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Scheda

Sceneggiatura:

Rose Bosch

Regia:

Rose Bosch

Prodotto da:

LÉGENDE FILMS, GAUMONT, LÉGENDE DES SIÈCLES, TF1 FILMS PRODUCTION, FRANCE 3 CINÉMA, SMTS

Distribuito da:

VIDEA-CDE

Edizione italiana:

TECHNICOLOR

Dialoghi italiani:

FRANCESCO MARCUCCI

Direttore del Doppiaggio:

Rodolfo Bianchi

Assistente al doppiaggio:

FRANCESCA RIZZITIELLO

Fonico di doppiaggio:

MARIO FREZZA

Fonico di mix:

FRANCESCO TUMMINELLO

Voci:

Jean Reno:

Rodolfo Bianchi

Mélanie Laurent:

Chiara Colizzi

Gad Elmaleh:

Angelo Maggi

Raphaëlle Agogué:

Francesca Fiorentini

Hugo Leverdez:

Ruggero Valli

Mathieu e Romain Di Concerto:

Arianna Vignoli

Oliver Cywie:

Luca Baldini

Sylvie Testud:

Claudia Razzi

Anne Brochet:

Alessandra Korompay

Nastasia Juszczak:

Agnese Marteddu

Rebecca Marder:

Letizia Ciampa

Jean-Michel Noirey:

Paolo Marchese

Roland Copé:

Dario Penne

Catherine Hosmalin:

Lorenza Biella

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
4

Vento di primavera
(La rafle, Francia/Germania/Ungheria 2010)

Se per caso di generazione in generazione - soffocato dalla dilagante maestra idiozia televisiva, plagiato dall’assidua e ben finanziata promozione neo-nazifascista o semplicemente perché ignorante - qualcuno si affacciasse alla vita pensando di poterla percorrere senza conoscere certa recente Storia della specie umana e sub-umana, sarebbe bene fargli vedere questo film di Rose Bosh che viaggiando abilmente attraverso le tre realtà parallele dei mandanti, degli esecutori e delle vittime mostra con estrema chiarezza, e in una eccellente ricostruzione, come la ferocia, la vigliaccheria e l’inconsapevolezza possono aver prodotto il più grande olocausto dei nostri tempi. Il film, volutamente didascalico (forse troppo), mostra il percorso di tale processo in cui tutto diventa quasi normale, inarrestabile, in cui ci si scuote dall’incredulità troppo tardi, solo dopo sei milioni di morti. Film, come molti altri, da mostrare ai bambini delle elementari al fine di evitare che il gioco si ripeta, come rischia di ripetersi oggi nella capitale italiana (e non solo) che festeggia i 150 anni dell’unità nazionale sgomberando e distruggendo i campi dei Rom - i diversi da sempre - con raid sempre più violenti, deportando uomini, donne, vecchi e bambini nell’indifferenza quasi generale, spesso consenso. Il messaggio del film nello sguardo del bambino dell’ultimo fotogramma è netto: dimenticare è proibito, dopo il nazifascismo l’inconsapevolezza è colpa e chi pretende di gettarsi alle spalle il passato in realtà distrugge il futuro. In tutto questo il doppiaggio è molto attento e misurato, giustamente “freddo” nella prima parte, prima del rastrellamento, per sottolineare l’atmosfera di preoccupata normalità di quel momento storico, lacerato poi per descrivere lo stupore e l’orrore, senza mai diventare autocompiaciuto e melenso. Più che brave tutte le interpreti, a cominciare da Francesca Fiorentini e Lorenza Biella, molto impegnati e ben diretti i bambini (la canzone a scuola è un piccolo capolavoro), perfetto Paolo Marchese su Laval e - lucidamente ingenuo - Angelo Maggi su papà Weismann. A margine va segnalata l’incollatissima interpretazione di Hitler del doppiatore tedesco Udo Schenk.
Quasi sempre accordato e misurato il dialogo con qualche incespicatura di sinc all’inizio e qualche frase troppo didascalica: «Hai preso un bel voto», «1942» (lo si sa dall’inizio, dirlo leggendo un manifesto è pleonastico), «razione di pane quotidiana», «caramelle bretoni» e «peluche». Piccolezze. Infine un sottotitolo che non quadra in modo evidente: «cocktail molotov» tradotto con «bomba molotov». Ah, due ultimissime cose, la prima sul mixage: durante gli scambi fra militari tedeschi e francesi il volume spesso si abbassa tra una frase e l’altra, ma potrebbe essere colpa del dvd; la seconda, il titolo italiano Vento di primavera, ma che c’entra? Lo so che il doppiaggio non è certo responsabile di questa brutta scelta, ma dovevo dirlo, sembra la reclame di una friggitoria cinese.

Marnie Bannister

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