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Scheda

Soggetto:

Baz Luhrmann, Craig Pearce

Sceneggiatura:

Baz Luhrmann, Craig Pearce

Regia:

Baz Luhrmann

Prodotto da:

BAZ LUHRMANN E FRED BARON PER BAZMARK FILMS

Distribuito da:

20TH CENTURY FOX

Edizione italiana:

CDC-SEFIT

Dialoghi italiani:

ROBERTO CHEVALIER

Direttore del Doppiaggio:

ROBERTO CHEVALIER

Assistente al doppiaggio:

SILVIA MENOZZI

Voci:

Nicole Kidman:

ROBERTA PELLINI

Ewan McGregor:

MASSIMILIANO MANFREDI

Jim Broadbent:

LUCIANO DE AMBROSIS

John Leguizamo:

MARCO GUADAGNO

Richard Roxburgh:

MARCO METE

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
3

Moulin Rouge
(Moulin Rouge, Australia 2001)

Diretto da Baz Luhrmann nel 2001, Moulin Rouge può essere definito solo "Spectacular, Spectacular", dal titolo della commedia che funge da perno per la trama del film. Dalla prima all'ultima scena vi è un continuo, roboante e sensuale susseguirsi di colori, suoni, effetti, luci e chi-più-ne-ha-più-ne-metta. Da questo mix stravagante e da un montaggio velocissimo e spezzettato nasce un lavoro che rappresenta un nuovo tipo di film musicale che sfrutta al massimo tutte le potenzialità delle canzoni.
Il film è ambientato nella Parigi bohemienne del XIX secolo e racconta l'amore di Christian, giovane scrittore/poeta di talento, e Satine, la stella del Moulin Rouge. Attorno alla coppia ruota il mondo verde assenzio della congrega artistica del nano Toulouse-Lautrec (in procinto di scrivere lo spettacolo bohemien del secolo), delle ballerine di can-can di Zidler e del perfido Duca, ovviamente anch'egli bramoso di avere la bella Satine.
L'adattamento di Moulin Rouge avrà sicuramente presentato problematiche di non facile soluzione. Sebbene la colonna sonora non sia originale, ma si affidi a pezzi famosi appartenenti alla cultura pop e rock, il film rientra nella categoria del musical. Gli estimatori dei pezzi in questione non possono che godere dei bizzarri accostamenti messi a punto da Luhrmann, sia in termini di scelta dei brani singoli che di medley. Ovviamente tali scelte non sono affatto casuali, ma svolgono una funzione narrativa ben precisa all'interno della trama del film. I riferimenti a titoli e testi di canzoni sono moltissimi, e l'accostamento fra dialoghi ricchi di citazioni e le stesse canzoni citate crea nell'originale un gioco di rimandi di grande effetto, decisamente complicato da rendere in traduzione.
È stato scelto di non doppiare le canzoni, le quali, essendo molto famose e contemporanee, se doppiate sarebbero risultate stridenti alle orecchie di un pubblico italiano, abituato a conoscerle nella loro versione originale. Sicuramente questa era l'unica scelta possibile, ma le perdite nel testo filmico non passano inosservate.
A parte il fatto che i protagonisti parlano e cantano con voci diverse, ciò che viene meno è il gioco di riferimenti intrecciati tra dialogo e canzone. Ho scelto alcuni esempi che, a mio parere, chiariscono il problema.
Christian si rivolge a Satine utilizzando delle frasi della canzone Your Song. Il parlato viene
doppiato, annullando la riconoscibilità del testo.
Christian: «It's a little bit funny»
Satine: «What?»
Christian: «This feeling inside. I'm not one of those who can easily hide».
(...)
Christian: «I don't have much money but boy if I did, I'd buy a big house where we both could live.
If I were a sculptor, but then again, no. Or a man who makes potions a traveling show».
Christian: «D’accordo! E’ davvero un po’ strano…»
Satine: «Cosa?»
Christian: «Quello che sento dentro. Non sono uno che sa celare, lo sento»
(…)
Christian: «Io, io, non ho molto denaro, ma se ne avessi comprerei una grande casa per noi due se potessi. Se fossi uno scultore, no! E’ più esaltante un creatore di pozioni in un circo ambulante!»
Dopodiché Christian inizia a cantare e completa così le strofe della canzone. Ovviamente il gioco di citazioni viene completamente perso in traduzione. Apprezzabile il tentativo di rendere le rime e assonanze dell'originale, creando un testo che risulta una poesia un po' melensa e, per questo, divertente. Sicuramente nel momento in cui il protagonista intona Your Song il pubblico la riconosce, tuttavia non può sapere che le ultime battute di Christian non sono altro che la prima strofa del pezzo scritto da Elton John .
Anche in altre occasioni si presenta lo stesso problema. Ad esempio, il protagonista definisce l'amore tramite alcuni titoli di celebri canzoni d'amore. Purtroppo nella versione italiana questa particolarità non passa.
Christian: «Love? Above all things, I believe in love! Love is like oxygen! Love is a manysplendored thing, love, lifts us up where we belong. A ll you need is love!»
Christian: «Amore. Io credo soprattutto nell’amore! L’amore è come l’ossigeno, l’amore è una cosa meravigliosa, ci innalza verso il cielo, tutto quello che ci serve è amore!».
L'unica citazione che viene mantenuta è quella di Love is a many-splendored thing, dato che è anche il titolo del film in cui è presente la canzone. Credo che queste perdite siano, purtroppo, inevitabili proprio a causa della peculiarità del film.
Lo stesso accade durante una conversazione tra Zidler e il Duca, dove la canzone citata è Like a virgin.
Zidler: «She said you make her feel like a virgin».
The Duke: «Virgin? »
Zidler: «You know, touched for the very first time».
Zidler: «Si sente un’ amorevole sposina, dice che la fate sentire una… vergine».
Duca: «Vergine? »
Zidler: «Esatto, una vergine toccata per la prima volta».
Direi che nel complesso è stato fatto quello che si poteva fare, vista e considerata la natura del film. Le parti cantate sono sottotitolate, rendendone accessibile perlomeno il contenuto. Tuttavia questo non supplisce alla perdita di quello che è lo spirito della pellicola.
Per quello che riguarda, invece, i doppiatori e la loro recitazione, trovo azzeccata la scelta di Massimiliano Manfredi per il ruolo di Christian (Ewan McGregor). La sua recitazione segue molto da vicino quella di McGregor e in alcuni punti Manfredi aggiunge un tocco in più alle battute ironiche del personaggio grazie ad un tono di voce decisamente spiritoso.
Invece la scelta della voce di Roberta Pellini per il personaggio di Satine non mi trova completamente d'accordo. La Kidman caratterizza Satine con una voce tendente all'acuto, che a volte pare quella di una bambina e per questo motivo l'aspirante attrice maliziosa e smaliziata risulta essere una combinazione eccitante di lolita e femme fatale. La Pellini, invece, ha una voce più bassa e calda, che estremizza con toni acuti le parti in cui Satine fa la "cagnetta" (nelle quali effettivamente accenna guaiti e ringhia) e con toni più bassi l'eloquio normale. In generale, però, l'interpretazione risulta comunque convincente poiché il carattere di Satine emerge chiaramente in tutta la sua dolcezza e aggressività, anche se, appunto, in maniera un po' più marcata rispetto all'originale.
Bravi anche Luciano De Ambrosis (Zidler- Jim Broadbent), che bene rende il rubicondo e mattatore del Moulin Rouge, e Marco Guadagno nel ruolo del nano dalla pronuncia difettosa Toulouse-Lautrec (John Leguizamo). Il Duca di Marco Mete non risulta così tendente al nasale e allo stridulo come nell'originale, ma comunque recupera con una buona caratterizzazione. Nel complesso le voci risultano appropriate e in equilibrio fra loro quanto a recitazione.
Credo che Moulin Rouge sia un film che, anche qualora non piacesse, non può lasciare indifferenti per il letterale tripudio di stimoli visivi e uditivi che offre. Purtroppo rimane il fatto che il doppiaggio manca della brillante componente linguistica e "citazionistica" dell'originale che in continuazione strizza l'occhio a musica e parole, restando così il film più godibile in lingua originale.

Alice Testa

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