana”; l’elenco delle libertà di traduzione potrebbe continuare. Le canzoni del principe e i cori dei nani furono resi in stile opera lirica col risultato di renderne praticamente incomprensibili i testi; Tina Lattanzi è forse eccessivamente minacciosa. Nel 1972, come abbiamo detto il film è stato completamente ritradotto a cura di Roberto De Leonardis, con la direzione musicale di Pietro Carapellucci e la direzione del doppiaggio affidata a Fede Arnaud. I doppiatori appartengono alla cooperativa CVD, nata nel 1970 da una scissione della CDC. Il lavoro è accuratissimo, si tratta di un vero e proprio recupero filologico del copione originale. Le canzoni sono tradotte fedelmente dallo stesso De Leonardis con lo pseudonimo di Pertitas.

Melina Martello è una Biancaneve straordinaria, con toni dolcissimi e mai leziosi: esemplare in tal senso è il famoso dialogo con l’uccellino smarrito, superiore nella resa a qualsiasi altra versione, compresa l’originale.

Benita Martini caratterizza la Regina con una voce fredda, di ghiaccio, sotto i cui accenti è palpabile la furia repressa.

La strega è caratterizzata con toni più petulanti e caricaturali ma non per questo meno efficaci, dalla grande Wanda Tettoni. Assolutamente da antologia la scena in cui deride lo scheletro del prigioniero morto di sete che protende la mano verso la brocca dell’acqua nei cupi sotterranei.

Pur non rinunciando ad alcune celebri battute del primo doppiaggio, come il tormentone della Regina (“specchio servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”) e mantenendo giustamente i nomi dei nani così come tradotti in precedenza, ora finalmente Biancaneve può dire mordendo la mela “mi sento così strana”, il luogo dove si è rifugiata si trova “oltre le sette colline fatate, oltre le sette cascate”, i cori dei nani, affidati al complesso vocale del maestro Carapellucci sono perfetti e comprensibili e il principe può dichiarare il suo amore con la bella voce di Bruno Filippini. Le sue poche battute di dialogo sono invece affidate a Romano Malaspina.

Mario Feliciani è uno Specchio Magico affascinante, mentre Vittorio di Prima è un sensibile cacciatore. Per quanto riguarda i nani, con aderenza ancora più perfetta dei vecchi doppiatori alle voci originali, parlano grazie a Roberto Bertea (Dotto), Manlio Busoni (Brontolo), Carlo Baccarini (Gongolo), Giancarlo Maestri (Pisolo), Vittorio di Prima (Eolo) e Silvio Spaccesi (Mammolo). In questa versione udiamo per la prima volta all’inizio del film la voce di un narratore (Luciano Melani) che modifica leggermente il testo italiano scritto sul libro: ciò avviene per tradurre in maniera più fedele la narrazione senza modificare il negativo originale italiano. Lo stesso avviene quando viene inquadrato il libro della strega. Le didascalie che nel finale preannunciano l’arrivo del principe e i cui fondini illustrano il passare delle stagioni passano nel 1972 da una versione animata uguale all’originale ad una a fondino fisso su cui è scritta la nuova traduzione. Dalla riedizione del 1992 si è ritornati ai vecchi fondini e relativa traduzione. Peccato che per il DVD molti di questi affascinanti cartelli, cioè tutti quelli letti fuori campo dal narratore o dalla strega, siano stati lasciati in originale.

Per le canzoni di Biancaneve la voce appartiene a Gianna Spagnulo, dotata di un timbro vocale particolarmente dolce e vellutato , capace di affrontare anche brani difficili come Some day my prince will come con grande scioltezza . In questo 2007 Biancaneve festeggia i suoi primi settanta anni; è di sicuro un’ottima occasione per riscoprire uno dei film più importanti della storia del cinema, una pellicola davvero, come pubblicizzavano i manifesti del 1972, immortale.

Nunziante Valoroso

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