Notizie Recensioni Interviste Prima Pagina Materiali Perditempo

Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

Tom Rowe, Tom McGowan III

Sceneggiatura:

Larry Clemmons

Regia:

Wolfgang Reitherman

Prodotto da:

WALT DISNEY

Distribuito da:

C.I.C.

Edizione italiana:

Fono Roma

Dialoghi italiani:

Roberto De Leonardis

Direttore del Doppiaggio:

Mario Maldesi

Voci:

Duchessa:

Melina Martello

Romeo:

Renzo Montagnani

Groviera:

Oreste Lionello

Edgar:

Renato Turi

Scat Cat:

Corrado Gaipa

Bizet:

Riccardo Rossi

Matisse:

Emanuela Rossi

Minou:

Cinzia de Carolis

Lafayette:

Renato Cortesi

Napoleone:

Mario Feliciani

Adelina:

Solvejg d’Assunta

Guendalina:

Angiolina Quinterno

zio Reginaldo:

Gianni Bonagura

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Gli aristogatti
(The Aristocats, Usa 1970)

Uscito nel dicembre 1970, The Aristocats è il primo lungometraggio animato realizzato dopo la morte di Walt Disney. Tratto da un racconto di Tom Mc Gowan e Tom Rowe, il film racconta di una raffinata gatta, Duchessa e dei suoi tre gattini, che vengono nominati eredi universali dalla loro padrona, madame Adelaide e rischiano di essere eliminati dal perfido maggiordomo Edgar, che dovrebbe entrare in possesso dell’eredità alla loro morte. In loro aiuto interviene un simpatico gatto randagio di nome Romeo che, con l’aiuto dei suoi amici (una band di scatenati gatti randagi suonatori di jazz) riuscirà ad eliminare il perfido maggiordomo e a conquistare il cuore di Duchessa. La Parigi del 1910 è ottimamente resa con scenografie realizzate nello stesso stile della Carica dei 101, e la brillante regia di Wolfgang Reitherman, coproduttore insieme a Winston Hibler (entrambi erano tra i più stretti e fidati collaboratori di Walt),  rende Gli Aristogatti un vero classico moderno
I personaggi vennero ideati ispirandosi alle caratteristiche fisiche e vocali degli attori che prestavano loro la voce, come era già avvenuto per Il Libro della Giungla. In particolare Duchessa ha tutto lo charme europeo di Eva Gabor, mentre Romeo (il nome completo in originale è Abraham de Lacy Giuseppe Casey Thomas O’ Malley) presenta molte delle caratteristiche di Baloo, essendo la voce quella dell’orso, cioè Phil Harris. Al successo del film contribuirono anche le belle musiche di George Bruns e le deliziose canzoni. Per quanto riguarda il tema principale (The Aristocats), composto da Richard e Robert Sherman, il grande Maurice Chevalier decise di abdicare temporaneamente al suo ritiro dalle scene per cantarlo nei titoli del film; la sua interpretazione, incisa sia in francese che in inglese, si rivelò una vera e propria chicca. Da notare che, fino alla riedizione del 1986 inclusa, la copia italiana del film presentava la versione francese della canzone nei titoli. Dalla riedizione successiva e per la distribuzione in video si è preferito la versione in lingua inglese, che ha solo la parte finale in francese.
Distribuito in Italia per il Natale 1971 a cura della Cinema International Corporation, Gli Aristogatti divenne istantaneamente un classico e tale è rimasto nel corso degli anni con una popolarità presso il pubblico superata solo da La carica dei 101, Biancaneve e Cenerentola. Molto del merito va anche all’azzeccatissima versione italiana di Roberto de Leonardis, realizzata dalla Fono Roma e diretta da Mario Maldesi, con la collaborazione dei doppiatori della CVD.
De Leonardis tradusse al solito anche tutte le canzoni, il cui doppiaggio venne curato da Pietro Carapellucci, con la partecipazione del suo coro e della deliziosa voce di Gianna Spagnulo per le canzoni di Duchessa.
Il doppiaggio italiano degli Aristogatti differisce leggermente nella caratterizzazione dei personaggi principali di Duchessa e Romeo. La voce originale di Duchessa, Eva Gabor è molto sofisticata ma dotata di un timbro nasale. Il personaggio acquista moltissimo con la voce di Melina Martello, sofisticata quanto basta, ma ricca di sfumature e di piccoli tocchi di dolcezza che nell’originale si avvertono meno. Piccoli capolavori di intensità emotiva sono la scena in cui Duchessa parla a Romeo del profondo rapporto che la lega a madame Adelaide e il dialogo tra i due sui tetti di Parigi al chiaro di luna. Romeo venne doppiato dal compianto Renzo Montagnani e il risultato è davvero memorabile, paragonabile a quello ottenuto 22 anni dopo da Gigi Proietti col genio di Aladdin. Oltre alla bravura e al calore umano che traspare dalla caratterizzazione dell’attore, a Roberto de Leonardis va il grande merito di aver fatto parlare il personaggio con accento romanesco (nella versione originale il gatto è di origine irlandese), il che permise a Montagnani di caratterizzare il personaggio con una serie di invenzioni verbali tipicamente dialettali del tutto assenti dalla versione originale. Pur fedelissimo al dialogo della versione inglese, il Romeo italiano resta una creatura di Montagnani e De Leonardis, mentre il Phil Harris dell’originale è effettivamente una replica “felina” di Baloo. Il topo Groviera ha la spassosa voce di Oreste Lionello, all’epoca re delle voci dei cartoons e già doppiatore per la Disney del famoso orsetto Winny Puh (tra l’altro, sia Puh che Groviera hanno la stessa voce originale, Sterling Holloway). Edgar si avvale della bravura di Renato Turi,  già voce di Gaspare nei 101, eccezionale nel sottolineare tutte le paure e la goffaggine di un cattivo piuttosto imbranato.
Il gatto jazzista Scat Cat ha invece la voce dello straordinario Corrado Gaipa, già ascoltato nella parte di Bagheera.
I tre gattini parlano con i deliziosi toni di tre famosi baby doppiatori dell’epoca, oggi tra i maggiori del settore: Riccardo Rossi (Bizet); Emanuela Rossi (Matisse) e la favolosa Minou di Cinzia de Carolis. Lo stesso Lionello ritorna nel divertente ruolo di Georges Hautecourt, avvocato di Madame Adelaide, doppiata dalla grande Wanda Tettoni.
I due cani che perseguitano Edgar sono doppiati, sempre in tono dialettale, da Renato Cortesi (Lafayette) e Mario Feliciani (Napoleone).
Come dimenticare poi le oche inglesi Adelina e Guendalina Bla Bla, caratterizzate in modo strepitoso da Solvejg d’Assunta ed Angiolina Quinterno (Non siamo tortore! Siamo ocheee!) I loro scambi di battute con un Romeo/Montagnani da antologia sono indimenticabili. Tra i caratteristi l’oscar della simpatia va però all’irresistibile zio Reginaldo di Gianni Bonagura, che ha arricchito col suo talento un personaggio già di per sé delizioso: un'oca ubriaca per essersi scolata tutta la pentola di Madera in cui avrebbe dovuto essere rosolato.

Nunziante Valoroso

aggiungi il tuo punto di vista

La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.

 

 

 

Avvertenze legali ~·~ © 2005~2013 aSinc.it ~·~ Tutti i diritti riservati.