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Scheda

Soggetto:

Kenneth Lonergan, Peter Tolan

Sceneggiatura:

Peter Tolan Harold Ramis, Kenneth Lonergan

Regia:

Harold Ramis

Prodotto da:

Baltimore Pict., Face Prod., Npv Entertainment, Spring Creek Prod., Tribeca Prod., Village Roadshow

Distribuito da:

Warner Bros. Italia

Edizione italiana:

CD Cine Doppiaggi

Dialoghi italiani:

Alberto Piferi

Direttore del Doppiaggio:

Ferruccio Amendola

Assistente al doppiaggio:

Alessandro Di Giacomo

Voci:

Robert De Niro:

Ferruccio Amendola

Billy Crystal:

Massimo Rossi

Lisa Kudrow:

Emanuela Rossi

Chazz Palminteri:

Lucio Saccone

Joe Viterelli:

Glauco Onorato

Kyle Sabihy:

Paolo Vivio

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4,5

Terapia e pallottole
(Analyze This, Usa 1999)

Ecco qui un altro film sulla mafia in America, prodotto dagli americani (quindi raccontato secondo il loro punto di vista) ma stavolta molto divertente, dove i mafiosi, pure se sparano e si ammazzano, ci stanno simpatici lo stesso. Merito di chi? Forse dei grandi attori che interpretano i protagonisti, sicuramente della sceneggiatura e della regia, forse, per fortuna, anche dei dialoghi e del doppiaggio. La trama in breve: un boss, Paul Vitti (Robert De Niro), dopo aver subito un attentato, decide di mettersi in cura da uno psicanalista, Ben Sobel (Billy Cristal), poiché ha frequenti attacchi di panico. Ovviamente fa molta fatica ad ammettere di aver bisogno di aiuto – un boss non può avere paura! – ma tant’è, decide che Ben debba mettersi al suo servizio per aiutarlo (non discutiamo i metodi…). Sobel, freudiano classico, cercherà di fargli capire che deve cambiare vita, facendo risalire al suo passato (in particolare al suo rapporto con il padre, ucciso davanti ai suoi occhi quando era bambino) i suoi atteggiamenti criminali, insomma, lo aiuterà così tanto che Paul finirà in carcere, e noi, pubblico, pensiamo che possa finalmente redimersi. Non sarà così, ma questo è un altro film. I metodi con cui Paul chiede aiuto a Ben generano le scene esilaranti di cui si compone l’intero film, una più divertente dell’altra. L’adattamento è stato eseguito in maniera molto brillante, tenendo presente e ricostruendo lo spirito del film con grande vena comica.

Eccone alcuni esempi:

ad un riunione in campagna, un autista in attesa del suo boss trova una mucca che si è avvicinata alla sua macchina e le si rivolge così: «Vuoi diventare un bistecca al sangue?» (Want you be a fucking rib eye?)

Paul: «Questa storia mi ha fatto venire il mal di testa» (This whole thing is like one big fucking headache). Paul: «Dove l’hai studiata medicina, brutto scemo? Era un attacco cardiaco!» (Where’d you go to medical school? I got a fucking heart attack!) Dialogo con Jelly, suo “assistente” personale, a proposito di Ben: Jelly: «Mi sembrava uno in gamba; teneva pure il biglietto da visita». (He seemed like a smart guy. He had a business card) Paul: «Ma veramente? Allora deve essere proprio uno scienziato!» (A business card? That’s like a real fucking achievement) Jelly (l’assistente tuttofare di Paul) offre a Carl, un paziente di Ben, 150 dollari per andare via dallo studio e liberare così il medico; Carl, che ha problemi di imposizione della propria personalità, gliene chiede improvvisamente 300. Jelly: «Non è mica tanto matto!» (He ain’t that fucking crazy!) Carl: «Gli ho fatto raddoppiare l’offerta, ho puntato i piedi!» (I got him up from 150. I stood my ground). Tutto ciò sta forse a dimostrare come sia possibile evitare di tradurre tutti i “fucking” con l’improbabile e inutile “fottuto” (come spesso accade), riuscendo a essere comici senza che il senso del discorso sia perduto o modificato. Dopo aver fatto accettare a Ben, o meglio dopo averlo “costretto” a prenderlo in cura, Paul, uscendo dallo studio, si rivolge a Jelly: Paul: «Stavi a origliare?» Jelly: «No». Questo scambio di battute non c’è nell’originale; poiché entrambi sono di spalle, il dialogista ha potuto aggiungerle senza danno, fornendoci un elemento in più per farci un’idea del rapporto fra i due personaggi coinvolti. Quando Ben si permette di rimproverare a Paul la sua invadenza, quest’ultimo si risente: «Col tuo studiolo di merda e la tua casetta di merda a Merdopoli ti permetti di rifiutarmi?... Non sapresti curare neanche un pidocchio dalla scarlattina, brutto ciarlatano!» (With yor schmucky little office and schmucky little house you’re turning me down?... You couldn’t treat a fucking two-celled amoeba, you fucking phony) Per il mio gusto è decisamente più realistica la versione italiana, più aderente a quello che potrebbe essere il modo di esprimersi di un delinquente non istruito, isterico perché si sente respinto. Quando, calmatisi gli animi, Ben incomincia a fare domande “intime”, consigliando pillole per dare un aiutino, Paul reagisce in maniera di nuovo comica: «Cominci con le pillole, e la volta dopo ti ci vuole la pompetta» (You start with the pills, next it’s hydraulics). Scovato Ben all’acquario con moglie e figlio, gli scagnozzi di Paul, bagnati dai pesci, commentano: Jimmy: «Secondo te quei bestioni ci pisciano in quell’acqua?» (You think those whales piss in that water?) Jelly: «No, ma che dici? Vanno al cesso delle donne al bar all’angolo». (I think they use the men’s room next door to the Burger King) Nella versione italiana si è scelto, a mio parere giustamente, di non fare menzione della catena di fast food.

In due momenti della versione originale vengono usate espressioni in italiano, e qui il dialoghista non dimostra molta inventiva, glissando in entrambi i casi. La cosa è più grave nel secondo, quando alla riunione di tutta la “famiglia” si presentano Jelly e Ben; a un certo punto Jelly dice (in italiano): «Che sta facenno?», e Ben, che non conosce la lingua, lo imita equivocando con: «Easter weekend». Nella versione italiana il dialogo è stato reso con un doppio: «Comme jammo, cumpà?», che non spiega la faccia poco convinta dell’interlocutore di Ben.

Ed è a questo punto che Ben, interpellato, comincia a parlare con forte accento siculo, ridicolo perché forzato. Ben: “Mi chiamo Ben Sobel…Leone, noto pure come Benny Tredita, Sammy Nasone, Vito Mezzachiappa, Joe Bagnarola, e una volta anche come miss Phillis Levine (I’m also knows as Benny the Groin, Samy the Schoz, Elmer the Fudd, Tubby the Tuba and once as miss Phillis Levine) Qui la soluzione trovata è stata invece molto brillante. Ho trovato questo film molto divertente, doppiato in maniera esemplare.

Sicuramente, leggendole qui, le battute riportate non hanno lo stesso effetto comico, ma posso assicurare che il livello dei doppiatori in questa occasione è stato veramente alto; sono riusciti a rendere tutta la comicità dei personaggi senza scadere mai nello scontato, rendendo ogni scena unica.

Menzione particolare meritano i protagonisti: Ferruccio Amendola, decisamente perfetto; Massimo Rossi, eccezionale nel suo personaggio di psicoterapeuta pieno di complessi, frustrato, e impaurito; Glauco Onorato alle prese con un ruolo difficile: è il tuttofare del boss, assassino, un po’ stupido ma simpatico, fedele fino alla morte ma molto ironico.

E allora un grazie a questo adattatore che ci ha dato un copione brillante, e un grazie al direttore del doppiaggio, perché sono stati capaci di rendere tutta la vivacità della versione originale, ripulendola dalle volgarità gratuite in favore di una grande comicità.

Arturo Pennazzi

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