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Scheda

Soggetto:

Trey Parker, Matt Stone, Pam Bredy

Sceneggiatura:

Pam Bredy

Regia:

Trey Parker

Prodotto da:

SCOTT RUDIN

Distribuito da:

WARNER BROS ITALIA

Edizione italiana:

SEFIT-CDC

Voci:

STAN MARSH:

NANNI BALDINI

KYLE BROFLOVSKI:

FABRIZIO MANFREDI

WENDY TESTABURGER:

ELEONORA DE ANGELIS

ERIC THEODORE CARTMAN:

ROBERTO GAMMINO

LIANE CARTMAN:

STEFANELLA MARRAMA

CHEF McELROY:

RENATO MORI

SIG. HERBERT GARRISON:

ANGELO NICOTRA

ZIO JIMBO KEARN:

GIORGIO LOPEZ

CONAN O'BRIEN:

MARCO METE

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4

South Park
(SOUTH PARK: BIGGER, LONGER & UNCUT, Usa 1999)

South Park. Bigger. Longer and Uncut, è il titolo del film del 1999 tratto dalla serie animata americana South Park.
La versione originale è un crogiuolo di turpiloqui, di bestemmie e di offese razziste che traspaiono anche sul piano visivo: Gesù che si arruola nell’esercito per uccidere qualche carogna canadese (some Canadian scum), Satana e Saddam Hussein amanti e i campi della felicità in cui vengono rinchiusi i canadesi presenti negli Stati Uniti.
Da questo punto di vista, l’adattamento italiano è un raro esempio di come la parola fuck e affini possano essere tradotti attraverso simpatici neologismi invece che con il solito fottuto, e, quindi, di come la lingua italiana possieda una certa ricchezza di vocabolario anche per quel che riguarda le oscenità. Ecco, quindi, come siamo in presenza di una perfetta prova di fedeltà linguistica, anche di fronte alla bestemmia. In Italia, infatti, è raro vedere un prodotto audiovisivo in cui la blasfemia non sia censurata: il personaggio del bambino francese chiamato “La Talpa” si riferisce a Dio con epiteti decisamente non propri ad un bambino di nove anni e che raramente sono presenti nel doppiaggio italiano di un film. Sicuramente si sarebbe potuta dare una versione alternativa all’imprecazione, ma ancora una volta il piano visivo ha reso obbligata la scelta proprio perché, mentre bestemmia, il bambino volge lo sguardo in alto e dalla sua espressione traspare tutto tranne che simpatia.
Un altro punto a favore della versione italiana è quello di non aver abusato dei cartelli, che vengono ben compensati dal dialogo, da voci fuori campo e dalle immagini: inserire dei cartelli, infatti, avrebbe solo appesantito la scena.
Altro scoglio superato è quello dei giochi di parole e della traduzione di alcuni nomi. Durante un congresso al Palazzo di vetro dell’ONU, il ministro canadese scambia la parola about con aboot, che in italiano è stato reso dando un accento differente alla parola scopo. Mentre il nome dei due attori canadesi, che indossano sempre delle magliette con le iniziali dei propri nomi, si sono trasformati da Terrance and Phillip in Trombino e Pompadour.
Ci sono però sono anche degli elementi negativi. Primo fra tutti il fatto di non aver sottotitolato le canzoni che sono elemento narrativo fondamentale per la comprensione della storia: in questo modo si limita fortemente la possibilità di ricezione da parte di un vasto pubblico. Ne è un esempio la canzone Uncle Fucka, che viene cantata in italiano dai quattro protagonisti all’uscita del cinema: sembra quasi che abbiano inventato un nuovo motivetto sul ritmo della canzone originale.
In ultimo, la citazione di persone note. Certo, anche in Italia si conoscono Brian Adams, Alanis Morissette e i Baldwin, ma di sicuro non si conosce Brian Boitano, citato più volte. Serve a poco il fatto che ci venga detto che fu un pattinatore, medaglia d’oro alle olimpiadi nella canzone What Would Brian Boitano Do?, dato che le canzoni rimangono in lingua originale e senza sottotitoli.
Nel complesso, comunque, rimane un adattamento ben fatto e con un cast di voci che ben si sposa con i personaggi e le voci originali.

Alessandra Carta

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