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Scheda

Sceneggiatura:

Zal Batmanglij, Brit Marling

Regia:

Zal Batmanglij

Prodotto da:

Scott Free Productions

Distribuito da:

Searchlight - Fox

Edizione italiana:

Fono Roma

Dialoghi italiani:

FABRIZIO PUCCI

Direttore del Doppiaggio:

FABRIZIO PUCCI

Assistente al doppiaggio:

MARIA PASTA

Fonico di doppiaggio:

ROBERTO MARTINELLI

Fonico di mix:

FRANCO CORATELLA

Voci:

Brit Marling:

VALENTINA MARI

Alexander Skarsgard:

MARCO VIVIO

Doc:

MASSIMILIANO ALTO

Patricia Clarkson:

LILIANA SORRENTINO

Ellen Page:

ALESSIA AMENDOLA

dialoghi
italiani
1,5
direzione
del doppiaggio
3,5

The East
(The East, Usa 2013)

Sono sempre stato convinto che se il cinema americano non esistesse dovrebbero inventarlo. Ma dopo aver visto The East questa certezza vacilla, e mi sorge una domanda: se questo film non fosse stato realizzato, se ne sentirebbe la mancanza? Il dubbio mi tortura, e qui mi spunta una sottodomanda: ma il cinema di propaganda – e cioè la maggior parte del cinema Usa – è vero cinema? Quel cinema che non racconta solo storie ma si dà un obiettivo formativo, o meglio conformativo sui fragili esseri umani, ha eguali diritti nell’appellarsi all’arte? E che diritto/dovere ha la critica di confrontarsi con la propaganda? Deve mettere le vittime sul chi vive? E se la propaganda fosse a fin di bene? E qui la cosa si fa melmosa e spero ci induca a riflessioni che ci rendano migliori. Come quella che vede maledire la caduta del muro di Berlino, con il conseguente crollo del sistema sovietico, che ha provocato una crisi epocale nel sistema statunitense: la dissoluzione del NEMICO e la disperata necessità di trovarne altro. E se non c’è ecco che bisogna inventarlo (ma non pensateci così banali da riferirci ad Alkaida e similturchi), come ogni paese che si rispetti anche gli States hanno bisogno di un sano, comodo terrorismo che permette leggi speciali, carceri speciali, corpi speciali per essere “contrastato & annientato”, affinché il dissenso sia posto in una condizione di bilico permanente, immediatamente tacciato di complottismo, anarchismo, postcomunismo, estremismo, snobismo/stronzismo, diversismo, etc: bè, siete avvertiti. Qui, comunque, nel noioso e prevedibile filmetto in questione (tranne la gustosa scena del cucchiaio) si bada bene a mostrare che non si tratta affatto di un fenomeno di massa e che a reagire all’inquinamento globale sono solo quattro gatti che non fanno testo guidati da uno scombussolato - giusto per rendere onore al titolo - pieno di soldi. Ma niente paura, il Sistema vigila (grazie Echelon, grazie droni cazzuti e chi vi muove) e quindi biechi terroristi rei di volerci far tornare all’età della pietra, pigliatevela in saccoccia.
Bè, un secondo, dire che il sistema vigila son parole grosse, e qui sul doppiaggio ha lasciato correre. Ma andiamo per ordine, e precisiamo innanzitutto che tutte le voci sono ben scelte e condotte, soprattutto Valentina Mari che resta incollata alla protagonista per tutto il tempo e con passione e Massimiliano Alto che accompagna Doc in tutte le sfumature; un po’ meno Liliana Sorrentino, troppo dolce sull’implacabile Sharon. Abbiamo notato invece dei problemi sul testo. Ad esempio Doc dice: “superattak”, ma il film si svolge negli USA dove quella colla non si chiama così, ma superglue, cioè supercolla; attack significa aggressione, il senso di superattaccatutto è una trovata commerciale italiana e usarlo nel doppiaggio ha un effetto più che altro scollante. Petrolio in mare: si sversa, non riversa. All’aeroporto giustamente la voce altoparlante è doppiata, ma perché dice “gate” e non uscita? Ancora: “Perdere le tracce online”, casomai in rete o su internet. Altre espressioni sono sbilanciate e fuori contesto. Ad esempio, l’invito alla nuova adepta alle prese con la cerva morta: “Rimuovi le interiora” suona lezioso a causa del “rimuovi”, come anche, durante la stessa operazione: “senti le sue ultime parti viventi” toglie pathos al momento piuttosto che aggiungerlo; ma il culmine lo raggiunge Doc quando, per guidare Sarah nella sua prima estrazione di proiettile da un addome, le dice: “infila la mano dentro, fino all’intestino crasso”. L’allegro chirurgo.
A consacrare definitivamente il livello poco sotto lo scolastico della traduzione segnalo “corporation” che diventa ogni volta “corporazione”.

Salvo Cavallaro

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