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Scheda

Soggetto:

Andrew Adamson, William Steig

Sceneggiatura:

David N. Weiss, J. David Stem, Joe Stillman, Andrew Adamson

Regia:

Andrew Adamson, Kelly Asbury, Conrad Vernon

Prodotto da:

Dreamworks, Pacific Data Images

Distribuito da:

UIP

Edizione italiana:

CVD

Dialoghi italiani:

Francesco Vairano

Direttore del Doppiaggio:

Francesco Vairano

Assistente al doppiaggio:

Roberta Schiavon

Sonorizzazione:

International Recording

Voci:

Shrek:

Renato Cecchetto

Ciuchino:

Nanni Baldini

Principessa Fiona:

Selvaggia Quattrini

Regina:

Maria Pia Di Meo

Gatto con gli stivali:

Massimo Rossi

Re:

Giorgio Lopez

Principe Azzurro:

Francesco Prando

Specchio magico:

Pino Insegno

Pinocchio:

Corrado Conforti

Jill:

Francesca Fiorentini

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
5

Shrek 2
(Shrek 2, Usa 2004)

Presentato in concorso al 57° Festival di Cannes, Shrek 2 è il secondo, fortunato episodio di una divertente storia che ha per protagonisti un orco verde e solitario, una principessa prigioniera di un incantesimo, un ciuco chiacchierone.

Avevamo lasciato Shrek e Fiona all’altare, finalmente sposi dopo essersi liberati dell’ingombrante (se non in altezza, almeno in malvagità) presenza di Lord Farquaad; li ritroviamo ora a godersi il viaggio di nozze e la loro nuova vita nella palude. Ma il nostro orco ancora non sa che l’attende una prova durissima... l’incontro con i suoceri. I genitori di Fiona, infatti, li attendono trepidanti nel loro castello: ignorano che il nuovo genero è un orco, ma non sanno nemmeno che la figlia è l’equivalente femminile del marito.

I due sposi si mettono in viaggio insieme all’immancabile Ciuchino alla volta del regno di Molto Molto Lontano, ignari di tutte le disavventure che li attendono. Come in ogni corte che si rispetti, anche qui si celano intrighi terribili: se da una parte il re assolda un sicario – niente di meno che il Gatto con gli Stivali – per uccidere Shrek, dall’altra la Fata Madrina tenta con ogni bassezza possibile di combinare il matrimonio tra suo figlio Azzurro, guarda caso Principe, e la principessa Fiona. Come da copione, anzi, da favola.

Alla fine però trionfa l’Amore, e nonostante il bell’aspetto di Shrek (merito di una pozione magica che trasforma anche Ciuchino in un nobile destriero), Fiona preferisce riavere l’orco verde di sempre.

Accompagnato da una colonna sonora che spazia da Le freak c’est chic a Holding out for a hero, Shrek 2 è un film divertente e pieno di ritmo, che può essere letto a più livelli: piace ai bambini per la storia e i suoi simpatici protagonisti (come si può resistere a quell’incredibile macchietta che è Ciuchino?); piace ai grandi perché è un film ironico, ambientato in un fantastico mondo di favola ma dove tutti ci ritroviamo, dove il regno di Molto Molto Lontano scimmiotta la Hollywood delle star (con tanto di scritta sulla collina e serata da Oscar); dove Shrek è catturato dopo un inseguimento in stile “real TV”; dove si scopre che Pinocchio indossa il perizoma, Fiona ha una passione per “sir” Justin Timberlake, e la Fata Madrina è una nevrotica imprenditrice che sfoga le sue frustrazioni ingozzandosi di cibo da fast food.

Gustosissime anche le numerose citazioni da altri film, sia in vere e proprie scene che in veloci accenni: la scena del bacio tra Fiona e Shrek appeso a testa in giù richiama esplicitamente “Spiderman”, ma troviamo anche riferimenti a Ghostbusters, Alien, Flashdance; o addirittura a un classico come Quando la moglie è in vacanza.

È insomma un film che riesce a non prendersi troppo sul serio, senza però incappare in volgarità o banali cadute di stile.

Una larga parte del successo che Shrek 2 ha riscosso nel nostro paese la si deve sicuramente a un doppiaggio di buona qualità; l’edizione italiana del film è infatti caratterizzata da dialoghi divertenti, sorretti da un buon ritmo. Le battute si susseguono velocemente, in qualche punto forse un po’ troppo, limitando la comprensione: mi riferisco ad esempio alla canzone della Fata Madrina, che bisogna riascoltare più volte per apprezzare appieno; ma il risultato complessivo è di grande piacevolezza.

Il dialoghista e direttore del doppiaggio, Francesco Vairano, pur non discostandosi eccessivamente dai dialoghi originali, riesce a elaborare un linguaggio spontaneo e moderno; è un linguaggio che incontriamo nella vita di tutti i giorni, ma qui è parlato dai personaggi delle favole: sentire Ciuchino chiamare Shrek “vecchio pistone dell’amore”; chiedere una “sbaciucchiatina” a Fiona; o rivolgersi a re e regina esclamando “come butta, gente?”, è di grande effetto comico, perché si genera un incontro-scontro tra una lingua comune e un mondo lontano che coglie di sorpresa lo spettatore e provoca la risata.

Nella versione originale, le voci dei personaggi principali sono affidati a grandi attori: Mike Myers (Shrek), Cameron Diaz (Fiona), Eddie Murphy (Ciuchino), Antonio Banderas (il Gatto con gli Stivali), Julie Andrews (la Regina), Rupert Everett (il Principe Azzurro). La scelta di doppiatori capaci, privilegiando la perfetta aderenza al personaggio e le doti di comunicativa, si è rivelata azzeccata. Tra tutti, Ciuchino è un irresistibile Nanni Baldini, che con le sue prodezze vocali incanta e ci regala un personaggio diventato ormai un mito; non è un caso che, per il doppiaggio di Ciuchino in Shrek, Baldini abbia vinto il Premio “Voci nell’Ombra” nel 2001 come miglior caratterista.

Tullio Kezich, dalle colonne del Corriere della Sera del 16 maggio 2004, parlava di un film “tonificato da voci originali famose che lanciano una bella sfida ai doppiatori”. A mio avviso, la sfida è stata raccolta e portata a compimento con grande successo; il riuscito doppiaggio di Shrek 2 ci restituisce un film spiritoso, movimentato, ricco di idee, dove alla fine trionfano il Bene, la Verità, e per una volta (grazie a Dio) anche i Brutti.

Bianca Rabbiosi

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