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Scheda

Soggetto:

Richard Matheson (dal romanzo omonimo)

Sceneggiatura:

Akiva Goldsman, Mark Protosevich

Regia:

Francis Lawrence

Prodotto da:

WARNER BROS. PICTURES, HEYDAY PRODUCTIONS, ORIGINAL FILM, WEED ROAD PICTURES, 3 ARTS ENTERTAINMENT

Distribuito da:

Warner Bros.

Edizione italiana:

SEFIT-CDC

Dialoghi italiani:

Alessandro Rossi

Direttore del Doppiaggio:

Alessandro Rossi

Assistente al doppiaggio:

Silvia Alpi

Fonico di doppiaggio:

Stefano Sala

Fonico di mix:

Alessandro Checcacci

Voci:

Will Smith:

Sandro Acerbo

Willow Smith:

Sara Labidi

dialoghi
italiani
2
direzione
del doppiaggio
2,5

Io sono leggenda
(I am Legend, Usa 2007)

Per chi conosce New York o vi abita, questo film fa davvero impressione. Ma anche e soprattutto perché non si capisce la ragione della cospicua presenza di leoni e gazzelle a Broadway o lungo Park Avenue. Per il resto l’apocalisse, o comunque l’evoluzione ultima della razza umana, è ben rappresentata e il film – tracimante bavosi vampirozzi dall’invidiabile forma atletica – scorre cupo e ossessivo ma fluido, fino al patetico finale speranzoso; totalmente all’opposto dell’interessante omonimo libro da cui è tratto, che tratteggia una storia ben diversa, ma conosciamo bene la politica culturale di Hollywood, quindi non ci siamo meravigliati più di tanto.
Poco da dire sul doppiaggio; il protagonista è ben interpretato, anche se non ha grandi occasioni per mostrare particolari virtuosismi. Nel complesso tutte le (ben poche) voci sono equilibrate, tranne quella di Sara Labidi, che poco si attacca alla figliola di Smith. Scivolano tranquilli anche gli scarni dialoghi, ma solo fino al finale, in quanto giunti alla resa dei conti le cose non tornano. Infatti, con un esemplare di mutante a disposizione, il protagonista si domanda che cosa può fare per salvare l’umanità e qui gli sovviene il ricordo della figlia che gli ripete «La soluzione è in una farfalla» e lui lesto, dopo aver notato che il vetro del laboratorio si è rotto a forma di farfalla e che la stessa è tatuata sul collo della donna supertite, fa un bel prelievo al mutante. Il giochino di parole farfalla/butterfly non è stato risolto e quindi il richiamo alle parole della figlia, per chi non sa – e non siamo tutti infermieri diplomati – che butterfly è il nomignolo del piccolo apparato per il prelievo del sangue venoso, cade nel vuoto. Anche perché il protagonista, per il prelievo usa una provetta che applica all’ago-cannula. Insomma, si sa che in un film non c’è spazio per le note, ma con qualche stratagemma (la voce pensiero, un fuori campo) si poteva trovare una soluzione per chiarire le cose allo spettatore. Lasciare un "buchetto" del genere su un particolare che è la chiave di volta del film (e che era forse anche l’unico problema traduttivo) è un po’ disarmante.
Mi chiedo, però, se proprio le distribuzioni vogliono risparmiare tempo e danaro, passino al sottotitolaggio così almeno gli spettatori (e soprattutto le spettatrici) potranno godersi Will Smith anche in voce.

Marnie Bannister

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