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Scheda

Soggetto:

Gordon Buford, Ben Garant, Thomas Lennon, Mark Perez

Sceneggiatura:

Ben Garant, Thomas Lennon, Alfred Gough, Miles Millar

Regia:

Angela Robinson

Prodotto da:

Walt Disney Pictures, Robert Simonds Productions

Distribuito da:

Buena Vista International Italia

Edizione italiana:

Royfilm

Dialoghi italiani:

Manuela Marianetti

Direttore del Doppiaggio:

Leslie La Penna

Assistente al doppiaggio:

Monica Simonetti

Fonico di doppiaggio:

Enzo Mandara

Fonico di mix:

Marco Coppolecchia

Supervisione artistica:

Roberto Morville

Voci:

Lindsay Lohan:

Alessia Amendola

Michael Keaton:

Massimo Rossi

Matt Dillon:

Francesco Prando

Breckin Meyer:

Nanni Baldini

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Herbie il supermaggiolino
(Herbie: fully loaded, Usa 2005)

Quinto film di una serie celeberrima della Disney su Herbie, il maggiolino Wolkswagen che pensa ed è dotato di personalità come un essere umano (gli altri titoli sono Un maggiolino tutto matto, 1969; Herbie il maggiolino sempre più matto, 1974; Herbie al rally di Montecarlo, 1977 e Herbie sbarca in Messico, 1980), è interpretato dalla nuova attrice simbolo della Disney, Lindsay Lohan, nel ruolo della giovane Maggie Peyton, la figlia del pilota Ray Peyton, che insiste nel voler educare all’arte delle corse automobilistiche l’inetto figlio maschio Ray jr. Ma la vera pilota in famiglia è proprio Maggie. Imbattutasi dallo sfasciacarrozze nel povero Herbie, ormai ridotto ad una carcassa dopo un glorioso passato agonistico, Maggie troverà nel maggiolino un amico e un alleato per la vittoria della più importante gara della California, sotto gli occhi increduli del padre e quelli irosi del campione Trip Murphy, più volte umiliato da Herbie durante gli allenamenti. Regia brillante e una Lohan perfettamente calata nel ruolo.

La versione italiana di Herbie il supermaggiolino, realizzata dalla Royfilm, la società che dal 1948 con Dumbo ha realizzato le edizioni italiane di quasi tutti i film Disney, compresi i primi quattro celebri lungometraggi col maggiolino, si segnala per l’ottima scelta delle voci e la brillantezza del copione. In effetti le storie di Herbie sono delle favole moderne; lo stesso Herbie ha la personalità di un bambino dispettoso, quindi nell’adattamento del dialogo e nella direzione del doppiaggio era essenziale mantenere un tocco fiabesco e leggero. Grazie a Manuela Marianetti, sensibile dialoghista di lunga esperienza, e a Leslie La Penna, direttore del doppiaggio specialista Disney, l’impresa è riuscita. Si nota la fedeltà al tono dei doppiaggi classici della serie, i cui dialoghi furono realizzati da Roberto de Leonardis negli anni ’70 e ’80. Non mancano nel copione piccoli tocchi di umorismo come la definizione di “bacherozzo” usata dal pilota rivale Trip (Matt Dillon) per il mitico maggiolino. Venendo al cast notiamo come il film, pur potendo contare su un ottimo gruppo di comprimari (Matt Dillon, Michael Keaton) non dà loro sufficiente spazio, per cui gli stessi doppiatori, pur tra i migliori professionisti (Francesco Prando e Massimo Rossi), non riescono ad imporsi in qualche scena particolare, come invece accadeva nei vecchi film di Herbie. Ricordiamo ad esempio Pino Locchi, doppiatore di Buddy Hackett (il meccanico Tennessee Steimetz di Un maggiolino tutto matto), la meravigliosa Lydia Simoneschi – Helen Hayes (Nonna Steinmetz nel sequel Herbie il maggiolino sempre più matto), Sergio Tedesco – David Tomlinson (il cattivo Peter Thorndyke in Un maggiolino tutto matto), tutti eccezionali caratteristi, di grande supporto al doppiaggio dei giovani protagonisti delle pellicole, affidato a Cesare Barbetti (Dean Jones nel primo e terzo film, Ken Berry nel secondo), Fiorella Betti (Michele Lee in Un maggiolino tutto matto) e Vittoria Febbi (Stefanie Powers in Herbie il maggiolino sempre più matto e Julie Sommars in Herbie al rally di Montecarlo). Herbie il supermaggiolino è al contrario costruito sul rapporto tra la piccola auto e Maggie (Lohan) per cui l’unica doppiatrice che spicca sul serio è Alessia Amendola, appunto voce di Lindsay Lohan. E la Amendola, qui al suo secondo film come doppiatrice della Lohan (l’altro è Quel pazzo venerdì, remake di Tutto accadde un venerdì con Jodie Foster) affonda i denti in quello che è un vero “one-girl show” del doppiaggio e, al pari di Herbie, vola verso il traguardo da professionista consumata. Dallo stupore e incredulità iniziali per il prodigio di Herbie – con punte di terrore e panico puro nella caratterizzazione che sono una vera delizia – fino alla tenerezza e alla complicità dimostrate nella seconda parte, la Amendola serve la simpaticissima Lohan con una recitazione perfetta e puntuale, attenta alle minime sfumature e fedelissima alla mimica dell’attrice. È un vero peccato, come già dicevamo, che la sceneggiatura non offra di più ai comprimari, ai quali viene dato pochissimo spazio (ma Dillon non è probabilmente l’attore brillante giusto per il ruolo di antagonista di una stella come Herbie) e non possiamo che rimpiangere la mancanza di più scene che mettano a confronto Michael Keaton (Ray Peyton sr.) o il buffo Breckin Meyer (Ray Peyton jr.) con il lato nascosto del maggiolino. In particolare per quest’ultimo, doppiato da Nanni Baldini, la voce del ciuchino di Shrek, ne avremmo sicuramente sentito delle belle. Comunque si tratta nel complesso di un film piacevole, servito da un doppiaggio ottimamente realizzato, curato da professionisti ben addentro al “disney touch” più tradizionale.

Nunziante Valoroso

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