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Scheda

Soggetto:

Ariel Dorfman

Sceneggiatura:

Rafael Yglesias

Regia:

Roman Polanski

Edizione italiana:

GRUPPO TRENTA

Dialoghi italiani:

RUGGERO BUSETTI

Direttore del Doppiaggio:

PINO COLIZZI

Assistente al doppiaggio:

SILVIA FERRI

Voci:

Sigourney Weaver:

BARBARA CASTRACANE

Ben Kingsley:

PIETRO BIONDI

Stuart Wilson:

LUIGI LA MONICA

dialoghi
italiani
4,5
direzione
del doppiaggio
4,5

La morte e la fanciulla
(Death and the Maiden, Usa/Gran Bretagna/Francia, 1994)

Un doppiaggio di eccellenza quello realizzato per questo poco credibile film di Polanski che mette due inglesi e un’americana a interpretare tre sudamericani, mandando fuori registro la densa drammatica atmosfera creata dalla penna di Ariel Dorfman, per l’appunto cileno. Busetti e Colizzi – con la complicità di una grande, dolorosa e colma di rabbia Barbara Castracane, un perfettamente livido Pietro Biondi e un pavidamente lucido Luigi La Monica – ce la mettono tutta a salvare il salvabile e ad attutire il forte senso di straniamento che permea ogni fotogramma, ma puntuale si presenta il senso di volti – soprattutto la Weaver e Kingsley – che incarnano altro. Provo sempre imbarazzo per chi non sa arrotolare gli spaghetti.
Qual è il senso di tali scelte, in capo tra l’altro a un regista di origini europee e quindi con una sensibilità artistica (e linguistica) ampia, non limitato dall’anglocentrismo del cinema Made in Usa, che però ha in genere il pudore, o la mancanza di pudore, di usare facce e accenti per sottolineare le origini degli interpreti? Bè, ogni regista – wasp, polacco o altro - ha diritto di scegliersi le sue contraddizioni. Ma il pubblico? È così potente a accecante questa visione unica del mondo da impedire allo spettatore anglofono di meravigliarsi al sentire la protagonista della saga di Alien interpretare in inglese il ruolo di una vittima ispanofona delle torture degli aguzzini di una dittatura sud-americana, tra cui il perverso dottor Ghandi? O è un’accettazione implicita del doppiaggio come entità strutturale al linguaggio filmico? Quale che sia la risposta, e al di là di ogni estetismo, consiglio comunque la visione del film ad occhi chiusi: grazie, doppiaggio, di venire in soccorso a certi disastri.

Marnie Bannister

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