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Scheda

Sceneggiatura:

Tamara Jenkins

Regia:

Tamara Jenkins

Prodotto da:

FOX SEARCHLIGHT PICTURES, LONE STAR FILM GROUP, THIS IS THAT PRODUCTIONS, AD HOMINEM ENTERPRISES

Distribuito da:

20th Century Fox

Edizione italiana:

LaBiBi.it

Dialoghi italiani:

GIANNI G. GALASSI

Direttore del Doppiaggio:

GIANNI G. GALASSI

Assistente al doppiaggio:

FLAVIO CANNELLA

Fonico di doppiaggio:

ALESSANDRO DI BENEDETTI

Fonico di mix:

RICCARDO CANINO

Voci:

Laura Linney:

ANNA CESARENI

Philip Seymour Hoffman:

PASQUALE ANSELMO

Philip Bosco:

FRANCO ZUCCA

Peter Friedman:

STEFANO DE SANDO

Gbenga Akinnagbe:

FABRIZIO VIDALE

David Zayas:

ENRICO CHIRICO

Cara Seymour:

ANNA IGIEL

Tonye Patano:

EMANUELA AMATO

dialoghi
italiani
4,5
direzione
del doppiaggio
4,5

La famiglia Savage
(The Savages, Usa 2007)

«Tutte queste menate del benessere dell’anziano servono solo per mascherare l’imbarazzante realtà che gli esseri umani muoiono. E la morte è una cosa ripugnante e stomachevole. È tutto un cacarsi addosso e pisciare e puzzare di latrina». È in queste parole di Jon (Philip Seymour Hoffman) il senso della Famiglia Savage, amara e assai intelligente riflessione sul tabù della morte che, tra gli altri, affligge questa sciagurata società e al quale la struttura “famiglia” non sa più (come forse in passato sapeva) rispondere.
Jon e Wendy (Laura Linney), infatti, per quanto intellettuali di professione o di inclinazione, nulla hanno ricevuto dalla famiglia (e dell’aspettativa delusa pagano le conseguenze) e nulla sono in realtà in grado di restituire a ciò che ne rimane, il vecchio padre affetto da un’imbarazzante demenza senile.
La famiglia Savage è un film ben scritto, ben diretto e benissimo interpretato, a dimostrazione, tra l’altro, che gli Usa sanno partorire non soltanto pellicole piene solo di effettacci, ma anche film a basso costo come questo, pieni però di senso. Film preziosi.
L’edizione italiana non tradisce e ne restituisce in pieno tutto il valore, sia nella scrittura – con dialoghi raffinati, giustamente complessi e ben calcati sui personaggi –, sia nell’interpretazione. Bravissima su tutti Anna Cesareni, che ci trasporta senza farcene accorgere nell’io compresso di Wendy, come Pasquale Anselmo, che ci fa cogliere con grande misura l’infelicità, la disillusione e la rabbia verso la vita di Jon. Tutti ben scelti e ben coordinati gli altri.

Giovanni Rampazzo

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