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Scheda

Regia:

Anton Gino Domeneghini

Voci:

Germana Calderini:

Zeila

Giulio Panicali:

Jafar

Carlo Romano:

Burk

Genio della lampada:

Stefano Sibaldi

Narratore:

Stefano Sibaldi

Tonko:

Mario Gallina

Zirko:

Lauro Gazzolo

Zizibè:

Mario Besesti

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

La rosa di Bagdad
(Italia, 1949)

Una fiaba ispirata al fantastico mondo delle Mille e una Notte. Il Perfido califfo Jafar vuole impadronirsi del regno confinante e, per questo, intende sposare la nipote del buon califfo Oman, la bella Zeila, detta “La Rosa di Bagdad”. Il cattivo mago Burk, suo alleato, con l’aiuto di un anello magico, fa sì che Zeila cada sotto il potere di Jafar. Ma il piccolo Amin, un pifferaio innamorato della bella Zeila, veglia su di lei e riuscirà a salvarla, grazie ai poteri del Genio della Lampada di Aladino.

Ideato e realizzato in pieno secondo conflitto mondiale dal geniale imprenditore Anton Gino Domeneghini, La Rosa di Bagdad è un affascinante disegno animato, impreziosito da belle musiche di Riccardo Pik Mangiagalli, da fastose scenografie dipinte da Libico Maraja e dai deliziosi personaggi ideati da quello stesso Angelo Bioletto che aveva realizzato per la Perugina le figurine dei Quattro Moschettieri e del Feroce Saladino ed aveva ideato per Mondadori la prima grande parodia disneyana L’inferno di Topolino. La sceneggiatura, dai toni puramente fiabeschi, è opera di Ernesto d’Angelo e Lucio De Caro. La pellicola è in Technicolor e, per questo motivo, tutte le riprese furono effettuate in Inghilterra, dato che in Italia non era ancora operativa la sede del celebre laboratorio. Il film è da considerarsi la prima produzione nostrana a colori e la prima in Technicolor.

La ciliegina sulla torta è il doppiaggio, affidato ai classici attori della CDC, tra cui spiccano Germana Calderini (Zeila), Giulio Panicali (Jafar), Carlo Romano (Burk) e Stefano Sibaldi nel doppio ruolo del Genio della lampada e del narratore. I tre savi, Tonko, Zirko e Zizibè sono doppiati rispettivamente da Mario Gallina, Lauro Gazzolo e Mario Besesti. Nei piccoli ruoli di Zobeide e della mendicante Fatima troviamo Renata Marini e Giovanna Scotto. Classico, ma abbastanza scontato, il “cameo” di Maria Saccenti nel ruolo della infida nutrice di colore.  Non deve essere stato facile, per i nostri gloriosi doppiatori, lavorare alla Rosa. E’ evidente, infatti, durante la visione del film, che i personaggi presentano, a differenza di quanto accade nei film di Walt Disney, un labiale molto approssimativo, cosa che non aiuta certamente il “sinc”. Eppure, a conti fatti, il risultato finale funziona. Notevole, nelle parti cantate di Zeila, l’apporto del giovane soprano dell’epoca, Beatrice Preziosa. Tra tutti, i migliori sono senza dubbio Carlo Romano, che si produce anche nel canto,  e Stefano Sibaldi. 
Gustoso, per gli appassionati di doppiaggio, scoprire, nelle voci, alcuni paralleli con il mondo di Disney analoghi a quelli visibili nelle immagini (è innegabile che lo stile del film si rifà alle Silly Simphonies degli anni Trenta ed a Biancaneve). 
Mario  Gallina è la voce della Volpe in Pinocchio,Lauro  Gazzolo è la voce del Gufo Anacleto della Spada nella Roccia e  Mario Besesti è la voce di Mangiafuoco, sempre in Pinocchio.  Carlo Romano aveva doppiato nello stesso film il Grillo Parlante, Giulio Panicali, poi,  è stato la prima voce del principe di Biancaneve.

Nunziante Valoroso

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