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Scheda

Soggetto:

Julie Delpy

Sceneggiatura:

Julie Delpy

Regia:

Julie Delpy

Prodotto da:

Polaris film production & finance, tempete sous un crane

Distribuito da:

DNC

Edizione italiana:

Pumaisdue

Dialoghi italiani:

Fiamma Izzo

Direttore del Doppiaggio:

Giuppy Izzo, Barbara Castracane

Assistente al doppiaggio:

Emanuela Fantini, Alessia La Monica

Fonico di doppiaggio:

Roberto Martinelli

Fonico di mix:

Francesco Cucinelli

Sonorizzazione:

Fonoroma

Voci:

Adam Goldberg:

Giorgio Borghetti

Julie Delpy:

Pascale Reynaud

Daniel Bruhl:

Francesco Pezzulli

Marie Pillet:

Anne Marie Sanchez

Albert Delpy:

Jacques Piriou de Peyrac

Alexia Landeau:

Anna Sesia

Alex Nahon:

Marco Rasori

Adan Jodorowsky:

Frederick Lachkar

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
2

2 giorni a Parigi
(2 Days in Paris, Francia/Germania 2007)

Film grazioso, scorrevole, a tratti anche divertente.

Narra di una coppia (lei francese, Marion, lui americano, Jack) che si reca per due giorni dalla famiglia di lei a Parigi dopo una vacanza a Venezia.

Jack non parla francese, e per farci entrare nei suoi panni, cioè per farci capire la sua difficoltà, si lasciano in francese tutti i dialoghi a lui incomprensibili.

Ecco quindi che il principio di questo doppiaggio: inglese=italiano, francese=francese ha portato a dover sottotitolare gran parte del film.

A parte qualche cartello su campo troppo chiaro che lo ha reso illeggibile, la sottotitolazione è andata meglio dei dialoghi.

Peccato che il pubblico presente in sala, troppo preso a divertirsi per le volgarità, le battute sconce, i doppi sensi, non si è reso conto del livello non proprio eccelso dei dialoghi e della direzione del doppiaggio.

Un esempio:

a Jack che dice: “Vado a fare la doccia. Ti amo”

cosa risponde Marion?: “Ok, a più tardi”.

Un altro esempio:

Jack: “Potresti essere stupida in francese.”

Jack intende dire “potresti non parlare bene in francese”, oppure “potresti non esprimerti bene in francese”; dal contesto mi è sembrato più probabile che il senso fosse questo, anche perché non mi sembra che la frase “italiana” di Jack ne abbia uno (di senso).

E poi la direzione del doppiaggio.

Si è scelto di chiamare attori francesi probabilmente per dare un accento straniero vero, non costruito, ai personaggi che si esprimono in italiano, così da farci entrare meglio nei famosi panni di Jack.

Posso approvare la scelta come principio, a patto che gli attori siano bravi, o meglio ben guidati.

In questo caso, forse perché lasciati al proprio destino, hanno doppiato in modo un po’ superficiale: Pascale Reynaud in particolare avrebbe dovuto caratterizzare di più il personaggio di Marion; spesso si esprimeva con voce scialba, totalmente priva di intonazione e di qualsivoglia intenzione.

Giorgio Borghetti, inizialmente senza infamia e senza lode, piano piano acquista carattere, come se si immedesimasse nel ruolo: avrebbe dovuto farlo prima di registrare.

Complimenti invece a Jacques Piriou De Peyrac: un Jeannot convincente nel suo essere, per usare le parole della regista, una sorta di Babbo Natale pervertito.

Elisabetta Fumagalli

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