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Scheda

Sceneggiatura:

Scott Rosenberg

Regia:

Dominic Sena

Prodotto da:

JERRY BRUCKHEIMER FILMS - TOUCHSTONE PICTURES

Distribuito da:

BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA

Edizione italiana:

INTERNATIONAL RECORDING

Dialoghi italiani:

RUGGERO BUSETTI

Direttore del Doppiaggio:

ROBERTO DEL GIUDICE

Assistente al doppiaggio:

CARLA AMARI

Voci:

Nicolas Cage:

PASQUALE ANSELMO

Giovanni Ribisi:

MARCO BARONI

Angelina Jolie:

GABRIELLA BORRI

T.J. Cross:

FABRIZIO VIDALE

William Lee Scott:

ALESSANDRO QUARTA

Scott Caan:

TONY SANSONE

James Duval:

NANNI BALDINI

Will Patton:

VITTORIO DI PRIMA

Timothy Olyphant:

ROBERTO CERTOMA'

Chi McBride:

ERMANNO RIBAUDO

Robert Duvall:

FRANCO ZUCCA

Christopher Eccleston:

GAETANO VARCASIA

Grace Zabriskie:

PAILA PAVESE

Stephen Shellen:

ENRICO DI TROIA

dialoghi
italiani
3,5
direzione
del doppiaggio
3,5

Fuori in 60 secondi
(Gone in 60 seconds, Usa 2000)

Nicolas Cage ha una grande qualità (anche se per alcuni è il suo principale difetto) ed è quella di infondere al film di cui è protagonista o comprimario un tocco di quella che a Roma viene chiamata “cazzaronaggine”. La sua scelta quindi per questo film già “cazzarone” di per sé, ma ben fatto (magari fossero in grado di farli qui film così), che narra le avventure e gli amori di un superladro di auto perennemente inseguito dalla polizia, è perfettamente adeguata. Il doppiaggio è molto centrato e spontaneo e gli attori doppiatori sono tutti ben scelti e soprattutto ben diretti. Tutti bravi e in giusto equilibrio insomma, ecco, forse un po’ impastato Vittorio Di Prima su Delroy Lindo. Nessuna pecca neanche riguardo i dialoghi, misurati e godibili e soprattutto – mi dicono due miei amichetti amanti delle quattro ruote - terminologicamente precisi. Ma infatti il dialoghista è un maschietto. Bruum-bruum.
Nota per il distributore: il titolo originale vuol dire “rubata in 60 secondi”. Il titolo italiano è completamente senza senso in relazione al film e fuorviante per lo spettatore, che può pensare di avere di fronte il remake di Papillon. Ma chi li sceglie i titoli, il centralinista?

Marnie Bannister

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