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Scheda

Soggetto:

Barry Levinson

Sceneggiatura:

Barry Levinson

Regia:

Barry Levinson

Prodotto da:

UNIVERSAL PICTURES, MORGAN CREEK

Distribuito da:

MEDUSA

Edizione italiana:

CAST DOPPIAGGIO

Dialoghi italiani:

Carlo Valli

Direttore del Doppiaggio:

Ludovica Modugno

Assistente al doppiaggio:

Donatella Fantini

Fonico di doppiaggio:

Giancarlo Mattacola

Fonico di mix:

Fabio Tosti

Sonorizzazione:

SEFIT-CDC

Voci:

Robin Williams:

Carlo Valli

Christopher Walken:

Francesco Carnelutti

Laura Linney:

Roberta Greganti

Lewis Black:

Franco Zucca

Jeff Goldblum:

Massimo Rinaldi

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
2,5

L'uomo dell'anno
(Man of the Year, Usa 2006)

Film interessante, si regge quasi interamente su un istrionico (come al solito) Robin Williams e su un Cristopher Walken eccellente.
Peccato che i dialoghi e la direzione del doppiaggio non siano all’altezza di tali attori.
Veniamo subito ai vari perché.
In generale si è notata una certa superficialità nella preparazione dei doppiatori, specialmente dei comprimari: in particolare una giornalista Tv poco chiara con l’intonazione (come se non riuscisse ad intonare la voce in base alla punteggiatura: che si siano voluti imitare i nostri squallidi giornalisti televisivi?), così, a tratti, anche la protagonista femminile all’inizio del film. La voce di Cristopher Walken non mi è sembrata adatta al suo personaggio: è stridula, a volte noiosa (o annoiata?), paternalistica fino all’eccesso: non ho trovato nulla che dimostrasse la brillantezza, la sagacia per la quale in tutto il film viene lodato questo personaggio. Abbastanza azzeccato invece l’altro collaboratore: faccia da matto, gestualità esagerata, voce agitata, tutto sufficientemente adeguato al quello che vediamo. Carlo Valli, come al solito, riesce a dare brillantezza e scioltezza al personaggio, ma purtroppo con i dialoghi non mi sembra sia stato eccezionalmente acuto.
La cosa che colpisce è un certo eccesso nell’uso del termine “problemi”. Lo dice il regista televisivo del dibattito fra i tre candidati alla carica di presidente («Per l’amor di Dio, abbiamo dei seri problemi») perché Williams si agita troppo e non sanno con quale telecamera inquadrarlo. Lo dice un ex collega a Linney («Per non farti parlare dei problemi del sistema»). Lo dice Walken a Williams («Parli sempre dei problemi»).
È presente un gioco di parole: Williams dice che se incontrasse Kofi Annan vorrebbe offrirgli un caffè per digli: «Coffee, Kofi?». Questo gioco di parole è intuito in italiano perché caffè e coffee sono simili, ma non fa molto ridere (tutti gli attori nel film ridono dopo questa battuta). Però c’è da ammettere che sarebbe stato difficile trovare qualcosa di equivalente.
Altra perplessità: Walken è in ospedale; riceve la visita di Williams che gli porta una bottiglia di vino, e, apprezzandola, dice: «Ottima mesata». Potrebbe essere stata una battuta (dall’inizio, ripeto, si loda Walken per il suo grande umorismo), ma dal tono della voce non sembrerebbe. Il risultato dà più l’idea di un errore (normalmente di dice annata, non mesata).

Vittoria Alessi

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