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Scheda

Soggetto:

Oscar Wilde (dal romanzo “Il ventaglio di Lady Windermere”)

Sceneggiatura:

Howard Himelstein

Regia:

Mike Barker

Prodotto da:

Meltemi Entertainment Ltd, International Arts Entertainment, Kanzaman S.A.

Distribuito da:

01 Distribution

Edizione italiana:

Pumais 2

Dialoghi italiani:

Antonello Ponzio

Direttore del Doppiaggio:

Giuppy Izzo

Assistente al doppiaggio:

Emanuela Fantini

Sonorizzazione:

Fono Roma

Voci:

Scarlett Johansson:

Perla Liberatori

Helen Hunt:

Roberta Greganti

Mark Umbers:

Niseem Onorato

dialoghi
italiani
2,5
direzione
del doppiaggio
1,5

Le seduttrici
(A Good Woman, Spagna/Italia/Gb/Lussemburgo/Usa 2004)

Dal romanzo Il ventaglio di Lady Windermere di Oscar Wilde: ci troviamo a Amalfi negli anni 1930; un gruppo di ricconi americani trascorre le vacanze spettegolando qua e là quando giunge una coppia di giovani sposi, Robert e Meg. Tutti si convincono che Robert abbia una relazione con Mrs. Erlynne, mentre solo noi (oltre ai due ipotetici amanti) sappiamo che questa signora è la madre di Meg, che tutti, Meg compresa, sanno morta vent’anni prima.

Ottimo film, bravi gli attori, versione italiana meno buona.

I dialoghi sono discreti, si è cercato di mantenere tutto su un livello medio-alto, dato lo status sociale dei personaggi.

Si ostenta il "voi" dall’inizio alla fine, il "tu" è riservato alle coppie Meg-Robert e Mrs. Erlynne-Robert; nella prima coppia per diritto di matrimonio, quindi è una confidenza dettata dall’intimità, nella seconda la confidenza è data dal disprezzo, dal mercato che entrambi fanno diventare il loro rapporto.

Nulla di eclatante, ma il film sembra reggersi più sulla sceneggiatura (ovvio) che sui dialoghi.

Il perché può forse essere imputato alla direzione del doppiaggio.

La voce di Scarlett Johannson è da Topo Gigio al femminile, non riesce a descrivere il carattere docile e l’ingenuità della ragazza, passando attraverso il sospetto, la gelosia e la ritrovata serenità finale: risulta assai fastidiosa e a tratti irritante.

Tuppy è un vero anziano gentiluomo con un gran difetto addosso: la voce di un quarantenne. Quindi vengono a mancare la maturità, le esperienze di vita, la signorilità che invece troviamo nelle sue parole e nelle sue azioni (anche questo è opera di Wilde).

E poi il sinc non perfetto dà a tutto il film un che di inquietante, fino all’eccesso in cui Mrs Erlynne si alza di scatto perché una voce fuori campo le si rivolge all’improvviso: ma si alza prima che la voce abbia cominciato a parlare!

Mi domando perché si continui a passar sopra a tutta questa sciatteria. Si potrebbe fare di molto, molto meglio: la trasposizione di un romanzo tale meritava maggiore attenzione e cura.

Vittoria Alessi

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