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Scheda

Soggetto:

Judd Apatow, Steve Carrell

Sceneggiatura:

Judd Apatow, Steve Carrell

Regia:

Judd Apatow

Prodotto da:

Universal Pictures, Apatow Productions

Distribuito da:

UIP

Edizione italiana:

Dubbing Brothers International Italia

Dialoghi italiani:

Carlo Cosolo

Direttore del Doppiaggio:

Carlo Cosolo

Assistente al doppiaggio:

Andreina D’Andreis

Fonico di doppiaggio:

Saverio Ceraselli

Fonico di mix:

Tonino Anastasi

Voci:

Steve Carell:

Vittorio Guerrieri

Catherine Keener:

Alessandra Cassioli

Paul Rudd:

Alessandro Quarta

Romany Malco:

Franco Mannella

Seth Rogen:

Roberto Draghetti

Jane Lynch:

Isabella Pasanisi

Gerry Bednob:

Giorgio Lopez

Elizabeth Banks:

Emanuela D’Amico

Leslie Mann:

Daniela Calò

Shelley Malil:

Maurizio Fiorentini

Kat Dennings:

Gemma Donati

Chelsea Smith:

Beatrice Manfredi

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
3

40 anni Vergine
(The 40 Year Old Virgin, Usa 2005)

Andy ha 40 anni, un lavoro come magazziniere in un negozio di elettronica e una vita tranquilla e solitaria. Una sera, durante una partita di poker, i suoi colleghi scoprono che è ancora vergine e decidono di aiutarlo a raggiungere il fatidico traguardo. Grazie a loro conosce Trish, bella coetanea divorziata e con tre figli, che però dice di voler tenere fuori dal rapporto il sesso, almeno all’inizio, ma poi…

Fra una ceretta da urlo, la perfidia degli amici, una figlia sedicenne isterica ed una pazza maniaca finalmente Andy riuscirà a godersi la sua prima volta con Trish, la donna dei suoi sogni.

Diretto da Judd Apatow e scritto a quattro mani con Steve Carrell, l’attore protagonista, questa commedia affronta ancora una volta la storia dell’ultimo imbranato romantico.

Cadenze e cliché della commedia vengono mutuati dai precedenti film del genere (ad esempio American Pie, per citare il più famoso); viene però abbandonato il mondo adolescenziale, in cui la storia sarebbe certamente più credibile. Ridere dell’inesperienza di un ragazzino alle prime prese con il sesso è nel cinema ormai cosa ordinaria, farlo di un quarantenne rende la situazione del film decisamente surreale. La storia riesce però a reggere proprio grazie a Steve Carrell, nuova icona dell’imbranato odierno, un incrocio fra Rowan Atkinson (Mr. Bean) e Jason Biggs (il Jim Levenstein di American Pie). Ma proprio il fatto di avere un protagonista in età più matura dà un retrogusto amarognolo alla leggerezza che pervade il film, rendendolo anche meno scontato.

Altro particolare che allontana il film dai precedenti è il fatto che le gag scadono raramente nel trash puro, riuscendo in genere a essere piccanti senza eccedere nella volgarità.

Tutto sommato questo lavoro a quattro mani dimostra il buon senso comico dei suoi autori, donando alla messa in scena un testo brillante e ben congegnato, con battute e gag dal giusto ritmo, che colgono spesso di sorpresa lo spettatore.

Il doppiaggio di Carlo Cosolo è piuttosto buono e nell’adattamento dei dialoghi è stato bravo a rispettare i tempi della commedia trovando (quasi) sempre la giusta traduzione per le battute, concedendosi ben poche stranezze, una delle quali è la battuta “Ingropparsi una pecora” che traduce l’inglese “Go fuck a goat”, che uno dei due colleghi pakistani ripete diverse volte durante il film; ma in fin dei conti è un adattamento felice nell’economia del film. Mooj, il personaggio che pronuncia questa battuta, in italiano perde buona parte della sua caratterizzazione di immigrato di seconda o terza generazione (in inglese fa un lungo discorso in materia che però da noi passa facilmente inosservato), quindi la strana associazione può anche essere imputata alla poca dimestichezza che il personaggio ha con la lingua.

Punto un po’ dolente è il letterale “È un buon diavolo” per tradurre “He’s a good devil”. Per quanto presente in italiano l’espressione è raramente usata, e comunque per nulla appropriata al contesto. Poteva essere trovata una soluzione migliore, evitando la stonatura di un’espressione un po’ antiquata e troppo letteraria messa sulle labbra di una ragazzina di 16 anni.

Eccezionale invece la trovata della “scopamica”, traduzione di “friend with benefit”, termine con cui si definisce Paula, la responsabile del negozio, nel proporsi ad Andy come possibile candidata per la sua prima volta.

Nella scelta delle voci non ci sono particolari meriti o errori. Da notare è in vece il fuori sinc della scena in cui i tre colleghi di Andy litigano la mattina seguente alla partita di poker: l’inizio è perfetto, ma ben presto c’è un anticipo di pochi secondi, mancano alcune sillabe o errore in sede di sincronizzazione?

Francesca De Rosa

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