Notizie Recensioni Interviste Prima Pagina Materiali Perditempo

Recensioni Reviews

Scheda

Sceneggiatura:

FRED BREINERSDORFER

Regia:

Marc Rothemund

Prodotto da:

GOLDKIND FUILM, BROTH FILM

Distribuito da:

CECCHI GORI GROUP

Edizione italiana:

CIS SRL

Dialoghi italiani:

VALERIO PICCOLO

Direttore del Doppiaggio:

CLAUDIO SORRENTINO

Fonico di doppiaggio:

FRANCEO MIRRA

Fonico di mix:

FRANCO CORATELLA

Sonorizzazione:

FONO-ROMA

Voci:

SOPHIESCHOLL:

DOMITILLA D’AMICO

HANS SCHOLL:

GIOVANNI BALDINI

HERR MOHR:

ROBERTO PEDICINI

FREISLER:

MINO CAPRIO

ELSE:

LILIANA SORRENTINO

CHRISTOPH:

CORRADO CONFORTI

SPEAKER:

AMBROGIO COLOMBO

BUG:

FRANCESCO MANGIAVACCHI

BIG GUS:

PAOLO VIVIO

LEONARD:

MANFREDI ALIQUO’

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
4

La rosa bianca
(Sophie Scholl - Die letzen Tage, Germania 2005)

La rosa bianca porta sugli schermi la storia di un gruppo di studenti dell’Università di Monaco e che fra la fine del ’42 e gli inizi del ’43 formò un’organizzazione di resistenza contro il nazismo. Questi studenti scrissero e distribuirono numerosi volantini informativi in tutto il sud della Germania per invitare il popolo tedesco ad aprire gli occhi davanti agli orrori del regime e ribellarsi. Le loro speranze, alimentate dalla sconfitta tedesca in Russia, furono in quel febbraio del ’43 brutalmente spezzate con l’arresto di due ragazzi del gruppo, Sophie e Hans Scholl, fratello e sorella. Sophie era l’unica donna del gruppo ed il film si incentra sulla sua personalità, in cui la fragilità della giovane età si mescola alla forte determinazione con cui afferma le proprie idee di giustizia. Il film si concentra soprattutto sugli interrogatori, in cui la tempra della ragazza e la sua intelligenza portano il poliziotto Mohr a cercare di salvarla, promettendo di salvarle la vita se rivelerà il nome degli altri componenti del gruppo.
Il quarto interrogatorio è il più importante, Sophie e Mohr discutono dei motivi che l’hanno spinta ad agire. Il discorso vira su temi filosofico/etici, toccando i significati di legge, uomo e libertà. Sophie diviene il centro della scena, affermando chiara le proprie idee: «Io seguo la mia coscienza». Per Sophie la legge più importante è quella dettata dalla coscienza, mentre Mohr tentenna, si aggrappa alle procedure e ai protocolli affermando che il suo compito è far combaciare uomo e legge, un semplice compito "materiale". L’intero dialogo ruota attorno a quattro termini: Gewisse (Coscienza) e Materialusmus (Materialismo), Willkühr (arbitrio/dispotismo) e Mitläufer (opportunista). La prima coppia di termini mantiene una traduzione fedele anche in italiano, mentre la seconda si concentra sulla coppia dispotismo/opportunisti, perdendo la valenza più libertaria di Willkühr come arbitrio che in tedesco è il fulcro del dissenso fra i due personaggi.
In apertura e chiusura del film ci sono dei cartelli che spiegano gli antefatti e poi narrano cosa accadde agli altri membri del gruppo dopo l’esecuzione di Sophie e Hans. La direzione del doppiaggio ha scelto di farli leggere da una voce fuoricampo, anziché sostituirli, scelta che non influisce molto sul film. La stessa cosa avviene anche durante il film con le due lettere che Sophie lascia prima dell’esecuzione; un foglio a Else con la parola libertà e l’ultima lettera dedicata al fidanzato, in cui spiega il suo gesto.
Tenendo sempre ben presente l’ambientazione del film, gli anni ’40, la traduzione ha un linguaggio non eccessivamente moderno, si avverte in molte espressioni come «Infiammeremo l’università» o «Lui è apolitico quanto me». Vi sono alcune forme antiquate che talvolta sarebbe stato meglio snellire, per far combaciare meglio il labiale, come capita nella frase di Mohr «Quanto voi sostenete è avulso da ogni realtà» oppure «Lui vi farà rinsavire signorina, e voi e vostro fratello vi sentirete piccoli così».
I cambiamenti linguistici sono molti, dovuti forse ad esigenze di sincrono, però in alcuni casi cambia anche il registro e si smorzano i toni, come accade nella scena in cui l’aiutante di Mohr accompagna Sophie in bagno, dopo una breve attesa le dice «Avete fatto?» in modo educato ma fermo, mentre in tedesco è molto più forte perché l’ordine è «Muovetevi!» un imperativo privo della forma di cortesia «Bitte». Oppure una guardia carceraria che afferma un «Andiamo» inesistente nell’originale, ed ancora durante la lettura della condanna: «Il loro stato di cittadini è interrotto» ma in realtà esso viene sospeso o negato.
Da notare anche la versione italiana di «weltlicher Schulung», che Else pronostica come pena per Sophie, ossia un programma di educazione ideologica con chiaro riferimento al processo di scolarizzazione, che in italiano diviene «indottrinamento ideologico».
Ma l’errore più grossolano avviene durante la confessione di Sophie in carcere, lei afferma «Pregherò per voi padre» ma in realtà la ragazza chiede la benedizione di Dio «Ich bitte um Segne Gottes» tanto che il gesto seguente del prete è alzarsi e benedirla.
La direzione del doppiaggio è complessivamente buona. Sophie è controllata e profonda, Herr Mohr è meno isterico e furioso dell’originale ma sempre molto autoritario. La recitazione è vicina all’originale anche nella scelta dei timbri di voce.

Francesca De Rosa

aggiungi il tuo punto di vista

La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.

 

 

 

Avvertenze legali ~·~ © 2005~2013 aSinc.it ~·~ Tutti i diritti riservati.