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Scheda

Soggetto:

Ward Greene (dal racconto omonimo)

Sceneggiatura:

Ken Anderson, Bill Bosche, Colin Campbell, Donald Dagradi, Erdman Penner , Joe Rinaldi, Ralph Wright

Regia:

Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske

Prodotto da:

Walt Disney

Distribuito da:

Buena Vista International Italia (edizione 1997)

Edizione italiana:

Fono Roma – CDC (edizione 1955) / Royfilm – Angriservices (edizione 1997)

Dialoghi italiani:

Roberto de Leonardis

Direttore del Doppiaggio:

Giulio Panicali (edizione 1955) / Francesco Vairano (edizione 1997)

Sonorizzazione:

SEFIT-CDC (edizione 1997)

Voci:

Lilli:

Flaminia Jandolo (1955) / Margherita Buy (1997)

Biagio il vagabondo:

Stefano Sibaldi (1955) / Claudio Amendola (1997)

zia Sara:

Maria Saccenti (1955) / Isa Bellini (1997)

Gianni:

Giuseppe Rinaldi (1955) / Massimo Rossi (1997)

Fido:

Mario Besesti (1955) / Riccardo Garrone (1997)

Tesoro:

Rosetta Calavetta (1955) / Susanna Javicoli (1997)

Whisky:

Lauro Gazzolo (1955) / Marco Columbro (1997)

Gilda:

Tina Lattanzi (1955) / Nancy Brilli (1997)

Gerard Butler:

Luca Velletri (canto); Stefano Benassi (voce)

Emmy Rossum:

Renata Fusco (canto); Myriam Catania (voce)

Patrick Wilson:

Pietro Pignatelli (canto); Francesco Bulckaen (voc

1955
dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5
1997
dialoghi
italiani
0
direzione
del doppiaggio
2

Lilli e il vagabondo
(Lady and the Tramp, Usa 1955)

Lilli e il vagabondo è il primo lungometraggio Disney ad avere una ambientazione relativamente recente: si svolge infatti in una cittadina americana del New England all’inizio del secolo. Inoltre non è tratto da una famosa opera letteraria ma da un racconto commissionato da Disney stesso allo scrittore Ward Greene, che combinò elementi di un precedente soggetto in preparazione allo Studio su una bella cockerina e di un suo racconto su un cane randagio di nome Dan. Finalmente Disney si trovava quindi a lavorare su un soggetto da modificare a suo piacimento, senza preoccuparsi di infedeltà al testo d’origine. La lavorazione del film durò 4 anni e, tanto per rendere più interessante il lavoro dei suoi artisti, Walt scelse di girare le scene col nuovo sistema appena lanciato dalla 20thCentury Fox, il Cinemascope, che grazie alle sue speciali lenti anamorfiche, permetteva di ottenere un fotogramma di dimensioni doppie del normale. Ciò comportò la realizzazione di fondi scenici di formato rettangolare e gli animatori dovettero far meno uso di carrellate all’interno dell’inquadratura e ricorrere all’espediente di far muovere i personaggi all’interno del campo visivo, per evitare che lo schermo sembrasse vuoto. Gli artisti vennero anche aiutati molto dalla realizzazione di modellini in scala delle varie ambientazioni, in modo da potersi subito rendere conto di come risultasse una scena vista da una prospettiva… canina. Bisogna dire che il Cinemascope, pur con i suoi problemi, era il formato ideale per una storia girata dal punto di vista dei cani: è funzionale al loro modo di muoversi e consente naturalmente di inquadrare gli umani solo dalle ginocchia in giù, come accade per gran parte del film.

Lilli e il vagabondo è una storia semplice e deliziosa che racconta l’amore tra Lilli, una cockerina raffinata e Biagio, un bastardino sciupafemmine. L’arrivo di un bambino nella casa dei suoi padroni, Gianni e Lisa, rattrista la povera Lilli, che si sente trascurata. Quando la zia Sara, in assenza dei padroni, la costringe ad indossare una orribile museruola, la povera Lilli fugge disperata. Biagio la salva da un gruppo di cani randagi inferociti e, complice una proverbiale spaghettata al chiaro di luna, sboccia l’amore. La crisi sopraggiunge quando, per un equivoco, Biagio non riesce ad impedire che Lilli venga catturata dall’accalappiacani e affronti la degradante prova del canile, dove viene rincuorata da Boris, Gilda e dagli altri amici di Biagio, che non le nascondono però il passato da latin lover del cane. Riportata a casa, Lilli è furiosa con Biagio. Quando però, durante un temporale, un topo si introduce in casa e sta per assalire il bambino, Lilli e Biagio salvano la situazione. Zia Sara crede però che Biagio voglia far del male al piccolo e lo fa portare via dall’accalappiacani. Al rientro di Gianni e Lisa, Lilli mostra loro il topo morto dietro una tenda: la verità viene ristabilita e Biagio viene riportato a casa di Lilli e accolto con tutti gli onori. Questa semplice ma avventurosa trama è svolta con maestria. Le musiche sono deliziose, le scenografie straordinariamente efficaci e l’uso del Technicolor, delle ombre e delle luci come sempre impeccabile. Il Cinemascope non rimane mai fine a se stesso ma assume una ben precisa funzione narrativa, permettendo di concentrarci quasi esclusivamente sui cani. Alcune sequenze “bucano” lo schermo per l’incredibile realismo: valgano per tutte quella dell’orribile topo che sta per assalire il bambino nella culla e la disperata corsa notturna di Whisky e Fido verso il canile per salvare Biagio dalla camera a gas. La sequenza chiave è però quella della spaghettata romantica al chiaro di luna, con mandolinata compresa nel prezzo: è rimasta talmente famosa da guadagnarsi una irresistibile parodia da parte di Charlie Sheen e Valeria Golino in Hot Shots 2. Tutte le canzoni del film furono composte in tandem dalla famosa cantante Peggy Lee, che diede anche la voce ai personaggi di Gilda, la cagnetta bastarda ospite fissa del canile, a Tesoro, la padrona di Lilli e ai due insopportabili e simpaticissimi gatti siamesi Si ed Am, e da Sonny Burke.Il commento musicale è invece opera del musicista Disney Oliver Wallace.

Uscito per la prima volta in Italia per il Natale 1955, Lilli e il vagabondo fu adattato da Roberto de Leonardis, che tradusse anche le canzoni; il grande doppiatore Giulio Panicali diresse il doppiaggio, affidato ai classici attori della CDC: Flaminia Jandolo seppe creare una Lilli splendida, ricca di sfumature recitative, a volte tenera, a volte aggressiva, come quando litiga con Biagio, a volte sdegnosa e schizzinosa. Non le fu da meno il veterano Disney Stefano Sibaldi, scelta ideale per Biagio, il simpatico vagabondo coprotagonista: i suoi toni suadenti, seduttivi e spavaldi conditi con un pizzico di eccentricità non avrebbero potuto essere utilizzati meglio. Lauro Gazzolo rappresentò la scelta ideale per i toni da burbero scozzese del terrier Whisky, mentre i modi da vecchio gentiluomo del segugio Fido furono affidati al grande Mario Besesti. Due miti del nostro doppiaggio come Giuseppe Rinaldi e Rosetta Calavetta interpretarono Gianni e Tesoro, mentre, tra le voci dei cani randagi riconosciamo Pino Locchi e il delizioso Luigi Pavese nel ruolo di Boris, il levriero che cita il poeta russo Gorky. La straordinaria Tina Lattanzi ebbe ancora una volta modo di prendere garbatamente in giro i suoi manierismi di recitazione e, in suo onore, il personaggio della cagnetta pechinese (chiamata Peg come Peggy Lee, sua voce originale) in italiano venne chiamato Gilda, per ricordare il suo celebre doppiaggio di Rita Hayworth. La voce di zia Sara appartiene invece alla famosa caratterista Maria Saccenti. Infine due piccoli cameo per Renato Turi (il poliziotto) e Giovanni Saccenti (il passante) nella scena in cui Biagio riesce ad entrare nello zoo.

Nel 1997 la Disney rieditò il film in tutto il mondo ma, poiché negli Stati Uniti Peggy Lee aveva citato in giudizio la casa produttrice per ottenere i diritti di replica sulla sua prestazione vocale utilizzata nella versione VHS del film, fu deciso di ridoppiare il film in tutto il mondo (tranne che in patria, ovviamente), per evitare simili mosse da parte dei vari doppiatori locali.

Ascoltare la nuova edizione italiana diretta da Francesco Vairano sulla base del copione originale di Roberto de Leonardis, fu un vero shock per molti appassionati. I magnifici doppiatori furono tutti sostituiti da “talents” del momento che, seppure bravi, non riuscirono a reggere il confronto con gli illustri predecessori. Margherita Buy nel ruolo di Lilli, Claudio Amendola in quelli di Biagio, Riccardo Garrone (Fido), Marco Columbro (!) nel ruolo di Whisky e Nancy Brilli in quello di Gilda delusero tutte le aspettative. Stendiamo un pietosissimo velo poi sui dialoghi pedestremente trascritti a partire dall’ascolto dell’audio italiano d’epoca, senza preoccuparsi minimamente del confronto con le battute originali: grazie ad un rilevamento eseguito in maniera affrettata e trascurata una battuta come “il vecchio dottor Jones non ha mai deluso un papà” è diventata “non ha mai tenuto un poppante”; i gatti siamesi che cantavano “siam flatelli ma non siamesi” hanno finito per cantare “SIAM GEMELLI MONOSIAMESI” (sic!); il cane Fritz, ospite del canile municipale fu erroneamente chiamato Ritz (per la serie cane trasformato in cracker) e così via. La triste storia del ridoppiaggio di Lilli ha però un lieto fine. Il dvd attualmente in commercio, appena uscito, presenta in versione restaurata in audio 5.1 il doppiaggio originale del 1955. Possiamo dunque riascoltare con gioia gli amici della nostra infanzia, Jandolo, Rinaldi, Lattanzi, Gazzolo, Besesti e gli altri. Questo nuovo dvd di Lilli dimostra che i ridoppiaggi non sempre sono necessari e che le vecchie colonne ottiche possono sempre essere rigenerate e ripulite con ottimi risultati in modo da accontentare sia i puristi audiofili che gli storici del doppiaggio custodi di affascinanti pezzi della nostra storia.

Nunziante Valoroso

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