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Scheda

Soggetto:

Philip Pullman (dal romanzo omonimo)

Sceneggiatura:

Chris Weitz

Regia:

Chris Weitz

Prodotto da:

New Line Cinema New Line Cinema, Scholastic Productions, Depth of Field, Rhythm and Hues

Distribuito da:

01 Distribution

Edizione italiana:

CVD

Dialoghi italiani:

Francesco Vairano

Direttore del Doppiaggio:

Francesco Vairano

Assistente al doppiaggio:

Sabrina Lettini

Fonico di doppiaggio:

Antonello Giorgiucci

Fonico di mix:

Marco Coppolecchia

Sonorizzazione:

Technicolor Sound Services

Voci:

Dakota Blue Richards:

Lilian Caputo

Nicole Kidman:

Chiara Colizzi

Daniel Craig:

Francesco Prando

Freddie Highmore:

Jacopo Castagna

Ian McKellen:

Paolo Buglioni

Ian McShane:

Glauco Onorato

Sam Elliott:

Ennio Coltorti

Eva Green:

Ilaria Stagni

Ben Walker:

Manuel Meli

Tom Courtenay:

Pietro Biondi

Simon McBurney:

Danilo De Girolamo

Christopher Lee:

Gianni Musy

dialoghi
italiani
3,5
direzione
del doppiaggio
4

La bussola d’oro
(The Golden Compass, Usa 2007)

Gran trionfo di effetti speciali e di animazione digitale per questo superbo film tratto dal cupo e affascinante Northern Lights di Philip Pullman, ma anche trionfo di fantasia tutta votata a manifestare la volontà umana per la libertà contro la visione oppressiva e alienata della religione.

In un’atmosfera meta-vittoriana che in alcuni tratti richiama quelle di Dune una fanciulla – e dico fanciulla – aiutata da uno strumento proibito che mostra la verità, l’aletiometro (alias la bussola d’oro), compie il suo percorso verso la perdita dell’innocenza in un mondo, una dimensione in cui gli esseri umani sono accompagnati da un Daemon, un animale guida che incarna la personalità, l’anima libera del suo specchio umano; un angelo custode laico che la "religione" vuole distruggere per piegare l’umanità alle sue tenebrose regole.

La riduzione cinematografica è pavida rispetto al libro e smussa l’aspetto antireligioso effettuando un’operazione censoria (che ritroviamo para para nella versione italiana, in merito alla quale si vocifera anche di qualche taglietto qui e là) che trasforma l’organizzazione supertalebana da "la Chiesa" in un neutro "Magisterium". Sempre a proposito della censura è interessante notare che l’Italia insieme alla Corea ha classificato il film "per tutti", mentre gli svizzeri lo vietano ai minori di 10 anni, la Svezia e la Finlandia ai minori degli 11 anni, Taiwan, l’Irlanda e la Germania ai minori di 12 anni, l’Argentina, le Filippine e gli Stati Uniti ai minori di 13 anni. E poi dicono che questo è un paese illiberale, oscurantista e che copiamo sempre gli americani!

Il doppiaggo italiano è ricco, sontuoso e adeguato in ogni circostanza, e la scelta delle voci, dai caratteri degli umani, a quelli dei non umani e dei daemon, è precisa e ragionata. Francesco Vairano è riuscito con accorta sensibilità a far entrare gli attori – tutti bravi, ma tra cui vanno segnalati Chiara Colizzi in un’algida impeccabile Kidman e Paolo Buglioni nell’invidiabile orsacchiotto - in questa dimensione parallela e a farli vibrare al meglio, anche se va registrata qualche scivolata di intonazione (es: …potrebbe non reggerci entrambi), forse causata dalle solite colonne separate che fanno perdere di vista il fluire organico e la naturalezza della recitazione.

Il dialogo è preciso, ricco di inventiva e adeguato al film e ai personaggi, ma con alcune eccezioni formali; ogni tanto ad es. si sente un "miss" e ogni tanto un "signorina", un "loro corpi" al posto di "propri", oppure uno "stupido college" platealmente fuori contesto, come anche "schifiltoso", un incomprensibile "ecco che cos’è quest’odore" e un letterale "che cos’è questo?". Tutte piccole cose (in questo caso) ma spesso frequenti quando l’autore del dialogo coincide con la direzione, ma si sa, quattro occhi vedono meglio di due.

Infine una nota riguardo l’inizio: forse sarebbe stato bene che il testo letto dallo speaker fosse stato anche proposto in forma scritta attraverso i cartelli per facilitarne la comprensione, soprattutto da parte dei bambini – numerosi in sala anche quelli di 5 o 6 anni – ma anche a causa dei bambini che con il loro continuo sgranocchiare patatine unte e pop-corn puzzolenti passati loro dalle madri incivili impediscono al pubblico di cogliere dettagli fondamentali.

Marnie Bannister

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