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Scheda

Soggetto:

Dean Craig

Sceneggiatura:

Dean Craig

Regia:

Frank Oz

Prodotto da:

SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, PARABOLIC PICTURES INC., STABLE WAY ENTERTAINMENT, VIP 1 MEDIENFONDS

Distribuito da:

MIKADO

Edizione italiana:

CDL

Dialoghi italiani:

PAOLO TURCO

Direttore del Doppiaggio:

RODOLFO BIANCHI

Assistente al doppiaggio:

FRANCESCA RIZZITIELLO

Fonico di doppiaggio:

PIETRO PATRIARCA

Fonico di mix:

MIKE BOGGIS

Sonorizzazione:

SOUND ART 23

Voci:

Matthew MacFadyen:

MASSIMO ROSSI

Rupert Graves:

FRANCESCO PRANDO

Andy Nyman:

ORESTE BALDINI

Kris Marshall:

NANNI BALDINI

Daisy Donovan:

LAURA BOCCANERA

Ewen Bremner:

CHRISTIAN IANSANTE

Jane Asher:

LUDOVICA MODUGNO

Peter Dinklage:

GAETANO VARCASIA

Alan Tudyk:

DANILO DE GIROLAMO

Peter Vaughan:

BRUNO ALESSANDRO

Thomas Wheatley:

DARIO PENNE

Peter Egan:

STEFANO DE SANDO

Keeley Hawes:

FRANCESCA FIORENTINI

dialoghi
italiani
2,5
direzione
del doppiaggio
2,5

Funeral Party
(Death at a Funeral, Germania/Gran Bretagna/Usa 2007)

Non basta essere inglesi, usare attori inglesi e ambientazioni inglesi per realizzare una commedia inglese che si rispetti. Sempreché si concordi che nel bouquet di ingredienti che porteranno a un sicuro risultato debbano essere previsti il garbo, la misura e l’ironia. O un giusto impianto all’interno della sceneggiatura che porti alle estreme conseguenze i tre ingredienti rendendoli grotteschi e quindi facendo il verso a un certo modo di fare commedia. Forse questo era l’intento che Oz – pur avendo a disposizione un nutrito gruppo di valenti attori – non raggiunge in questo film scontato, scialbo e stiracchiato e che francamente fa ridere ben poco, quindi triste. Le musiche poi sono orrende. Chissà, viene il sospetto che una commedia “inglese” non possa che venir così quando è frutto di una coproduzione con tedeschi e americani, che inevitabilmente contaminano una cultura locale con la loro visione di quella cultura, mandando fuori strada il migliore degli intenti. Anche il doppiaggio, pur pieno di buone intenzioni, risente probabilmente di questo conflitto e Rodolfo Bianchi, pur essendo a mio avviso al momento uno dei migliori direttori sulla piazza, non riesce a farlo decollare, a trovare una strada omogenea che incolli alla perfezione la versione italiana a quella originale e quindi i nostri pur bravi interpreti – tutti ben scelti, tranne forse un De Girolamo che sembra poco avvezzo agli stati allucinatori - si “sentono”, si sente la recitazione. E nel doppiaggio questo è il peggiore dei guai. Ma anche in letteratura il peggior guaio di un traduttore è far “sentire” al lettore la sua versione, specie quando questi si attende un profumo locale che nell’adattamento di Funeral Party – seppur sostenuto da un buon sinc – in parte manca. Troppi «cazzo», «facevamo sesso» e troppi «fottuto» fanno sembrare il film più americano che inglese. «Pipparolo» e «segaiolo» troppo italiano. E per soprammercato qualche scivolata non aiuta. Durante la scena iniziale, quando viene scoperto che è stata portata la bara sbagliata, un necroforo dice: «la portiamo subito», forse sarebbe stato più adeguato: «la cambiamo subito». Un esperto in droghe, specie di LSD, non direbbe mai «lo porterebbe allo sballo», ma «lo manderebbe in paranoia».  Quando entra in scena il nano, «Quel tipo vicino al tavolo» confonde, forse «accanto» sarebbe stato più misurato. Infine, Martha che dice: «È incredibile!», non è credibile, sarebbe forse stato meglio: «Non è possibile!». Insomma, data la base di lavoro si poteva fare di peggio, ma anche di meglio.

Giacomo Depero

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