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Interviste Interviews

Intervista a
Davide Rossi,
presidente di Univideo

Milano, novembre 2005

domanda

L’interesse per i siti specializzati, la forte partecipazione ai forum tematici, la stessa aspettativa che molti hanno manifestato verso la nostra rivista dimostrano una crescente attenzione da parte degli spettatori verso il doppiaggio. Accanto alla curiosità degli appassionati di voci ci sembra stia nascendo una osservazione attenta anche della qualità del doppiaggio.

risposta

È vero. Anch’io ho notato un’attenzione molto forte del pubblico per il doppiaggio e anche una certa capacità critica e di giudizio. Il fenomeno dei doppiaggi diversi per la versione cinematografica e quella home video dello stesso film – per fare un esempio – non passa inosservato: chi ha visto il film al cinema si aspetta lo stesso doppiaggio quando acquista o noleggia il DVD; trovarne uno diverso – e spesso peggiore – genera delusione, un malcontento che la rete permette ormai a tutti di esprimere.

domanda

Qual è, a suo parere, la causa della scarsa attenzione che i distributori di home video dedicano al doppiaggio?

risposta

Chi compra i diritti DVD in genere non mette in discussione quello che è già stato fatto. Il doppiaggio viene considerato una questione “tecnica” e delegato al produttore. Il quale, d’altra parte, temo che non gradirebbe di avere controlli “a valle”. Questo conferma che, in generale, la distribuzione è poco attenta alla qualità del doppiaggio.

domanda

Se, in passato, l’insuccesso di un film sui nostri schermi poteva essere imputato a qualità proprie del film, il DVD dà la possibilità di verificare quanto sia invece da attribuire a dialoghi italiani mediocri, a un doppiaggio scadente. Con il DVD, insomma, i nodi vengono al pettine. C’è coscienza di questo tra i distributori?

risposta

In generale, direi di no: non c’è molta sensibilità. L’argomento della qualità continua ad avere una priorità molto bassa nelle logiche industriali e aziendali, c’è una tendenza molto forte alla “forfettizzazione” del valore dei contenuti. Fino al VHS questo era ancora possibile, ma ora che il mercato va verso una standardizzazione, anche tecnologica, molto alta, penso sia necessario creare una cultura della qualità, che purtroppo manca. In altre parole, la questione della localizzazione dei prodotti non può essere osservata solo in termini economici, ma deve essere vista in un’ottica culturale. Questo vale in generale per tutti i prodotti, ma è fondamentale per i prodotti culturali, come il cinema, che è ormai il principale veicolo di comunicazione.

domanda

L’unica sensibilità sembra essere per il risparmio.

risposta

È una falsa prospettiva. Anche in termini economici la qualità, e nello specifico la qualità del doppiaggio, è uno dei punti di forza che dobbiamo cercare di recuperare, un elemento strategico di consolidamento del nostro settore, specie di fronte alle nuove tecnologie. Insomma, per differenziare e rendere competitivo il supporto DVD rispetto ad altri modi di fruizione “mordi e fuggi” è necessario curarne ogni aspetto, con una particolare attenzione al doppiaggio.

domanda

Quale può essere l’azione di Univideo in questo senso?

risposta

L’impegno di Univideo sarà quello di inserire l’importanza della qualità del doppiaggio tra le priorità strategiche dell’agenda 2006 che fisserà i prossimi obbiettivi dei nostri associati.

 

 

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