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Scheda

Soggetto:

Dennis Lehane

Sceneggiatura:

Laeta Kalogridis

Regia:

Martin Scorsese

Prodotto da:

MARTIN SCORSESE, ARNOLD MESSER, MIKE MEDAVOY, BRAD FISCHER, JOSEPH P. REIDY, EMMA TILLINGER

Distribuito da:

MEDUSA

Edizione italiana:

TECHNICOLOR

Dialoghi italiani:

ELETTRA CAPORELLO

Direttore del Doppiaggio:

RODOLFO BIANCHI

Assistente al doppiaggio:

FRANCESCA RIZZITIELLO

Fonico di doppiaggio:

MARIO FREZZA

Fonico di mix:

GIANNI PALLOTTO

Voci:

Leonardo DiCaprio:

FRANCESCO PEZZULLI

Mark Ruffalo:

FABIO BOCCANERA

Ben Kingsley:

DARIO PENNE

Michelle Williams:

CHIARA COLIZZI

Emily Mortimer:

FRANCESCA FIORENTINI

Max von Sydow:

GIANNI MUSY

Jackie Earle Haley:

GAETANO VARCASIA

Patricia Clarkson:

LAURA ROMANO

John Carroll Lynch:

PAOLO MARCHESE

Ted Levine:

ANGELO MAGGI

Elias Koteas:

RODOLFO BIANCHI

Robin Bartlett:

FRANCESCA GUADAGNO

Christopher Denham:

NANNI BALDINI

Nellie Sciutto:

LAURA BOCCANERA

Joseph Sikora:

ALESSANDRO QUARTA

Curtiss Cook:

CHRISTIAN IANSANTE

Joseph McKenna:

FRANCO MANNELLA

dialoghi
italiani
3,5
direzione
del doppiaggio
4

Shutter Island
(Shutter Island, Usa 2010)

Dopo film scioccanti come Il sesto senso, The Others e, in misura minore, Hipnos, che costruiti su sceneggiature geniali e magistralmente diretti ribaltavano l’angolo di visione lasciando stupefatti gli spettatori (ho assistito in sala a “Nooo!” corali di ammirazione per lo sviluppo della trama) ci prova anche Scorsese con questo thriller angoscioso e ben costruito in cui tutto è il contrario di tutto e che ci ricorda il Gran Maestro del giallo; e chissà, magari è proprio un nitido omaggio ad Alfred Hitchcock. Ma lasciamo intatta la curiosità dell’eventuale spettatore. Anche se è quanto meno doveroso sottolineare il merito storico del film di ricordarci alcuni episodi molto poco edificanti sui comportamenti pretty bloody – parola di Patton che li aveva stimolati – della 7° armata durante l’ultimo conflitto mondiale. Il doppiaggio ricrea e rende tutta l’atmosfera del periodo e ogni personaggio è interpretato con uno sguardo al doppiaggio classico e aderisce ai volti e ai caratteri senza la minima scollatura. Unico neo il mancato minimo accento necessario a Sydow a mettere in evidenza la sua origine tedesca, notata e sottolineata dal protagonista. Bravissimi comunque tutti senza eccezioni, anche nell’essere fuori misura per far risaltare la visione psicotica soggettiva dell’ex agente dell’Fbi. Perfetto Paolo Marchese su McPerson. Divina la Colizzi sulla folle Dolores. Il dialogo scorre, ma con qualche tentennamento. Frasette del tipo: «Non abbiamo mai sentito la verità», «Non sei mai sobrio» e «Sta diventando come nel fottuto Kansas, qui fuori» potevano anche essere evitate. Infine la frase di chiusura del film, pronunciata da Di Caprio, che racchiude tutto il senso della storia: «È meglio vivere da mostro o morire da persona per bene?» può generare confusione. La versione originale, senza interrogativi e senza ironia, è in realtà più diretta: «It’s better to die a good man, than live as a monster».

Giacomo Depero

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