Notizie Recensioni Interviste Prima Pagina Materiali Perditempo

Recensioni Reviews

Scheda

Sceneggiatura:

Justin Haythe Ric Roman Waugh

Regia:

Ric Roman Waugh

Prodotto da:

TOBIN ARMBRUST, ALEXANDER YVES BRUNNER, GUY EAST, DAVID FANNING, DANY GARCIA, MATT JACKSON

Distribuito da:

Videa

Edizione italiana:

TECHNICOLOR spa

Dialoghi italiani:

VALERIO PICCOLO

Direttore del Doppiaggio:

Massimiliano Alto

Assistente al doppiaggio:

EMILIANA LUINI

Fonico di doppiaggio:

MARIO FREZZA

Fonico di mix:

FRANCESCO TUMMINELLO

Voci:

Dwayne Johnson:

Andrea Lavagnino

Melina Kanakaredes:

Chiara Colizzi

Nadine Velazquez:

Chiara Gioncardi

Susan Sarandon:

Annarita Pasanisi

Rafi Gavron:

Flavio Aquilone

Jon Bernthal:

Simone D'Andrea

Barry Pepper:

Franco Mannella

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
2

Snitch - L'infiltrato
(Snitch, Usa 2013)

Una volta certi ruoli erano tutti di Charles Bronson, che però aveva il difetto (o il pregio) di avere due sole espressioni, incazzata o sorridente (come il nostrale Servillo, d’altro canto), oggi invece in tempi di crisi si tende a risparmiare su tutto e quindi per questo sforzo registico di serie B di R. Waugh viene chiamato Dwayne Johnson che di espressioni ne ha una sola, sempre che si possa chiamare “espressione”. Comunque il film va avanti lo stesso, grottesco e sgangherato qb, nel tentativo di dimostrare che - negli Usa, mica qui - il bene trionfa nonostante la magistratura. Ci prova M. Alto a far stare in piedi la faccenda per l’italico pubblico, chiamando a raccolta una bella squadra di attori consumati. Ma qualcosa stavolta non deve essere andata nel verso giusto se addirittura la Pasanisi, bravissima e storica doppiatrice di Susan Sarandon, risulta del tutto scollata, come troppo anziana vocalmente, oltreché del tutto fuori misura, non credibile (ma qui c’entrano anche i dialoghi: ve lo immaginate un magistrato che dice «ho le mani legate»?) nel suo ruolo di procuratore. Lavagnino rende bene sul volto monocorde del protagonista, ma ha un tono troppo basso che ricorda Dart Vader e suscita risatine anche nei momenti più drammatici. Resterà nella storia lo scambio: - Dove vai? - A cambiare l’acqua. (Una volta tra ciociari si diceva «vado a gambià l’acqua all’olive»).  A parte questa vetta interpretativa, tutti si trascinano stancamente come consapevoli di star doppiando un film brutto forte, meno - va detto - Chiara Colizzi molto calibrata nel ruolo della ex e Cristian Iansante che riesce a controllare il suo birignao. Anche dalla mano del dialoghista non esce granché. Capisco lo sconforto di dover animare una simile chicca, ma qui l’assenza di cura si nota assai: si va dal didascalico «quanti soldi devo chiedere in prestito?», al padre che chiede alla ex coniuge notizie del figlio appena arrestato «ha il tuo cognome o il mio?»,  al figlio che confessa «odiavo che tu vivessi in quella casa così grande», ma ribadendo, nonostante sia in gattabuia per spaccio, che «non volevo dargli una mano a vendere quella roba». E poi a briglia sciolta uno scioccante: «tu hai fatto tutto questo. l’hai fatto tu!» Boh. E ancora, un poliziotto al megafono: «corvo uno si rechi!» A sorpresa: «spero di avere il tuo supporto» (in gomma, metallo? bachelite? zama? chissà). E infine un: «l’accordo ce l’hai con la dragonledi». Armonica, ti prego, torna quaggiù, solo tu puoi salvarci!

Giacomo Depero

aggiungi il tuo punto di vista

La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.

 

 

 

Avvertenze legali ~·~ © 2005~2013 aSinc.it ~·~ Tutti i diritti riservati.