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Scheda

Soggetto:

Wong Kar Wai

Sceneggiatura:

Wong Kar Wai, Lawrence Block

Regia:

Wong Kar Wai

Prodotto da:

BLOCK 2 PICTURES, JET TONE PRODUCTION, LOU YI LTD., STUDIO CANAL

Distribuito da:

BIM

Edizione italiana:

Fono Roma

Dialoghi italiani:

Federica De Paolis

Direttore del Doppiaggio:

Renzo Stacchi

Assistente al doppiaggio:

Paola Evangelista

Fonico di doppiaggio:

Roberto Martinelli

Fonico di mix:

Claudio Chiossi

Voci:

Jude Law:

Niseem Onorato

Norah Jones:

Federica De Bortoli

Natalie Portman:

Barbara De Bortoli

David Strathairn:

Luca Dal Fabbro

Rachel Weisz:

Laura Romano

dialoghi
italiani
0,5
direzione
del doppiaggio
2,5

Un bacio romantico
(My Blueberry Nights, Francia/Hong Kong 2007)

È stato difficile rimanere seduti al proprio posto fino alla fine della proiezione (qualcuno ha abbandonato la sala a metà).
Un bacio romantico è senz’altro un film particolare, che avrebbe richiesto competenza e grande impegno nella realizzazione della versione italiana, innanzitutto con il sostegno di dialoghi adeguati; invece ho rilevato frasi prive di logica, lungaggini gratuite, nessuna capacità di sintesi.
«Alla fine di quella serata ho deciso di andare via» (la protagonista ha appena finito di raccontare della sera in cui ha scoperto di essere tradita, in cui è andata sotto le finestre del suo compagno e lo ha visto con un’altra donna. Il complemento di specificazione era completamente inutile, drammaturgicamente fuori posto; la ragazza, stanca e demoralizzata, «alla fine decide di andare via»: avrebbe reso molto di più il suo scoraggiamento).
«Buonanotte a te» (cacofonico)
«Almeno non devo preoccuparmi per l’insonnia. Chissà, forse è già passata» (Che? l’insonnia?)
«È una Jaguar che spacca» (che cosa spacca?)
«Vuoi dargli una contata?»
«Vaffanculo e restaci»
«Non riesco a capire se è peggio il tuo ghigno o quell’orrenda camicia» (è una battuta? un’offesa? così non è nessuna delle due)
«Che mi dici di una bistecca?» (eventualmente «che ne dici»)

Il vero problema, al di là della correttezza, è che questi e quasi tutti gli altri dialoghi del film sono sempre troppo lunghi rispetto al movimento delle labbra degli attori.
E quindi si aggiungano alle precedenti:
«I’m alone» tradotto con «Mi sento sola al mondo»
«Avevo bisogno di ricordare come mi sentivo allora» (ma l’attrice quasi non muove le labbra)
«E secondo te io che devo fare?» nello spazio di un «E io?»
«Ci vediamo domani» quando sarebbe stato più che sufficiente «A domani»

In generale ho notato troppe labiali, troppe fricative, insomma troppe parole nei primissimi piani, in scene particolarmente intense, in special modo quando le labbra degli attori quasi non si muovono.
Dev’essere stata una tortura, per gli attori al leggio, riuscire a sincronizzarsi con gli attori sullo schermo. Immagino che i doppiatori abbiano fatto i salti mortali per rendere tutto, ma purtroppo il risultato non ha comunque pagato lo sforzo.

Per quanto riguarda le voci, la scelta e l’interpretazione di Neesem Onorato e Federica De Bortoli sono discreti, mentre lo sono meno quelle di Barbara De Bortoli, che dà al personaggio di Natalie Portman, che pure è una giocatrice professionista, un taglio comunque troppo di maniera di “donna vissuta”.

Peccato rovinare così un film.

Elisabetta Fumagalli

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