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Scheda

Soggetto:

Blake Edwards

Sceneggiatura:

Blake Edwards, Tom Waldman, Frank Waldman

Regia:

Blake Edwards

Prodotto da:

The Mirisch Corporation

Distribuito da:

Dear Ua

Edizione italiana:

CDC

Dialoghi italiani:

Sergio Jacquier

Direttore del Doppiaggio:

Mario Maldesi

Voci:

Peter Sellers:

Giuseppe Rinaldi

Claudine Longet:

Maria Pia Di Meo

Fay McKenzie:

Wanda Tettoni

J. Edward McKinley:

Luigi Pavese

dialoghi
italiani
4,5
direzione
del doppiaggio
5

Hollywood Party
(The Party, Usa 1968)

Questo film, benché datato, è sempre uno spasso.

Si narra di un indiano (dell’India - Hrundi Bakshi), che viene chiamato per girare un film.

Sul set è piuttosto maldestro, ne combina di tutti i colori, fino al punto di essere cacciato dalla produzione.

Per errore viene invitato ad una festa organizzata proprio dal produttore, e anche lì la sua timidezza crea non pochi problemi alla padrona di casa.

In realtà nel film non ci sono tantissimi dialoghi, ci si basa più che altro sulle espressioni e sui guai che Bakshi combina.

I personaggi principali sono, oltre Bakshi, il generale - capo della produzione - con sua moglie, Charles, la cantante francese, i due camerieri, l'attore Kelso, protagonista di film western (convinto che Bakshi sia indiano pellerossa).

Queste sono le uniche persone che parlano (i due camerieri dicono molto poco, le loro gag sono visive).

Nella versione italiana, per ogni personaggio è stato usato un registro di linguaggio diverso, rendendo il loro modo di esprimersi assolutamente unico e riconoscibile.

Un esempio per tutti: Bakshi importuna Kelso che sta insegnando a una ragazza spagnola a giocare al biliardo; in realtà Kelso ci sta provando. Ma l'attore americano, comunque simpatico nella sua semplicità, malgrado si senta estremamente disturbato, gli spiega educatamente come funziona:

Bakshi: Qual è il nome di questo gioco che tante palle colorate così belle? (What’s the name of a game that has a multitude of coloured balls like that?)

Kelso: Sono biglie (Pool)

B: Triglie? (Poo?)

K: Non, non triglie, biglie (No, not poo, pool)

B: Ah, biglie! Se sono due biglie, se sono tre triglie se sono tante conchiglie (Oh, like a swimming pool! I never heard of a game called pool)

Come si può vedere i dialoghi sono completamente diversi, ma ciò che importa è un gioco di parole che renda l’idea e la comicità della difficoltà con cui Bakshi comprende una lingua straniera.

Anche la scelta delle voci e la loro direzione indicano grande professionalità: malgrado la quantità di parole dette non corrisponda mai all'originale non ci sono mai problemi di sinc, e questo è già un merito.

Per la voce di Peter Sellers si è scelto di dare un fortissimo accento indostano, molto più dell'originale, e la connotazione comica funziona benissimo.

La francese, connotata immediatamente dalla "erre moscia" che caratterizza la sua nazionalità, è graziosa, timidina, è l’unica che darà retta a Bakshi, e le sue espressioni sono sempre accompagnate dall’interpretazione giusta.

Stessa cosa dicasi per il generale, per sua moglie, per Kelso.

Insomma, l'interpretazione di tutti, come pure l'adattamento, mi sembrano perfettamente in linea con lo spirito del film.

Elisabetta Fumagalli

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