Notizie Recensioni Interviste Prima Pagina Materiali Perditempo

Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

Gina Wendkos

Sceneggiatura:

Gina Wendkos

Regia:

David McNally

Prodotto da:

JERRY BRUCKHEIMER FILMS, TOUCHSTONE PICTURES

Distribuito da:

BUENA VISTA

Dialoghi italiani:

RUGGERO BUSETTI

Direttore del Doppiaggio:

Mario Cordova

Voci:

Piper Perabo:

LAURA LATINI

Adam Garcia:

NANNI BALDINI

John Goodman:

STEFANO DE SANDO

Maria Bello:

GABRIELLA BORRI

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
5

Le ragazze del Coyote Ugly
(Coyote Ugly, Usa 2000)

Violet è una giovane e timida ragazza originaria di South Amboy, nel New Jersey. Lavora come cameriera in una pizzeria, ma nel tempo libero segue la passione infondata dalla defunta madre: la musica. Violet scrive canzoni e vorrebbe diventare una famosa cantautrice. Decide, quindi, di abbandonare la vecchia città di provincia, il padre che frena le sue ambizioni e le vecchie amiche per trasferirsi a New York con la speranza di sfondare. Ma la sua avventura non inizia bene: si trova in una casa fatiscente, senza soldi e non riesce a far ascoltare il suo nastro alle case discografiche. Le consigliano quindi di cantare le sue canzoni nei club per gli artisti emergenti, ma Violet ha un problema: non riesce a cantare in pubblico.
La svolta arriva quando viene assunta in un locale dove le cameriere si esibiscono cantando e ballando sul bancone facendo andare in visibilio i clienti. Qui la giovane diventa un po’ più disinibita e, con l’aiuto di un ragazzo conosciuto per caso, riuscirà ad affrontare le sue paure.
Le ragazze del Coyote Ugly è l’ennessimo inno al motto "segui i tuoi sogni, basta crederci e si avvereranno". Il cinema è pieno di queste storie, da Save the Last Dance, passando da Step Up e Ballare per un Sogno (http://www.asinc.it/rec_dtt_00.asp?Id=212), ce ne sono per tutti i gusti, sebbene la trama poi sia sempre alquanto ricorrente. Quanto meno in questo caso abbiamo la figura della cantautrice che soffre di panico da palcoscenico, quindi c’è un po’ più di originalità – di solito vanno per la maggiore i ballerini depressi o disillusi. Notevole anche la colonna sonora, con scelte molto adatte ai contesti in cui sono inserite.
Molto buona anche l’edizione italiana. Mario Cordova ha curato molto bene la distribuzione delle voci, tutte perfettamente adatte al loro alter ego. Da rilevare in particolare la scelta di Stella Musy per Cammie, “la russa stuzzicatrice”, acuta e con una recitazione un po’ da bambola stupida. E quella di Gabriella Borri, con voce leggermente profonda, decisa e determinata per Lil, la proprietaria del Coyote Ugly, una donna di ferro.
Bene anche la stesura dei dialoghi da parte di Ruggero Busetti. Ottimo, in particolare, l’accorgimento di inserire la parola “Ugly” durante la spiegazione da parte di Lil dell’origine del nome del locale. La donna dice «Ti è mai capitato di svegliarti la mattina con un brutto, ugly». Ovviamente l’aggettivo non era ripetuto in inglese perché era chiaro per tutti, invece così anche lo spettatore italiano può capire che «ugly» significa brutto.
Corretta anche la traduzione di «sympathies» quando Kevin racconta a Violet il suo segreto, quello di essere orfano. Lui dice che non ha bisogno della sua «symapthies», adattato con pietà.
Un paio di adattamenti non particolarmente azzeccati, invece. Kevin sta seguendo Violet dopo averla appena conosciuta, cerca di conoscere qualcosa di lei e dice «There’s no sign from here of a belly button ring or a tongue piercing»/«Non mi pare che tu abbia l’anellino all’ombelico o il piercing linguale». «Anellino all’ombelico» e «piercing linguale» sono espressioni decisamente poco usate tra i giovani, in entrambi i casi si parla semplicemente di piercing, rispettivamente all’ombellico o “sulla” lingua, non linguale. Le traduzioni sono corrette, ma poco credibili.
Infine, siamo di fronte al primo bacio tra Violet e Kevin. Lui dopo, molto teneramente, rimane un po’ in panico e, non sapendo cosa dire, la saluto con un «Well, have a nice day»/«Tanti cari saluti». L’adattamento in italiano è troppo distaccato dall’originale, è troppo freddo. E’ chiaro che lui dice una battuta fuori luogo, ma tra amici, coetanei, si può ancora dire «Buona giornata», ma mai «tanti cari saluti». Mantenendo «Buona giornata» sarebbe rimasto inalterato anche il senso originale di inadeguatezza (di certo non è quello che una ragazza si aspetta dopo un bacio), ma senza esagerarlo.
A parte queste piccole imprecisioni, si tratta di un buon doppiaggio per un piacevole film.

Alessandra Basile

aggiungi il tuo punto di vista

La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.

 

 

 

Avvertenze legali ~·~ © 2005~2013 aSinc.it ~·~ Tutti i diritti riservati.