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Scheda

Soggetto:

Ken Bruen

Sceneggiatura:

William Monahan

Regia:

William Monahan

Prodotto da:

QUENTIN CURTIS, TIM HEADINGTON, GRAHAM KING, WILLIAM MONAHAN PER GK FILMS, HENCEFORTH PICTURES

Distribuito da:

01 Distribution

Edizione italiana:

CDC SEFIT GROUP

Dialoghi italiani:

MASSIMO DE AMBROSIS

Direttore del Doppiaggio:

MASSIMO DE AMBROSIS

Assistente al doppiaggio:

ANTONELLA BARTOLOMEI

Fonico di doppiaggio:

FABRIZIO SALUSTRI

Fonico di mix:

FABIO TOSTI

Voci:

Colin Farrell:

Fabio Boccanera

Keira Knightley:

Myriam Catania

Ray Winstone:

Stefano De Sando

David Thewlis:

Massimo Lodolo

Anna Friel:

Rossella Acerbo

Ben Chaplin:

Roberto Gammino

Ophelia Lovibond:

Ilaria Latini

Stephen Graham:

Fabrizio Vidale

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
3

London Boulevard
(London Boulevard, Usa/Gran Bretagna 2010)

Va detto, William Monahan il cinema ce l’ha nel sangue e avrà sempre una marcia in più, come ha già dimostrato con le sue sceneggiature (tra tutte, The Departed) e come dimostra con questo suo piccolo bel primo film che si muove rapido, lucido, vero in una Londra collaterale, nitidamente invisibile e indifferente, dirigendo gli attori con sapienza e complicità e, grazie alla più giusta delle fotografie possibili, che ci ricorda Blow-Up, ottenendo un risultato impeccabile. Tragica storia di un amore impossibile, tema caro al cinema di tutti i tempi (e a me), in cui nulla può cambiare e dove l’empietà della vita trionfa, ma il premio è solo l’assurdità della morte, l’assenza. Film delicato da doppiare perché molto spontaneo, quasi una storia rubata dalla realtà - aspetto sottolineato dagli onnipresenti paparazzi -, che Massimo De Ambrosis riesce a maneggiare con cura scegliendo le giuste voci e dirigendole - salvo qualche intonazione che va di traverso - con grazia e naturalezza. Di grande rilievo l’interpretazione di Stefano De Sando su Ray Winstone. Il risultato generale sarebbe buono se il dialogo fosse di pari livello e invece alcune scivolate rompono il giocattolo e guastano in parte l’armonia: «Quella laggiù è come un book fotografico, vogliono tutti una foto con lei», una frase che se ti fermi a pensarci su perdi mezzo film; «Ti piace la violenza?» / «Farei del male a chi lo farebbe a me», e qui ti giochi l’altra metà, ma nessuno ti rimborsa il biglietto; «Accordo di non divulgazione», voleva dire riservatezza?; «Se provi a parlare con i tabloid», ognuno ha la stampa che si merita, ma capirlo sarebbe meglio; infine troppi «cazzi», mixati a «vodke» e «medicine» e, come al solito, troppi «drink». Infine una nota sul mixage: spesso la musica è troppo alta e disturba. Ma quando Colin Farrel gira con la RR convertibile dimentichiamo tutto.

Salvo Cavallaro

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