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Scheda

Soggetto:

Stephanie Meyer

Sceneggiatura:

Melissa Rosenberg

Regia:

Catherine Hardwicke

Prodotto da:

Summit International

Distribuito da:

Eagle Pictures

Edizione italiana:

Sefit – CDC

Dialoghi italiani:

Paolo Modugno

Direttore del Doppiaggio:

Alessandro Rossi

Assistente al doppiaggio:

Silvia Alpi

Fonico di doppiaggio:

Stefano Sala

Fonico di mix:

Fabio Tosti

Voci:

Bella Swan:

Federica De Bortoli

Edward Cullen:

Stefano Crescentini

Carlisle Cullen:

Sandro Acerbo

James:

Massimiliano Alto

Victoria:

Myriam Catania

Laurent:

Gianfranco Miranda

Jacob Black:

David Chevalier

Charlie Swan:

Christian Iansante

dialoghi
italiani
3,5
direzione
del doppiaggio
3,5

Twilight
(Twilight , Usa 2008)

Quando la madre si risposa con un giocatore di baseball, l’adolescente Bella Swan si trasferisce dalla calda e soleggiata Phoenix alla fredda e piovosa Forks per raggiungere il padre Charlie. Bella gli assomiglia molto: è silenziosa, solitaria, impacciata. I ragazzi della scuola cittadina sono entusiasti del suo arrivo, d’altra parte rappresenta pur sempre una novità. Bella fa amicizia con loro, eppure i suoi pensieri sono calamitati da Edward Cullen, un ragazzo tanto affascinante quanto misterioso ed inavvicinabile. Sviluppa nei suoi confronti un’ossessione quasi morbosa, lo avvicina, parla con lui e scopre la sua vera natura: Edward è un vampiro, così come tutta la sua famiglia. Il giovane è fortemente attratto da lei, eppure inizialmente l’allontana poiché il suo profumo scatena in lui il suo istinto naturale alla caccia di sangue. Ma Edward non è un vampiro convenzionale, lui e la sua famiglia sono “vegeteriani”, hanno deciso di non cibarsi di sangue umano.
Inutile impegnarsi: i due non possono stare lontani l’uno dall’altro, ed è così che inizia la loro intensa storia d’amore, con tutti i rischi che comporta per l’uno e per l’altro – ma soprattutto per Bella che, goffa com’è, si trova a dover approfittare della perenne protezione di Edward ora che si trova a far parte di un mondo completamente diverso e pericoloso.
Quando, per caso, ho iniziato a leggere i libri della Meyers, non avrei mai immaginato che questa storia avrebbe attratto le ragazzine di tutto il globo, diventando un fenomeno di costume. Ho scoperto che in rete impazzano centinai di forum di adolescenti adoranti che fanno addirittura gli auguri di compleanno ad Edward nel giorno in cui, nel libro, compie gli anni. Per non parlare della folla che ha assalito gli attori alla prima del film. Ma, d’altra parte, forse è stato un errore mio. Stiamo pur sempre parlando di una storia d’amore (e già questo di per sé esercita sempre un forte appeal), mettiamoci poi che si tratta di una storia tra adolescenti al liceo e uno dei due è terribilmente affascinante e misterioso. C’era da aspettarselo.
Nella trasposizione cinematografica tutta questa passione e questo sentimento viscerale sono estramemente ridimensionati. Bisogna riconoscere che non dev’essere stato facile condensare circa cinquecento pagine di libro in poco più di 100 minuti di pellicola, forse però alcune scelte in fase di stesura della sceneggiatura potevano essere diverse. Così sembra che Bella sia un’adolescente che si fa attrarre solo dal ragazzo “bello e maledetto” e che in pochissimi giorni capisce che lui è la persona con cui passerà il resto della sua vita. In questo modo lo spettatore che non ha il letto il libro dà per scontato che questa sia un’altra banale storia adolescenziale senza importanza, volubile ed immatura.
La recitazione degli attori non ha nessun pregio particolare. Non si può però non riconoscere lo sforzo che Robert Pattinson (Edward Cullen) deve aver fatto per dare vita a un personaggio che sulla pagina era praticamente perfetto: bello, colto, raffinato, educato, gentile, protettivo, spiritoso, saggio.
L’unico dubbio nasce dalla scelta della caratterizzazione di Jasper. Come mai Jackson Rathbone è così strano? Nel romanzo della Meyers è chiaro che i vampiri sono tutti belli e forti, eppure Jasper è talmente stralunato che assomiglia a Edward Mani di Forbici. Per quale motivo?
Buona la colonna sonora, con brani inediti e con un omaggio ai Muse con “Supermassive Black Hole” per la scenografica partita di baseball tra vampiri durante il temporale – scelti probabilmente tra le diverse bands citate dalla Meyers nei suoi ringraziamenti quali ispiratori dei suoi romanzi. Rimane pertanto un film senza infamia né onore, per passare una serata al cinema.
Le critiche peggiori sono da muovere al film di per sé, non alla versione italiana che tra l’altro è fatta piuttosto bene. Alessandro Rossi ha distribuito bene le voci, anche se quella di Bella è effettivamente troppo matura per un’adolescente. È giusto che quella di Edward sia abbastanza calda, ma quella di lei non ha senso che sia così profonda. Dovrebbe essere un po’ più acuta per sottolineare la differenza perenne tra i due ragazzi: debole lei, invincibile lui.
Buona anche la recitazione dei doppiatori che comunque non hanno dovuto cimentarsi con dialoghi particolarmente difficili o serrati.
Ottimo anche l’accorgimento di far leggere fuori campo a Federica De Bortoli i risultati che Bella trova su Internet quando fa una ricerca sui vampiri o quando legge un libro sull’argomento.
Piccola pecca della direzione del doppiaggio: il brusio nella hall dell’albergo dove alloggiano Bella, Jasper e Alice non è stato doppiato.
Per quanto riguarda l’adattamento dei dialoghi all’inizio del film c’è un errore di grammatica. Bella incontra l’amico Jacob dopo tanti anni e gli chiede se frequenta la sua stessa scuola e quando riceve una risposta negativa commenta: “Peccato, era bello conoscere almeno una persona”. Ma “era” è grammaticalmente errato – la corretta traduzione è “sarebbe stato bello”. Probabilmente nella versione originale si trattava del future in the past.
In seguito quando Bella è in ospedale, dopo essere stata salvata da Edward, il ragazzo le fa capire che non si deve aspettare che lui sia un principe azzurro, visto che in realtà è il cattivo. Le dice quindi “Spero che la delusione non ti ferisca”, probabilmente traduzione di “will not hurt you”, ma in italiano si direbbe piuttosto “Spero che la delusione non ti faccia rimanere male”, non “ferisca”.
Più avanti troviamo invece un errore di tipo lessicale. Charlie è a pranzo con Bella e quando lei lo informa che non ha intenzione di uscire, lui le risponde “Bella, è venerdì sera, esci!”. Però la scena si svolge in pieno giorno, quindi affermare che sia sera è un po’ azzardato.
Infine, un errore di labiale, quanto meno quello più evidente. Prima del ballo di fine anno, Jacob dice a Bella che il padre l’ha pagato 20 dollari per parlarle. Vediamo la bocca pronunciare distintamente “bucks”, ma sentiamo “dollari” – troppo lungo e con labiale piuttosto differente.
Le perplessità sul film in sé sono già state eposte, inutile dilunagarsi ulteriormente. L’edizione italiana non ha minimamente intaccato la versione orginale – solo qualche piccolo errore sia nella direzione del doppiaggio, sia nella stesura dei dialoghi.

Alessandra Basile

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