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Scheda

Soggetto:

Felix Salten, Brian Pimental, Jeanne Rosenberg

Sceneggiatura:

Alicia Kirk

Regia:

Brian Pimetal

Prodotto da:

Disneytoon Studios

Distribuito da:

Buena Vista International Italia

Edizione italiana:

Royfilm

Dialoghi italiani:

Manuela Marianetti

Direttore del Doppiaggio:

Leslie La Penna

Assistente al doppiaggio:

Olivia Lopez

Fonico di doppiaggio:

Enzo Mandara

Supervisione artistica:

Salvatore Fabozzi

Voci:

Bambi:

Jacopo Bonanni

Grande Principe:

Fabrizio Pucci

L'amico Gufo:

Sandro Pellegrini

Tamburino:

Alex Polidori

Fiore:

Manuel Meli

Faline:

Lucrezia Marricchi

Ronno:

Mattia Nissolino

Sorella Tamburino 1:

Maria Costanza Di Giacomo

Sorella Tamburino 2:

Angelica Bolognesi

Sorella Tamburino 3:

Eugenio Bonanni

Sorella Tamburino 4:

Alice Paris

Marmotta:

Fabrizio Vidale

Porcospino:

Vittorio Stagni

Madre di Bambi :

Alessandra Korompay

Mina:

Gabriella Borri

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Bambi 2 - Bambi e il Grande Principe della foresta
(Bambi II, Usa 2006)

Dopo Cenerentola 2, sequel di tipo televisivo che ha lasciato scontenti molti appassionati, c’era molta prevenzione su questo nuovo film prodotto dalla divisione Disneytoon della Buena Vista, soprattutto visto l’illustre classico Disney, Bambi (1942), del quale si proponeva di proseguire il discorso, tentando l’impossibile impresa di ricatturarne emozioni, sentimenti e splendore visivo. Ebbene, l’impresa è quasi perfettamente riuscita: Bambi 2 (ma non sarebbe stato meglio usare come titolo semplicemente Bambi e il grande principe della foresta?) si impone come uno dei migliori sequel usciti dalla casa di Burbank e propone un soggetto semplice ma accattivante che, unito allo splendore della realizzazione visiva, commuove e diverte grandi e piccini. Non si tratta di un vero e proprio seguito ma di un cosiddetto “midquel”, vale a dire una pellicola che sviluppa una parte della trama del film capostipite lasciata in disparte, nello specifico il lasso di tempo che intercorre tra l’uccisione della mamma di Bambi (sequenza che ha commosso generazioni di spettatori) e l’ingresso del cerbiatto nell’età adulta. Il film sviluppa il rapporto tra il cucciolo e suo padre, il Grande Cervo Principe della Foresta, del tutto impreparato a doversi occupare del suo piccolo, rimasto orfano in modo così traumatico. Bambi vorrebbe compiacere in tutti i modi suo padre ma non sa come. I suoi amici di sempre, Tamburino il coniglietto e Fiore, la puzzola, cercano di stargli vicino con consigli e suggerimenti, il vecchio gufo d’altra parte dispensa le sue perle di saggezza al Grande Cervo che è deciso a trovare una nuova madre adottiva per Bambi. L’amicizia tra padre e figlio pian piano aumenta, con momenti di gioia e tenerezza. Sarà l’improvviso ritorno nella foresta dell’Uomo cacciatore a risvegliare il coraggio in Bambi e a convincere il padre a tenerlo sempre con se. Pur essendo un film abbastanza corto (circa un’ora contro i 70 minuti del classico originale, in effetti è un prodotto pensato per il video che in Europa viene distribuito nelle sale), Bambi 2 ha molto da offrire. I fondali sono spettacolari e riprendono fedelmente le tinte del film originale. Si è fatto pochissimo uso, mai invasivo, di movimenti di macchina computerizzati e i colori sono molto delicati e reminiscenti delle tinte pastello del vecchio Technicolor d’epoca. Il disegno dei personaggi è perfetto e attento alla minima sfumatura di movimento. In particolare Bambi e il padre sono disegnati con cura ed amore e si nota in tutte le inquadrature il tocco della mano maestra dell’animatore Andres Deja, a cui si devono alcune delle più belle creazioni della Disney anni ’90 come ad esempio Jafar in Aladdin. Non mancano le scene divertenti nel più puro stile Disney come la gag della marmotta che ha paura della propria ombra o l’incontro di Bambi con uno scontroso porcospino. Il vertice emozionale del film è però costituito, a nostro avviso, dalla sequenza-sogno in cui Bambi rivede la mamma, realizzando così, per un breve intenso momento i suoi sogni e quelli di qualunque spettatore che ha amato il grande cinema di Walt Disney e le sue emozioni. Unica nota leggermente stonata le nuove canzoni che, seppur abbastanza orecchiabili ed adattate abbastanza bene in italiano da Lorena Brancucci, non reggono il confronto con quelle del film originale. Molto bello invece il commento musicale,composto da Bruce Broughton, molto fedele alle atmosfere ed alla partitura del film classico, che era opera di Frank Churchill e Edward H. Plumb.

La versione italiana di Bambi 2 è davvero ben fatta, e riporta sapientemente al nostro udito i suoni e le sensazioni dei due doppiaggi italiani del classico del 1942. Uscito la prima volta in Italia nella primavera del 1948, Bambi fu adattato in italiano da Alberto Liberati e doppiato a cura della CDC, che fornì ai personaggi il meglio dei suoi protagonisti, da Lydia Simoneschi, dolcissima mamma cerva a Olinto Cristina, buffo vecchio gufo e Mario Besesti, solenne Principe della Foresta, senza dimenticare il dolce Bambi adulto di Gianfranco Bellini. Alcune scelte di adattamento un po’ forzate (le canzoni lasciate in originale, un inutile allungamento in fuori campo del dialogo in cui il Grande Principe spiega a Bambi che la madre non tornerà più) portarono ad uno splendido ridoppiaggio nel 1968, curato da Roberto de Leonardis, il mago degli adattamenti Disney, che tradusse per la prima volta tutte le canzoni e mantenne per quanto possibile, il bell’adattamento di venti anni prima. Punto di forza di tale ridoppiaggio, utilizzato poi sempre anche per le repliche televisive e il recente DVD, sono la sopraffina direzione di Giulio Panicali, il coro di Pietro Carapellucci all’esecuzione delle canzoni e veri artisti del leggio come Fiorella Betti (Mamma Cerva), Peppino Rinaldi (Grande Cervo) Lauro Gazzolo (Vecchio Gufo), Loretta Goggi (Bambi) e Roberto Chevalier (Bambi adulto) occupati al doppiaggio. E’ da questo sbalorditivo cast del 1968 che il direttore del doppiaggio di Bambi 2, il talentoso Leslie La Penna, è partito per effettuare i provini voce per i protagonisti del nuovo film, il cui doppiaggio è stato affidato alla società fondata dallo stesso de Leonardis, la Royfilm, responsabile di tutti i magnifici adattamenti dei prodotti Disney realizzati in Italia dal 1948 fino al 1995, prodotto dalla Disney Character Voices con la competente supervisione artistica di Salvatore Fabozzi. Assistendo alla proiezione non abbiamo creduto alle nostre orecchie. Il cast vocale si amalgama quasi perfettamente con i timbri a cui ci hanno abituato le ripetute visioni del film originale. A parte la simpatia che suscitano giovani interpreti come Jacopo Bonanni (Bambi) o il veterano Alex Polidori (Tamburino), sono i personaggi adulti a convincerci al massimo. Fabrizio Pucci, dopo essere riuscito a ricreare il personaggio di Baloo nel Libro della Giungla 2 sulla strada tracciata dall’indimenticabile Pino Locchi, si riconferma straordinario come voce del Grande Principe, candidandosi a nuova Disney Legend vivente del doppiaggio italiano. Severo, solenne ma al momento opportuno tenero e preoccupato: la sua caratterizzazione è ricca di tutte queste sfumature e vince su tutti i fronti. Abbiamo detto che per noi il vertice emozionale del film è l’incontro, in sogno, di Bambi con la mamma. Fiorella Betti, nel 1968 aveva saputo fare di questo difficile personaggio una vera e propria rappresentazione vocale dell’amore ed istinto materno; gli animatori dal canto loro erano riusciti a rendere il personaggio come una personificazione della percezione che Bambi aveva di lei. Il trucco è riuscito perfettamente anche in questo seguito e Alessandra Korompay, nello svolgere questo ingrato compito, ci ha commosso fino alle lacrime per sincerità e dolcezza di toni. Fabrizio Vidale, nello spassoso ruolo della timorosa marmotta, protagonista della scena più divertente del film, si conferma grande attore a tutto tondo; Vittorio Stagni è lo scontroso e dispettoso porcospino nella migliore tradizione Disney, come pure Sandro Pellegrini si conferma perfetto erede di Lauro Gazzolo nel proverbiale personaggio del gufo. Infine un plauso al competente e divertente adattamento dei dialoghi da parte della veterana Disney Manuela Marianetti che ha dato verbo ai suoi personaggi in perfetta sintonia con l’eredità di Roberto de Leonardis.

Nunziante Valoroso

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