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Scheda

Soggetto:

George Crile (dal romanzo omonimo)

Sceneggiatura:

Aaron Sorkin

Regia:

Mike Nichols

Prodotto da:

TOM HANKS, GARY GOETZMAN E MICHAEL HALEY PER PLAYTONE, UNIVERSAL PICTURES

Distribuito da:

Universal Pictures Italy

Edizione italiana:

SEFIT-CDC

Dialoghi italiani:

Francesco Vairano

Direttore del Doppiaggio:

Francesco Vairano

Assistente al doppiaggio:

Antonella Bartolomei

Fonico di doppiaggio:

Fabio Benedetti

Fonico di mix:

Alessandro Checcacci

Voci:

Tom Hanks:

Angelo Maggi

Julia Roberts:

Cristina Boraschi

Philip Seymour Hoffman:

Francesco Pannofino

Ned Beatty:

Giorgio Lopez

Om Puri:

Wahib Marzouq

Amy Adams:

Stella Musy

Daniel Eric Gold:

Roberto Gammino

Emily Blunt:

Daniela Calò

Shiri Appleby:

Domitilla D'amico

Brian Markinson:

Enrico Di Troia

Jud Tylor:

Tiziana Avarista

Hilary Angelo:

Eleonora Reti

Cyia Batten:

Perla Liberatori

Peter Gerety:

Claudio Fattoretto

Christopher Denham:

Nanni Baldini

Ken Stott:

Luciano Turi

John Slattery:

Massimo Lodolo

Joe Roland:

Davide Marzi

P.J. Byrne:

Francesco Sechi

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4,5

La guerra di Charlie Wilson
(Charlie Wilson's War, Usa 2007)

Grazie a Tom Hanks per aver prodotto e interpretato questo geniale film che ci racconta la storia vera di come un oscuro deputato democratico texano sia riuscito a far manovrare al Congresso americano la guerra degli afgani contro la Russia ma sia caduto sulla ricostruzione, e quel che segue lo conosciamo. A volte insegna più la scena finale di un film che un libro di storia. Un film dal ritmo e dallo stile “antico”, chiaro come un teorema malgrado l’oggettiva complessità dei rapporti di forza.

Nei dialoghi italiani Vairano ha qualche scivolata traduttiva (come “liberal” reso con “liberale”, che per noi significa il contrario) che però stavolta mi sento di perdonare – a patto di una maggior attenzione in futuro – perché ha fatto un buonissimo lavoro riuscendo a non confondere le intricatissime carte in gioco ma più che altro essendo riuscito a rendere con poche pennellate le diverse personalità, come in originale, e replicando bene e a tratti benissimo il ritmo graffiante, l’intelligente costruzione, la brillantezza dei dialoghi.
Molto buono anche il cast dei doppiatori, che offre in generale un’ottima prova: Philip Seymour Hoffman, grandissimo e camaleontico, trova in Pannofino il miglior alter-ego; raffinatissima l’interpretazione della Boraschi, bravo come sempre Angelo Maggi e molto bravi anche tutti gli altri. Notazione finale: una volta tanto, i numerosi stranieri hanno degli accenti passabili (bene far doppiare il presidente pakistano Zia da un libanese) e non fanno la solita grottesca figura.

Giovanni Rampazzo

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