Notizie Recensioni Interviste Prima Pagina Materiali Perditempo

Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

MERIAN C. COOPER E EDGAR WALLACE

Sceneggiatura:

PETER JACKSON, FRAN WALSH E PHILIPPA BOYENS

Regia:

PETER JACKSON

Prodotto da:

WINGNUT FILMS, UNIVERSAL PICTURES, BIG PRIMATE PICTURES

Distribuito da:

UIP

Edizione italiana:

CAST DOPPIAGGIO

Dialoghi italiani:

CARLO COSOLO

Direttore del Doppiaggio:

CARLO COSOLO

Assistente al doppiaggio:

ANDREINA D'ANDREIS

Voci:

NAOMI WATTS:

CLAUDIA CATANI

JACK BLACK:

FABRIZIO VIDALE

ADRIEN BRODY:

MASSIMILIANO MANFREDI

THOMAS KRETSCHMANN:

ROBERTO PEDICINI

COLIN HANKS:

STEFANO CRESCENTINI

JAMIE BELL:

FABRIZIO DE FLAVIIS

EVAN PARKE:

MASSIMO CORVO

LOBO CHAN:

SERGIO LUCCHETTI

KYLE CHANDLER:

VITTORIO DE ANGELIS

ANDY SERKIS:

NINO PRESTER

DAVID DENIS:

SERGIO GRAZIANI

GERALDINE BROPHY:

LORENZA BIELLA

DAVID PITTU:

ANGELO MAGGI

JOHN SUMNER:

SAVERIO MORIONES

CRAIG HALL:

ROBERTO CERTOMA'

JIM KNOBELOCH:

GEROLAMO ALCHIERI

RIC HERBERT:

ANTONIO PALUMBO

PIP MUSHIN:

GIANNI GIULIANO

FRANK DARABONT:

MASSIMO BITOSSI

GLEN DRAKE:

SERGIO SIVORI

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

King Kong
(King Kong, Usa 2005)

Dopo il successo mondiale della saga del Signore degli Anelli, autentica leggenda letteraria del fantasy, a Peter Jackson deve essere sembrato naturale accingersi a girare il “remake” di una leggenda del cinema come King Kong. In effetti il classico di film di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack aveva colpito il giovane Peter fin dall’infanzia. In tempi recenti, Jackson aveva tentato più volte di convincere la Universal, la casa per eccellenza dei “mostri” cinematografici , a finanziare il film, ma l’insuccesso di pellicole come Godzilla e Il grande Joe avevano portato la major a rifiutare. Dopo il successo e l’Oscar per la regia del Signore degli Anelli, le cose sono cambiate e il regista ha avuto via libera. Nell’accostarsi al soggetto originale del classico prodotto nel 1933 dalla RKO, scritto dallo stesso Cooper con Edgar Wallace, Jackson si è mosso col massimo rispetto, anzitutto ambientando il film nella medesima epoca dell’originale, ossia gli anni 1930 e poi ricreando gli stessi personaggi, adattandoli però al gusto moderno. Ann Darrow è sempre una attrice in cerca di lavoro, Carl Denham il regista pronto a qualsiasi cosa pur di avere il suo film. Differente è la figura di Jack Driscoll, l’innamorato di Ann, qui diventato lo sceneggiatore del film che Denham vuole girare, sognatore e romantico, spinto dall’amore a diventare l’eroe alla caccia della Grande Bestia che gli ha rapito la ragazza. Tutto o quasi come da copione, con gran finale tragico e commovente sulla cima dell’Empire State Building con Kong crivellato a morte dagli aeroplani. Quello che cambia, e che fa di King Kong un film da vedere, è l’approfondimento del rapporto tra lo scimmione e la ragazza. Grazie agli effetti digitali Kong è stato ricreato maestosamente ed è “vivo”, reale davanti ai nostri occhi (l’attore Andy Serkis gli ha fornito mimica e movimenti con la tecnica del “motion capture” già usata in Polar Express) e Ann non è più la ragazza disperata ed urlante del primo film che cerca solo di cavarsela. Dopo che Kong l’ha salvata dal T-Rex, Ann prova sentimenti per lui e la scena in cui i due si ritrovano in una New York messa a soqquadro e Kong la fa pattinare sul ghiaccio è di una dolcezza tutta nuova. Si può dire che la Ann del primo film è una creatura reale, per cui Kong, simbolo del fantastico, era solo un terribile mostro da eliminare, qui Kong diventa per Ann il sogno fatto realtà, l’essere semplice e tenero che la porta via dalla miseria e dalla fame della Grande Depressione per farle vedere il tramonto, sia esso dall’alto della più alta roccia della giungla o dalla cima dell’Empire State Building.

Realizzata dalla Cast Doppiaggio con dialoghi e direzione del doppiaggio a cura di Carlo Cosolo, l’edizione italiana del film vince su tutti i fronti per ricchezza delle voci, bravura degli interpreti e perfetta integrazione delle recitazioni nel turbinio di effetti sonori del Dolby Digital, cosa non facile ma qui riuscita bene.

Non ci sono grandissimi divi in questo King Kong, anche se i protagonisti si sono fatti notare in altri film e Adrien Brody (Jack Driscoll) ha vinto un Oscar per la sua magnifica interpretazione del Pianista. Jack Black fa di Carl Denham un personaggio diverso da quello del primo film, ricco di tocchi alla Orson Welles (attore regista sempre bistrattato dalla sua casa produttrice che era appunto la RKO) . Fanfarone, deciso, entusiasta: Black tratteggia il personaggio in modo sublime e al doppiaggio troviamo un bravissimo Fabrizio Vidale a ricrearne toni e cadenze in perfetta aderenza con la mimica dell’attore. Claudia Catani, quale doppiatrice di Naomi Watts/Ann Darrow è esemplare. Con i suoi grandi occhi sgranati la Watts è stata la scelta perfetta per il personaggio di una giovane attrice in bolletta (tra l’altro somigliantissima in più di una inquadratura a Nicole Kidman) e la Catani ci regala una caratterizzazione ricca di sfumature, dai toni quasi rassegnati dell’inizio a quelli buffi della scena in cui la Watts prova dinanzi allo specchio le frasi con cui dovrà presentarsi al suo idolo Jack Driscoll, per poi cambiare totalmente registro dal momento in cui Kong entra in scena: ecco che la magia del doppiaggio si sprigiona ancora una volta e Claudia diventa Naomi: terrore, esasperazione, disagio e alla fine tenerezza e amore. Tutti questi stati d’animo traspaiono dall’interpretazione e catturano inevitabilmente lo spettatore che,al pari di Claudia/Naomi/Ann vive la favola triste di Kong, la bestia che muore per amore della sua bella. Il suo semplice mormorare a Kong “bellissimo” guardando il tramonto e il suo disperato “no!” di dolore mentre gli aerei stanno colpendo non si dimenticheranno facilmente.

Un'altra grande voce è al leggio per Adrien Brody nel ruolo di Jack Driscoll, lo scrittore, innamorato della sua prima attrice, diversissimo dal personaggio del primo film, che era un rozzo marinaio. Massimiliano Manfredi ci regala un'altra bella interpretazione ed è un piacere ascoltarlo. Tra l’altro ricordiamo che aveva già doppiato Brody ne Il pianista e in The village.

Altre famose voci sono quelle di Roberto Pedicini (il capitano, un ruolo di simpatica canaglia perfetto per lui) , Stefano Crescentini (Preston) , Fabrizio de Flaviis (il tenero Jimmy ) e Massimo Corvo (Hayes). Vittorio De Angelis (Il nipote del primo doppiatore di Carl Denham!) dona tocchi di umorismo al personaggio del divo Bruce Baxter , interpretato da Kyle Chandler. E’ sempre un piacere poi riascoltare in piccoli ruoli vecchi amici come Sergio Graziani e Ludovica Modugno.per citarne solo due.

I semplici dialoghi di Carlo Cosolo riescono a ricreare nei limiti del possibile l’atmosfera e il linguaggio del vecchio classico in bianco e nero, che fu doppiato dalla CDC nel 1949 (uno dei primi ridoppiaggi!) con le indimenticabili voci di Renata Marini (Ann Darrow), Gualtiero de Angelis (Carl Denham) e Giorgio Capecchi (Jack Driscoll). Siamo certi che i giovani protagonisti di oggi, doppiando questo kolossal, abbiano idealmente dedicato il loro lavoro ai gloriosi colleghi che li hanno preceduti nei ruoli, così come il film, nei titoli di coda, è affettuosamente dedicato ai realizzatori del classico del 1933, particolarmente alla incomparabile Fay Wray.

Nunziante Valoroso

aggiungi il tuo punto di vista

La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.

 

 

 

Avvertenze legali ~·~ © 2005~2013 aSinc.it ~·~ Tutti i diritti riservati.