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Scheda

Soggetto:

Eduardo Sacheri

Sceneggiatura:

Juan José Campanella, Eduardo Sacheri

Regia:

Juan José Campanella

Prodotto da:

JUAN JOSÉ CAMPANELLA, GERARDO HERRERO, MARIELA BESUIEVSKY PER TORNASOL FILMS, HADDOCK FILMS

Distribuito da:

LUCKY RED

Edizione italiana:

CDC SEFIT GROUP

Dialoghi italiani:

VALERIO PICCOLO

Direttore del Doppiaggio:

ELEONORA DE ANGELIS

Assistente al doppiaggio:

ANTONELLA BARTOLOMEI

Fonico di doppiaggio:

GIANCARLO MATTACOLA

Fonico di mix:

FABIO TOSTI

Voci:

Soledad Villamil:

CINZIA VILLARI

Ricardo Darín:

PAOLO MARCHESE

Pablo Rago:

VITTORIO DE ANGELIS

Guillermo Francella:

OLIVIERO DINELLI

Oscar Sanchez:

GIANLUCA MACHELLI

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
2

Il segreto dei suoi occhi
(El secreto de sus ojos, Argentina/Spagna 2009)

Non stupisce che in Italia questo bel film argentino abbia avuto un certo gradimento, forse per la meraviglia di sentir parlare una volta tanto di giustizia in termini filosofici, mentre qui da noi di giustizia parla per finta solo qualche ricercato che se lo può permettere, e i conti con la storia finiscono pari e patta, e Bella Ciao e Giovinezza vanno a Sanremo, come se il ventennio fosse stato solo un lungo derby Roma-Lazio (figuriamoci la storia recente, e chiudiamola qua).
Passando al doppiaggio, il primo problema è nell’interpretazione. La De Angelis ha probabilmente scelto le voci in base alla somiglianza fisica. In genere funziona, ma qui il gioco non riesce: a parte Dinelli, che in qualche modo riesce a incollarsi a Francella/Sandoval e la Villari, che ha almeno il pregio di una voce poco nota nel doppiaggio, il problema è a monte, ed è che non basta strillare per fare gli argentini e giustificare l’espressività corporea che è molto distante da quella degli attori della fiction americana a cui siamo (e anche i doppiatori sono) abituati. E poi, va bene le colonne separate, ma sarebbe bene uniformare per lo meno la pronuncia dei nomi propri. Terzo grave errore: perché doppiare il giornalista alla TV e non la Isabelita Peron che parla subito dopo? Non è argentina pure lei, come tutti? E se lo si fa per rispetto, perché allora parla argentino pure il cronista allo stadio?
Per quanto riguarda l’adattamento, Piccolo alterna momenti di ispirazione (l’interrogatorio di Irene all’assassino funziona molto bene) a inciampi («appartamento tre» invece di «interno tre», «memorandum» invece di «memoriale», un «vai, tesoro» detto dalla aristocratica e inflessibile procuratrice all’impiegato) e incartamenti (a proposito, quelli che Benjamin ha scritto nella vita non possono essere «incartamenti») che rendono il tutto molto poco credibile. A questo punto, il sinc spesso approssimativo è un peccato veniale.

Giovanni Rampazzo

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