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Scheda

Soggetto:

Michael McDowell

Sceneggiatura:

Michael McDowell, Warren Skaaren

Regia:

Tim Burton

Prodotto da:

GEFFEN PICTURES, WARNER BROS. PICTURES

Distribuito da:

WARNER BROS. ITALIA

Edizione italiana:

GRUPPO TRENTA

Dialoghi italiani:

RUGGERO BUSETTI

Direttore del Doppiaggio:

RENATO IZZO

Sonorizzazione:

N.I.S.

Voci:

Alec Baldwin:

MAURO GRAVINA

Geena Davis:

ANTONELLA RINALDI

Michael Keaton:

CARLO REALI

Jeffrey Jones:

PINO COLIZZI

Winona Ryder:

GIUPPY IZZO

Catherine O'Hara:

GERMANA DOMINICI

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4

Beetlejuice - Spiritello porcello
(Beetlejuice, Usa 1988)

Beetlejuice è uno dei primissimi film di Tim Burton. È principalmente una commedia, ma presenta anche diverse scene surreali ed elementi horror.
La storia ruota intorno ai coniugi Maitland (Alec Baldwin e Geena Devis), che annegano nel fiume a causa di un incidente stradale. Tornati nella loro bella casa di campagna sotto forma di fantasmi, non possono più uscirvi e sono costretti a dividere lo stesso tetto con i Deetz, i nuovi proprietari newyorkesi alla ricerca di un po' di tranquillità. I due spiriti cercano in tutti i modi di costringere la nuova famigliola alla fuga, ma provocano soltanto ilarità e interesse nei Deetz, soprattutto nella figlia Lydia (Winona Rider) che è l'unica che riesce a vederli, in quanto lei per prima si sente “strana e oscura”. I Maitland, nonostante la loro assistente tombale glielo avesse sconsigliato, ricorreranno all'aiuto di uno spiritello odioso e impertinente di nome Betelgeuse (Michael Keaton), che combinerà soltanto dei guai.
Per quanto riguarda il doppiaggio, la scelta delle voci risulta pertinente, soprattutto nel caso dello spiritello malvagio, interpretato egregiamente da Michael Keaton e doppiato altrettanto bene da Carlo Reali. Il doppiatore, oltre ad avere una voce molto simile a quella originale, è riuscito a cogliere e interpretare molto bene le sfumature del personaggio, seguendo con attenzione smorfie e cambi di umore.
Nel complesso è stato fatto un buon lavoro di traduzione e adattamento. Si è scelto di utilizzare un italiano standard di ceto medio; gli unici a fare eccezione sono la signora Deetz e Betelgeuse. La prima utilizza un linguaggio abbastanza alto e ricercato (spesso con parole volutamente poco conosciute), che calza a pennello con la puzza sotto al naso del personaggio; lo spiritello invece parla in maniera volgare e grezza, essendo un personaggio sboccato e sudicio, dai modi poco signorili e con la passione delle prostitute.
Il problema di traduzione più grande (e irrisolto) di questo film è proprio il nome dello spiritello porcello: Betelgeuse. Betelgeuse è una delle stelle più grandi e luminose del cielo, nonché una supergigante rossa appartenente alla costellazione di Orione. Il nome del protagonista del film, stando a una dichiarazione dello sceneggiatore, deriva proprio da quello della stella. Tuttavia l'elemento importante non è tanto l'origine, ma la pronuncia di questo termine, che è la stessa dell'inglese «beetle juice», letteralmente «succo di scarafaggio». Come tutti i nomi propri, è buona norma non tradurli ma mantenerli in originale. Invece in questo caso sarebbe stato molto utile e d'effetto riuscire a trovare un equivalente gioco di parole in italiano, ma la cosa era forse impossibile, anche perché il nome compare più volte su cartelli, televisione e quotidiani, e l'incongruenza tra ciò che lo spettatore sente e ciò che legge sarebbe stata troppo grande. A complicare la questione è un gioco che Betelgeuse fa con Lydia: vuole farle pronunciare il suo nome senza dirglielo e decide di fare una sciarada; le fa indovinare due parole che, messe assieme, compongono il suo nome. Ovviamente nel film doppiato, avendo lasciato il nome in inglese, le due parole sono in inglese e non italiano; quindi per la prima parola viene indicato uno scarafaggio (beetle) e per la seconda compare un succo di frutta (juice). Lo stratagemma per far sembrare questa scena meno assurda è quello di premettere che le parole da indovinare sarebbero state in inglese, è lo spiritello stesso a dirlo a Lydia e qui sorgono due problemi: il primo è che per chi conosce l’inglese il risultato non è per niente scioccante, perché sappiamo che «beetle» significa scarafaggio e «juice» succo, quindi non ci sorprende troppo sentire Lydia che alla vista dell'insetto grida «Beetle!», ma chi non parla inglese non è detto che capisca; il secondo, e più grave, è che comunque tutti percepiscono come impossibile la situazione: avviene cioè una interruzione della “sospensione dell’incredulità”, di quel patto con lo spettatore che aveva reso fino a quel momento possibile lo stratagemma del doppiaggio.
Ma gli elementi grafici e i giochi di parole lasciavano davvero poco spazio all’inventiva del dialoghista, costringendolo a una scelta quasi obbligata, che non inficia comunque il buon livello complessivo dell’adattamento.

Ilaria Zamboni

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