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Scheda

Soggetto:

Stanley Weiser, Oliver Stone

Sceneggiatura:

Stanley Weiser, Oliver Stone

Regia:

Oliver Stone

Prodotto da:

EDWARD R. PRESSMAN PRODUCTION PER 20TH CENTURY FOX

Distribuito da:

FOX-20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

Edizione italiana:

KAMOTI CINEMATOGRAFICA

Dialoghi italiani:

SUSANNA JAVICOLI

Direttore del Doppiaggio:

MARIO MALDESI

Voci:

Michael Douglas:

GIANCARLO GIANNINI

Charlie Sheen:

MASSIMO ROSSI

Daryl Hannah:

MICAELA PIGNATELLI

Martin Sheen:

STEFANO DE SANDO

Terence Stamp:

MASSIMO FOSCHI

John McGinley:

ROBERTO PEDICINI

James Spader:

LUCA WARD

John Capodice:

BRUNO ALESSANDRO

Saul Rubinek:

MINO CAPRIO

Frank Adonis:

MASSIMO RINALDI

Josh Mostel:

PASQUALE ANSELMO

François Giroday:

SERGIO MATTEUCCI

Franklin Cover:

SILVIO SPACCESI

Sean Young:

ILARIA STAGNI

William G. Knight:

PAOLO BUGLIONI

Ronald Von Klaussen:

ORESTE RIZZINI

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
5

Wall Street
(Wall Street, Usa 1987)

L’avidità è cosa buona e giusta – dice Gordon Gekko - ed è motore dell’aspetto economico della ferocia umana: mors tua vita mea. Profitto a tutti i costi in un sistema che non premia Lavoro & Coscienza ma la mera speculazione sulla pelle dei lavoratori, degli uomini. Il tutto spiattellato e illustrato senza pudori e con nitida, studiata freddezza dalla sapienza drammaturgica di Oliver Stone che interpreta la miseria umana altrettanto bene della dignità. Una riflessione: ma i registi italiani (fatte le debite poche eccezioni) non imparano mai niente? Ma veniamo al doppiaggio. La direzione è magistrale: Giannini è condotto con infinite tonalità nei meandri tortuosi della personalità dello squalo di Wall Street fino a esprimerne le sfumature più infantili, Massimo Rossi è azzeccatissimo nel ruolo del contraddittorio arrampicatore in perenne lotta con la sua estrazione sociale e culturale, De Sando – si sa, attore tra i più plastici – su Martin Sheen è perfetto, e infine Massimo Foschi ci restituisce uno Stamp con una rara capacità espressiva, bravissimo. E bravissimi anche tutti gli altri. Mostra invece un po’ la corda il dialogo, certo molto complesso e incatenato da un gergo specialistico difficile da riprodurre ma su cui andava posta maggiore attenzione. A fronte di un buon sinc alcune scivolate (es: «l’azione ti scalda», «la comodità più grossa che conosca», «vuoi un drink», «il computer software fa vergogna», tanto per citarne alcune) e parecchie imprecisioni («wasp» e «major» al plurale, «azione privilegiata» e «commissione di borsa» suonano pleonastici, bastava dire «privilegiata» e «commissione») distolgono purtroppo qualche volta lo spettatore dall’armonia generale.

Marnie Bannister

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