Notizie Recensioni Interviste Prima Pagina Materiali Perditempo

Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

Terrence Malick

Sceneggiatura:

Terrence Malick

Regia:

Terrence Malick

Prodotto da:

SARAH GREEN, BILL POHLAD, BRAD PITT, DEDE GARDNER, GRANT HILL,NICOLAS GONDA PER PLAN B ENTERTAINMENT

Distribuito da:

01 Distribution

Edizione italiana:

CDC SEFIT GROUP

Dialoghi italiani:

SANDRO ACERBO

Direttore del Doppiaggio:

SANDRO ACERBO

Assistente al doppiaggio:

CATERINA PIFERI

Fonico di doppiaggio:

FABIO BENEDETTI

Fonico di mix:

FABIO TOSTI

Sonorizzazione:

CDC SEFIT GROUP

Supervisione artistica:

ANTONELLA CANTURI

Voci:

Hunter McCracken:

Luca Baldini

Brad Pitt:

Sandro Acerbo

Sean Penn:

Massimo Rossi

Jessica Chastain:

Valentina Mari

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
3

The Tree of Life
(The Tree of Life, India/Gran Bretagna 2011)

È davvero incredibile che a Cannes si siano di nuovo entusiasmati per l’ultima sbrodolata retorica di Malick, 140 minuti di delirio estetizzante e para-religioso per dire che - ebbene sì - la vita e la morte sono un mistero, con una interminabile sequenza che va dalla molecola ai giorni nostri, che non si capisce se sia la pubblicità di Photoshop o una puntata di Voyager e che raggiunge l’apoteosi del ridicolo quando ci rifila a tradimento addirittura uno scarto di montaggio di Jurassic Park.
È evidente l’intento provocatorio del Malick (che qui finge che non esistano né Koyaanisqatsi2001 Odissea nello spazio), l’abile cineasta che è riuscito a diventare un genio senza averne mai dato prova (l’agiografia preventiva di Mymovies lo definisce “di origine assira”, nientedimeno), facendo quel (fortunatamente poco) cinema come se noi al cinema non ci fossimo mai andati. Attività lecita, ci mancherebbe; quello che lascia perplessi è l’immancabile osanna della critica, forse finalizzata solo a far sentire lo spettatore troppo scemo se non capisce, troppo ignorante se non attinge, troppo cinico se sghignazza, a mantenere, insomma, la dovuta distanza tra l’Opera e i poveri mortali.
Chissà quanto travaglio per il povero Acerbo nel misurarsi con tali vette del pensiero. L’uomo ha fatto quel che poteva, tradito forse talvolta dal sonno, il che spiegherebbe qualche scarto di senso nel magniloquente fluire della voce narrante fuori campo. E anche i doppiatori, chiamati a evocare il nulla, cercano di non sfigurare sfiatando a più non posso. Ma a Malick sta bene così.

Giovanni Rampazzo

aggiungi il tuo punto di vista

La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.

 

 

 

Avvertenze legali ~·~ © 2005~2013 aSinc.it ~·~ Tutti i diritti riservati.