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Scheda

Soggetto:

Nic Balthazar

Sceneggiatura:

Nic Balthazar

Regia:

Nic Balthazar

Prodotto da:

MMG, BOS.BROS

Distribuito da:

One Movie

Edizione italiana:

VISION - Milano

Dialoghi italiani:

GIANNI GAUDE (traduzione di ALESSANDRA PODESTA' e BARBARA VIOLA)

Direttore del Doppiaggio:

ALBERTO OLIVERO

Assistente al doppiaggio:

ANDREA DE NISCO, CARLA METE

Fonico di doppiaggio:

GIANFRANCO ZORZI, MAURIZIO LOFFREDO

Fonico di mix:

GIANFRANCO ZORZI

Voci:

Greg Timmermans:

FLAVIO AQUILONE

Laura Verlinden:

DEBORA MAGNAGHI

Marijke Pinoy:

CINZIA MASSIRONI

Pol Goossen:

ALBERTO OLIVERO

Titus De Voogdt:

FEDERICO ZANANDREA

Maarten Claeyssens:

PAOLO DE SANTIS

Tania Van der Sanden:

MAURA MARENGHI

Gilles De Schrijver:

RENATO NOVARA

Cesar De Sutter:

VALERIO POMERO

Ron Cornet:

GIANNI GAUDE

Jakob Beks:

LORENZO SCATTORIN

Peter De Graef:

MAURIZIO ARENA

Greg Timmermans:

VALERIO POMERO

dialoghi
italiani
1
direzione
del doppiaggio
0,5

Ben X - Il coraggio è tutto
(Ben X , Belgio/Olanda 2007)

Compito difficile quello di Nic Balthazar di rendere il disagio di chi vive in un’altra dimensione, in cui riesce in gran parte ma non del tutto. Infatti, mentre il film attraverso la perfetta interpretazione del suo protagonista (e l’ottima di tutti gli altri) ci fa entrare in un altro mondo e ci rende consapevoli dei limiti umani e della scienza, mentre ci mostra con freddezza la ferocia umana che seleziona senza pietà i suoi dissimili e mostra i limiti delle regole di convivenza, mostra anche il suo inevitabile cedimento sul piano narrativo scivolando sul taglio documentaristico e volendo individuare a tutti i costi una visione finale moral-buonista che ci dia una speranza. Resta importante l’interpretazione di Ben, le sue solitarie camminate, il dettaglio delle sue mani, la rappresentazione del suo mondo e della sua solitudine.
Il doppiaggio, in compenso, è da buttare tutto, peccato perché sarebbe potuto essere una possibilità in più per lo spettatore italiano. Innanzitutto la versione italiana dei dialoghi (scritta a tre mani, chissà perché) è molto piatta, non c'è differenziazione tra i personaggi, e ha molte imprecisioni (giusto qualche esempio: ma che c’entrano gli «okay» in un film fiammingo? perché strillano «loser?» perché «veterano»?), ma soprattutto completamente fuori ritmo e con un sinc inesistente, come se ci si fosse esclusivamente preoccupati delle lunghezze – e neanche tanto - per non farla sembrare troppo una versione oversound. Gli attori sono scollati dai personaggi o hanno un tono di maniera, da compitino, che li rende irreali e grotteschi, segno di una direzione inadeguata che non è stata in grado né di scegliere le voci né di governarle. Anche il protagonista, nel suo ruolo di narratore, procede stancamente addolorato senza mostrare la personalità di Ben, sembrando uno scrittore consumato che nella vita si atteggia ad autistico. Brava Debora Magnaghi, ma non giusta su Scarlite. Certo, BenX era un doppiaggio “difficile” ed è una delle tante dimostrazioni del modo in cui tanti film europei vengono trattati. Tritati.

Marnie Bannister

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