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Scheda

Soggetto:

Neil Gaiman e Charles Voss (dal romanzo omonimo)

Sceneggiatura:

Jane Goldman e Matthew Vaughn

Regia:

Matthew Vaughn

Prodotto da:

Paramount Pictures, Marv Films, Ingenious Film Partners, Di Bonaventura Pictures

Distribuito da:

Universal Pictures

Edizione italiana:

CVD

Dialoghi italiani:

Ruggero Busetti

Direttore del Doppiaggio:

Massimiliano Manfredi

Assistente al doppiaggio:

Monica Simonetti

Fonico di doppiaggio:

Giovanbattista Mariani

Fonico di mix:

Gianni Pallotto

Sonorizzazione:

Technicolor Sound Services

Voci:

Charlie Cox:

Stefano Crescentini

Claire Danes:

Ilaria Stagni

Michelle Pfeiffer:

Emanuela Rossi

Robert De Niro:

Stefano De Sando

Sienna Miller:

Federica De Bortoli

Ricky Gervais:

Franco Mannella

Peter O'Toole:

Sergio Graziani

Mark Strong:

Roberto Pedicini

Rupert Everett:

Francesco Prando

Kate Magowan:

Francesca Guadagno

Joanna Scanlan:

Cristina Noci

Jake Curran:

Corrado Conforti

Ian McKellen:

Gianni Musy

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
3

Stardust
(Stardust, Gb/Usa 2007)

Inghilterra, primi dell’ottocento. The Wall è un piccolo paese di campagna, che deve il suo nome al muro che lo delimita. Vi è un varco nel muro, che antiche superstizioni consigliano di non superare. Nei lunghi anni in cui il vecchio guardiano ha custodito il varco solo un uomo, Dunstan Thorne, è riuscito ad attraversarlo e ad oltrepassare il vasto campo che conduce verso un mondo ignoto; poco dopo il suo ritorno in paese gli è stato consegnato attraverso il varco il figlio Tristan. Il giovane Tristan ignora tutto questo, vorrebbe attraversare il muro per raggiungere una stella caduta sulla terra e portarla alla bellissima Victoria, per conquistare il suo amore. Inizia così il viaggio iniziatico del ragazzo nel misterioso paese di Stormhold, dove incontrerà la Principessa Una – sua madre –, la perfida strega Lamia, un pirata dal cuore d’oro e la stella caduta Yvaine, in cui troverà il vero amore.

Il bellissimo racconto di Neil Gaiman fonde fiaba e fantasy inserendovi un pizzico di ironia, regalandoci un film per adulti e bambini divertente e dalle diverse chiavi di lettura. La fortunata scelta del cast conta al suo interno star emergenti e grandi nomi del cinema, tutti riuniti a prendere e prendersi in giro in ruoli decisamente fuori dai soliti schemi. Le due donne amate da Tristan sono Claire Danes e Sienna Miller, rispettivamente Yvaine e Victoria, forse fisicamente fin troppo simili tra loro tanto da confondere lo spettatore. Michelle Pfeiffer è un’incantevole strega e Robert De Niro è forse l’unico attore a poter recitare la parte del temibile Capitano Shakespeare, che in privato balla il cancan in boa di struzzo e sottoveste, senza cadere nel ridicolo. Peter O’Toole è il re morente e Rupert Everett il più malvagio e meno furbo dei suoi figli.

La narrazione si sussegue a ritmo serrato, con incredibili colpi di scena e cali di tensione caratterizzati da grande comicità. Una fiaba che prende in giro il proprio genere, un passato con numerosi richiami all’attualità e alla realtà che ci circonda. Un mondo dove la magia sostituisce quello che da noi è la tecnologia, dove nulla è mai ciò che realmente sembra e che invita a guardare ciò che ci circonda con occhi più attenti.

La traduzione dei dialoghi è stata fatta piuttosto bene. Neil Gaiman è geniale nel trovare espedienti assurdi, come le candele di Babilonia che permettono di essere trasportati a grandi distanze in un attimo. Molto comuni nel mondo di Yvaine, Tristan ne possiede una (dono della madre) ma non ne conosce il nome; questo scatena un divertente equivoco durante l’incontro fra i due protagonisti con Tristan che la chiama “Candela di Bambinoia” un gioco di parole originale e divertente.

L’appartenenza di Yvaine al mondo delle stelle dà vita ad una serie di originali giochi di senso fra le caratteristiche proprie di una stella e il suo stato d’animo, come: «Una stella con il cuore spezzato non brilla»; nelle strane regole che caratterizzano il mondo di Stormhold il cuore brillante di una stella può ridare la giovinezza e donare vita eterna, come spiega la strega Lamia alle sorelle: «La troverò e lo splendore della giovinezza sarà ancora nostro», sfruttando una metafora sulla stella. Unico neo di adattamento quando Yvaine chiede a Tristan se non desidererebbe anche lui vivere in eterno e lui risponde «Se anche dovessi avere una vita infinita…» per quanto la traduzione italiana sia giusta, non definiremmo mai una vita “infinita”, ma “eterna”.

Al contrario la scelta delle voci per il doppiaggio dei diversi personaggi non convince sempre pienamente. Ilaria Stagni rende la propria Yvaine un po’ troppo piagnucolosa, mentre Emanuela Rossi ci restituisce una strega sì malvagia, anche se talvolta quasi nevrotica.

Francesca De Rosa

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