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Scheda

Soggetto:

Steve Koren, Mark O'Keefe

Sceneggiatura:

Steve Koren, Mark O'Keefe

Regia:

Frank Coraci

Prodotto da:

COLUMBIA PICTURES CORPORATION, REVOLUTION STUDIOS, HAPPY MADISON PRODUCTIONS, ORIGINAL FILM

Distribuito da:

SONY PICTURES RELEASING ITALIA

Edizione italiana:

SEFIT-CDC

Dialoghi italiani:

ELETTRA CAPORELLO

Direttore del Doppiaggio:

MANLIO DE ANGELIS

Assistente al doppiaggio:

SILVIA FERRI

Fonico di doppiaggio:

WALTER MANNINA

Fonico di mix:

DANILO MORONI

Voci:

Adam Sandler:

RICCARDO ROSSI

Kate Beckinsale:

TIZIANA AVARISTA

Christopher Walken:

MASSIMO LODOLO

David Hasselhoff:

FRANCESCO PANNOFINO

Henry Winkler:

ORESTE BALDINI

Julie Kavner:

RITA SAVAGNONE

Sean Astin:

VITTORIO DE ANGELIS

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
3

Cambia la tua vita con un click
(Click, Usa 2006)

Cambia la tua vita con un click. Quante volte avete desiderato cancellare tutto quello che non vi piace o che trovate inutile della vostra vita? Traffico, malattie, sofferenze, litigi, noie e beghe d’ogni genere. Sicuramente milioni di volte. È quello che succede a Micheal Newman, architetto in carriera in cerca di promozione. Per questo rinuncia a portare i figli e la moglie Donna in campeggio per il 4 luglio, arriva all’ultimo secondo alla gara di nuoto del figlio Ben, litiga con la moglie perché passa tutto il tempo in ufficio o se è a casa è al telefono. Così, esausto ed esasperato, accoglie con gioia il regalo di un fantomatico commesso di negozio che gli dona una sorta di telecomando universale. Micheal pensa che gli faciliterà la vita permettendogli di usare un solo telecomando per il televisore, per il ventilatore, per i giocattoli radiocomandati, per il garage, invece di averne uno per ogni singolo aggeggio elettronico. Invece questo telecomando gli permette di vivere la sua vita come se fosse un film: può andare avanti e indietro, può togliere l’audio alle persone che gli danno fastidio, può cambiare la lingua in cui sente le conversazioni, può guardare una partita di football mentre sua moglie lo rimprovera. Ma soprattutto, può saltare tutti i momenti noiosi e superflui della sua vita per arrivare subito alla tanta sospirata promozione – ma cosa perderà nel frattempo?
Versione moderna dello stereotipo dello stacanovista dedito al lavoro e alla carriera che trascura la famiglia, la pellicola presenta spunti di riflessioni e momenti esilaranti come sempre Adam Sandler sa regalare. Buono il cast con il già citato Sandler come protagonista, affiancato da Kate Beckinsale, Christopher Walken, David Hasselhoff e il mitico Henry Winkler, più conosciuto come Fonzie di Happy Days. Cammeo della fantastica Dolores O’Riordan che canta Linger al matrimonio di Ben.
La versione italiana è complessivamente discreta. Buona l’assegnazione delle voci con Riccardo Rossi per Micheal, Tiziana Avarista per sua moglie con una voce dolce, ma decisa, e ottimo Francesco Pannofino per un David Haselhoff che, abbandonato il costume da Baywatch, diventa un imprenditore schiavista, maschilista e con decisamente zero classe. Peccato, invece, per la voce della piccola Samantha che sembra finta oltre ogni dire.
Durante i primissimi minuti del film non è stato doppiato il cartone animato che viene mandato in onda in televisione. Invece, per tutta la durata del film tutto quello che doveva essere tradotto non è stato tralasciato. Infatti, l’insegna del negozio e i cartelli delle rispettive corsie «Bed Bath & Beyond» sono stati letti con voce fuori campo, così come il menu del telecomando, il biglietto lasciato dalla segretaria di Micheal (personaggio alquanto strambo) «Can I go to the bathroom?» e il biglietto che Morty lascia a Adam per concedergli un’altra possibilità con il telecomando.
Molto carini i dialoghi, che hanno mantenuto intatta l’ironia di molte battute. Molto buono l’adattamento dello scambio tra Micheal e il figlio dei vicini che si vanta della macchina del padre: «Mio padre si è fatto un Bose» (nota marca di impianti stereo, ndr) / «Tuo padre si è fatto una dose?».
Discutibile, invece, la scelta di dare a Janine della «cagna». La parola cagna è la traduzione di «bitch», ma in realtà in italiano non lo usa mai nessuno, preferendo epiteti più coloriti. Ma anche in americano, in realtà, la parola ha una connotazione più forte. Altrettanto degna di riflessione è la scelta di cambiare due parti originali. Innanzitutto il nome della moglie di Micheal è Donna, invece in italiano è stato cambiato in Dana. Questo perché gli americani non pronunciano «Donna» come noi, bensì diventa «Dana» perché aprono la <o> e si mangiano una <n> - quindi, a livello di labiale, è anche una buona idea cambiare il nome. Tuttavia, nei titoli di coda, in qualsiasi ricerca su Internet e nelle recensioni pre e post film lo spettatore legge «Donna» rimanendo un po’ confuso. In realtà, mantenere il nome originale non avrebbe creato grandi problemi sul labiale. Infine, Morty dice che «I bravi ragazzi meritano un po’ di fortuna» – sia a voce, sia nel biglietto a fine film -, ma la versione originale riportava «Good guys need a break». «Break» significa pausa, non fortuna – il significato è piuttosto diverso. Se Morty dice che Micheal ha bisogno di fortuna, significa che fino a quel momento è stato sfortunato – cosa che, di fatto, non è. Se invece dice che ha bisogno di una pausa, sta solo dicendo che è molto impegnato perché si barcamena tra lavoro e famiglia. E' questo il vero significato della sua frase.
In ogni caso, questi errori non hanno compromesso particolarmente la fruizione del film che rimane piacevole. Per fortuna, la piccola Samantha non ha un gran numero di battute, altrimenti la scelta della sua voce sarebbe potuta risultare particolarmente fastidiosa.

Alessandra Basile

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