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Scheda

Soggetto:

Jim Kouf, Oren Aviv, Charles Segars

Sceneggiatura:

Cormac Wibberley, Marianne Wibberley

Regia:

Jon Turteltaub

Prodotto da:

JERRY BRUCKHEIMER FILMS, JUNCTION ENTERTAINMENT, SATURN FILMS, WALT DISNEY PICTURES

Distribuito da:

BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA

Edizione italiana:

CAST DOPPIAGGIO

Dialoghi italiani:

CARLO VALLI

Direttore del Doppiaggio:

MASSIMILIANO ALTO

Assistente al doppiaggio:

SABINA MONTANARELLA

Fonico di doppiaggio:

VINCENZO MANDARA

Fonico di mix:

FRANCESCO CUCINELLI

Sonorizzazione:

TECHNICOLOR SOUND SERVICES

Supervisione artistica:

ROBERTO MORVILLE

Voci:

Nicolas Cage:

PASQUALE ANSELMO

Justin Bartha:

MASSIMILIANO ALTO

Diane Kruger:

STELLA MUSY

Jon Voight:

LUCIANO DE AMBROSIS

Helen Mirren:

ADA MARIA SERRA ZANETTI

Ed Harris:

LUCA BIAGINI

Harvey Keitel:

ENNIO COLTORTI

Bruce Greenwood:

RODOLFO BIANCHI

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4,5

Il mistero delle pagine perdute - National Treasure
(National Treasure: Book of Secrets, Usa 2007)

Ben Gates, dedito alla storia e ai misteri, scopre durante una delle sue conferenze sulla Guerra Civile che tiene insieme al padre, il professore universitario Patrick Gates, che alcune pagine del diario di John Wilkes Booth – assassino di Abramo Lincoln – credute perse fino a quel momento, sono state ritrovate. Lo scritto sostiene che uno dei loro avi era coinvolto nell’omicidio del Presidente. I due decidono quindi di risolvere il mistero che avvolge la vicenda e riabilitare la fama del loro predecessore. Per fare questo, coinvolgono la fidanzata di Ben, archivista di storia americana, il suo assistente Riley Poole, mago dei computer e autore di un libro sul tesoro dei templari, e sua madre Emily Appleton, docente di linguistica, che non parla col consorte da trentadue anni.
La pellicola ricalca lo stile della saga di Indiana Jones: storia, archeologia, avventura, enigmi e misteri. Niente di meglio per catturare il pubblico che accetta così di buon grado anche alcuni passaggi improbabili – sembra semplicissimo, ad esempio, accedere alla studio privato della regina a Buckingham Palace oppure avvicinare (e persino rapire) il presidente degli Stati Uniti. Ma la trama è avvincente, alcuni personaggi molto simpatici come Riley o la grande Helen Mirren per Emily.
La versione italiana è molto buona, sia per quanto riguarda la direzione del doppiaggio sia per i dialoghi.
Le voci sono state distribuite sapientemente. Ottima la scelta di Luciano De Ambrosis per il padre di Ben e quella di Ada Maria Serra Zanetti per la madre. Altrettanto buona la loro recitazione che ricalca perfettamente i personaggi originali. Molto interessante anche la recitazione di Massimiliano Alto – il “clone” in sala di doppiaggio di Riley. Non è stata tradotta, però, con un cartello la schermata sul pc di Abigail in cui legge della corsa delle uova di Pasqua per accedere alla Casa Bianca. Giusta, invece, la scelta di non sottotitolare il biglietto che legge Riley quando riceve la nuova Ferrari «Tax Free» – è una scritta semplice e che vediamo sempre nei negozi quindi non c’era bisogno di tradurla.
Per quanto riguarda i dialoghi, il merito maggiore è stato quello di mantenerne il registro originale che è piuttosto alto. D’altra parte i personaggi principali sono tutti professori universitari o gravitano comunque intorno al mondo accademico, pertanto hanno una cultura tale che giustifica questa scelta. Ugualmente, è stato mantenuto il ritmo dei dialoghi: talvolta lento, altre più frenetico.
Solo un paio di scelte discutibili, o quanto meno curiose: i due poliziotti francesi che Ben si lavora bene in modo che non lo disturbino durante la sua missione, l’aiutano a tradurre un’iscrizione francese in inglese e dicono «queste gemelle risolute stanno…» Ma i due non parlano perfettamente inglese, tanto che si devono aiutare a vicenda – è plausibile, allora, che scelgano l’aggettivo «risolute»? Non era forse più probabile che scegliessero una parola più comune come «decise»?
Infine, mentre Ben cerca di accedere allo studio privato della regina all’interno di Buckingham Palace, incrocia un inserviente e, poiché si nasconde dietro un mazzo di fiori, dice (evidentemente colto di sorpresa) «Questi fiori hanno dei pistilli un po’ mascolini». La battuta, che comunque mantiene lo spirito originale, e quindi può essere comunque accettata, lascia in ogni caso lo spettatore un po’ spiazzato.
In conclusione, siamo di fronte a un film piacevole e a un buon prodotto di doppiaggio.

Alessandra Basile

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