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Scheda

Sceneggiatura:

Ted Elliot, Terry Rossio

Regia:

Gore Verbinski

Prodotto da:

Jerry Bruckheimer Films, Walt Disney Pictures

Distribuito da:

Buena Vista

Edizione italiana:

CAST DOPPIAGGIO

Dialoghi italiani:

Carlo Cosolo

Direttore del Doppiaggio:

Carlo Cosolo

Assistente al doppiaggio:

Andreina D’Andreis

Fonico di doppiaggio:

FABRIZIO SALUSTRI

Sonorizzazione:

Sefit-CDC

Voci:

Johnny Depp:

Fabio Boccanera

Orlando Bloom:

Massimiliano Manfredi

Keira Knightley:

MYRIAM CATANIA

Geoffrey Rush:

Pietro Ubaldi

Bill Nighy:

Gianni Giuliano

Chow Yun-Fat:

Roberto Pedicini

dialoghi
italiani
2,5
direzione
del doppiaggio
5

Pirati dei Carabi – Ai Confini del Mondo
(Pirates of the Caribbean: at world’s end, Usa 2007)

Inizio estremamente lento, trama complicata, sequenze visionarie, niente lieto fine. Il terzo e conclusivo episodio de I pirati dei Caraibi non convince per niente.
Il capitano Jack Sparrow è rimasto imprigionato in una sorta di limbo, il forziere di Davy Jones, così i suoi amici Elisabeth e Will, in un’improbabile alleanza con il capitano Barbosa (richiamato dall’aldilà da Tia Dalma), si precipitano in suo soccorso. Capitan Sparrow è infatti l’ultimo dei nove Pirati Lord che sono necessari per completare il Consiglio della Fratellanza che deve battere la Compagnia delle Indie Orientali, guidata da Lord Cutler Beckett, che minaccia la loro presenza sui mari.
La trama è molto complessa e presenta un turbinio di capovolgimenti di ruoli e di alleanze in cui vediamo Jack con le allucinazioni, Elisabeth diventare capitano, Will che le chiede la mano in modo alquanto rocambolesco e un finale che lascia l’amaro in bocca. La trama è talmente complicata che il DVD è accompagnato da un foglio con le domande più frequenti degli spettatori che aiutano a districarsi nei giochi del film.
Dopo un meraviglioso esordio della saga, il secondo episodio sembrava essere sufficiente a chiudere il tutto, mentre il terzo (e si parla già di una seconda trilogia) costituisce il solito declino dei serial movies mal riusciti. Senza mordacia, lunghissimo e tedioso.
Carlo Cosolo ha curato sia la direzione del doppiaggio sia la stesura dei dialoghi, ed in effetti gli è riuscito meglio il primo compito del secondo.
Le voci sono state distribuite con maestria, scegliendo tra le migliori. Ottima la scelta di Pedicini per il Capitano Sao Feng con la sua voce elegante ed avvolgente e che, come sempre, recita in maniera impeccabile.
Non sono state omesse traduzioni di cartelli, di battute o di brusii in sottofondo. Anzi, è stata fatto un buon adattamento della canzone di apertura Yo-ho. La traduzione non è sempre fedele al testo originale, ma il senso generale è stato rispettato e soprattutto bisogna apprezzare l’impegno di aver mantenuto tutte le rime.
Qualche difetto, al contrario, è riscontrabile nell’adattamento dei dialoghi. Innanzitutto, e qui non si parla di difetto, ma di errore vero e proprio, nelle prima sequenza della pellicola un araldo dichiara «I seguenti istituti sono sospesi», dove “istituti” sarebbe la traduzione – errata – di “statutes”. Sarebbe stato più corretto usare “statuti”, termine verosimile per l'epoca e più adatto al contesto, mentre il termine scelto, “istituto”, si discosta inutilmente dall’originale, creando peraltro un errore di sincronismo labiale.
Più avanti, il Capitano Sao Feng parla con Capitan Barbossa e Elisabeth e dice loro «Wouldn’t it be amazing if this adventure took you to the world beyond this one?». La battuta è stata adattata con «Non sarebbe sorprendente se questa impresa ti conducesse al mondo più in là di questo?». Ma “il mondo più in là di questo” è una scelta davvero infelice. Stona talmente in italiano da sembrare quasi sgrammaticata. Sarebbe bastato parlare dell’aldilà, o di un mondo oltre questo, ma non “più in là”, non ha senso.
Di seguito Gibbs ricorda a Capitan Sparrow che è rimasto intrappolato in un limbo, lo scrigno di Davy Jones e Jack gli risponde «Lo so. Lo so molto bene. Non credere che no». Dove “non credere che no” è la traduzione di “Don’t think I don’t”. In italiano, tuttavia, la battuta, esattamente come quella precedente, stona molto rispetto all’uso comune che avrebbe suggerito un “non credere di no”.
I prossimi due adattamenti più che errati sono poco comprensibili. Il primo riguarda uno scambio di battute tra Lord Beckett e un membro del suo equipaggio che gli comunica «We have a favourable wind, Sir/Il vento ci è favorevole» e Beckett commenta «So we do/Anche a me». Perché cambiare il soggetto?
Infine dopo che l’Endeavour è stata affondata, un uomo della ciurma di Will urla «Captain Turner!», ma la battuta è stata inspiegabilmente cambiata in «Alla vittoria!». A che pro? In questo modo è cambiato sia il senso sia il labiale che non è più rispettato.
L’edizione italiana non ha fatto che confermare il giudizio negativo del film. A parte l’ottima direzione del doppiaggio, i dialoghi sono stati tradotti in maniera non sempre ineccepibile, adottando scelte poco comuni e ingiustificate.

Alessandra Basile

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