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Scheda

Soggetto:

John Grisham (dal romanzo omonimo)

Sceneggiatura:

David Rabe, Robert Towne, David Rayfiel

Regia:

Sydney Pollack

Prodotto da:

JOHN DAVIS/SCOTT RUDIN/MIRAGE PER LA PARAMOUNT PICTURES

Distribuito da:

UIP

Edizione italiana:

C.D.C.

Dialoghi italiani:

Elettra Caporello

Direttore del Doppiaggio:

Manlio De Angelis

Assistente al doppiaggio:

ANTONELLA BARTOLOMEI

Voci:

Tom Cruise:

ROBERTO CHEVALIER

Jeanne Tripplehorn:

CRISTINA BORASCHI

Gene Hackman:

RENATO MORI

Hal Holbrook:

DARIO PENNE

Terry Kinney:

VITTORIO DE ANGELIS

Wilford Brimley:

SANDRO SARDONE

Ed Harris:

MICHELE GAMMINO

Holly Hunter:

ISABELLA PASANISI

David Strathairn:

MARCO METE

Gary Busey:

FRANCESCO PANNOFINO

Barbara Garrick:

ANNA RITA PASANISI

Paul Sorvino:

GLAUCO ONORATO

dialoghi
italiani
3,5
direzione
del doppiaggio
5

Il socio
(The Firm, Usa 1993)

Da un romanzo di John Grisham Sydney Pollack ha tratto un film avvincente, con attori di alto livello e un ritmo serrato senza mai un cedimento.
Altrettanto alto il livello della versione italiana.
Ottima scelta le voci dei protagonisti (piuttosto numerosi: da Tom Cruise a Holly Hunter a Gene Hackman a Ed Harris).
Per quanto riguarda i dialoghi ho notato solo due piccole imperfezioni.
La prima: «Noi incrimineremo....e quando succede lei andrà in galera» :sembra strano che non sia stato messo tutto al futuro, trovo difficile credere che una professionista preparata come la Caporello possa aver fatto questo grossolano errore di sintassi.
Inoltre ho notato che Abby Mcdeere, la moglie del protagonista, usa qualche volta frasi più lunghe del necessario, e la povera Cristina Boraschi si trova a parlare fin troppo velocemente per avere il sinc esatto. Il tono usato dalla doppiatrice è spesso e volentieri “da maestrina”, pur se tutt’altro che antipatica. In realtà è solo saggia, ha capito tutto molto prima del marito e quando “scopre” la verità la sua reazione è fin troppo composta. E’ quindi molto buono il mio giudizio sulla Boraschi, che tratteggia ottimamente il carattere e i sentimenti che animano tutte le azione di Abby, e lodevole il suo impegno per mantenere un buon sinc.
Questo però non comporta in alcun modo un giudizio inferiore al livello generale dei dialoghi, appropriati ad ogni personaggio, situazione, età, professione, sentimento, reazione.
Per quanto riguarda invece la scelta e la direzione degli attori, non c’è che un giudizio: eccellente.
Chevalier è la “voce italiana” di Tom Cruise per il modo in cui riesce a rendere ogni sfumatura delle espressioni dell’attore americano, per la perfezione del sinc; Renato Mori ci restituisce un Gene Hackman perfettamente credibile, disonesto che però non può non guadagnare la nostra simpatia; Isabella Pasanisi dà la voce ad una Holly Hunter coraggiosa, molto pratica del suo lavoro, ma anche civetta, tutto con estrema naturalezza.
Una menzione speciale va a Francesco Pannofino, la cui natura, oltre ovviamente all’ottima direzione, guida in una eccellente interpretazione di Eddie Lomax (Gary Busey). Ottima la sua entrata in scena: parla veloce, svelto, nervoso, quasi sussurra, come se avesse fretta di conoscere il suo interlocutore, se volesse fargli sapere tutto più velocemente possibile per entrare da subito in confidenza con lui. Nella seconda scena rallenta, ha parlato, si è calmato.

Elisabetta Fumagalli

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