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Scheda

Soggetto:

ROBERT E. HOWARD

Sceneggiatura:

Oliver Stone, John Milius

Regia:

John Milius

Prodotto da:

DINO DE LAURENTIIS

Distribuito da:

FOX RICCI E MARINELLI

Edizione italiana:

CVD

Dialoghi italiani:

ROBERTO DE LEONARDIS

Direttore del Doppiaggio:

MARIO MALDESI

Voci:

Arnold Schwarzenegger:

MARIO CORDOVA

James Earl Jones:

CARLO BACCARINI

Max von Sydow:

MARCELLO TUSCO

Sandahl Bergman:

LIVIA GIAMPALMO

Gerry Lopez:

SERGIO DI GIULIO

Mako:

MARIO FELICIANI

William Smith:

FRANCO ODOARDI

Jack Taylor:

PIETRO BIONDI

Cassandra Gaviola:

LORENZA BIELLA

Ron Cobb:

MARCELLO MANDO'

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
4

Conan il barbaro
(Conan the Barbarian, Usa 1982)

Ispirato ai racconti di Robert Ervin Howard, Conan il Barbaro racconta la vita del guerriero cimmeriano concentrandosi su alcuni episodi: lo sterminio del suo clan e l’uccisione dei suoi genitori quando era bambino, la sua successiva riduzione in schiavitù, la sua vita da gladiatore e poi da ladro, l’incontro con Subotai, Valeria e Akiro, la liberazione di una principessa, soggiogata dai poteri magici di Thulsa Doom, responsabile della strage a cui assistette Conan da piccolo, la sua vendetta sullo stregone.
A dire la verità, nel film non sono presenti moltissimi dialoghi e lo stesso vale per i monologhi, ma l’adattamento ha comunque richiesto un lavoro attento e anche piuttosto elaborato per via delle differenze linguistiche fra inglese e italiano. I dialoghi italiani non sempre sono aderenti alle battute originali, spesso per ovvi motivi di sincronizzazione (ad esempio, «Do you know what horrors lie beyond that wall? », che diventa «Sapete quali orrori si preparano per voi?»), ma sono sempre pertinenti e rendono bene l’idea di ciò che i personaggi intendono dire o esprimere.
In parecchi casi, poi, l’adattamento italiano riesce addirittua a elevare il tenore dei dialoghi, laddove la sceneggiatura originale si rivela piuttosto rozza, concisa e brutale, in linea del resto con la storia del film nel suo complesso. La versione italiana, però, aggiunge un tocco di epos linguistico di stampo letterario che non guasta affatto e che rafforza l’epicità muscolare dell’azione. L’unico appunto che posso fare riguarda la sincronizzazione, che in diversi punti non è perfetta, anche in modo evidente, anche se soprattutto a causa della diversa lunghezza delle parole inglesi e di quelle italiane scelte per sostituirle (per esempio, «Get them! », reso con «Prendeteli!»). A parte questo, comunque, direi che è stato fatto un ottimo lavoro.

Raffaele Crespi

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