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Scheda

Soggetto:

Pete Collins

Sceneggiatura:

Christopher Markus, Stephen McFeely

Regia:

Michael Bay

Prodotto da:

MICHAEL BAY, IAN BRYCE, DONALD DE LINE PER PLATINUM DUNES

Distribuito da:

Universal Pictures International Italy

Edizione italiana:

TECHNICOLOR spa

Dialoghi italiani:

CARLO VALLI

Direttore del Doppiaggio:

CARLO VALLI

Assistente al doppiaggio:

MONICA SIMONETTI

Fonico di doppiaggio:

ANTONELLO GIORGIUCCI

Fonico di mix:

ANDREA ROVERSI

Voci:

Mark Wahlberg:

Massimiliano Manfredi

Dwayne Johnson:

Pasquale Anselmo

Anthony Mackie:

Andrea Lavagnino

Tony Shalhoub:

Gerolamo Alchieri

Ed Harris:

Rodolfo Bianchi

Rob Corddry:

Franco Mannella

Rebel Wilson:

Emanuela Damasio

Bar Paly:

Domitilla D'Amico

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
4

Pain & Gain - Muscoli e denaro
(Pain & Gain, Usa 2013)

Solo gli statunitensi potevano produrre un monumento alla stupidità - alla portata di tutti - attraverso questo divertente filmetto di M. Bay che racconta una vera storia americana e che ricorda un altro film di qualche anno fa, Alfadog di N. Cassavetes, un’altra vera storia americana, che però non faceva ridere per niente. L’esordio è chiarissimo: «Credo nel fitness». (Ecco un caso in cui lasciare il termine straniero connota maggiormente per il nostro pubblico il senso di un micro-universo culturale - quello dei palestrati, come quello di altri minimondi, sette psico-religiose e tatuati vari - che nasconde le tante patologie presenti nella curva disperata e decadente dell’edonismo di ritorno che fatta le rivoluzione intorno all’Io e scoprendone il vuoto cerca di uscire dall’attrazione gravitazionale del Dolore della scoperta accecandosi nel consumo, da qui il consumo ossessivo della prestanza fisica, della sua forma in assenza di sostanza: «credo nella forma fisica» avrebbe avuto un valore semantico diverso, più ginnico e meno concettuale, buona quindi la scelta del dialoghista che di primo acchito poteva sembrare superficiale.). Ecco, da qui si parte per un viaggio nella follia, nell’ignoranza, nel delirio del sistema Usa e delle sue vittime, raccontato con la velocità e l’attenzione ai particolari, tipica di un regista di estrazione pubblicitaria. Uno spasso triste e inquietante che Valli governa con professionalità, grazie a un pokerissimo di doppiatori di alto livello che riescono a essere molto naturali. Insuperabile Rodolfo Bianchi su un Ed Harris da premio, ma di rilievo anche Gerolamo Alchieri. Il dialogo scorre fluido e semplice, visti gli interpreti, ostacolato solo da troppi «fottuto».

Litta Moreno

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