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Scheda

Sceneggiatura:

Eric-Emmanuel Schmitt

Regia:

Eric-Emmanuel Schmitt

Prodotto da:

GASPARD DE CHAVAGNAC E ROMAIN LE GRAND E ANNE-DOMINIQUETOUSSAINT PER BEL OMBRE FILMS, ANTIGONE CINÉM

Distribuito da:

VIDEA-CDE

Edizione italiana:

Studio Emme

Dialoghi italiani:

Fabrizio Pucci

Direttore del Doppiaggio:

Fabrizio Pucci

Assistente al doppiaggio:

Antonio Masi

Fonico di doppiaggio:

Maurizio Solofra

Fonico di mix:

Mario Luini

Voci:

Catherine Frot:

Claudia Razzi

Albert Dupontel:

Mario Cordova

Jacques Weber:

Luigi La Monica

Fabrice Murgia:

Marco Vivio

Nina Drecq:

Perla Liberatori

Camille Japy:

Deborah Ciccorelli

Alain Doutey:

Franco Zucca

Julien Frison:

Mattia Nissolino

Laurence D:

Beatrice Margiotti

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
3

Lezioni di felicità – Odette Toulemonde
(Odette Toulemonde, Francia/Belgio 2006)

Eric-Emmanuel Schmitt si cimenta per la prima volta nella regia, riuscendo a metter su un film molto delicato, affrontando un tema che rischiava continuamente di trasformarsi in luogo comune, in banalità: come riuscire, malgrado i grandi problemi da cui pensiamo di essere sovrastati, ad essere felici. La trama è molto semplice: una commessa riesce finalmente a incontrare il suo scrittore preferito, Balthazar Balsan, l’autore dei romanzi che le rendono possibile dimenticare tutte le difficoltà della vita permettendole letteralmente di librarsi nell’aria; ovviamente lui è un uomo profondamente infelice, malgrado renda felici centinaia di commesse e sciampiste: lei gli insegnerà ad avere fiducia in se stesso (e renderà una certa dignità alle commesse e alle sciampiste).

Un film del genere, così lieve, così delicato, deve necessariamente trovare la sua originalità nella caratterizzazione dei diversi personaggi, nel ritmo drammaturgico che non può mai rallentare, pena la noia mortale.

Tutto ciò è magistralmente messo in atto, grazie anche a un doppiaggio discreto.

I personaggi ci si presentano attraverso il loro modo di esprimersi, capiamo subito che Odette è una donna garbata, che si rifugia nella lettura e lì trova la forza per sorridere sempre e comunque, che la sua amica commessa è un po’ sempliciotta, che Pims, il critico letterario, acerrimo nemico di Balsan perché ha una relazione con sua moglie, vuole ferirlo a tutti i costi, che Balthazar vuole darsi un tono da intellettuale all’inizio, ma viene successivamente sopraffatto da un forte senso di inettitudine. Il tutto però avrebbe potuto essere reso senza cadere nei soliti francesismi (per esempio l’abuso di «Buongiorno» come unica forma di saluto, mentre in italiano se ne usano diverse a seconda dei rapporti e dei momenti della giornata) e in un tono generale un po’ troppo di maniera e artefatto.

La scelta dei doppiatori è invece corretta: Claudia Razzi è misurata, Mario Cordova è sufficientemente tenebroso-concettuoso, Luigi La Monica è grandioso nei pochissimi minuti che ci concede. Peccato per il piccolo Mattia Nissolino, forse non ancora sufficientemente preparato per affrontare il microfono.

Elisabetta Fumagalli

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