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Scheda

Sceneggiatura:

Neill Blomkamp, Terri Tatchell

Regia:

Neill Blomkamp

Prodotto da:

KEY CREATIVES QED INTERNATIONAL WINGNUT FILMS

Distribuito da:

SONY PICTURES RELEASING ITALIA

Edizione italiana:

SEFIT-CDC

Dialoghi italiani:

LUIGI CALABRO'

Direttore del Doppiaggio:

MANLIO DE ANGELIS

Assistente al doppiaggio:

SILVIA FERRI

Fonico di doppiaggio:

WALTER MANNINA

Fonico di mix:

ALESSANDRO CHECCACCI

Voci:

Sharlto Copley:

VITTORIO DE ANGELIS

David James:

SIMONE MORI

Jason Cope:

MASSIMO DE AMBROSIS

Nathalie Boltt:

ELEONORA DE ANGELIS

Louis Minnaar:

LUCIANO DE AMBROSIS

Vanessa Haywood:

TENEREZZA FATTORE

Kenneth Nkosi:

MASSIMILIANO VIRGILII

Mandla Gaduka:

MARCO VIVIO

dialoghi
italiani
2,5
direzione
del doppiaggio
2,5

District 9
(District 9, Usa 2009)

Eh, sì. Neill Blomkamp – enfant prodige sudafricano - ha la mano felice e se questa è la sua opera prima ben presto ne vedremo delle belle. Insomma, che si inventa insieme con lo sceneggiatore Terri Tatchell? Una bella parabola sulla diversità: un’astronave piena di alieni resta in panne sospesa su Joannesburg e i poveri extraterrestri definiti “gamberoni” vengono segregati e trattati peggio dei loro precedessori di colore che a loro volta si tramutano in crudeli sfruttatori. Un’umanità patetica, razzista e senza speranza dipinta con cinica ironia e leggerezza nelle sue cialtronesche contraddizioni tanto da far parteggiare senza mezzi termini per i poveracci costretti loro malgrado a restare sulla terra.
Il doppiaggio è condotto da mano esperta e, tranne il protagonista che seppur bravissimo non convince del tutto nel coprire la faccetta di Van De Merwe, vede assegnati i ruoli ad attori bravissimi. Lascia perplessi la decisione di caratterizzare i nativi col tono jimbo-jambo come se i neri fossero deficienti per genoma (mi viene in mente il doppiaggio assurdo di Camp de Thiaroye): capisco la varietà di accenti san, koi-koi, bantù, afrikaans e boerismi vari presenti in Sud Africa ma appiattirsi tout-court sul zìbbadronese è ormai una scelta colpevole, specie se affiancata a un perfetto eloquio in bocca ai culi pallidi. Efficace anche il dialogo, tranne che per qualche scivolata («gruppo di supporto»), troppi «fottuto», un osceno «fatto sesso con queste fottute creature» e un congiuntivo raccapricciante: «se solo sapessimo dove sia... ». Un dubbio: il protagonista verso il finale urla «Uomini di merda!» Non sarebbe stato più chiaro: «Umani di merda!»? Infine una piccola svista: una donna all’inizio del film muove la bocca, ma non è stata coperta, anche se è in PP. Insomma, un po’ più di impegno, ragazzi, o il prossimo lo fanno doppiare ai marziani.

Marnie Bannister

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