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Giorgio Piazza non c'è più
Roma, 3 luglio 2010Era del 1925. Attore di teatro, dopo essersi diplomato in Accademia, aveva lavorato con molte compagnie, tra cui quelle di Vittorio Gassmann e di Tino Carraro. Ci lascia interpretazioni indimenticabili come attore di doppiaggio, una fra tutte: James Stewart in "La finestra sul cortile". Tra i molti attori doppiati ricordiamo Henry Fonda, John Gielgud, William Holden, James Mason e Michel Piccoli. È stato anche direttore di doppiaggio tra i più raffinati di moltissimi film tra cui vanno ricordati: "Silverado", "Balla coi lupi" e "Thirteen Days". Nel 1974 partecipò allo sceneggiato: "L'assassinio dei fratelli Rosselli", diretto da Silvio Maestranzi. Fu anche per molti anni presidente della Cooperativa italiana doppiatori.
talent allo sbaraglio
Taormina, giugno 2010Si è inaugurato il 12 il Taormina Film Fest e il film prescelto per aprire il festival è stato "Toy Story 3", prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures. Per la gioia dei professionisti del doppiaggio la versione italiana del film sarà interpretata quasi esclusivamente dai così detti “talent”: Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto daranno la voce al cowboy Woody e allo space ranger Buzz Lightyear (doppiati nella versione originale da Tom Hanks e Tim Allen), Gerry Scotti interpreterà il personaggio Telefono Chiacchierone, Giorgio Faletti il clown Chuckles, la coppia Barbie/Ken invece sarà doppiata da Claudia Gerini e Fabio De Luigi, infine la voce di Andy, è quella di Matteo Leoni. Risulta nel cast anche un attore: Riccardo Garrone, nel ruolo dell'orso Lotso. Ma la vera soddisfazione del mondo del doppiaggio verrà dalla brillante iniziativa della Disney che ha dato l'opportunità a un papà di prestare la sua voce a uno dei personaggi del film. Infatti, Giorgio Savoia, segnalato da sua figlia Margherita di 6 anni, darà la voce al personaggio di Army Men 1, uno dei soldatini di Andy.
più fiction per tutti
Los Angeles, giugno 2010Dopo recessione e sciopero degli autori, Hollywood torna alla riscossa presentando i suoi prodotti al mondo. che affamato di fiction, necessaria a riempire i vuoti palinsesti delle troppe emittenti di mezzo pianeta, accorre in massa (oltre 1400 rappresentanti di tv da 70 nazioni). E l’offerta – anche se alcune serie culto come “Lost”, “Senza traccia” e “24” sono state cancellate – è varia e numerosa; in particolare, la prossima stagione televisiva sarà contraddistinta dal ritorno agli anni '80 con serie che si rifanno a “Dallas” (“Lonestar”), “Hawaii Five-O” o “Quincy” (“Body of Proof”), con la presenza di star come Jim Belushi (“The Defenders”) e Tom Selleck (“Blue Bloods”). Inoltre, visto che gli spettatori restano sempre più affascinati da poliziotti e avvocati, ci saranno 22 nuove serie di questo tipo - tra cui “Scoundrels” (Disney) e “Outlaw” (Nbc Universal), su un giudice della corte suprema che si dimette per dare assistenza legale ai poveri - a discapito delle storie su medici e ospedali che a quanto pare non tirano più. Per visionare le nuove serie americane sono arrivati dall'Italia 50 dirigenti di 13 società, incluse Rai, Mediaset, La7, Sky Italia e la Tv Svizzera italiana. Doppiatori, scaldate i motori.
Più doppiaggio per tutti
Bruxelles, maggio 2010Sulle ceneri dell’Aidaa nasce la SAA (Society of Audiovisual Authors), alla quale - al fine di difendere in tutte le sedi istituzionali i diritti economici e morali degli autori dell’audiovisivo e assicurare loro un equo compenso per lo sfruttamento delle opere - hanno aderito la SIAE e le società di gestione collettiva francesi SACD e SCAM, le tedesche Bild-Kunst e VG Wort, le spagnole SGAE e DAMA, la portoghese SPA, la Ceca DILIA, l’estone EAAL, l’olandese VEVAM, la romena DACIN-SARA, le svizzere SSA e Suisseimage e le inglesi ALCS e Directors UK. Fanno parte del primo Consiglio: Marco Tullio Giordana, Fred Breinersdorfer, i fratelli Dardenne, Agnès Jaoui, Roger Michell, Radu Mihãileanu, Paolo Sorrentino, Bertrand Tavernier e Jaco Van Dormael. Con un documento inviato alla neonata associazione e alla SIAE, i dialoghisti cinetelevisivi dell’AIDAC hanno invitato il SAA a inserire tra le sue priorità lo sviluppo di politiche di incentivazione del doppiaggio delle opere audiovisive italiane ed europee, al fine di garantire una loro migliore circolazione sui mercati e quindi una maggiore remunerazione degli autori, sollecitandolo inoltre a sviluppare, con la collaborazione delle associazioni di categoria europee del doppiaggio, un sistema di controllo della qualità delle versioni in altre lingue, finalizzato alla salvaguardia delle opere originarie, dei loro autori e degli spettatori.
Le voci della fantasia
Ostia, maggio 2010E' stata inaugurata il 4 maggio alla Biblioteca Elsa Morante di Ostia la mostra "Le voci della fantasia", curata da Gianni Maritati. La mostra è un omaggio al mondo dei cartoni attraverso il prezioso e raro materiale proveniente dall'archivio privato di Nunziante Valoroso: manifesti originali, dischi in vinile delle colonne sonore, album di figurine. In un contesto di poco sfarzo ma molta sostanza, gli ospiti presenti - tra gli altri, Sergio Tedesco, Luca e Monica Ward, Michele Kalamera, Massimo Rinaldi, Roberto Morville e Mario Paolinelli - hanno parlato della passione e dell'impegno che c'è dietro al "miracolo" del doppiaggio, senza tacere della superficialità con cui quest'arte viene sempre più spesso asservita a esigenze di marketing che finiscono per svilire la professionalità degli autori e degli artisti con nessun beneficio per le opere. E infatti, ad ascoltare le invenzioni linguistiche e le performance recitative dei classici dell'animazione, era difficile evitare il confronto con le prestazioni dei cosiddetti "talent" utilizzati nei cartoni attuali. Esibizione di eccezione di Franco Bolignani, che con immutata eleganza ha cantato la celebre "Crudelia de Mon" dalla "Carica dei 101". La mostra durerà fino al 15 maggio.
Nasce l'AIDA
Cannes, aprile 2010È stata presentata a Cannes, nel corso del Mip TV l'Associazione italiana dei distributori audiovisivi, AIDA, presieduta da Clelia Iemma. L’associazione si propone di essere uno strumento di garanzia e un riferimento per gli operatori, le istituzioni, le aziende italiane ed estere operanti nei media, creando un marchio di qualità a tutela dei propri associati e dell’intero mercato dell’audiovisivo attualmente connotato da una forte deregolamentazione. Per ora fanno parte dell’associazione: Videoshow, A-Pictures, Lilium Distribution, GA&A Group, CDI, Monica Carpi, Amoni Distribuzione, Polivideo, D&D. Interessante l’esordio del neopresidente: “Questo è l’inizio di un nuovo percorso che garantirà al mercato maggiore professionalità e rispetto delle regole, ci auguriamo di accogliere presto altri professionisti che condividano i nostri obiettivi e le nostre aspirazioni”.
You Tube Pensiero
Web, aprile 2010Dopo un’attenta sperimentazione il noto sito ha annunciato che è stata predisposta un’applicazione che genererà automaticamente i sottotitoli per i contenuti audiovisivi disponibili in rete. Il popolo multilingue del Web è in trepidante attesa, se non altro – suggeriscono i più maliziosi – di farsi qualche bella risata, visto come funzionano i più moderni programmi di traduzione automatica. Basti ricordare come furono tradotte, qualche anno fa, le schede dei deputati di un noto partito, anche se poi si scoprì che anche gli originali forniti dagli interessati erano scritti coi piedi.
Attori a Congresso
Roma, marzo 2010 Il 29 e il 30 marzo a Villa Piccolomini - in via Aurelia Antica, 164 - si terranno i lavori del 5° Congresso nazionale del Sindacato Attori Italiano, affiliato a SLC/CGIL. Il segretario generale Maurizio Feriaud terrà la sua relazione alle 11.30 di lunedì, mentre Massimo Ghini, presidente del Sai, parlerà nel pomeriggio. Il 30 marzo mattina interverranno anche Emilia De Biasi, Segretario di Presidenza della Commissione cultura della Camera e gli esponenti delle associazioni di categoria. A chiudere i lavori sarà Emilio Miceli, segretario generale dei lavoratori della comunicazione SLC/CGIL nazionale. Hanno confermato la loro partecipazione: l’Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico, l’Agis (associazione generale dello spettacolo), l’Aidac (associazione dialoghisti adattatori cinetelevisivi), l’Anica (associazione nazionale delle industrie cinematografiche e audiovisive), l’Enpals (ente nazionale di previdenza dei lavoratori dello spettacolo), le organizzazioni sindacali della CGIL nazionale, il SLC Roma e Lazio, la Fai Fistel Cisl, l’Unda Uilcom Uil, e il SIAM (sindacato italiano artisti della musica).
Fisco e previdenza
Roma, marzo 2010Organizzato dall’Anica e condotto dal dott. Andrea Canali dell’Ufficio sindacale e relazioni industriali, si è svolto il 15 marzo il convegno “La Responsabilità Solidale del Committente nei Contratti di Appalto”. Di fronte a una platea numerosa e molto attenta, tra cui abbiamo notato molti rappresentanti di aziende del settore del doppiaggio e rappresentanti delle emittenti, l’avv. Fabio Costa e il giudice del lavoro Paolo Mormile hanno messo a fuoco la nuova normativa che non offre molto spazio a dubbie interpretazioni: nel caso in cui la società appaltante non onori i suoi impegni sotto il profilo retributivo, fiscale e previdenziale, la società committente che ha affidato la lavorazione diventa direttamente responsabile di ogni pendenza. Gli altri interventi - dell’avv. Valerio Vallefuoco, dell’avv. Giuseppe Tortora e dell’avv. Simone La Marra - hanno confermato e puntualizzato il dettato legislativo, mettendone in luce gli aspetti etici che nel confronto con il mercato premieranno quelle società che da sempre attuano comportamenti non lesivi dei molteplici interessi in gioco convincendo le società committenti ad affidare il lavoro solo a chi è in grado di offrire le più ampie garanzie.
Day and date
Roma, marzo 2010L’annuncio è inquietante: le nuove puntate di “Lost” saranno disponibili su Fox (Sky, canale 110) a sole 24 ore dalla messa in onda americana. Le puntate andranno in onda alle 22 in lingua originale con i sottotitoli, mentre gli episodi doppiati saranno trasmessi una settimana dopo (sempre con l’opzione doppio audio). Questo significa che per realizzare il doppiaggio si avranno a disposizione una manciata di giorni e che il pubblico (e lo share) saranno ridotti perché si tratterà di una seconda messa in onda depauperata di una buona fetta di audience, poco interessante anche per gli inserzionisti pubblicitari. Sarà in grado il settore del doppiaggio di reagire imponendo ritmi più professionali o il degrado qualitativo - imposto dal sistema del day and date - porterà a optare definitivamente per i sottotitoli?
Diversità culturale in pericolo
Barcellona, febbraio 2010In risposta alla nuova legge regionale che impone di doppiare o sottotitolare in lingua catalana i film stranieri distribuiti in più di 15 copie, il primo febbraio 74 sale cinematografiche della Catalogna (su 175) sono rimaste chiuse per protesta. Il presidente del Gremio, l'associazione degli imprenditori del cinema catalani, ha definito la legge "catastrofica" per il settore e ha previsto che gli introiti annuali scenderanno da 130 a 70 milioni di euro e gli spettatori da 20 a 4 milioni, costringendo i piccoli cinema a chiudere e i distributori a ridurre la distribuzione dei film in Catalogna per evitare le spese di doppiaggio e di sottotitolaggio. Sul fronte opposto, il governo regionale della Catalogna, le associazioni culturali e i cittadini catalani sostengono la bontà della legge che contribuisce alla salvaguardia della lingua, della cultura e dell’identità catalana minacciata dalla pervasività del castigliano e garantisce lo sviluppo dell’industria del doppiaggio nella regione.
Doppiaggio contro pirataggio
Roma, gennaio 2010 La Guardia di Finanza, dopo lunghe indagini, ha messo la parola fine all’operazione “Drake” sgominando una banda di duplicatori abusivi di DVD e sequestrando ben 286 masterizzatori e 106 mila dischi. I dettagli dell’operazione confermano che il doppiaggio, oltre a essere un moltiplicatore di incassi, è anche un baluardo alla cosiddetta “pirateria”: infatti i master venivano realizzati scaricando i film di prima visione su siti internet di paesi esteri dove gli stessi erano stati immessi nel circuito cinematografico in anticipo rispetto a quello italiano. Veniva poi acquisito l’audio in lingua italiana al momento della proiezione nei cinema nazionali e dopo un processo di risincronizzazione, veniva “incollato” sul master originale. Viene spontanea una considerazione: se il produttore predisponesse copie diverse (anche se di pochi fotogrammi, in più punti) per ogni paese, il processo di sincronizzazione pirata diventerebbe molto più complesso da realizzare. Strano che non ci abbiano già pensato.
Ciao Terminator
Roma, dicembre 2009Si è spento Glauco Onorato. Attore di teatro, cinema e televisione, è stato anche un doppiatore di tutto rispetto per aver dato la voce ad attori come Bud Spencer, Charles Bronson e Arnold Schwarzenegger, e a personaggi della Disney, come il Professor Rattigan in Basil l'investigatopo e Skyes, in Oliver & Company. Parallelamente alla carriera di doppiatore, ha partecipato a numerosi sceneggiati, tra i quali I Promessi Sposi di Sandro Bolchi, e - negli anni '60 - a diverse commedie di Eduardo De Filippo, fino alle fiction degli ultimi anni: Le ali della vita, Centovetrine, A voce alta, Questa è la mia terra. Notevole anche la sua carriera teatrale, da ricordare la sua bellissima interpretazione di sir John Falstaff in Le allegre comari di Windsor.
Nuovo contratto di servizio Stato-Rai
Roma, dicembre 2009Il coordinamento dell’Osservatorio dei media audiovisivi ha sottolineato l’esigenza di rinnovare il Contratto di servizio tra lo Stato e la Rai con una maggiore attenzione riguardo la donna. Pochi giorni dopo anche La Repubblica torna trasversalmente sull’argomento con un dato interessante, anzi inquietante: «Sono 560 mila. Sono i piccoli italiani che oggi hanno un'età compresa tra un giorno e 3 anni. E sono dei telespettatori. Un nuovo target sconosciuto, fragile e ambito che ora il Garante per le Comunicazioni vuole proteggere "con norme rigorose".» A questo aggiungiamo che l'Istat ha certificato che il 96 per cento dei bambini in età prescolare guarda la Tv e il 91 per cento lo fa tutti i giorni. Già, guardare la televisione può fare male. L’Autorità francese – ad esempio – è stata molto rigorosa al riguardo: "Il consumo di immagini Tv mette a rischio lo sviluppo dei processi di pensiero e di immaginazione e favorisce la passività e il ritardo nel linguaggio, il turbamento del sonno e della concentrazione". Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello Sviluppo dell’Università La Sapienza, condivide e aggiunge: "I canali per piccolissimi realizzano programmi in apparenza innocui, pieni di colori, pupazzi e suoni dolcissimi. I genitori si fidano perché non riescono a coglierne le sottili insidie. E i bambini, intanto, giorno dopo giorno, si affezionano al televisore come noi con l'orsacchiotto. Questa è la prima tappa di una teledipendenza che li accompagnerà per la vita". In questo scenario - mentre Corrado Calabrò, presidente della Autorità per le Comunicazioni, promette norme protettive nel breve periodo – si inserisce la lettera inviata dall’Aidac (www.aidac.it) a lui e alla Commissione di vigilanza in cui si segnala la necessità di creare regole di salvaguardia sulle lavorazioni di doppiaggio della fiction televisiva destinata ai minori, i quali – come tutti sanno – trascorrono oltre tre ore al giorno davanti alla TV a guardare per il 95 per cento prodotti doppiati. Perché la necessità di regole? Semplice, perché nelle “raccolte di offerta” organizzate dalla Rai per doppiare i prodotti il fattore qualitativo non è preso in gran considerazione e quindi vince sempre il prezzo più basso, con le inevitabili conseguenze per la lingua italiana e per i piccoli spettatori in età scolare e pre-scolare. Com’è possibile? Ancora più semplice, la raccomandazione che imponeva alla Rai un doppiaggio di qualità contenuta nel vecchio Contratto di servizio è stata cancellata.
Contratto del doppiaggio. Qualcosa si muove
Roma, novembre 2009
Con un comunicato congiunto i sindacati annunciano la riapertura del tavolo del Contratto nazionale del doppiaggio e contemporaneamente preannunciano un incontro a breve della Commissione paritetica di garanzia. Un segnale che le categorie degli addetti al doppiaggio, preoccupati dell’andamento del mercato e del mancato adeguamento dei minimi tariffari, attendevano da tempo e che sicuramente preannuncia anche un’assemblea generale dei lavoratori. Questo il comunicato dei sindacati:
Il giorno 26 novembre u.s. l’ANICA ha convocato SAI SLC-CGIL, FAI FISTel-CISL e UNdA UILCOM-UIL per un incontro con il responsabile delle aziende tecniche del settore doppiaggio.
Da parte dell’ANICA sono state esposte preoccupazioni correlate all’andamento critico del mercato ed alle difficoltà incontrate da numerose, piccole emittenti televisive, proliferate con il digitale terrestre, non in grado di sostenere gli attuali costi contrattuali.
E' stata, inoltre, sostenuta la necessità di un maggiore coinvolgimento di aziende e professionisti nella condivisione e nel rispetto degli accodi contrattuali che rimangono l’unico elemento di garanzia per scongiurare una “libera” corsa al ribasso dei costi. Una corsa che condurrebbe all’inevitabile tracollo del mercato con le conseguenti chiusure di Aziende e la perdita di miglior opportunità di lavoro.
Le Organizzazioni Sindacali hanno riconosciuto gli elementi di criticità sollevati, sostenendo però che i professionisti si stanno già facendo, concretamente, carico dei problemi del settore nonostante sia mancata una formalizzazione sul percorso di rinnovo del biennio economico scaduto il 1 gennaio 2009. Inoltre, è stato ribadito che il CCNL doppiaggio già contiene parametri remunerativi variabili rispetto ai prodotti e fissa i minimi per le singole lavorazioni, non escludendo, evidentemente, l’eventuale adattamento alle singole professionalità richieste per la loro realizzazione, garantendo così la necessaria flessibilità al settore.
Per quanto riguarda il rispetto delle norme da parte delle imprese e dei lavoratori, le parti hanno condiviso la necessità di una tempestiva riunione della Commissione Paritetica di Garanzia, per la quale vanno anche definite regole per agevolarne l’operatività. Tutto ciò a vantaggio di una politica di intervento anche preventiva sui conflitti tra le parti. Al termine dell’incontro le Organizzazioni Sindacali hanno proposto di aprire un tavolo tecnico di confronto, nell’ambito di quanto già previsto dal CCNL, nel quale analizzare, confrontare idee e proposte su come fronteggiare in modo costruttivo le evoluzioni del mercato del doppiaggio. Per poter avviare tale percorso il SAI, il FAI e l’UNdA hanno richiesto un incontro all’ANICA con le delegazioni allargate.
Fiction a ore
Roma, novembre 2009La Fondazione Rosselli, attraverso i dati dello IEM (Istituto dell’Economia dei Media), ha presentato i risultati della sua ricerca sul mercato della fiction relativamente al triennio 2006-2008 da cui emerge con chiarezza un quadro dettagliato sull’uso della fiction nei palinsesti delle principali televisioni europee. In particolare l’Italia si distingue per un forte uso di prodotti statunitensi (8300 ore), a fronte di 2475 ore di prodotto nazionale e 4211 ore di prodotti europei ed extraeuropei; la Germania diffonde 5464 ore di prodotto nazionale, 2620 di prodotto europeo e 8464 di prodotto statunitense; la Francia, 1528 ore di prodotto nazionale, 3694 di prodotto europeo e 4189 di prodotto Usa; la Spagna 1787 ore di prodotto nazionale, 2169 di prodotto europeo e 4340 di origine Usa; infine l’Inghilterra diffonde 2482 ore di prodotto nazionale, 3069 di prodotto statunitense e 1310 di prodotto europeo. I calcoli sul fatturato del settore doppiaggio in Italia sono semplici e fanno emergere un dato inquietante – almeno per l’ENPALS - e cioè che se sommiamo alle ore di fiction quelle determinate dai film importati e prendiamo per buoni i dati sui costi del doppiaggio calcolati sui minimi stabiliti dal CCNL risulta che circa il 40-45 per cento delle lavorazioni in un qualche modo avviene in nero. Altro dato estrememente inquietante per l’industria dell’audiovisivo nazionale è che mentre importa 1700 ore da Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, in totale ne esporta solo 91.
Le voci dell'anima
Roma, novembre 2009Il 17 novembre scorso a Roma, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolta la manifestazione Le voci dell’anima, dedicata a Giuseppe Rinaldi, il grande attore e doppiatore, scomparso il 15 dicembre del 2007. Ricordare Giuseppe (o “Peppino”, come lo chiamavano amici e colleghi) significa ricordare il grande doppiaggio italiano, dall’immediato dopoguerra, almeno fino alla fine degli anni ’70. Peppino è stato la voce di alcuni tra i più grandi attori: Paul Newman (La gatta sul tetto che scotta, La stangata), Marlon Brando (Sayonara, Il Padrino), Jack Lemmon (A qualcuno piace caldo, Scusa me lo presti tuo marito, La strana coppia ), Peter Sellers (La Pantera Rosa, Hollywood Party, Oltre il Giardino), James Dean (Gioventù bruciata, Il Gigante) e tantissimi altri. All’evento hanno partecipato molte personalità del mondo del doppiaggio e del cinema. Tra i presenti Giuliano Gemma, che ha ricordato di essere stato lui stesso doppiato dallo stesso Peppino: infatti, come molti sanno, molti attori italiani, soprattutto nel periodo dagli anni ’40 agli anni ’70, venivano doppiati dagli stessi professionisti che si occupavano delle Bergman e dei Gable.
Nunziante Valoroso
Il doppiaggio va in pensione
Roma, ottobre 2009Si è svolto nella sede dell’ENPALS un incontro tra i dirigenti del settore ispettivo e una delegazione dei sindacati di categoria, SAI CGIL, FISTel CISL e UILCOM, in merito alla correttezza contributiva del settore doppiaggio. I dati forniti dall’Enpals hanno messo in evidenza l’aumento del gettito contributivo e del numero di imprese operanti nel settore, risultato ottenuto anche grazie a un sostanziale miglioramento delle tecniche ispettive. Infatti, dal 2008 in poi, il completamento della digitalizzazione consente di mettere in atto una serie di procedure di verifica, di concerto con altri enti, istituti e società. Grazie all’incrocio di dati provenienti da fonti diversificate è ormai possibile delineare in maniera completa il profilo delle figure e delle lavorazioni sottoposte a controlli e i relativi versamenti. Inoltre le nuove norme di legge (la così detta “Legge sugli appalti” e la Legge 4 luglio 2006, n. 223), che rendono solidalmente responsabile il committente finale che usa o diffonde i prodotti doppiati, faranno inevitabilmente affiorare i comportamenti illeciti. Nel comunicato diffuso le organizzazioni sindacali “giudicano molto positivamente l’incontro avuto e l’impegno dell’Enpals a porre una rinnovata attenzione al mondo del doppiaggio, per il quale è necessario circoscrivere al massimo i fenomeni di irregolarità, dannosi sia per i lavoratori che per le imprese.” Su tali premesse le parti hanno concordato nuovi incontri a breve per guidare in modo più efficace l’azione ispettiva.
"Voci" a Imperia
Imperia, 26 settembre 2009Assegnati i premi "Voci", da quest'anno a Imperia. A seguire, l'elenco dei premiati. Da segnalare l'assenza di un premio ai migliori dialoghi
TELEVISIONE
Miglior doppiaggio generale
GSG 9 - Squadra d'assalto
Direzione del doppiaggio: Enzo Bruno
Miglior voce maschile
NCIS - Unità anticrimine
Angelo Maggi: Leroy Jethro Gibbs (Mark Harmon)
Miglior voce femminile
Squadra Speciale Lipsia
Francesca Fiorentini: Ina Zimmermann (Melanie Marschke)
Miglior voce non protagonista
Damages
Sergio Graziani: "Zio Pete" McKee (Tom Aldredge)
CINEMA
Doppiaggio Generale
Il curioso caso di Benjamin Button
Direzione del doppiaggio: Filippo Ottoni
Miglior voce maschile
Il duello
Luciano De Ambrosis: Frank Langella/Nixon
Miglior voce femminile
Rachel sta per sposarsi
Tiziana Avarista: Anne Hathaway
Voce non protagonista
Burn After Reading
Antonella Giannini: Frances McDormand
Targa alla Carriera
Gualtiero De Angelis: Michele Kalamera
Premio Renato Castellani: Belo Horizonte
Quando la realtà copia la fiction
Italia, settembre 2009Nel corso della puntata di Matrix intitolata “Presunto innocente”, il colonnello Garofano, vero comandante dei veri RIS di Parma, ha fatto riferimento per ben quattro volte alla “scena del crimine”. L’evento fa il paio con la nascita di un gruppo di lavoro denominato “Cold case” all’interno della Omicidi della Squadra mobile di Roma. Stiano in guardia i fottuti bastardi che hanno commesso omicidi di primo grado: Vostro onore li aspetta.
Scaricare crea mercato
Edimburgo, settembre 2009Secondo la società Usa di analisi del mercato Big Champagne, che presenta i suoi dati al Festival della TV di Edimburgo, il cosiddetto downloading delle serie Usa è un segnale concreto che il mercato dell’audiovisivo in Rete è una realtà che ha ormai superato la fase sperimentale e che, se ben pilotata diventerà strutturale, come sistema di fruizione dell’audiovisivo mondiale. Nel 2008 lo scaricamento – per ora illegale - della serie Heroes ha raggiunto la quota 55 milioni, seguita da Lost con 51 milioni, seguita da “24” con 34 milioni, e a seguire: Prison Break, Doctor House, Fringe, Desperate Housevives, Grey’s Anatomy, Gossip Girl e Smallville. Sul fronte del cinema il primato va a “Watchman” con 16 milioni di download, seguito da “Il curioso caso di B.Button con 13 mln di download, pari merito con “Yes Man”, mentre il vincitore dell’Oscar, “Millionaire” è all’ottavo posto con quasi 9 milioni di scaricamenti pirata. Ovviamente i dati riguardano il mercato di lingua inglese, quelli relativi ai paesi doppiatori sono residuali e legati per lo più allo smercio su strada dei Dvd contraffatti.
PERDITE
Roma, 30 luglio 2009Renato Izzo, nato nel 1929, ci ha lasciati. Grande interprete - ha dato la voce a centinaia di attori tra cui Alain Delon, Dennis Hopper, Gregory Peck - e grande direttore, ha ricreato equilibri perfetti in capolavori come "Il Padrino", "Apocalypse Now","Incontri ravvicinati del terzo tipo", "Dune", "La marchesa von...", "Flash Gordon", "Superman", "I predatori dell'arca perduta", "Excalibur", "Il proiezionista", "Star Trek", "Saranno famosi", "Willow", "Monty Python - Il senso della vita", "L'onore dei Prizzi", "Ghost", "9 settimane e 1/2", "Flashdance", "Stregata dalla luna", "Rosencrantz e Guilderstern sono morti", "Un piedipiatti a Beverly Hills", "Lezioni di piano", "Thelma e Louise", "Angel Heart". Ora il doppiaggio sarà un po' più povero.
Fiction italiana ed europea al bivio
Europa, giugno 2009Uno spettro s’aggira per l’Europa. Che, nell’era della multicanalità crescente, la produzione seriale del Vecchio Continente continui a lasciare lo scettro ai prodotti d’importazione Usa. Il timore è tangibile e palese: visto che la nostra industria audiovisiva non ha saputo presidiare tutto sommato gli spazi di gran lunga più ridotti dei palinsesti analogici, è presumibile che – pressoché in automatico – le storie ambientate a New York come a Las Vegas, Miami, Los Angeles, Chicago, Boston o Washington, continueranno ad avere la meglio su quelle che hanno come sfondo Parigi, Roma, Londra piuttosto che Berlino o Madrid, anche all’interno delle programmazioni digitali. La sfida è ardua, ma inevitabile. Primo, perché non è più possibile demandare ai modelli culturali dei telefilm a stelle e strisce, che da soli occupano circa il 61% degli spazi dedicati al genere fiction dalle tv europee, la missione di formare il gusto delle nuove generazioni. E poi perché si esportano Oltreoceano risorse che potrebbero essere meglio impiegate per finanziare le attività locali in una logica che non può e non deve essere dettata da pretese protezionistiche – di contrapposizione e/o sostituzione della produzione statunitense – quanto da esigenze di superamento. Le stesse necessità di sviluppo ed evoluzione insite nella ricerca scientifica, dove ciò che più funziona, prevale. Ovviamente si tratta di una strategia non affrontabile in solitudine dai singoli comparti degli Stati europei, bensì di una prova più a misura del Vecchio Continente nella sua totalità. Certo è che l’Europa audiovisiva deve cominciare a pensare a una serialità in grado di presidiare spazi sempre più importanti di programmazione, perseguendo un modello di business che, per fronteggiare in proporzione i budget degli studios hollywoodiani, potrebbe ricorrere con maggiore insistenza alle coproduzioni intereuropee, al momento ferme al 4,3%. I segnali incoraggianti non mancano: secondo uno studio dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, nel 2007 le serie extraeuropee programmate sono scese del 3% rispetto al 2005, contro un +1,5% della fiction nazionale prodotta e trasmessa da uno stesso Paese.
Ma nell’era digitale il meccanismo delle economie di scala gioca a favore della produzione Usa. Perciò, se broadcaster, produttori e autori europei non si porranno una strategia unitaria, tesa a fare sistema e in grado di portare sul mercato un’offerta che, facendo tesoro delle singole nazionalità, sia portatrice sana di una rappresentazione moderna e originale dell’Europa di oggi, i nostri palinsesti saranno destinati a ospitare un import ancora più sostenuto dell’attuale.
Soprattutto l’Italia, che per quanto abbia saputo esprimere negli ultimi tre lustri una serie di energie inedite nell’affrontare il genere, sconta sicuramente un’eccessiva localizzazione e semplificazione nel racconto seriale. Molti dei limiti che dovranno essere superati si trovano denunciati in diversi sevizi di questo numero speciale di Tivù dedicato alla fiction, che esce in contemporanea con la terza edizione del RomaFictionFest. Sono limiti legati ai processi produttivi e a quelli creativi, oltre che di programmazione ed economici, che vengono raccontati e analizzati dai diretti interessati. Certo, ci sono anche oggettivi ostacoli di sistema: il duopolio Rai-Mediaset, troppo spesso ingessato dalle logiche di audience e commerciali, non ha certo sollecitato e solleticato quella spinta all’innovazione che ha invece animato la produzione seriale Usa caratteristica della tv via cavo. Ma a questo, potrebbero ovviare col tempo Sky e la stessa offerta pay del digitale terrestre.
La nostra fiction e quella europea si trovano a un bivio: fronteggiare e concorrere con pari dignità editoriale e commerciale con le produzioni Usa oppure continuare a recitare il ruolo della produzione di serie B a livello mondiale. Questo è lo spettro che dovrebbe agitare i sonni di tutti, memori del fatto che, se non lo si affronta, la situazione non potrà far altro che peggiorare.
(Linda Parrinello - per gentile concessione dell'autore e di Tivù)
FICTION FOR SALE
Roma, giugno 2009Mentre il costo di produzione a puntata della fiction italiana viaggia tra i 400 e il milione di euro (la forbice è larga, ma tant’è) quello per la diffusione della fiction made in Usa è – ma non tutta – in sensibile calo. Innanzitutto, secondo THR Research il listino dei film theathrical è stato ridotto mediamente del 25 per cento, ma soprattutto il prodotto di seconda fascia è stato fortemente ridimensionato, con punte di abbattimento del costo passaggio del 35/50 per cento. Mantengono invece il prezzo le serie statunitensi di grande prestigio, che continuano ad appassionare il telespettatore tanto da finire in prime-time. Infatti una puntata di una serie top viene venduta in Italia in media a 125.000 dollari, mentre una di sit-com 50.000. Il costo di un TV-movie fluttua intorno agli 80.000, mentre reality e documentari sono attestati sui 25.000 dollari. Il prodotto europeo poi, invece di essere imposto come quota obbligatoria, è praticamente svenduto come tappabuchi a qualche migliaio di euro. Insomma, se consideriamo che il costo aggiunto del doppiaggio è estremamente contenuto, riempire i palinsesti di fiction d’acquisto resta sempre molto conveniente. Ma per tornare alla fiction italiana guardiamo la cosa da un altro punto di vista: il produttore Usa realizza una puntata di fiction, dal costo medio di un milione e mezzo/due milioni di dollari, e trasmettendola su uno dei principali canali tv recupera in pubblicità intorno al 60 per cento. Poi vende la puntata sul mercato internazionale. Sempre secondo THR Research, in GB a 500 mila dollari, in Germania a 300 mila (dove viene doppiata), in Francia a 200 mila (dove viene doppiata), in Italia – abbiamo detto - a 125 (dove viene doppiata), in Spagna a 100 (dove viene doppiata in due lingue), in Olanda a 50, in Russia a 40 (dove viene doppiata male), in Canada a 300 (dove viene anche doppiata in similfrancese), in Giappone a 60 (dove viene doppiata), in Australia a 50, in Brasile a 40 (dove viene doppiata) e in Messico a 35 (dove viene doppiata), senza considerare Grecia, Svizzera, Portogallo, Turchia, India, paesi sud-america, dell’Europa del nord e dell’est, arabi, asiatici e africani, nonché gli aerei. Per un totale di un milione e ottocentomila dollari. A puntata. La fiction italiana invece, tranne rarissimi casi in cui viene venduta sottotitolata, resta a casa. Come il cinema, del resto. Forse converrebbe affidare la partita all’avvocato Mills. O forse è solo un problema di qualità e di pudore.
LISTINI PUBBLICITÀ E CCNL
Milano, giugno 2009La Sipra, concessionaria della pubblicità sui canali della RAI, ha divulgato le tariffe dello spot per il periodo estivo: prime-time su RaiUno da 34 a 47 mila euro, idem per RaiDue, con una punta per Annozero a 56 mila, mentre RaiTre naviga tra i 22 e i 40mila euro. Se ne deduce che un episodio di fiction di 40 minuti, con 4 interruzioni e sei inserzioni di media (quindi piuttosto sottodimensionato), trasmesso in prima serata raccoglie più o meno 340mila euro; in seconda serata più o meno la metà. È sicuramente una buona e preziosa notizia per le emittenti, le società di distribuzione, le imprese di doppiaggio, i sindacati e i lavoratori del settore che attendono da tempo di sedersi al tavolo della contrattazione per affrontare il rinnovo economico del Contratto nazionale di categoria, dove in realtà deve essere semplicemente applicato ai minimi tariffari l’aggiornamento dell’inflazione (in Francia – per la cronaca – l’aumento è stato del 5,1 per cento). Un suggerimento all’UPA, che raccoglie gli inserzionisti pubblicitari, e ai Centri Media: una presenza al tavolo non tutelerebbe meglio gli investimenti? A chi farebbe piacere vedersi piazzato uno spot in un telefilm mal doppiato che fa migrare lo spettatore da qualche altra parte?
“LA DISBOSCAZIONE”
Roma, 10 giugno 2009Gran kermesse del cinema italiano al Palladium alla Garbatella organizzata da Uniroma Tre, con autori, produttori, distributori e quant’altri a progettare nuovi sistemi distributivi per il cinema italiano ed europeo in linea con le nuove tecnologie e fare il punto sui finanziamenti pubblici per la produzione, la distribuzione e l’esercizio. Per lo sceneggiatore Stefano Rulli «Un'iniziativa che vuole allargare l'offerta di cinema, creare nuovo pubblico, incentivare l'apertura o la riapertura di nuove sale, non certo sostituire i canali già operanti, ma al contrario far crescere gli spettatori e sostenere un cinema molto apprezzato in luoghi come i festival, ma poi spesso condannato al silenzio e all'oblio». Due i nodi, anzi tre: innanzitutto la produzione, che a parte i cinepanettoni (dai sondaggi, il cinema più amato dagli italiani) non ha sufficienti risorse (pubbliche) per realizzare un cinema indipendente qualitativamente e quantitativamente significativo, strozzato com’è da un incasso limitato a un quarto circa del botteghino (circa 150 mln € di cui oltre la metà generata dal cinema popolare di cui sopra); di seguito la distribuzione, colonizzata dal cinema statunitense e che non lascia spazio alla produzione indipendente – penalizzata anche, come affermato da Gaetano Blandini (direttore dello spettacolo del Mibac), dalla «disboscazione delle sale dei centri cittadini» – che invece attraverso la digitalizzazione degli schermi, finanziata dallo Stato, offrirebbe maggiori possibilità di circolazione al cinema italiano (e perché? in realtà le offre a tutti, film statunitensi compresi - che hanno molto più appeal per l’esercente, - a scapito per altro dei lavoratori del settore dello sviluppo e stampa; ndr), tra cui quella di avere a disposizione il circuito Arci-Ucca che riunisce circa 5.000 sale (notizia che ha fatto tremare i polsi agli esercenti “classici”). Del nodo di aumentare la circolazione (e gli incassi) del cinema italiano all’estero doppiandolo nelle lingue dei paesi di destinazione nessuno ha parlato in quanto argomento troppo poco provinciale.
¿QUI HABLA ESPAÑOL?
Roma, giugno 2009Il canale delle telenovelas, il 181 di Sky, propone una novità: da giugno i telespettatori potranno gustare le puntate di "Mientras Haya Vida" in originale, tutti i giorni alle 13 e in replica alle 22. Il progetto, denominato “Lady en español”, è stato varato per avvicinare il pubblico italiano alla lingua spagnola. Optime. E, visto lo stato della lingua italiana parlata – a causa, oltre che del duo Moratti/Gelmini anche (soprattutto?) del cattivo doppiaggio, – a quando le repliche di "Non è mai troppo tardi?" del mai troppo rimpianto maestro Manzi?
Bibì & Bibò i tagli ti fò
Italia, giugno 2009Giancarlo Scheri, capo della fiction di Mediaset, in merito ai costi di produzione della fiction: “Per il nostro palinsesto resta un genere strategico e vogliamo continuare a produrre le stesse ore di sempre, e anche di più, per portarla anche sui nuovi canali a pagamento. Ma sarà possibile solo riducendo del 30% il costo orario delle produzioni. I valori attuali di mercato non sono più sostenibili, specialmente in questa fase di generale depressione economica”.
Mauro Masi, nuovo direttore generale Rai, annuncia un risultato negativo di bilancio per 120 milioni di €, e prevede una manovra risparmi che riguarderà anche il prodotto e dunque anche la fiction.
La cosa è seria, i primi mesi dell’anno registrano un calo stimato del 20-25% per la raccolta di Sipra (RAI) e del 12-13% per Publitalia (Mediaset). A meno di sorprese, non previste, alla Rai mancheranno circa 150 milioni di ricavi dagli spot e a Mediaset 250-320 milioni, proprio mentre i due sono alle prese con la transizione al digitale terrestre, che richiede forti investimenti sulla rete e sui contenuti. Questa situazione toccherà anche il settore della fiction d’acquisto, che è circa un quarto del valore complessivo? E, a cascata, che accadrà al sottosettore del doppiaggio che già da anni si trova in stato di grave sofferenza?
Notizia dall'Aidac
Firenze, maggio 2009Il pomeriggio del 23 maggio, presso il Teatro La Pergola di Firenze, a conclusione del terzo giorno di un grande evento internazionale organizzato dall’Accademia della Crusca – ‘Piazza delle lingue – Esperienze di multilinguismo in atto’, il presidente dell’A.I.D.A.C. Filippo Ottoni è intervenuto in una tavola rotonda sui problemi della traduzione-adattamento dei dialoghi di film e fiction tv.
Oltre alle peculiarità e difficoltà tecniche del lavoro di adattamento, il tema – introdotto da Luciana Castellina che presentava il suo libro ‘Eurohollywood’- ha anche riguardato, da un lato, la schiacciante egemonia economico-culturale dell’industria cinematografica americana, e dall’altro la colpevole indifferenza di committenti e istituzioni alla qualità dei doppiaggi e al conseguente degrado della lingua italiana.
Per illustrare alcuni aspetti di questo degrado, Ottoni ha presentato un filmato di 8 minuti appositamente realizzato dall’A.I.D.A.C.
Tariffe francesi
Parigi, maggio 2009Concluso in Francia l’accordo che stabilisce i nuovi minimi di compenso per l’adattamento dei dialoghi per il doppiaggio. In pratica l’adeguamento, che consiste nell’applicazione del tasso d'inflazione del 5,1 per cento, porta il rullo cinema a 358 € (in Italia è attualmente a 255 €/rullo) e il rullo Tv a 272 € (in Italia 236 € e 186 €, in funzione della tipologia dell’opera televisiva). L’adattamento per l’oversound passa a 35,70 € a cartella, mentre il costo del sottotitolo cinema – inserimento escluso – passa a 3,90 € a sottotitolo e quello Tv a 2.80 € a sottotitolo.
Doppiaggio anticritici
Roma, aprile 2009Sembrava che la Medusa avesse esagerato decidendo di proiettare per la stampa e i critici la versione originale – anziché doppiata – dei propri film in uscita, tantoché qualche giornalista aveva protestato (“Ma io non so l’inglese!”). Bè, a quanto pare avevano le loro ragioni; infatti, qualche furbetto si presentava con il registratore, copiava la colonna doppiata e poi la incollava su una copia già scaricata dalla rete, per poi reimmettere tutto su internet e/o passare la copia artefatta al circuito dei venditori di strada. Un problema per altro risolvibile a monte creando con minimi tagli di montaggio matrici diverse per ogni versione linguistica, rendendo quindi inutilizzabile la versione originale. Oltreatlantico, Roger Friedman, critico di Fox-news, è stato addirittura preso con le mani nel sacco in quanto ha commesso la sbadataggine di recensire X-men Origins prima della sua uscita ufficiale sugli schermi da una copia scaricata dalla rete ed è stato licenziato in tronco da Rupert Murdoch, padrone della Fox.
Insomma il doppiaggio – se di alto livello e realizzato in strutture affidabili – si propone come l’unico serio baluardo all’appropriazione indebita dei film stranieri (noi lo diciamo da tempi non sospetti) e quindi magari tra breve assisteremo ai doppiaggi fatti in casa dai così detti pirati, e chissà se qualcuno darà i punti a quelli di certi così detti professionisti.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio
Mosca, aprile 2009Il 63enne regista David Lynch, durante una visita nella capitale russa, ha esternato di nuovo contro il doppiaggio. “I lungometraggi dovrebbero essere proiettati all'estero solo in lingua originale e con i sottotitoli. Il doppiaggio è quasi un peccato", ha tuonato. A suo dire i doppiatori, con le "loro voci esagerate" distruggono l'atmosfera dei film e il carattere degli attori. "Tutti i rumori rimangono in secondo piano", ha commentato inoltre, attaccando anche i responsabili del mixage. (leggi l’inchiesta http://www.asinc.it/as_01_061.asp)
A distanza interviene il produttore Aurelio De Laurentiis: "Sottotitoli nei film sì o no? Dipende dai costi - afferma - ma prima di tutto il cinema deve essere promulgabile, esportabile. Poi il maggiore sfruttamento popolare di un'opera avviene attraverso il mezzo televisivo e non può mettere i sottotitoli in tv, i film vanno doppiati perché c'è chi non sa leggere, a chi viene il mal di testa". Invece De Laurentiis non sopporta chi fa rumore al cinema, "luogo magico dove musica, dialoghi ed effetti dominano e rendono magica l'atmosfera". "Al cinema la gente, in maniera anche molto cafona, fa suonare il cellulare - sottolinea il produttore - e io impazzisco. Il rumore di chi mangia il pop-corn invece mi diverte''.
Da Roma infine, Mario Paolinelli, vicepresidente dell’Aidac (l’associazione dei professionisti che traducono e adattano i dialoghi destinati al doppiaggio), invita gli addetti, dialoghisti, direttori e attori, a reagire a questo atteggiamento di Lynch “non dandogli dell’idiota tout court, come molti suggeriscono, ma invitandolo a Roma in un confronto pubblico costruttivo che possa far chiarezza a lui su che cosa è il doppiaggio, ma sia anche utile alle categorie per fare il punto sullo stato e sul destino della loro professione” – e conclude – “Potrebbe essere una bella occasione per gli attori di inaugurare la riapertura della loro bella sede di Villa Piccolomini. L’Aidac è pronta a collaborare.”
Meglio tardi che mai
Roma, aprile 2009Dopo una gestazione durata anni e in forte ritardo rispetto ad altri paesi europei produttori di audiovisivi nasce finalmente anche nel nostro paese, in forza di un accordo tra Siae e Anica, Isan Italia, la carta di identità per le opere cinematografiche e audiovisive. Un codice elettronico permanente ancorato all’opera progettato per identificare il titolo, la lingua, la durata e altri dati al fine di arrivare a un’anagrafe completa dei diritti dell’audiovisivo necessaria a regolamentare la circolazione delle opere nelle varie modalità distributive. L’Isan (International standard audiovisual number), sviluppato dall'Iso con il contributo della Cisac, la Confederazione internazionale delle societa' di autori e compositori, e la Fiapf, Federazione internazionale delle associazioni di produttori di film, permetterà di riconoscere le opere utilizzate e diffuse nelle sale digitali, in televisione, attraverso i satelliti, la rete e gli altri sistemi di distribuzione e le società di riscossione collettiva potranno così individuare gli eventuali abusi e ripartire i relativi proventi agli aventi diritto.
VERGOGNE NAZIONALI
Roma, aprile 2009L’Ente nazionale sordi, in un suo comunicato denuncia lo scadere della qualità del servizio di sottotitolaggio: "Colori psichedelici, scritte che partono con ritardo o anticipo in un tripudio di refusi, errori di ortografia e di sintassi, con la "x" a sostituire il "per" come in un sms tra adolescenti... Eppure paghiamo il canone come tutti gli altri cittadini!" Il motivo? La RAI – secondo l’Ens – invece di rinnovare l’accordo esistente con i professionisti che si occupavano del servizio e che avevano nel tempo raggiunto un sufficiente livello qualitativo ha indetto una “informale raccolta di proposte commerciali” (una frasetta che gli addetti al doppiaggio e alla post-produzione ben conoscono) per l’affidamento del servizio di sottotitolaggio per Televideo che di fatto si è rivelata nient'altro che "una gara al ribasso sulla pelle dei sordi". La società che si è aggiudicata la commessa è risultata essere del tutto inadeguata al compito; tra le accuse anche quella di aver utilizzato sottotitoli scaricati da Internet. È davvero incredibile che questioni così delicate (basti pensare che questo servizio è utilizzato anche dai bambini sordi) siano trattate a questo modo, come se si trattasse di una fornitura di carta per fotocopie, in totale dispregio a quanto stabilito dall’art. 15 del Contratto di servizio che impone alla RAI "la definizione e il rispetto di elevati standard di qualità tecnica dei servizi offerti". Possiamo solo sperare che il nuovo Presidente, Paolo Garimberti, metta la brutta faccenda nella sua agenda tra le questioni prioritarie da risolvere. Per avere un quadro più dettagliato: http://www.ens.it/public/notizie/2009/monitoraggio_servizio_sottotitoli.pdf
L’impero colpisce ancora
Strasburgo, marzo 2009Il Consiglio d’Europa, attraverso la pubblicazione di uno Studio, fa il punto sulla diffusione dell’audiovisivo: la fiction americana resta predominante sugli schermi delle Tv europee, anche se registra un leggero calo in questi ultimi anni a vantaggio delle produzioni dei singoli paesi. L’offerta targata Usa resta maggioritaria nel serial tv (59,5%), nei film (55,7) mentre nel telefilm scende al 49,3 per cento e nell’animazione al 45,4. La fiction europea passa dal 36,1 per cento del 2005, al 37,6 del 2006, per arrivare al 39,1 nel 2007. Nel complesso quindi la presenza di programmi extraeuropei scende di tre punti, passando dal 63,9 per cento del 2005 al 60.9 del 2007. In particolare le reti pubbliche trasmettono meno fiction, mentre i privati hanno percentuali ben maggiori (76,7% nel 2007, contro il 77,1 del 2006 e il 79,2 del 2005). Lo Studio evidenzia infine che la quota della fiction nazionale sugli schermi europei è aumentata (15,5 per cento nel 2007 contro il 14 del 2006), ma a svantaggio della fiction europea non-nazionale (10,1 per cento, mentre nel 2006 era del 10,9). Aspettiamo uno studio sull’uso della fiction europea fuori dal territorio dell’Unione.
Occasioni perdute
Roma, marzo 2009Seppur ben organizzato dal RIFF (il festival romano del cinema indipendente), che aveva portato per l’occasione nella capitale un dinamico gruppo di produttori europei, l’incontro, che aveva come tema “I nuovi profili della produzione cinematografica europea indipendente”, si è svolto davanti a una platea semideserta, quella del bel cinemino Aquila, restaurato di fresco. Gli invitati hanno parlato delle loro esperienze, delle difficoltà produttive e burocratiche legate alla gestione dei finanziamenti che frenano di fatto la realizzazione di efficaci progetti di coproduzione, ma soprattutto del grande problema distributivo all’interno della comunità europea. Infatti, malgrado i programmi di sostegno, le misure relative alla circolazione dei film europei sono di pochi punti percentuali. In particolare, nessuno dei partecipanti ha posto la questione di come sostenere il doppiaggio dei film europei per permettere una più efficace circolazione degli stessi nei paesi dell’unione. Assenti – a parte Mediadesk - le istituzioni, le associazioni dei produttori e degli autori, seppur previste. Da sottolineare invece la presenza di Alessandra Priante di Eurimages, che ha spiegato in ottimo inglese i meccanismi di finanziamento, sottolineando che i progetti seri, mirati a ottenere del buon cinema, vengono sempre sostenuti, come infatti accade molto spesso con le produzioni franco-tedesche. Per l’Italia il messaggio è chiaro.
Piccoli schermi crescono
Londra, marzo 2009Secondo i dati presentati al DigiTraining Plus, le nuove tecnologie digitali stanno progressivamente colonizzando anche le sale cinematografiche europee, infatti al 1 luglio 2008 l’incremento degli schermi digitali è stato del 25 per cento rispetto all’anno precedente. In particolare l’Inghilterra ne possiede 298, la Germania 164, la Francia 162, l’Italia 57, il Portogallo 26, la Svizzera 23 e la Finlandia 6.
Questa evoluzione, che sembra ormai inarrestabile in quanto gli esercenti stanno per mettersi d’accordo sullo standard da seguire e su chi sopporterà le spese della trasformazione delle sale, porterà da una parte sicuramente a una progressiva diminuzione del “sistema pellicola” – con la conseguente entrata in stato di crisi per le industrie del settore e dell’indotto – ma dall’altra a un ampliamento del numero delle sale, con un conseguente positivo incremento potenziale della possibilità di circolazione di un maggior numero di opere, italiane e straniere.
Una buona opportunità quindi anche per il doppiaggio che però dovrà fare i conti con un’ulteriore polverizzazione degli spettatori, conquistandone di nuovi attaverso un innalzamento della qualità – e quindi con un ampliamento del parco voci - o in caso contrario perdendone, a tutto vantaggio dei tristi ma economici sottotitoli.
Perdite
Roma, 19 febbraio 2009Oreste Lionello, nato a Rodi il 18 aprile del 1927, è morto. Vogliamo ricordarlo attraverso le sue parole, apparse su VivaVerdi, la rivista degli autori, in cui aveva pubblicato lo scorso anno un suo personale “Addio alle arti”:
Gentilissima & contraddittoria epoca ti lascio. Potrei aspettare Aprile 2927; il che coinciderebbe con il mio millesimo anno dalla nascita…Ma se è vero che la vita si allunga, non lo è per tutti. …la vita si allunga…ma quando?...di giorno, di notte? Ma tu te ne accorgi di quando si allunga? E di quanto? Ho poco da dire per intrattenervi e il poco non è neanche un granché. Passa la vita mia…lascia la scia…che poi scompare e torna mare…
Diffidare degli sconosciuti
Roma, febbraio 2009Attraverso un comunicato l’Aidac – l’associazione dei traduttori adattatori dei dialoghi – rende noto di aver inviato un atto di diffida alle emittenti televisive e ad altri utilizzatori in merito alla brutta pratica di tagliare il nome dell’autore dell’adattamento dei dialoghi dai titoli dei filmati doppiati. Infatti, il diritto di vedere dichiarata la paternità dell’opera è sancito dalla legge e ribadito dal contratto nazionale del doppiaggio. Visto che in occasione del festival di San Remo, grazie all’intervento del presidente della Siae, avv. Giorgio Assumma, i nomi degli autori sono tornati a essere declamati in pubblico, c’è una speranza che anche i dialoghisti – e le altre categorie del doppiaggio italiano – possano tornare a dare prova della loro esistenza.
Perdite
Roma, 13 febbraio 2009È improvvisamente scomparso Giorgio Piferi, uno dei più affermati professionisti del doppiaggio della generazione successiva a quella dei “comandanti” che avevano caratterizzato lo stile del doppiaggio del primo dopoguerra, di cui aveva raccolto e sviluppato gli insegnamenti, contribuendo a fissare le impostazioni linguistiche del doppiaggio moderno. Autore di un ricchissimo repertorio che va dai film d’autore, ai film di grande richiamo commerciale, alle serie televisive di maggior successo degli anni ’70 e ’80 va sicuramente ricordato per l’adeguatezza e la fluidità della sua scrittura. Tre esempi per tutti: Duel, Velluto blu, Thelma e Louise. Molto attivo sul piano associativo, contribuì efficacemente allo sviluppo dell’Aidac, di cui fu storico segretario per oltre dieci anni.
Chi l'ha visto?
Roma, febbraio 2009Giunto alla scadenza biennale, il CCNL del doppiaggio attende di essere rinnovato nella sua parte economica, ma a quanto pare il periodo natalizio deve aver appesantito le due (tre?) parti in quanto ci dicono che finora nessuno ha convocato il tavolo negoziale. Chi lo sa, forse la lista dei problemi del doppiaggio è così lunga da impegnare a fondo gli estensori, o forse cresce l’imbarazzo nei confronti di alcuni gruppi internazionali che intendono sottrarsi dall’applicare il contratto nazionale (anzi lo applicano ridotto del 50 per cento); quello che è certo è che comincia a serpeggiare un certo malumore, sia tra i veri professionisti che si vedono scalzati dai falsi professionisti e dagli avventizi che accettano ogni condizione, sia tra le imprese serie che subiscono una vera e propria concorrenza sleale, sia tra i registi e i produttori (per lo più statunitensi, ma anche francesi e tedeschi) che ormai – attraverso internet – si rendono conto di come vengono trattate le loro opere. Forse è bene che qualcuno faccia il primo passo prima di rischiare di perdere faccia e rappresentatività.
INCIDENTE DIPLOMATICO
Roma, febbraio 2009Che il doppiaggio non sia un accessorio opzionale, e che vada fatto – se si fa e visto che si fa – nel miglior modo possibile, e possibilmente evitando dilettantismo e superficialità, siamo tra i pochi a dirlo.
Stavolta un errore di traduzione assurge agli onori della cronaca grazie a Paolo e Ludovica Modugno - rispettivamente dialoghista e direttrice del doppiaggio del film The Millionaire -, in cui integralisti indù e integralisti musulmani vengono confusi. Il fatto è stato notato dagli intellettuali musulmani, che hanno giustamente denunciato la svista sottolineando la preoccupazione per «le conseguenze sociali di tale atteggiamento razzista e islamofobo, che colpisce ormai tutti gli immigrati, anche perché lo straniero viene considerato necessariamente come un musulmano e offenderne la sensibilità sembra considerato quasi una cosa normale».
Ci auguriamo che l'aver sfiorato un incidente diplomatico convincerà i distributori e i professionisti a un maggior senso di responsabilità nei confronti del proprio lavoro e quindi a una maggiore attenzione.
Bambole, non c'è una lira
Roma, gennaio 2009Mentre, con una certa eleganza il presidente dell’Univideo, Davide Rossi, annuncia una velata crisi del settore Divudì, ma specifica che loro se la erano immaginata e si erano preparati all’inverno economico facendo le brave formichine e puntando sulla diversificazione massima dell’offerta e soprattutto sullo sviluppo del mercato Blue-ray, i rappresentanti delle imprese degli esercenti dei cinema e dei teatri dell’Agis – che al contrario devono essersi comportati da cicaloni – si lamentano della forte riduzione degli aiuti statali (circa 100mln di €) definendoli inadeguati. È chiaro che la riduzione del FUS (fondo unico dello spettacolo) penalizzerà imprese e lavoratori, e infatti soprattutto da questi ultimi si attende una forte reazione nelle prossime settimane (che speriamo faccia chiarezza su sprechi & camarille), ma chi pagherà duramente il prezzo di questa dissennata strategia finanziaria messa in piedi dall’attuale governo nei confronti della cultura, saranno sicuramente i cittadini italiani, ai quali non resterà che restarsene buoni buoni a casa a sorbirsi il Grande fratello e i suoi parenti vari.
Diamo i numeri
Roma, gennaio 2009I dati relativi ai risultati del botteghino 2008 presentati dall’Anica denunciano una situazione del cinema in leggera flessione, sia come incasso generale (593 mln rispetto ai 617 mln di € del 2007), sia come incasso del cinema italiano, che da solo perde circa il 2 per cento. Il dato più inquietante però è che strozzati da un mercato limitato a circa il 30 per cento (il restante è del cinema Usa e in piccola quota dei paesi UE) gli investimenti medi per film sono calati da 2,5 mln a 2,1 mln di €, contro un costo medio di un film Usa di oltre 40 mln di dollari. Inoltre è noto che una gran parte dell’incasso relativo ai film italiani è destinata ai così detti cinepanettoni, mentre un’altra è relativa al cinema coprodotto con capitali delle major, il che mette in evidenza una situazione del cinema italiano indipendente che si conferma sempre più preoccupante.
E' sempre colpa degli altri
Roma, gennaio 2009Il presidente dei produttori italiani, Riccardo Tozzi, in una recente intervista dichiara che la critica tedesca non ama i film italiani e che per questo motivo il prossimo festival di Berlino ne ospiterà assai pochi, sicuramente non i suoi, anche perché stanno per diventare mezzi americani, visto che ha venduto una quota della Cattleya alla Universal. Chissà se qualcuno, al di là dei soprassalti nazionalistici, del provincialismo congenito e del delirio narcisistico, è in grado di compiere un’analisi (prognosi?) oggettiva e cercare di individuare i correttivi necessari (tra i quali una seria politica di esportazione del cinema italiano doppiato in inglese), invece di lamentarsi che il Fus assegna al cinema “solo” 67 mln di €? Se non si è in grado di farlo, né di fare un mea culpa, si dovrebbe avere almeno la dignità di mettersi da parte.
Se Atene piange, Sparta non ride
Roma, dicembre 2008Al termine della stagione televisiva vengono ogni anno messi a confronto da Rai e Mediaset i risultati complessivi del costo di produzione della fiction con gli ascolti e se per la fiction straniera abbiamo sostanzialmente un buon rapporto costo/audience e quindi una buona tenuta, in cui si evidenzia solo un problema qualitativo del doppiaggio per alcuni prodotti seriali, per la fiction italiana – con la sola eccezione di Montalbano, che ha salvato la media generale di RaiUno – i dati mettono in luce una situazione piuttosto critica. Infatti in casa Rai le varie serie Artemisia, Provaci ancora prof, Raccontami, Le ali, Einstein, Ovunque tu sia, hanno prodotto risultati di molto inferiori all’obiettivo che si erano date, e mentre Tutti pazzi per amore e La nuova squadra faticano a star vicino alla media di rete, per Terapia di urgenza il fiasco è stato evidente. Stessa solfa per Mediaset: Distretto, Anna e i cinque e Amiche mie hanno dato risultati inferiori alla media, mentre Vip e Crimini bianchi sono stati un vero flop.
Gli esperti stanno analizzando la situazione – anche perché qualcuno già sostiene che non vale più la pena investire in questo tipo di produzioni e che è meglio incentivare la confezione di documentari di qualità che sono anche maggiormente vendibili all’estero – e le principali cause che emergono sono la qualità delle sceneggiature italiane che non reggono il confronto con quelle della fiction straniera di serie A e la qualità media della recitazione degli attori nostrani che crea un’immediata diffidenza nello spettatore. Qualcuno invece sospetta che dietro questo crollo qualitativo ci sia un sistema produttivo che comprimendo troppo i costi e i tempi di lavorazione impedisca la realizzazione di prodotti di buon livello. Certo è che la decisione finale spetterà agli investitori pubblicitari i quali sanno benissimo quanto pesa la qualità del programma nell’affermazione del messaggio del prodotto pubblicizzato.
Il doppiaggio si promuove
Roma, dicembre 2008Nelle pagine laziali del 3 dicembre, Il Sole 24 Ore dedica qualche colonna al doppiaggio intervistando i rappresentanti di alcune imprese romane. Pablo Rojas Elgueta, che firma l’articolo "Doppiaggio, la capitale dà voce al cinema italiano" (un titolo che lascia perplessi, casomai "cinema straniero") fornisce al lettore qualche dato: il giro d’affari del doppiaggio supera i 50 mln di euro e il 70 per cento delle lavorazioni si svolge nella capitale, gli artisti coinvolti sono 1.500, il business nella filiera cinematografica viene definito cruciale, i costi viaggiano, per un film, dai 25.000 ai 150.000 euro, mentre un’ora di prodotto doppiato per la tv costa 10.000 euro. Elementi di crisi, l’aggiornamento tecnologico che obbliga le imprese a investire circa 250.000 euro ogni anno per essere competitive, una minor quantità di lavoro misurabile intorno al 13 per cento e la nascita di imprese che non investono e che si offrono sul mercato a prezzi stracciati. Certo è che se l’articolista, nello svolgere il suo compito, si fosse premurato di sentire anche i sindacati di categoria, avrebbe forse avuto qualche elemento in più per valutare obiettivamente la situazione.
Alla camorra i sottotitoli non piacciono
Napoli, novembre 2008Tutti sanno dell’esistenza di un circuito di distribuzione clandestino di film, videogiochi e dischi che - saltando a piè pari le leggi sul diritto d¹autore - attraverso lo sfruttamento di affamati extracomunitari che vediamo per le strade coi loro borsoni macinare chilometri, arricchisce chissà chi. Quello che non sapevamo è che qualcuno fosse così potente da fare a meno dei ragazzotti africani e distribuire un divudì, così detto pirata, direttamente nelle edicole di tutta la Campania, provvisto del suo regolare (si fa per dire) blisterino completo di bollino Siae regolarmente falsificato. Succede per il film Gomorra che pare sia tanto piaciuto alla camorra da imporne questa diffusione capillare in tutta la regione, con il particolare che vede il film privato dei sottotitoli in italiano. Sottotitoli giustapposti dal produttore per far comprendere il dialogo del film su tutto il territorio nazionale, ma che giustamente in Campania diventano pleonastici e disturbano la visione. Guagliò, accà nisciuno è fesso.
Un master per ingegneri del suono
Firenze, novembre 2008Sono stati prorogati al 5 dicembre i termini per l'iscrizione al master "Tecniche in ingegneria del suono", punto d'incontro tra ricerca, formazione, tecnologia e mercato del lavoro. Realizzato dall'Università degli Studi di Firenze in collaborazione con SEP, concretizza la finalità di progettare, gestire, produrre e completare una produzione secondo gli standard più recenti, in ambito musicale, televisivo, e cinematografico. Al termine del corso, sarà rilasciato il titolo di "Ingegnere del suono" dal Rettore dell'Università degli studi di Firenze ai partecipanti che avranno superato l'esame e la prova finale. Il corso di 1500 ore, con frequenza obbligatoria, è diviso in lezioni teoriche e pratiche, presso studi di registrazione, dedicate a discipline musicali, acustica e progettazione, analisi del segnale, informatica, tecniche di ripresa audio, standard AES e di misurazione, ascolto critico, equalizzazione e compressione, tecniche di mix e automazioni. La didattica sarà sviluppata da docenti universitari e la parte applicativa della materia darà ampio spazio a docenti esterni come tecnici professionisti del settore di fama internazionale, sound engineering e fonici. Di grande rilievo saranno i tirocini all'estero, della durata di due/tre settimane, effettuati al Blackbird di Nashville (USA), e al Real World Studios (UK). Il tirocinio in Italia è previsto presso lo Studio Sonoria Recording Plant (Prato), lo Studio Larione multimedia (Firenze) e il Platinum Studio (Siena).
Per informazioni sul master: www.unifi.it/CMpro-v-p-3166.html
Mr. Montalbano spik inglisc
Roma, novembre 2008Visto il successo nazionale la serie dei film con protagonista il commissario creato da Andrea Camilleri sbarca addirittura in Inghilterra dove due puntate saranno trasmesse nel 2009 sul canale BBC 4. La notizia è presentata come un evento particolare dall’attuale amministratore delegato di Rai Trade, Carlo Nardello, il quale sottolinea che per l’occasione i filmati saranno addirittura sottotitolati. L’uomo che amministra i diritti per l’estero di tutta la produzione della Rai prosegue: “Una sorta di test per poi decidere se trasmettere l'intera serie. Con questa operazione Rai Trade è riuscita ad aprire le porte a un segmento di mercato chiuso ai prodotti italiani. Chiuso fino ad oggi”.
Gli addetti ai lavori, tutta la produzione italiana dell’audiovisivo, gli esperti di comunicazione, passato il primo sconcerto per la dinamica iniziativa che permetterà al popolo inglese di fruire di ben tre ore di fiction in dialetto siciliano, attendono con ansia gli indici di ascolto, sottotitolati in italiano.
Perdite
Roma 30 ottobre 2008Rosi Rocchi, direttrice di doppiaggio, è deceduta improvvisamente. Aveva lavorato a lungo con la Angriservices Edizioni, storica società di doppiaggio che in oltre venti anni ha dato voce a moltissimi film d’autore.
Assistenzialismi del terzo millennio
Roma, ottobre 2008Il congresso dell’Anec, l’Associazione nazionale esercenti cinema, rielegge alla presidenza Paolo Protti, il quale - alla presenza del capo di gabinetto del Mibac, Salvatore Nastasi - lancia un grido di allarme sulla situazione delle sale cinematografiche, penalizzate dalla crisi economica generale che ha portato a un calo dell’8 per cento degli incassi negli ultimi sei mesi, mettendo in seria crisi un comparto che da tempo investe in sviluppo e aggiornamento tecnologico. Ma mentre il Governo, per bocca di Nastasi, promette il rispetto degli impegni presi e l’apertura di un tavolo negoziale con le categorie interessate, nel mondo delle associazioni, tra cui quelle dei consumatori, comincia a farsi strada la domanda: ma perché il contribuente deve finanziare e sostenere un sistema dell’esercizio che per oltre il 70 per cento ricava i suoi proventi dal cinema extraeuropeo? Se la Paramount, una multinazionale, nel prossimo anno distribuirà solo 20 film e quindi le sale non avranno prodotto da distribuire nell’arco dei 365 giorni dell’anno, lo Stato italiano deve rifondere i proprietari dei cinema dei mancati guadagni? Lo Stato può aiutare il cinema – aggiungono – solo per la parte che gli compete, e cioè quella finalizzata al sostegno e allo sviluppo della circolazione dei film italiani ed europei, e quindi limitatamente a quelle sale che contribuiscono a realizzare le risorse nazionali (circa il 30 per cento circa dei biglietti staccati). Stesso ragionamento sul piano degli investimenti finalizzati all’introduzione dei sistemi di proiezione digitale, sui quali sì gli investimenti sono doverosi per riportare il cinema vicino ai cittadini soprattutto nelle aree dove sono scomparsi. È giusto che lo Stato finanzi una trasformazione che rischia di beneficiare anche qui solo il cinema dominante, quello statunitense?
Perdite
Roma, 17 ottobre 2008Dopo una lunga e invalidante malattia si è spento Guglielmo Paternostro, eccellente dialoghista che sapeva coniugare il grande mestiere che gli veniva da una lunga esperienza unita a una naturale sensibilità artistica e a una preparazione culturale che gli permettevano di operare con sicurezza sui testi più complessi. Di assoluto rilievo la sua versione italiana di Heimat, la monumentale opera sulla recente storia della Germania firmata da Edgar Reitz. Era anche molto attivo sul piano associativo. Faceva parte del Consiglio direttivo dell’Aidac, a cui era iscritto sin dagli anni 80 e di cui era tesoriere, e si occupava delle relazioni sindacali, del contratto nazionale del doppiaggio e dei rapporti con l’emittenza televisiva.
Potenza della lingua
Londra, ottobre 2008Secondo l’UK Film Council, i film inglesi hanno incassato nel mondo 3,3 miliardi di dollari, di cui ben oltre un miliardo di dollari negli Usa, dove hanno guadagnato una quota di mercato notevole, il 12 per cento. Potenza della lingua. I film italiani, non doppiati e ghettizzati dai sottotitoli rastrellano negli Usa lo 0,14 per cento dell’incasso. Potenza della lingua.
Alcuni film francesi invece vengono doppiati e la quota generale dei biglietti staccati sale a quasi l’1 per cento. Circa sette volte l’incasso italiano. Potenza del doppiaggio.
Di questo tema non si è parlato al convegno "Cinema italiano: successi, problemi, opportunità", organizzato da Cinecittà Holding e sostenuto dal MiBAC, che si è tenuto durante la Mostra del cinema di Venezia, dove non sono neanche stati forniti i dati generali sull’incasso globale dei film italiani all’estero.
Auto-distribuzione
Parigi, ottobre 2008Per l’Alpa, l’associazione francese per la lotta alla pirateria audiovisiva, il numero dei film scaricati ogni giorno dalla rete è identico al numero dei biglietti staccati quotidianamente dalle sale francesi, che comunque hanno visto un incremento delle presenze. Detta così non sembra una cattiva notizia in quanto dimostrerebbe che il mercato della sala non è danneggiato dalla rete, forse perché distribuisce prodotti diversi, e in secondo luogo che il pubblico ha fame di opere diverse, che trova in rete, dimostrando così – caso mai – un’insufficienza del sistema tradizionale.
Sempre l’Alpa non chiarisce se il monte di ore audiovisive scaricate sia tutto frutto di attività illegale da parte dei clienti e dei gestori della rete e come tale monte ore sia ripartito in funzione della nazionalità delle opere. In Italia non si hanno dati certi, ma in compenso – grazie alla totale vacanza istituzionale – alcuni siti si occupano, grazie alla collaborazione gratuita di molti clienti “appassionati”, di creare le liste sottotitoli per le opere straniere.
I SOTTOTITOLI ANNOIANO (LO DICE VARIETY)
Toronto, settembre 2008«Spike Lee perde la battaglia e la guerra in Miracolo a S. Anna». Così Variety apre la sua recensione sulla coproduzione italiana proiettata al Festival di Toronto. Per l’articolista, il film è «un dramma costruito malamente, atto a riportare l'attenzione dell’opinione pubblica sul ruolo che ebbero i soldati di colore nella Seconda guerra mondiale. Il film – continua – è un insipido stufato da 160 minuti in cui ingredienti quali scene d'azione, storia, un omicidio misterioso e gli stati d'animo dei bambini, non sono stati mescolati al meglio». Inoltre Variety si cimenta in una previsione sull'accoglienza nelle sale del film, che a suo dire potrebbe premiare la pellicola «solo in Italia, dove Miracolo a S. Anna si svolge, e non negli Stati Uniti dove la censura ha dato alla pellicola il grado R, (ovvero Restricted, e cioè film vietato ai minori di 17 anni), decisione che terrà fuori molti ragazzi e studenti, pubblico che si annoierebbe in ogni caso a dover leggere i sottotitoli».
AIDAC per le regole, anche nei sottotitoli
Venezia, agosto 2008Alla gran kermesse della Mostra del cinema di Venezia, quest’anno ancor meno frequentata dell’anno scorso, si aggiunge anche una rivendicazione sindacale posta in evidenza da un comunicato stampa dell’Aidac, l’associazione dei dialoghisti italiani, che reclama l’applicazione del Contratto nazionale del doppiaggio anche per i sottotitoli e quindi chiede alla Biennale e agli organizzatori della mostra, responsabili delle proiezioni al Lido, di verificare che non ci siano state lavorazioni in nero o in contrasto con quanto stabilito dal CCNL, e all’ENPALS di verificare che non ci siano state evasioni o elusioni in merito ai contributi previdenziali obbligatori sulle lavorazioni relative al sottotitolaggio dei film programmati dalla mostra.
IMPORT/EXPORT
Roma, luglio 2008Secondo la Fondazione Rosselli, che ha fatto uno studio approfondito sui prodotti audiovisivi seriali in tv – la cosìddetta "fiction" –, nel 2006 sono state trasmesse dalle emittenti generaliste circa 12000 ore di narrativa tv per un costo complessivo, tra prodotto nazionale e di importazione, di circa 740 milioni di euro. Il costo della produzione nazionale è di 507 mln di euro e quindi quello delle opere di fiction importata – e doppiata – è di circa 230 mln di euro, cifra che però copre di gran lunga la maggior parte delle ore trasmesse.
Ecco quindi che a recuperare l’investimento nella produzione potrebbe sopperire l’esportazione della stessa sui mercati stranieri, ma – sempre secondo lo studio – il risultato è decisamente scadente: nel 2007 in Francia sono state trasmesse 79 ore di fiction italiana, 18 in Spagna, 14 in Germania e in Inghilterra.
Qualcuno in passato sosteneva che gli italiani erano un popolo di santi, poeti e navigatori, oggigiorno di sicuro elencherebbe ben altre tipologie caratteriali e/o attitudinali, ma di sicuro non quella di esportatori di film e narrativa tv.
TV SEMPRE DI PIU'
Milano, luglio 2008"Straordinario". Così è stato definito dall’associazione dei produttori di televisori di nuova generazione il risultato commerciale dei FullHD in Italia nel 2007. Ne sono stati venduti infatti ben 3.050.000 fissando tra l’altro il nuovo formato medio dello schermo che si attesta sui 32 pollici. Le previsioni per il prossimo anno sono quelle di arrivare a 3.600.000 televisori venduti, mentre la tendenza emersa da una recente ricerca svolta sul territorio italiano è quella di veder ancora aumentata la grandezza dello schermo che dovrebbe arrivare a 46 pollici e – a grande richiesta - la possibilità di andare direttamente in rete dal TV di casa. Due fattori che dovrebbero mettere in allarme il comparto del doppiaggio, infatti da una parte l’offerta disponibile su Internet ridurrà gli ascolti delle tv generaliste e quindi si rifletterà anche sui programmi di fiction doppiata, dall’altra la grandezza dello schermo renderà sempre meno difficoltosa la lettura dei sottotitoli che hanno il grande vantaggio di costare molto meno del doppiaggio, anche di quello fatto male.
POCHE IDEE MA CONFUSE
Parigi, luglio 2008Altri due nomi illustri si sommano ai detrattori del doppiaggio: sono Antonio Tabucchi, che addirittura lancia l'appello "Smettetela di doppiare i film", e Manoel de Oliveira, che il doppiaggio proprio non lo sopporta. Lo stesso Tabucchi (traduttore di Pessoa) aveva avuto modo di dire: "un autore dovrebbe avere una gratitudine immensa per il proprio traduttore", e addirittura che la stessa scrittura "è la prima traduzione, perché trasforma il contenuto delle nostre idee dalla forma confusa e vaga che abbiamo in mente in una forma scritta". Non si ricorda una sua battaglia per far uscire sottotitolato e non doppiato il film tratto dal suo romanzo "Sostiene Pereira": evidentemente le uniche traduzioni che apprezza sono le sue e quelle dei sui libri, il resto è "munnezz".
VOCI A SANREMO. I VINCITORI
Sanremo, 5 luglio 2008Assegnati gli anelli d'oro nella XII edizione del premio Voci a Sanremo, oltre ai tradizionali riconoscimenti speciali: targa Gualtiero De Angelis a Massimo Turci e targa Riccardo Cucciolla a Roberto Chevalier. I vincitori, per la categoria cinema sono: Daniela Nardini per la direzione del doppiaggio di Non è un paese per vecchi, Saverio Moriones, migliore voce maschile (Tommy Lee Jones in Non è un paese per vecchi), Paila Pavese, migliore voce femminile (Marianne Faithfull in Irina Palm), Angiola Baggi, migliore voce caratterista (Susan Sarandon in Nella valle di Elah). Per la televisione i riconoscimenti sono andati a: Renzo Stacchi per la direzione del doppiaggio di Senza traccia, Paolo Buglioni, migliore voce maschile (Martin Lamotte in Suor Therese), Franca D'Amato, migliore voce femminile (Melina Kanakaredes in CSI New York), Tony Sansone, migliore voce caratterista (Christian Rauth in Il commissario Navarro). I premi agli adattamenti, assegnati su segnalazione della nostra rivista, sono andati per il cinema a Giorgio Tausani, autore dei dialoghi italiani di Into the wild, e per la televisione a Rodolfo Cappellini, autore dei dialoghi italiani della serie NCSI.
PERDITE
Crieff (Scozia), 23 giugno 2008Per un malore improvviso è deceduto Claudio Capone, indimenticabile voce di Ridge della soap-opera Beautyful e soprattutto voce narrante - per cui nell’ambiente del doppiaggio era soprannominato The Voice - dei documentari, tra cui quelli del contenitore televisivo condotto da Piero Angela, Quark. Aveva magistralmente interpretato molti attori, tra cui vogliamo ricordare Mark Hamill, Alan Alda, John Travolta, Karlheinz Bohm, Brad Davis, Christopher Walken, Tim Matheson, Harold Ramis e Richard Dreyfuss.
Ci mancherà.
ASSEGNATI I PREMI INTERNAZIONALI DEL DOPPIAGGIO
Roma, 4 giugno 2008Si è conclusa con una serata-spettacolo presentata da Pino Insegno e Francesca Draghetti all’Auditorium della Conciliazione la seconda edizione del Gran premio internazionale del doppiaggio. La giuria presieduta da Gabriele Lavia ha proclamato i vincitori delle categorie in concorso: miglior adattamento Elettra Caporello per "Sleuth", migliore direzione Francesco Vairano per "Michael Clayton", miglior doppiatore Francesco Pannofino per Daniel Day Lewis in "Il Petroliere", migliore doppiatrice Roberta Pellini per Cate Blanchett in "Elizabeth - The Golden Age", miglior doppiatore non protagonista Franco Zucca per Tom Wilkinson in "Michael Clayton", migliore doppiatrice non protagonista Cristiana Lionello per Cate Blanchett in "Io non sono qui", miglior film "American Gangster", migliore serie TV "Dr. House - Medical Division", miglior mix audio Gianni Pallotto per "Sweeney Todd", miglior cartone animato "Ratatouille".
GENITORI E DOPPIAGGIO
Roma, giugno 2008Il Movimento dei genitori, che analizza regolarmente attraverso un Osservatorio i programmi televisivi destinati ai minori ha “bocciato” Italia 1 per alcune trasmissioni considerate lesive per i piccoli telespettatori. Oltre al programma “La tv della realtà” sono finite nell’occhio del ciclone le serie televisive: Futurama, Griffin e The O.C.
Invece, sempre secondo il Moige, la rete maggiormente apprezzata dalle mamme e dai papà è Rai3 che contiene molti programmi formativi e poca fiction doppiata. Il dato è confermato da Francesco Manfio, presidente di Cartoon Italia, il quale afferma che in particolare la terza rete pubblica è l’unica a rispettare quanto stabilito dal contratto di servizio tra lo Stato e la Rai che fissa in 93 minuti giornalieri l’offerta di programmi formativi e informativi dedicati all’infanzia.
Gran premio del doppiaggio
Roma, 19 maggio 2008Al via la seconda edizione del Gran premio del doppiaggio, che si concluderà il
4 giugno all'Auditorium della Conciliazione con la premiazione dei vincitori
delle diverse categorie.
Le iniziative della "settimana del doppiaggio"
comprendono seminari nelle tre università romane, con i professionisti del
settore a confronto con il mondo degli studiosi, e l'apertura delle sale di
doppiaggio a chiunque, studenti o appassionati, voglia capire che cosa significa
doppiare un film o provare a farlo in prima persona.
Per conoscere i
programmi degli eventi e prenotare la partecipazione a un turno di doppiaggio
visitate il sito del premio all'indirizzo www.granpremiodeldoppiaggio.com/
Doppiaggio: nuovo contratto dopo anni
Roma, 31 marzo 2008E’ stato finalmente firmato a Roma il primo rinnovo del contratto collettivo nazionale del doppiaggio. I sindacati di categoria, SAI SLC CGIL, FAI FISTEL CISL e il Coordinamento Attori UILCOM UIL, si sono incontrati con le imprese di doppiaggio nelle sede dell’Anica. Il nuovo contratto decorrerà dal 31 marzo 2008 consentendo così alle imprese, nei due mesi che intercorrono tra la firma dell’accordo e l’entrata in vigore dello stesso, di stipulare i nuovi contratti e aggiornare quelli già in essere conformemente alle nuove norme ed alle nuove retribuzioni.
Il nuovo contratto, profondamente rivisitato, appare ora più aderente alla realtà lavorativa, in grado di ricomprendere i numerosi soggetti che operano nel settore e di rispondere in modo appropriato alle necessarie esigenze qualitative del prodotto.
Sono stati infatti riscritti ex novo numerosi articoli contrattuali a cominciare dall’ambito di applicazione e dalla definizione delle parti. Sono state regolamentate inoltre numerose lavorazioni non previste in precedenza, altre sono state valorizzate ed è stata definita meglio l’organizzazione del lavoro, riducendo così le “zone d’ombra” che potevano dar luogo a contenziosi individuali.
Due i punti di particolare rilevanza: innanzitutto l’incremento di tutti i compensi minimi contrattuali di ben +8%, a copertura dell’inflazione e degli aumentati livelli di produttività. A fianco dell’aumento economico, rilevante anche il passaggio dei cartoni animati seriali ad un’altra fascia di produttività (cioè da 220 a 190 righe); il che garantisce, ad una utenza particolarmente delicata quale quella minorile, la fruizione di un prodotto migliore, migliorando così l’adattamento alla lingua italiana e la pronuncia corretta delle parole.
La nuova stesura contrattuale contiene anche l’accordo relativo alla regolamentazione funzionale della Commissione Paritetica di Garanzia (CPG), un organismo importante che ogni Impresa e professionista deve poter conoscere e consultare, a salvaguardia di un mercato del lavoro equo e rispettoso delle scelte condivise.
Maurizio Feriaud, Segretario Generale del SAI, esprime un giudizio positivo sull’esito dell’accordo che è stato conseguito nel sostanziale rispetto delle scadenze e senza il ricorso ad iniziative conflittuali per la categoria. Giudizio confermato anche nelle assemblee dei lavoratori di Milano e Roma che, con il loro voto positivo, hanno dato mandato alla delegazione di sottoscrivere il contratto.
Il contratto può essere consultato e stampato collegandosi al sito: www.cgil.it/sai-slc.
IL DOPPIAGGIO IN EUROPA
Bruxelles, marzo 2008È in rete il risultato dello studio della Direzione generale Società dell’informazione della Commissione europea sulle necessità e le prassi dell’industria audiovisiva europea in materia di doppiaggio e di sottotitolaggio. Il rapporto, in inglese e in francese, è disponibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/information_society/media/overview/evaluation/studies/index_en.htm
Perdite
Roma, 18 marzo 2008Purtroppo Oreste Rizzini non c’è più. Una delle voci e delle sensibilità artistiche più significative e apprezzate è scomparsa improvvisamente riempiendo di tristezza tutto il doppiaggio italiano e il pubblico, sempre più attento a riconoscere il valore della professionalità in questa difficile arte. Nel corso della sua carriera, iniziata nel teatro, aveva interpretato mirabilmente decine di grandi attori in centinaia di ruoli, tra cui vanno ricordati Dustin Hoffman, Michael Douglas, Bill Murray, Michael Caine, Nick Nolte, Roy Scheider e Paul Newman; il pubblico televisivo lo ricorda soprattutto per la sua interpretazione di Eric Forrester, in Beautiful. Noi non lo dimenticheremo mai in A 30 secondi dalla fine, perfetta anima di Jon Voight, e soprattutto, con le sembianze di Gérard Depardieu, nel Cyrano de Bergerac.
DOPPIAGGIO VITTIMA DEL DUMPING
Roma, febbraio 2008Lo afferma Giulio Mezzanotte, responsabile ANICA per le industre tecniche al Sole 24 Ore. Il fatturato del centinaio di imprese di doppiaggio italiane (di cui una settantina nella capitale) nel 2007 è stato di circa 35 milioni di euro, ma il settore "soffre ora di un grande problema: la concorrenza sleale. Vi sono molti "soggetti" - definirli aziende è davvero eccessivo - che praticano prezzi al massimo ribasso rispetto alle strutture tradizionali. Usano piccoli uffici e prendono in affitto gli studi di registrazione". Il fatturato di queste micro-imprese, sempre secondo i dati ANICA, è di almeno 5 milioni di euro, denari che sarebbero "sottratti" al mercato regolare delle grandi imprese, le quali starebbero cercando un accordo con televisioni e distributori per introdurre un marchio di qualità aziendale basato su parametri tecnici oggettivi.
Cinema italiano ambasciatore del Made in Italy
Roma, febbraio 2008Dalla conferenza stampa dell’Anica sullo stato del cinema italiano emerge una situazione piuttosto buona per il nostro amato cinema, che infatti conquista – seppur con le coproduzioni – oltre il 32 per cento dello sbigliettamento. Purtroppo non si può cantar vittoria su una definitiva rinascita del nostro cinema, ma solo esser felici di una tendenza che, generata da un particolare entusiasmo del pubblico (aumentato del 13 per cento) per i cinepanettoni e gli strappacore, lucchetti e brufoli, ha modificato una situazione che però va consolidata sia sotto il profilo culturale sia secondo gli aspetti più economici legati al mercato. Lo sa bene infatti Aurelio De Laurentiis che in un’intervista rilasciata a Libero Mercato dice: “Se il cinema italiano vuole vincere la concorrenza deve sbarcare sul mercato internazionale non perdendo di vista quello americano e quello dei paesi emergenti”, e inoltre: “Il cinema può essere il vero ambasciatore all’estero del Made in Italy e potrebbe diventare il traino delle nostre esportazioni”. Affermazioni importanti che vedono lontano, verso risorse che potrebbero veramente cambiare le cose per il cinema italiano, però il problema è che dalle parole bisogna passare ai fatti, altrimenti si fa solo politica vecchio stile. I progetti ci sono – vedi www.itmovies.it – e sono anche stati presentati al MiBAC, ma sono i produttori che devono volerne la realizzazione convincendo la politica a guardare al mondo della comunicazione attraverso un’ottica meno provinciale sostenendo percorsi strutturati che portino realmente a un allargamento del mercato.
Doppiare paga
Los Angeles, gennaio 2008Secondo il Global Box-office i primi venti film del mercato mondiale hanno incassato nel 2007 poco più di nove miliardi di dollari, mentre i primi venti film stranieri proiettati nel nostro paese hanno prodotto quasi 180 milioni di €, a spanne oltre 260 milioni di dollari, e cioè circa il 3 per cento del mercato globale. Per ottenere questo risultato le distribuzioni hanno dovuto investire nel doppiaggio intorno ai 500.000 €, quasi 750.000 dollari, mentre se li avessero sottotitolati ne avrebbero spesi meno di 200.000, ma in questo caso l’incasso sarebbe stato più o meno intorno ai 35 milioni di dollari e cioè poco meno dello 0,4 per cento del mercato globale. Di conseguenza il plusvalore generato dal doppiaggio in Italia nel 2007 è – solo per la sala cinematografica e per i primi 20 film - pari a 225 milioni di dollari, e cioè: per ogni dollaro investito te ne ritornano 300. Se poi a questi valori sommiamo quelli provenienti dall’home-video e dai passaggi tv, saliamo a un rapporto che vede sorpassare i mille dollari per ogni dollaro investito. Molto più conveniente del traffico di droga.
Sciopero a oltranza
Los Angeles, gennaio 2008Continua lo sciopero degli sceneggiatori statunitensi. Sono ormai sessanta giorni che in modo straordinariamente compatto gli autori di cinema e tv da cui dipende la seconda industria nazionale americana non toccano una penna o una tastiera di computer, riuscendo addirittura a far saltare l’assegnazione dei Golden Globe, gli ambiti premi della Hollywood Foreign Press, considerati il più attendibile indicatore dei prestigiosi Oscar. Infatti, una settantina di attori famosi e non – da Cate Blanchett a Denzel Washington, passando per Angelina Jolie, George Clooney, Tom Hanks, Viggo Mortensen, Daniel Day-Lewis e Julie Christie – hanno annunciato che avrebbero disertato la manifestazione per solidarietà con gli scioperanti. Alcune trattative sono in corso, ma l’accordo sembra lontano, come lontano è il ricordo del precedente sciopero del 1988 che durò ben cinque mesi prima di giungere al punto di caduta che vide i due fronti accordarsi su di una normativa che fra i punti salienti prevedeva la corresponsione agli autori di 2,5 centesimi di dollaro per ogni vhs venduto o noleggiato. Ora che la commercializzazione dei supporti sta mostrando la corda è più che naturale che gli autori vadano a reclamare i giusti proventi nella sfera delle nuove utilizzazioni: la rete Internet e la telefonia mobile. Starà all’industria dell’entertainment valutare se è più conveniente assorbire il danno del fermo produttivo – che nell’88 fu enorme –o seguire una logica inevitabile: trovare un accordo soddisfacente che sposti nel tempo il riconoscimento economico e quindi, rimettendo in moto la macchina produttiva, limiti un danno che rischia di diventare incalcolabile. E non solo per l’industria Usa, basti pensare che il 65 per cento dei film distribuiti in Italia sono di origine americana. Che accadrà all’esercizio italiano, che cosa proietteranno? Smetteranno di «boicottare» i film di Avati, Greco e Maselli? E i palinsesti televisivi con che cosa saranno riempiti? Bè, per non perdere tempo, mentre per il doppiaggio si sentono già suonare le campane a morto, il Maurizio Costanzo Show ha riaperto i battenti.
PERDITE
Roma, 15 dicembre 2007All’età di 88 anni Giuseppe Rinaldi se ne è andato. Tra i più famosi, grandi e apprezzati doppiatori italiani – a partire dal dopoguerra - aveva dato la sua voce a una quantità sterminata di attori. Resterà per sempre uno dei pilastri del doppiaggio e della sua storia, forse il più importante. Il suo timbro di voce e la sua recitazione raffinata sono nella memoria di molte generazioni di spettatori e vogliamo sperare, sempre che sia posto freno ai ridoppiaggi da due soldi, che lo saranno anche in quelle future.
Noi vogliamo ricordarlo nella Stangata, nel ruolo di Henry Gondorff. Grazie, Peppino.
DOPPIAGGIO OTTIMIZZATO, CIOÈ DIMEZZATO
Roma, dicembre 2007Continua con successo la politica del "doppio io, trasmettiamo tutti" che andrà pure bene sul piano dell’ammortamento dei costi, meno su quello della qualità (infatti il doppiaggio accurato che si faceva attraverso il controllo diretto dei funzionari della Rai è oramai un ricordo che è possibile apprezzare solo incappando in qualche replica). Il problema che assilla le reti sembra essere unicamente quello dei soldi, ed ecco quindi Fox Channels Italy stringere un accordo con Disney-Abc International Television per la distribuzione nel nostro paese di un bel po’ di fiction, tra cui le serie Private Practice, Eli Stone e Dirty Sexy Money, che potrà essere trasmessa oltre che da Sky anche sulle reti terrestri. Contemporaneamente, facendo i suoi conteggi di fine anno, la Rai viene a scoprire che nel 2007 ha doppiato praticamente la metà delle ore doppiate nel 2006.
CHE FINE HA FATTO IL CONTRATTO?
Roma, dicembre 2007Battuta di arresto per i lavoratori che si aspettavano di trovare sotto l’albero il rinnovo del contratto nazionale del doppiaggio: le trattative, che sembravano a un punto di svolta, si sono misteriosamente bloccate. Secondo voci di corridoio, la causa non è lo shopping natalizio, ma l’apertura di un "fronte interno". Insomma, pare che una parte degli stessi lavoratori – per l’esattezza la componente lombarda – non gradisca la richiesta di migliori condizioni economiche avanzata dai sindacati, preferendo lavorare di più e guadagnare di meno. Ancora una volta, il laborioso nord ha qualcosa da insegnare ai parassiti del sud.
RAIFICTION ESULTA
Roma, dicembre 2007Bilancio positivo per il direttore Agostino Saccà, per il quale la stagione 2006/07 è andata così bene che per il prossimo anno il valore del passaggio pubblicitario all’interno della fiction potrebbe crescere di oltre il 5 per cento. Trasmessi 50 pezzi unici, 250 ore di soap e sit-com, 300 ore di cartoni animati. Ma la fiction va alla grande anche nella distribuzione dei supporti Dvd, infatti secondo il rapporto Univideo le vendite delle serie televisive su disco digitale hanno registrato un aumento del fatturato del 46 per cento. Speriamo che tutte queste risorse in più convincano la emittente pubblica a mettere maggior cura nel doppiaggio, tanto – quanto meno - da porre fine all’arrivo nella nostra redazione di innumerevoli messaggi di protesta sulla qualità del doppiaggio di bellissime serie come Cold Case o di importanti sceneggiati come Guerra e Pace.
PERDITE
Roma, 25 novembre 2007Ci ha lasciati il doppiatore e direttore di doppiaggio Roberto Del Giudice. Direttore del doppiaggio di storiche serie televisive quali La signora in giallo, Genitori in blue jeans, Walker Texas Ranger, Beverly Hills 90210, resterà nel cuore del pubblico della serie animata Lupin III per esserne stato la voce.
QUALITÀ IN FRANCIA
Parigi, novembre 2007
Una tavola rotonda ha visto riuniti sotto l’egida del CNC i rappresentati dei sindacati del doppiaggio USD e FICAM, i responsabili delle imprese, il delegato generale dello SNAC (Syndacat national des auteurs et des compositeurs, di cui fanno parte i dialoghisti francesi), alcuni autori di dialoghi e di sottotitoli e Claude Gaillard, membro del direttivo della SACEM, la SIAE degli autori francesi dell’audiovisivo. In questo primo incontro autori e imprese si sono confrontati su quelle che dovrebbero essere le condizioni di lavoro. I sindacati, da parte loro, pur mostrandosi disponibili a sottoscrivere un impegno delle parti sul rispetto di norme condivise a salvaguardia della qualità, hanno espresso il timore di concorrenza sleale da parte delle imprese che non dovessero firmare o rispettare l’accordo. I presenti hanno poi manifestato l’esigenza di allargare il confronto anche ai committenti, i quali impongono condizioni di lavoro sempre più restrittive e a volte incompatibili con la qualità del risultato.
I rappresentanti dello SNAC e quelli delle imprese di doppiaggio e sottotitolaggio si sono dati appuntamento per cominciare a ragionare su un accordo collettivo di lavoro.
IL CONTRATTO DEL DOPPIAGGIO ALLA SVOLTA (MENTRE GLI SCENEGGIATORI AMERICANI SCIOPERANO)
Roma-Los Angeles, novembre 2007La trattativa tra lavoratori e imprese per il rinnovo del contratto collettivo del doppiaggio sembra volgere al termine. Nell’ultima assemblea i sindacati hanno annunciato di aver comunicato alla controparte la richiesta di aumento economico che, insieme al riconoscimento del valore di alcune lavorazioni e, più in generale, dell’apporto economico del doppiaggio ai prodotti audiovisivi importati, costituiscono il succo delle rivendicazioni. Le parti – ormai definita la parte normativa - si incontreranno il 21 novembre all’Anica per fissare le nuove misure economiche. Nel frattempo, dal 5 novembre, dopo quattro mesi di trattative, gli sceneggiatori del Writers Guild of America sono scesi in sciopero reclamando il pagamento dei diritti sulle utilizzazioni delle loro opere, anche per le trasmissioni on-line e sui telefonini. E visto che tutto il mondo è paese, anche negli Stati Uniti – dove quella dell’audiovisivo è la seconda industria nazionale – le major lamentano di non avere profitti sufficienti a riconoscere il dovuto agli autori. Lo sciopero degli sceneggiatori, cui minaccia di seguire anche quello dei registi del Directors Guild, mette a rischio tutta la produzione cinematografica e televisiva americana.
Emendamenti
Roma, novembre 2007Tra le proposte di emendamento alla legge Finanziaria ce n’è una interessante – che riceviamo e riportiamo integralmente al solo fine di pubblica informazione - riferita all’art 7, comma 2, finalizzata a indurre i produttori a investire in anticipo nella realizzazione delle versioni straniere dell’opera realizzata, al fine di vederne favorita la circolazione al di fuori dei confini nazionali e recita così: dopo le parole “...in tutti i settori tecnici di produzione.” Aggiungere le parole “Hanno altresì l’obbligo di utilizzare non meno del cinquanta per cento delle risorse restanti, di cui al comma 1, nei territori stranieri per la realizzazione delle versioni doppiate in lingua inglese, francese, tedesca e spagnola.”
Ce n’è anche un’altra, sempre all’art. 7, ma al comma 3 lettera c), finalizzata a sostenere l’evoluzione tecnologica dell’esercizio solo attraverso l’impegno di quest’ultimo a garantire la circolazione del cinema nazionale ed europeo, eccola: sostituire il testo della lettera c) con il seguente testo “per le imprese di esercizio cinematografico, pari al trenta per cento delle spese complessivamente sostenute per l’introduzione e acquisizione di impianti e apparecchiature destinate alla proiezione digitale, con un limite massimo annuo, non eccedente, per ciascuno schermo, euro 50.000,00, sempre ché per ciascuno schermo sia riservato almeno il trenta per cento delle giornate alla programmazione di opere cinematografiche di espressione originale italiana e di nazionalità italiana riconosciute di interesse culturale ai sensi dell’art.7 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n.28.
MEDIASET INVESTE IN FICTION
Milano2, ottobre 2007Dal bilancio Mediaset relativo al 2006 rileviamo che il 16,3 per cento dei palinsesti delle tre reti è composto da telefilm e il 16,1 da film. Di queste quote il 56,8 per cento è doppiato. Da notare che la quota dei documentari è aumentata del 50 per cento secco, mentre quella delle produzioni di fiction è diminuita del 14,9 per cento. Ma la buona notizia per il settore del doppiaggio riguarda il 2008, infatti, per una cifra che si aggira intorno agli 800 milioni di dollari la società del biscione si è aggiudicata la produzione di film e fiction della Universal e della Warner che potrà sia mandare in onda – una volta doppiata (speriamo con attenzione) – sulle sue reti, sia rivendere a Sky. Un’abile e semplice strategia per doppiare a costo zero.
TESTIMONIAL DEL DOPPIAGGIO NEGLI USA
Hollywood, ottobre 2007Dopo il buon successo della Ricerca della felicità e grazie al rapporto che è riuscito a creare con il sistema produttivo statunitense, Gabriele Muccino si appresta a dirigere la sua seconda opera "americana" dal titolo provvisorio Seven pounds. Ma la sua permanenza negli Stati Uniti gli ha permesso anche di guardare al cinema italiano con occhi diversi, al di fuori della dimensione provinciale in cui gli autori italiani si dibattono da sempre. Intervistato da Box-Office ha dichiarato: «Il vero problema del nostro cinema è la sua scarsa diffusione. La fruizione dei film nella lingua, che ha una diffusione minore rispetto all’inglese e allo spagnolo, è limitata. Un film sottotitolato richiede un pubblico di nicchia che va al cinema e sa apprezzare le pellicole sforzandosi di leggere. Noi doppiamo i film, ma nel resto del mondo non esiste questa modalità. I nostri film qui non sono doppiati». Bene, Muccino ha visto la luce, ma che dire della gran massa che vive nell’oscurità e che preferisce che il cinema italiano non sia visto all’estero? Che sia solo un forte senso del pudore?
DIAMO I NUMERI
Roma, ottobre 2007Cinetel ha reso noti gli incassi relativi alla distribuzione cinematografica dei primi nove mesi di quest’anno. I film non italiani proiettati nelle nostre sale hanno incassato quasi 312 milioni di euro, contro i 300 dello stesso periodo del 2006. Il primo film per incassi è "Shrek III", seguito da "Harry Potter e l’ordine della fenice".
NOTIZIE DALLA FRANCIA
Parigi, ottobre 2007Il sindacato degli autori francesi, a nome di due dialoghisti, ha fatto causa ad alcuni distributori per non aver indicato nei DVD messi in commercio il nome dell’autore dei dialoghi, commettendo una grave violazione del Codice della proprietà intellettuale. Il tribunale ha nominato un mediatore, ma gli autori della denuncia denunciano a loro volta di essere oggetto di ritorsione da parte dei distributori, che dall’inizio della causa non hanno più dato loro lavoro.
Per difendersi dalla pirateria, TF1 mette on-line gli episodi della serie Heroes, sottotitolati, a sole 10 ore di distanza dalla prima trasmissione negli Stati Uniti. I dialoghisti francesi sono preoccupati che le lavorazioni di sottotitolaggio e doppiaggio possano essere spostate in America per poter restringere ancor più i tempi e chiedono la creazione di una “etichetta di qualità” del doppiaggio per garantire gli spettatori e gli autori, già sottoposti a prestazioni da record. Gli internauti, interrogati sull’argomento, rispondono che: a) sono ben disposti a pagare il download, a patto che sia loro assicurata una versione francese di qualità; b) un sottotitolaggio scritto in meno di 24 ore non è un argomento commerciale sufficiente a convincerli all’acquisto; c) preferiscono attendere l’uscita del DVD, per poter scegliere tra versione doppiata e sottotitolata, magari accuratamente. In Francia la qualità del doppiaggio non è un argomento superato.
LA UE PARLA ARABO
Bruxelles, settembre 2007L’Unione europea si appresta a finanziare con cinque milioni di svanziche il canale Euronews per veder sviluppata una programmazione in lingua araba a partire da gennaio 2008. Il bacino di utenza è di circa 200 milioni di persone e oltre all’informazione e allo sport il palinsesto dovrà contenere anche fiction, per mostrare alle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo la realtà e la cultura dei paesi dell’Unione. Un’ottima occasione per far circolare anche il cinema e la fiction italiana in un mercato quasi quattro volte quello locale, sempre che qualcuno – produttori di contenuti e istituzioni - si preoccupi di doppiare il tutto al fine di evitare di venire marginalizzati come sempre.
ITMOVIES
Italia, agosto 2007È in linea all’indirizzo www.ITmovies.it il sito del progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma di distribuzione del cinema italiano doppiato in inglese. Il progetto era stato presentato dall’Aidac nel settembre scorso alla Casa del Cinema nel corso della manifestazione "Italian, short, sweet and dubbed" dove erano stati proiettati alcuni corti italiani doppiati. Dal sito è possibile raggiungere la pagina dell’Università di Bologna dove i corti sono visibili e dove chi è di madrelingua inglese può rispondere al questionario sul gradimento delle opere doppiate.
VOCI A SANREMO. I PREMI
Sanremo, 29 luglio 2007L’assegnazione dei premi 2007 ha concluso la settimana di celebrazione del doppiaggio che dopo dieci anni si è spostata da Finale Ligure a Sanremo nello storico teatro Ariston, che la ospiterà negli anni a venire. Questi i premiati: per la televisione, migliore attrice protagonista Claudia Catani, miglior attore protagonista Massimo Rossi, migliore voce non protagonista Ambrogio Colombo, migliore direzione Cristina Boraschi; per il cinema, migliore attrice protagonista Ada Maria Serra Zanetti, miglior attore protagonista Sandro Acerbo, migliore voce non protagonista Loris Loddi, migliore direzione Alida Milana. La targa Cucciolla per il doppiaggio è stata assegnata a Francesco Pannofino. In finale di serata, Walter Vacchino, direttore dell’Ariston, ha annunciato che dal prossimo anno il Premio verrà allargato al doppiaggio europeo. È una notizia che ci conforta, e ci conforterebbe pure sapere che il giudizio della critica sarà allargato anche ai dialoghi, finora mai presi in considerazione.
ASSEMBLEA DEL DOPPIAGGIO
Roma, 20 luglio 2007Si è svolta l’assemblea dei lavoratori del doppiaggio indetta dai sindacati CGIL-CISL-UIL per informare la categoria sull’andamento delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale. Tra gli argomenti trattati dai molti intervenuti la necessità di parametrare gli adeguamenti economici all’aumento di produttività complessiva, il bisogno di trovare soluzioni ai problemi delle colonne separate e dei doppioni, la questione minori e il nodo dei diritti connessi. Dopo ampia discussione l’assemblea ha riconfermato la propria fiducia nella Commissione e si è sciolta in attesa della ripresa delle trattative con l’Anica, dopo la pausa estiva.
VOCI NELL’OMBRA 2007
Roma, 19 luglio 2007Al via il tradizionale appuntamento con il festival del doppiaggio "Voci nell’ombra", giunto all’undicesima edizione. Quest’anno la kermesse si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo. Per conoscere le candidature e il programma del festival cliccate qui.
BUONI RISULTATI DEL CINEMA ITALIANO
Roma, giugno 2007Si è tenuta a Roma il 13 giugno la ''Giornata Professionale Estate 2007'' a cui hanno partecipato le principali associazioni di categoria. Secondo la Cinetel il cinema ha mostrato un buon andamento nel corso dei primi cinque mesi; rispetto allo scorso anno gli incassi sono aumentati del 7,4% e gli spettatori in più nelle sale sono stati oltre 3 milioni. Dati positivi soprattutto per il cinema italiano che ha totalizzato – anche se come al solito su pochissimi titoli - il 28,22% degli incassi globali, contro il 25,55% dell’anno scorso. Il cinema USA ha invece fatto registrare una leggera flessione, passando dal 55,22% del 2006 al 54,70% del 2007. Sarà anche colpa della flessione qualitativa del doppiaggio? Infatti, tra la piaga delle colonne separate e del doppiaggio alla cieca (spesso si adatta e si doppia con lo schermo oscurato per contrastare la così detta pirateria) i risultati sono ormai imbarazzanti. Comunque, secondo le rilevazioni, i 10 film che hanno incassato di più nei primi 5 mesi del 2007 (di cui 4 italiani) sono: Manuale d’amore 2; Spider Man 3; La ricerca della felicità; Ho voglia di te; Notte prima degli esami – oggi; Una notte al museo; 300; Pirati dei Carabi; Casino Royal; Il 7 e l’8.
TANTO RUMORE PER NULLA?
Roma, giugno 2007Un po’ all’improvviso e senza una gran preparazione si è svolta nella capitale dal 31 maggio all’8 giugno la manifestazione denominata "Il gran premio internazionale del doppiaggio". Quattro i momenti topici: una festa il primo giorno, tre incontri seminariali presso tre università romane, l’apertura al pubblico di alcune sale di registrazione, il gran galà con consegna dei premi. L’ultimo evento è stato sicuramente il più apprezzato per l’accattivante spiritaccio del patron/presentatore Pino Insegno (a cui non perdoniamo solo di averci sottoposti allo sgolìo di Fiamma Izzo), mentre gli incontri nelle università – nonostante l’impegno dei conferenzieri, tra cui vogliamo segnalare gli interventi di Giampiero Gamaleri, Filippo Ottoni, Mario Paolinelli, Ludovica Modugno e Mariagrazia Scelfo – sono stati un po’ disertati sia dagli studenti, sia dagli autori, dai cinefili e dagli studiosi di cinema, sia dagli addetti (se ne fosse visto uno, anzi no, c’era Mimmo Palmara, una colonna del doppiaggio italiano). Evitiamo infine commenti sulla festa, ma un naturale senso del pudore ce lo impedisce. Non possiamo invece esimerci dal farne uno sugli sponsor dell’iniziativa: si può accogliere tra i promotori di un premio del doppiaggio una società di doppiaggio senza provare nessun imbarazzo? Insomma, un grazie per la buona volontà profusa nell’iniziativa, ma forse se fosse messa a disposizione – e qui tiriamo in ballo anche Regione, Provincia e Comune, partner dell’organizzazione – per tendere intelligentemente una mano a un settore che si trova in condizioni gravissime, forse sarebbe più utile e suonerebbe meno grottesca, un po’ come l’orchestrina a bordo del Titanic che sta colando a picco. Speriamo nella prossima edizione.
CINEMA. NOTIZIE DALL’OSSERVATORIO
Roma, maggio 2007L’Osservatorio del cinema italiano, nato nel 2004 all’interno di Cinecittà Holding con la collaborazione del Centro Studi, ha presentato il suo secondo volume che contiene i dati relativi al 2005. Tra i dati più rilevanti segnaliamo: la quota del cinema italiano sugli schermi al 25 per cento; la quota del cinema italiano sulla piattaforma Sky al 16 per cento; la quota del cinema italiano su Studio Universal al 2 per cento e su RaiSat Cinema al 22 per cento. Di conseguenza le percentuali del 75, 84, 98 e 78 per cento sono relative ai prodotti stranieri doppiati. Ma il dato più interessante, anzi inquietante, è quello relativo alla quota di mercato del cinema italiano sugli schermi dei paesi europei: si va dallo 0,84 per cento della Bulgaria, all’1,26 per cento della Danimarca, all’1,12 della Finlandia, all’1,92 per cento della Francia, allo 0,64 per cento della Germania, allo 0,34 per cento della Polonia, allo 0,54 per cento del Portogallo, allo 0,67 della Svezia, allo 0,96 per cento della Spagna, all’1,81 per cento della Svizzera, allo 0,78 della Turchia, per finire con lo 0,00 per cento della Gran bretagna e dell’Irlanda.
IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL DOPPIAGGIO AL RINNOVO
Roma, 3 maggio 2007Si è ufficialmente aperto, presso la Sezione industrie tecniche dell’Anica, il confronto per il rinnovo del contratto nazionale del doppiaggio. I Sindacati confederati hanno illustrato la piattaforma rivendicativa sottolineando che nell’industria audiovisiva il doppiaggio italiano rappresenta un punto di eccellenza a livello internazionale e consente la diffusione di piccole e grandi produzioni estere garantendo una mediazione culturale rispettosa dell’opera originaria e quindi dei suoi autori. Nel corso della presentazione è stato anche sottolineato il ruolo che il doppiaggio riveste nel mantenere vivo e veicolare il patrimonio linguistico italiano, "con un significativo riscontro per l’immagine del Paese, per la sua economia e per l’influenza che esercita nella formazione lessicale delle nuove generazioni". I rappresentanti dell’Anica hanno preso atto dei contenuti esposti dando ampia disponibilità a un dialogo costruttivo e di reciproca soddisfazione. Al termine dell’incontro le parti si sono date un nuovo appuntamento per il 18 maggio. Rileviamo che, mentre la delegazione sindacale era ampiamente rappresentativa del mondo professionale del doppiaggio, la parte datoriale era mancante dei rappresentanti della FEAC, della RAI e di SKY. Per leggere la piattaforma cliccate qui.
ALLARME GLOBISH
Italia, aprile 2007La Comunità europea discute l’opportunità di rendere ufficiale l’uso del "globish", quella forma di inglese maccheronico parlato spontanemente dagli immigrati e dai turisti di tutto il mondo, mentre nelle province dell’Impero si cerca la maniera di salvare il salvabile della lingua patria. In Italia il ministro Rutelli nel novembre dello scorso anno ha costituito una commissione di saggi con il compito di redigere forme italiane dei termini inglesi che stanno entrando nel nostro lessico. I lavori della commissione dovrebbero essere in corso: suggeriamo di prestare un orecchio al doppiaggio, dove ormai il fascicolo si chiama "file" a dispetto degli evidenti laccetti di stoffa e i poliziotti sono tutti "detective".
BELLISSIMI
Roma, aprile 2007Edoardo M., 8 anni, sarà la voce italiana di Grufolo nel film Disney I Robinson – Una famiglia spaziale. È il frutto acerbo del casting pubblico della Buena Vista, che per la parte del dinosauro ha incoronato l’esercente Paolo Orlando di Medusa Cinema. In suo onore, il dinosauro si chiamerà T-rex Orlandino. Neanche Peppino Rinaldi aveva mai ricevuto un tale tributo. La corsa al "talent" è cosa ormai superata: dopo politici, sindaci, presentatori e vallette siamo all’uomo della strada. Gli appelli lanciati dai professionisti del settore sull’esigenza di regole e formazione sembrano definitivamente superati, puzzano di stantio, noioso sindacalese. Avanti il prossimo.
EL-DORADO
Los Angeles, marzo 2007L’Mpaa, l’associazione dei produttori cinematografici USA, ha annunciato che gli incassi mondiali dei film statunitensi sono aumentati nel 2006 dell’11%, arrivando a 25,8 miliardi di dollari. Secondo i dati ANICA, nel 2006 nelle sale italiane l’incasso totale dei film statunitensi è aumentato del 17,28% e la quota di mercato del cinema USA (177 film importati, 8 in più del 2005) è salita dal 53,78% del 2005 al 61,94%. In televisione sono stati trasmessi 2293 film americani su un totale di 4078 (56,1%).
L'ITALIANO, LINGUA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA (E DEL DOPPIAGGIO)
Roma, marzo 2007L’Europa di oggi si basa sul multiculturalismo e quindi sulla pluralità delle lingue: per tale motivo diversi Paesi europei hanno voluto inserire nelle loro Costituzioni un preciso riferimento alla lingua "ufficiale". Anche l'Italia sta seguendo l'esempio di Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria, Irlanda e Finlandia. Infatti, a seguito di un dibattito - protrattosi per numerose sedute - il 28 marzo 2007 la Camera dei deputati ha approvato il testo unificato della proposta di legge costituzionale che, modificando l’articolo 12 della Costituzione, riconosce l’italiano quale lingua ufficiale della Repubblica. Il testo, approvato con 361 sì, 75 no, 28 astenuti, ora passa al Senato. L’articolo 12 della Costituzione fa solo riferimento alla bandiera italiana, ma si prevede di aggiungere il seguente testo: "L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali". Era ora. Speriamo che ne trarrà beneficio l’italiano parlato nel doppiaggio, visto lo stato in cui si trova. Tanto per fare un esempio, forse la RAI si sentirà maggiormente motivata alla tutela della lingua nazionale, smettendola così di fare gare al ribasso, e inserendo nel settore dell’edizione dei programmi d’acquisto funzionari debitamente preparati che siano quanto meno in grado di discernere il bene dal male.
DOPPIAGGIO MOLTO ORIGINALE E DIVERTENTE
Roma, febbraio 2007Buena Vista cerca un esercente in grado di doppiare un dinosauro nel cartone I Robinson. Il direttore marketing Kristin Greiner ha dichiarato: «Si tratta di un’idea molto originale e divertente che credo non sia mai stata realizzata in Italia». E crede bene: finora il doppiaggio era affidato a professionisti. Gliene suggeriamo una migliore: cercare un dinosauro in grado di doppiare un esercente.
IL DOPPIAGGIO IN FRANCIA
Parigi, gennaio 2007Più di duecento autori, insieme a doppiatori, direttori di doppiaggio e rappresentanti delle imprese e dei distributori si sono incontrati alla Giornata professionale organizzata dalla Sacem, la società di gestione collettiva dei diritti degli autori audiovisivi francesi. Due tavole rotonde hanno affrontato il tema della libertà di scrittura concessa all’autore dell’adattamento e quello del futuro del doppiaggio di fronte ai cambiamenti del settore audiovisivo. Da parte degli autori è stata sottolineata, con numerosi esempi, la censura strisciante imposta ai dialoghisti su temi generali e anche su singole parole, che si esplicita con l’invito a edulcorare i testi secondo regole non scritte che vengono da interlocutori non meglio identificati. I rappresentanti della Buena Vista e di France 2 hanno negato ogni addebito, quindi gli adattatori francesi si chiedono se la situazione non sia frutto di una psicosi collettiva che affligge le reti televisive, le imprese e i direttori di doppiaggio. Ma il problema reale del doppiaggio francese è il degrado generale delle condizioni di lavoro, anche sul piano del riconoscimento professionale e dei compensi. Malgrado ciò, i dialoghisti francesi continuano ad amare il loro lavoro, e oltre a essere presenti nello Snac (Syndicat national des auteurs et des compositeurs, www.snac.fr), hanno ora fondato un’associazione di categoria autonoma, l'Ataa (Association des traducteurs/adaptateurs de l'audiovisuel, www.traducteurs-av.org).
MIKADO CAMBIA E RADDOPPIA
Roma, gennaio 2007Cambiano i vertici della Mikado. Dopo l’acquisto da parte della De Agostini anche delle loro quote, i soci fondatori Luigi Musini e Roberto Cicutto si dedicheranno esclusivamente al settore produttivo, mentre la distribuzione – i cui investimenti saranno raddoppiati – sarà guidata da Alessandro Usai e Francesco Melzi d’Eril.
IL CINEMA IN CASA
Roma, gennaio 2007Sky Italia ha raggiunto i 4 milioni di abbonati e (al 30 giugno 2006) 32 milioni di euro di profitto. Il 2006 si è chiuso in attivo anche per l’home video, che ha fatturato, solo per il sell, 415 milioni di euro, il 4% in più dell’anno precedente.
SALVATI DAL DOPPIAGGIO (O DALL’IGNORANZA?)
Roma, gennaio 2007Alla vigilia dell’uscita dell’atteso Borat, Osvaldo De Santis, presidente della Fox Italia, ha dichiarato a BoxOffice che «in Italia solo l’8% (stranieri compresi) sono in grado di capire i film in inglese, o almeno seguirne la storia. In questo senso siamo protetti dalla pirateria internazionale. Borat” è scaricabile su internet ma, non avendo ancora mixato il doppiaggio, la copia italiana non si trova».
DOPPIAGGIO CAPRESE
Capri, dicembre 2006Anche il festival internazionale di cinema "Capri, Hollywood", grande kermesse organizzata da Pascal Vicedomini, all’undicesimo anno di vita si è accorto del doppiaggio: il premio "Capri Arts Award – by Casinò di Venezia" 2006 è stato assegnato a Enzo Ghinazzi alias Pupo, "Rivelazione dell'anno" per il doppiaggio del film La gang del bosco". Auspichiamo che prima della dodicesima edizione a Capri giunga notizia che, senza nulla togliere al multiforme talento di Pupo, esistono centinaia di attori doppiatori professionisti di cui ci piacerebbeil mondo del cinema si accorgesse.
LA WARNER RISCHIA LA VERSIONE ORIGINALE
Los Angeles, dicembre 2006La Warner Bros. ha deciso di non doppiare Letters From Iwo Jima, l’ultimo film di Clint Eastwood. Il film verrà distribuito in giapponese sottotitolato in tutti i mercati.
INDAGINE SUL DOPPIAGGIO
Bruxelles, dicembre 2006La Direzione Generale "Società dell'Informazione e Media" della Commissione Europea ha assegnato a un consorzio guidato dal Media Consulting Group e dalla britannica Peacefulfish la realizzazione di uno studio sulle pratiche e i bisogni degli operatori nel campo del doppiaggio e della sottotitolazione nei 31 paesi partecipanti al programma MEDIA 2007. Lo studio si propone di agevolare la circolazione transnazionale delle opere in un contesto europeo in cui la produzione avviene in più di 20 lingue diverse. L'iniziativa è stata sollecitata a lungo anche dall'AIDAC (Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi), in particolare con l'obiettivo di organizzare un sistema distributivo delle opere cinematografiche italiane, doppiate nelle lingue di destinazione, su nuovi mercati, attraverso i nuovi sistemi di diffusione. I lavori avranno una durata di 10 mesi e inizieranno con una consultazione pubblica a inizio 2007.
PERDITE
Roma, dicembre 2006Si è spento, dopo una lunga malattia, Mauro Trentini. Era nato a Roma nel 1940 ed era considerato tra i migliori dialoghisti italiani, soprattutto per come riusciva a coniugare una grande sensibilità artistica con una precisione tecnica di altissimo livello. Tra i film da lui scritti ricordiamo Master & Commander, Larry Flint – Oltre lo scandalo, Gattaca, Pearl Harbor, Signs, Stuart Little, Scambio di identità, Voglia di ricominciare. Faceva parte dell’Aidac da oltre vent’anni e nel 2004 aveva ricevuto il premio Agave di cristallo come miglior dialoghista per il film Master & Commander.
PERDITE
Roma, novembre 2006Carlo Baccarini se ne è andato, a 76 anni. L’ultimo e forse il più grande patriarca del doppiaggio italiano lascia un vuoto incolmabile in chi lo aveva conosciuto e ne aveva apprezzato le grandi doti di correttezza e umanità. Era anche un grandissimo professionista e oltre ad aver guidato in modo intelligente e illuminato la CVD, aveva diretto il doppiaggio di una lunga lista di capolavori, tra cui molti di un altro romagnolo di eccezione, Federico Fellini, e interpretato una serie innumerevole di personaggi tra i quali vogliamo ricordare Parker in Alien, il dottor Broughton in Barry Lyndon, Gus Portokalos in Il mio grosso grasso matrimonio greco, Gongolo in Biancaneve e i Sette Nani, Barbalbero nella saga de Il Signore degli Anelli e soprattutto Hank, Orson Welles, nell'Infernale Quinlan. Era nato a Forlì il 13 marzo 1930.
TAUTOLOGIA INDUSTRIALE
Roma, ottobre 2006Malgrado l’industria del doppiaggio sia il fiore all’occhiello della capitale, l’eccesso di offerta industriale che si è sviluppato a partire dagli anni Ottanta ne mette a rischio la sopravvivenza. Lo affermano concordi Maurizio Ancidoni (presidente della società di doppiaggio CDC-Sefit Group) e Giulio Mezzanotte (segretario generale dell’UNITEC, Unione nazionale industrie tecniche cinematografiche e audiovisive) nell’utilissimo studio curato da Chiara Gelato "Sequenze romane. L’industria audiovisiva della Capitale nel paesaggio italiano ed europeo". «Questo settore – sostiene Mezzanotte – soffre di una frammentazione imprenditoriale molto evidente, che ha un effetto disastroso sull’intera industria del comparto». La conseguenza inevitabile del «massacro» causato dalla competizione al ribasso – aggiunge Ancidoni – «è stata quella di individuare un modo di abbattere i costi ed ottimizzare l’intera filiera produttiva». Per dare un’idea dell’applicazione di questa brillante strategia basti sapere che il ricavo delle industrie tecniche del doppiaggio (secondo i dati Unitec) è passato dagli otto milioni di euro del 2002 ai sei e mezzo del 2004.
PROMOZIONE: FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO?
Venezia, settembre 2006Malgrado lo Stato continui a stanziare fondi per la promozione, il cinema italiano all’estero rimane quasi invisibile, con incassi molto bassi e quote di mercato, specie negli Usa, inferiori all’1%. È quanto è emerso dal dibattito "Italian Films in the Global Context", organizzato alla Mostra del cinema di Venezia dal critico di Variety” Peter Cowie. Nel 2006 il Ministero per i beni culturali ha sovvenzionato la promozione per più di un milione di euro. Per doppiare un film italiano in inglese ne basterebbero 45mila, e potrebbe arrivare a più di un miliardo di spettatori.
PROMESSE MANTENUTE
Milano, settembre 2006L’Univideo ha riconosciuto la fondatezza della richiesta avanzata dall’AIDAC di inserire nei DVD il nome dell’autore della versione italiana dei dialoghi.
VIA LA LINGUA DAGLI OSCAR
Los Angeles, agosto 2006Pressata dalle polemiche seguite alla esclusione dagli Oscar di Private, l’Academy of Motion Picture Arts & Science ha stabilito che i dialoghi delle pellicole straniere selezionate potranno essere in tutte le lingue e non più in quella del paese di produzione.
GLI OSCAR DEL DOPPIAGGIO 2006
Finale Ligure, 30 settembre 2006Voci nell’ombra, giunto alla decima edizione, ha assegnato anche quest’anno i premi al doppiaggio. Durante il gala di premiazione è stato proiettato il corto Tutto brilla doppiato in inglese, già presentato alla Casa del cinema di Roma il 15 settembre. Per conoscere i nomi dei vincitori e leggere una relazione completa cliccate qui.
VOCI NELL’OMBRA COMPIE 10 ANNI
Roma, 30 settembre 2006Il festival del doppiaggio di Finale Ligure giunge quest’anno alla decima edizione. La premiazione si svolgerà il 30 settembre prossimo. Queste le nomination: per la categoria "miglior direzione e doppiaggio generale" Rodolfo Bianchi (Il suo nome è Tsotsi), Carlo Cosolo (Untitled 93), Filippo Ottoni (Crash – Contatto fisico); per la categoria "miglior voce maschile" Roberto Chevalier (Philip Seymour Hoffman in Capote – A sangue freddo), Alessio Cigliano (Heath Ledger in I segreti di Brokeback Mountain), Oreste Rizzini (Bill Murray in Broken Flowers); per la categoria "miglior voce femminile" Angiola Baggi (Felicity Huffman in TransAmerica), Barbara De Bortoli (Penelope Cruz in Volver), Marzia Ubaldi (Judi Dench in Lady Henderson presenta).
» Comunicato comprende le altre candidature [web]
Italian "Short, sweet & dubbed"
Roma, 15 settembre 2006L'AIDAC (associazione italiana dialoghisti adattatori cinetelevisivi), in collaborazione con la Scuola superiore per interpreti e traduttori di Forlì e il Centro linguistico di ateneo dell'università degli studi di Trieste, l'Università di Durham, la SIAE, il festival del doppiaggio Voci nell'Ombra, il SAI (Sindacato attori italiani) e aSinc allo scopo di valutare se sia possibile innescare un processo di doppiaggio sistematico delle opere audiovisive italiane che le renda davvero esportabili sul mercato mondiale, organizza il primo programma sperimentale di doppiaggio in lingua inglese di alcuni cortometraggi italiani al fine di organizzare uno studio statistico sul gradimento del pubblico di lingua inglese delle opere cine-audiovisive doppiate.
» Brochure [PDF]
» La nostra relazione [web]
PERDITE
Lucca, 13 settembre 2006Cesare Barbetti non c’è più. Rimasto vittima di un grave incidente stradale mentre andava a ritirare a Carrara il Leggio d’oro, un premio alla carriera, si è spento alle 13 all'ospedale Campo di Marte di Lucca, dopo un’operazione. Era nato a Palermo nel 1930 e aveva iniziato la sua carriera di attore a soli quattro anni nel film Il cappello a tre punte di Mario Camerini. Aveva interpretato ruoli di rilievo nel cinema, nel teatro e in importanti sceneggiati televisivi, era uno dei più noti e stimati direttori di doppiaggio, ed era soprattutto un doppiatore raffinatissimo. Aveva dato voce italiana alle interpretazioni di Robert Redford, Kevin Kline, Steve Mc Queen, Robert Duvall, Steve Martin e Warren Beatty e molti altri in film che hanno fatto la storia del cinema e del doppiaggio, tra cui: La stangata, Il Padrino, Butch Cassidy, Tutti gli uomini del presidente, I tre giorni del condor, A piedi nudi nel parco, Papillon, Lassù qualcuno mi ama, Roxanne, Dick Tracy, Un pesce di nome Wanda, Come eravamo, Il grande Gatsby, I signori della truffa, Spy Game, I tre moschettieri, Assassinio sull'Orient Express, Elephant Man, Figli di un dio minore, Quei bravi ragazzi, La mia Africa.
PERDITE
Roma, 9 agosto 2006Dopo una lunga malattia, Gianfranco Bellini – una delle voci storiche del doppiaggio italiano – se ne è andato. Era nato a Palermo nel 1924 e aveva iniziato a lavorare giovanissimo nel cinema, per poi passare al teatro, alla radio e alla televisione. Noto per aver dato la voce al computer HAL 9000 nella versione italiana di 2001 - Odissea nello spazio di Stanley Kubrik, vogliamo ricordarlo tra le centinaia di ruoli, anche per aver interpretato Roman Polanski in Chinatown e Gerard Philippe in Il diavolo in corpo, e soprattutto per la prima splendida versione de Il Grande Dittatore in cui doppiò Charlie Chaplin.
UN NUOVO CORSO PER L’ANICA
Roma, luglio 2006I distributori cinematografici aderenti all’Anica (sono intervenuti rappresentanti della Sony Ent., Fox, Eagle Pic., Medusa e UIP) hanno incontrato le rappresentanze sindacali dei professionisti del doppiaggio con l’obbiettivo di sottoscrivere il Protocollo di intesa attraverso il quale la cosiddetta committenza – il vero datore di lavoro che immette sul mercato circa 300 film l’anno – riconosce il Contratto nazionale che regolamenta il settore. Tale documento, che era stato già sottoscritto il 5 aprile dalle emittenti televisive Rai, Mediaset, Sky e FX, contiene la seguente significativa dichiarazione di principio: "Le parti hanno congiuntamente sottolineato l’importanza che rivestono le emittenze televisive nell’ambito della crescita culturale nazionale. In tale contesto è stato inoltre evidenziato il rilevante ruolo svolto dal doppiaggio nel garantire il rispetto delle opere originarie, nella mediazione culturale, nel mantenere e veicolare il nostro patrimonio linguistico e nel contribuire nella formazione lessicale delle nuove generazioni. Tali finalità non hanno possibilità di essere conseguite se non vi è il pieno riconoscimento del legame che vincola la qualità del prodotto alla professionalità delle aziende e delle figure contrattuali impegnate, nel pieno rispetto di norme e procedure previste per lo svolgimento del lavoro".
L’accordo prevede inoltre che l’Anica porti a compimento la certificazione delle aziende di doppiaggio secondo le norme Uni-Iso e infine che le aziende di distribuzione riportino i nominativi dei professionisti che contribuiscono alla realizzazione del doppiaggio su ogni tipo di supporto.
Le delegazioni si sono lasciate con reciproca soddisfazione, dandosi appuntamento a settembre per la ratifica, che rappresenterà il completamento definitivo del Ccnl in vigore.
I PRODUTTORI ITALIANI ELEGGONO IL LORO NUOVO PRESIDENTE
Roma, giugno 2006Riccardo Tozzi, presidente della Cattleya, è stato eletto alla presidenza dell’Unione produttori, aderente all’Anica. Il successore di Aurelio De Laurentiis ha dichiarato che la sua presidenza lavorerà per rafforzare il dialogo con il mondo della produzione cinematografica e televisiva esterno alla Confindustria e per aprirne uno con gli autori.
AI CONFINI DELLA REALTÀ
Roma, giugno 2006La struttura Innovazione e Prodotto della Rai ha deciso di doppiare un film muto. Un manipolo di doppiatori (tra gli altri, Gianni Musy, Paolo Lombardi, Ennio Coltorti, Aurora Cancian) si avventurerà nell’esperimento: doppiare I promessi sposi di Mario Bonnard, del 1923. Dopo la colorizzazione, forse questa era rimasta l’ultima frontiera.
talents. un vizio persistente
Roma, giugno 2006Il cast di voci del prossimo cartone Disney-Pixar, Cars – Motori ruggenti, a parte Massimiliano Manfredi e Pino Insegno, è interamente composto di celebrità che non hanno nessuna dimestichezza né con il doppiaggio né con la recitazione: Sabrina Ferilli, i piloti Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli, Alex Zanardi ed Emanuele Pirro, i giornalisti sportivi Gianfranco Mazzoni, Ivan Capelli e Giovanni Di Pillo.
GOOD NEWS IN UNIVIDEO
Milano, maggio 2006Nel 2005 sono stati venduti in Italia più di 40 milioni di DVD, il 33% in più dell’anno precedente. Attualmente il florido mercato dei DVD sfiora il miliardo di euro. In un’intervista rilasciata al periodico "Cinema video", Davide Rossi, presidente di Univideo (Unione italiana per l’editoria audiovisiva) ha sensatamente dichiarato: «Credo che il DVD sia uno strumento perfetto per esportare il cinema e la televisione italiana all’estero superando agilmente le barriere linguistiche. Un perfetto strumento per la fusione di cultura e business». Per leggere l’intervista di aSinc a Davide Rossi cliccate qui.
GLI UCRAINI CONTRO IL DOPPIAGGIO
Kiev, 28 aprile 2006Dopo essersi visti negare il finanziamento statale, i distributori cinematografici ucraini hanno intentato una causa contro il governo perché non venga applicata la risoluzione che dal 1 settembre 2006 li obbligherebbe a doppiare, a proprie spese, i film stranieri. Secondo i distributori, la misura provocherebbe grosse perdite economiche per tutto il settore, in quanto il 60% dell’incasso delle sale (che nel 2005 è stato di 35 milioni di dollari) viene da città dove si parla russo. La principale difficoltà, però, è la mancanza in Ucraina di competenze specifiche e di un’industria del doppiaggio. Il giornalista Tom Birchenough, nel commentare il fatto sulla rivista americana "Variety", afferma che questo atteggiamento è negativo per Hollywood, in quanto tutte le ricerche condotte hanno dimostrato che il pubblico non ama vedere i film sottotitolati. Vale anche per gli americani?
IL CINEMA COSTA. E IL DOPPIAGGIO?
Roma, 30 marzo 2006Per la campagna marketing del Codice Da Vinci la Sony ha investito 4,5 milioni di euro. Il film, che uscirà in Italia il 19 maggio prossimo, è costato 125 milioni di dollari e il suo incasso in sala è stimato per l’Italia in 25 milioni di euro.
UN PREMIO AI DIALOGHI: L’AGAVE DI CRISTALLO
Lerici, 18 marzo 2006Si è svolta a Lerici la seconda edizione del premio "Agave di cristallo", dedicato ai dialoghi cinematografici italiani e stranieri. Per la sezione "dialoghi stranieri" il premio viene assegnato all’adattatore italiano; quest’anno sono risultati vincitori: l’adattatore ignoto del Dottor Stranamore, ex aequo con Elettra Caporello per Harry ti presento Sally. Il premio alla migliore frase dell’anno è andato a Lorena Bertini, adattatrice italiana di Million dollar baby, di cui potete leggere la nostra recensione cliccando qui.
NIENTE DOPPIAGGIO… SIAMO INGLESI
Bradford, 17 marzo 2006David Nicholas Wilkinson, fondatore della Guerrilla Film, si aggiunge al coro di produttori e registi inglesi favorevoli al doppiaggio, pratica inesistente nel mercato anglofono: «Il nostro box office è dominato dal cinema americano più di ogni altro territorio europeo. Vedremo al massimo una ventina di film non inglesi né americani l’anno. Qui si doppiano i film solo quando vanno in televisione; per questo è difficile pensare che il cinema francese, tedesco o italiano abbiano successo da noi».
Meglio tardi che mai
Roma, 28 marzo 2006A vedere gli articoli pubblicati, i convegni organizzati e la documentazione che gira per la rete sono circa una dozzina di anni che l’Aidac (associazione dialoghisti adattatori cinetelevisivi – www.aidac.it) sottolinea che l’unico modo per salvare la cinematografia italiana dall’emarginazione è quello doppiare i nostri film, soprattutto per il mercato di lingua inglese che consiste in circa un miliardo di potenziali spettatori. Bè, a quanto pare repetita juvant, visto che il ministro Buttiglione il 28 marzo nel presentare un progetto per doppiare alcuni film italiani ha detto: "Il cinema è portatore di lingua e cultura, non è una merce come le altre e, in questo senso, bisogna creare delle figure atte a ruoli specifici. Miriamo a costruire al livello europeo una direttiva sul cinema, almeno per quanto riguarda il doppiaggio, e per farlo abbiamo bisogno di realizzare una compenetrazione più forte tra le industrie europee, tra le quali devono esserci processi sinergici. Abbiamo un'altissima produttività cinematografica, più alta di quanto non venga sfruttata. Ma in questo, come in altri settori artigiani, abbiamo problemi nella trasmissione e rischiamo di perderci. Questo progetto cerca di evitare che ciò accada." Tra i titoli che dovrebbero essere doppiati sembra ci siano: Manuale d'amore di Giovanni Veronesi, La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, Viaggio segreto di Roberto Andò e il prossimo film dei Vanzina. Perplime solo la scelta delle lingue in cui saranno doppiati: hindi e polacco. Chissà, forse il mercato inglese fa paura e fa affiorare il complesso di inferiorità a chi ne soffre.
SOTTOTITOLARE O DOPPIARE? QUESTO È IL PROBLEMA
Los Angeles, 14 febbraio 2006Gli americani non amano i sottotitoli. Questo è quello che affermano i distributori statunitensi alla luce dei bassi risultati dei film da loro importati. L’anno scorso solo dieci film stranieri hanno superato il milione di dollari di incasso e questo ha portato a una diminuzione degli acquisti; nel 2005, dei 54 film stranieri che sono stati nominati per l’Oscar, solo 12 hanno trovato una distribuzione negli Usa, rispetto ai 19 del 2004. Per i distributori questo calo di interesse, e quindi di investimenti, è dato dal fatto che la gente non vuole leggere al cinema e che per invertire questa tendenza è necessario doppiare i film stranieri in inglese. Sembra una decisa inversione di tendenza rispetto alla tesi da sempre sostenuta al di là dell’oceano per cui le persone anglofone non tollererebbero vedere i film doppiati in quanto troppo attenti al movimento delle labbra. In attesa di decidere il da farsi, si sperimentano nuove modalità di lettura: il film russo “Night watch” – una storia di vampiri ambientata a Mosca - è stato sottotitolato con un nuovo sistema sperimentale che consiste nel far apparire il sottotitolo non più secondo lo schema classico in basso al centro del fotogramma, ma un po’ come nei fumetti: ogni qual volta il personaggio parla appare, sotto o sopra di lui, o a tutto campo, in rosso e con caratteri variabili in funzione del pathos, quello che dice, come se le parole fossero parte integrante dell’immagine. La Fox-Searchlight che ha collaborato a questo esperimento afferma che non si tratta di un sistema applicabile a ogni film, ma solo di un espediente per aggiungere potenzialità a certi prodotti. Sta ora ai distributori valutarne la funzionalità.
PERDITE
Roma, 3 febbraio 2006Si è spenta a Roma l'attrice Angiolina Quinterno. Attrice di teatro, aveva lavorato con Paolo Poli, Alberto Lionello, Lina Wertmuller e Valeria Valeri; aveva anche lavorato in molti sceneggiati televisivi e radiofonici ed era inoltre un’eccellente doppiatrice; aveva dato la voce a molte attrici, tra cui: Faye Dunaway, Diane Keaton, Ann Margret, Madaleine Kahn e Shirley McLaine, e a molti personaggi in film di animazione, da Gli Aristogatti, a Il Gobbo di Notre Dame, a Wallace & Gromit.
ANDIAMO AL CINEMA
Roma, 8 marzo 2005Secondo i dati sulla produzione e sulla distribuzione cinematografica in Italia diffusi dall’Anica, il 2005 ha visto un incremento di incassi di 15 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Malgrado il calo degli investimenti (i 98 film prodotti – 36 in meno del 2004 – segnano il minimo storico dal 2001), la quota del nostro cinema in sala ha guadagnato il 24,7%.
IMMISSIONI ALL’ISTITUTO LUCE
Roma, 22 febbraio 2006Il Consiglio d'amministrazione di Cinecittà Holding ha nominato i nuovi vertici dell'Istituto Luce: l'avvocato Flavio De Luca prende il posto di Andrea Piersanti alla presidenza, mentre nel consiglio di amministrazione Maria Calò sostituisce Pietro Melograni. Luciano Sovena è stato riconfermato amministratore delegato. Flavio De Luca è docente di diritto amministrativo e capo della segreteria tecnica del ministro Udc della funzione pubblica Mario Baccini (anche candidato a Sindaco di Roma), Maria Clò è presidente dell’Udc di Taranto.
ANDIAMO AL CINEMA
Berlino, 14 febbraio 2006Secondo l’annuario statistico European Cinema Yearbook, il 2005 si è chiuso con 100 milioni di spettatori in meno nell'Europa occidentale (con un calo dell'11%) e 101 in quella orientale (- 19%). L’Italia, grazie al successo di film come Natale a Miami, Ti amo in tutte le lingue del mondo, La tigre e la neve e La bestia nel cuore ha perso solo il 9% degli spettatori, vedendo aumentare la quota di mercato nazionale a scapito del cinema di origine statunitense.
I NUMERI DEL DVD
Milano, 10 febbraio 2006Secondo i primi dati analizzati e diffusi dall'ufficio studi di Univideo, sono oltre 40 milioni di pezzi i Dvd venduti nel corso del 2005, con un incremento del 33% rispetto al 2004. Altro dato significativo è la diminuzione del prezzo medio, sceso del 21%.
NASTRI D’ARGENTO
Roma, 7 febbraio 2006Il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani ha assegnato anche quest’anno i nastri d’argento. Per il doppiaggio, sono stati premiati gli attori-doppiatori Adalberto Maria Merli, voce di Clint Eastwood in Million Dollar Baby e Alessandra Korompay, voce di Juliette Binoche in Niente da nascondere. Anche quest’anno non sono stati presi in considerazione gli autori dei dialoghi italiani.
A SCUOLA DI DOPPIAGGIO IN INDIA
Thiruvananthapuram, 6 febbraio 2006Aperta la Vismaya's School of Voice Designing and Presentation, la prima scuola per attori doppiatori dell’India. I corsi, aperti a 40 studenti divisi in due classi, avranno la durata di 140 ore e avranno una forte connotazione pratica.
MIGLIORI SCENEGGIATURE USA
Los Angeles–New York, 4 febbraio 2006Il Writers Guild of America, il sindacato degli sceneggiatori americani, ha assegnato i premi alle migliori sceneggiature del 2005. I segreti di Brokeback Mountain si è aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura non originale, scritta da Larry McMurtry & Diana Ossana, mentre Crash, scritto da Paul Haggis & Bobby Moresco, quello per la migliore sceneggiatura originale.
ELEZIONI ANICA
Roma, 3 febbraio 2006Paolo Ferrari, presidente di Warner Bros. Italia, succede a Gianni Massaro alla guida dell’ANICA, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali. Eletto all’unanimità per il biennio 2006-2007, il neo-presidente ha dichiarato: «Il mio impegno specifico sarà di cambiare lo Statuto e traghettare l’ANICA verso l’adeguamento della sua struttura alle nuove e mutate esigenze del mercato, con la massima attenzione all’industria nazionale dell’audiovisivo ed al prodotto italiano». Per la prima volta, il presidente dell’ANICA viene dal mondo delle major: siamo certi che sarà in grado di capire l’importanza del doppiaggio nell’industria culturale.
LEGALIZE DOWNLOAD
Londra, 30 gennaio 2006La Warner Bros. ha annunciato di voler iniziare a vendere film e programmi TV in Germania, Austria e Svizzera usando una rete peer-to-peer. L’iniziativa ha il fine di arginare il download illegale: solo nella prima metà del 2005, in Germania un milione e settecentomila utenti di internet hanno scaricato illegalmente 11,9 milioni di film. Il nuovo servizio partirà a marzo, si chiamerà In2Movies e permetterà di scaricare una selezione limitata di film e di trasmissioni televisive della Warner Bros., inclusi Batman Begins e The O.C., da server centrali e da altri utenti che hanno i file desiderati.
NEURODOPPIAGGIO
Milano, 19 gennaio 2006Oreste Lionello, che sta doppiando Woody Allen in un’intervista a Bonolis per il programma “Il senso della vita” ritiene opportuno farci conoscere la sua Weltanshaung, che evidentemente si discosta da quella appena espressa dall’intervistato, il quale si è dichiarato ateo. Con un colpo di mano, anzi di laringe, usa gli ultimi istanti di intervista per dirci, con la stessa voce usata fino a un attimo prima per doppiare Allen e in perfetto sincrono labiale, che lui-Lionello invece in Dio ci crede, e che per l’esattezza è cattolico. L’abuso è completo quando un messaggio in sovraimpressione informa che «Lionello ha deciso di prendere le distanze da tutto ciò che ha detto Woody Allen». Si attende una dissociazione di Woody Allen dalla sua voce italiana (per inciso, Lionello, all’indomani della notizia della relazione tra Allen e la sua figlia adottiva, giurò di non prestargli più la voce, ma non ha mantenuto il giuramento, cosa grave per un cattolico).
TALENTS PER BENEFICENZA
Torino, 18 gennaio 2006La Mondo Home Entertainment conta sulle voci di Alessio Boni e Maria Grazia Cucinotta per il successo del cartone Felix, il coniglietto giramondo. Alle annose polemiche sull’uso e abuso dei “talents” nel doppiaggio risponde sul nascere lo “scopo benefico” dell’iniziativa: il 5% dei ricavi delle sale più 1 euro per ogni VHS e DVD venduti saranno devoluti al progetto Unicef Uniti per i bambini, uniti contro l’Aids. Un’altra buona notizia: il doppiaggio non è un elemento indifferente per gli incassi.
PROMESSE
Capri, 2 gennaio 2006Claudio Sorrentino, membro neoeletto del consiglio di amministrazione di Cinecittà Holding, durante il festival “Capri, Hollywood” ha comunicato «Siamo stati recentemente in India dove abbiamo stretto un accordo per ridoppiare un film di Franco e Ciccio nelle lingue locali. Ed è solo il primo passo». In effetti, fin dalla sua nomina, il ministro Rocco Buttiglione ha affermato più di una volta la sua ferma intenzione di esportare il cinema italiano all’estero doppiato nelle altre lingue. Attendiamo ansiosi i passi successivi.
IMMISSIONI A CINECITTÀ
Roma, 20 dicembre 2005Nuovo consiglio d'amministrazione a Cinecittà Holding. Confermati il presidente Carlo Fuscagni e i consiglieri Giovanni Galoppi (anche presidente di AIP-Filmitalia) e Francesco Ventura (ministero dei Beni e delle Attività Culturali), entrano Sandro Abeille, Massimiliano Converti, Roberta Lubich, Guido Pugliesi, Claudio Sorrentino, Massimo Condemi, indicato come amministratore delegato. Confermato il direttore generale Alessandro Usai.
CATALOGHI ECCELLENTI
Glendale - CA, 12 dicembre 2005La DreamWorks di Steven Spielberg passa alla Paramount, divisione cinematografica di Viacom, che acquisisce così un listino di sessanta titoli, più le produzioni già pianificate o in corso. Finisce così la storia, costellata di grandi successi alternati a flop, della casa di produzione nata come alternativa alle major.
GRAN GALA DEL DOPPIAGGIO
Roma, 10 dicembre 2005Durante Romics – Festival del fumetto e dell’animazione, si è svolto al Teatro Palafiera della Fiera di Roma il Gran Gala del doppiaggio. Come ogni anno, sono stati assegnati i premi Romics Dd alle migliori voci del doppiaggio italiano. Potete avere tutte le notizie sui premiati cliccando qui.
PERDITE
Roma, 6 dicembre 2005Scompare improvvisamente a soli 59 anni Michele Alghisio, uno dei più noti ed apprezzati professionisti del doppiaggio italiano. Era stato membro del Consiglio Direttivo dell’AIDAC, socio dell’ANAD ed era attualmente membro della Commissione paritetica di garanzia del doppiaggio. Dialoghista e direttore di doppiaggio, univa un grande talento artistico a una consolidata conoscenza tecnica. Proveniva dal mondo del giornalismo, era un raffinatissimo musicologo ed era giunto al doppiaggio grazie al suo amore per il cinema, nel quale aveva lavorato per anni.
DOPPIATORI ECCELLENTI
Roma, 2 dicembre 2005Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha accettato di doppiare il suo omologo Rino il tacchino nel film di natale Chicken little. L’eccezionale prestazione è costata alla Buena Vista 10.000 €, devoluti dal sindaco a un’associazione che si occupa di bambini down. Due buone notizie per il doppiaggio: la prima è che il doppiaggio può servire anche a far del bene; la seconda è che dispone di risorse maggiori di quel che sembri: la stessa prestazione, a un doppiatore professionista retribuito secondo il minimo contrattuale, sarebbe stata pagata 67 € per la presenza al turno più 2,14 € per ogni riga recitata.
DIMISSIONI A CINECITTÀ
Roma, 29 novembre 2005Il Consiglio di amministrazione di Cinecittà Holding – che avrebbe raggiunto la sua scadenza naturale il 31 dicembre – ha rimesso il proprio mandato. La decisione, dicono i consiglieri, è stata determinata “dalla precisa volontà di consentire al Ministro per i beni e le attività culturali, che esercita i diritti dell'azionista, di disporre liberamente della carica alla luce del nuovo indirizzo”.
IL DOPPIAGGIO SI (AUTO)CONTROLLA
Roma, 23 novembre 2005Durante l’ultima riunione della CPG (Commissione paritetica di garanzia per l’applicazione del contratto nazionale del doppiaggio) è stato deciso di iniziare la raccolta dei dati per la costituzione degli elenchi dei professionisti e delle imprese che dichiarano di rispettare il Contratto collettivo nazionale di lavoro. Per ulteriori informazioni si può leggere la circolare dell’AIDAC cliccando qui.
SONO UN PIRATA, SONO UN DOPPIATORE
Los Angeles, 22 novembre 2005Nove associazioni di produttori cinematografici, musicali, informatici e librari statunitensi scrivono all’ambasciatore italiano negli Usa per protestare contro la legge “ex Cirielli” che, abbreviando i tempi di prescrizione dei procedimenti penali, impedirà di processare i responsabili della pirateria. Le major ricordano all’Italia che “una nazione è davvero competitiva se mantiene alto il livello di protezione del diritto d’autore”. Nel riportare la notizia, il quotidiano “la Repubblica” attribuisce la responsabilità della pirateria cinematografica a “persone che lavorano nelle sale di doppiaggio o negli stabilimenti di produzione”.
ANDIAMO AL CINEMA?
Roma, 9 novembre 2005Da una ricerca condotta dal Dipartimento di sociologia della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma per l’AGIS, risulta che gli spettatori italiani scelgono i film da vedere al cinema basandosi sul passa-parola, che riesce a spostare fino a 10 punti il gradimento di un film. Il principale motivo di insoddisfazione per gli spettatori è il costo dell’operazione “spostamento al cinema”, che diventa proibitivo se al prezzo del biglietto si aggiungono benzina, parcheggio e pop-corn.
ANDIAMO AL CINEMA
Roma, 4 novembre 2005Apprendiamo dall’Annuario statistico dell’Istat 2005 che il cinema continua a essere l’intrattenimento culturale preferito dagli italiani. La percentuale di chi è andato al cinema almeno una volta nel 2004 è cresciuta dall’anno precedente dal 48,1% al 50,7%. Seguono a distanza sport (28%), mostre e musei (27,6%), discoteche (25,3%) e concerti (8,9%).
TRA TESTO E IMMAGINE. IL PUNTO DELLA RICERCA SU L’ADATTAMENTO PER LO SCHERMO
Forlì, 27-29 ottobre 2005Il convegno “Between Text and Image. Updating Research in Screen Translation”, organizzato dall’Università di Bologna – Dipartimento di studi interdisciplinari su traduzione, lingue e culture di Forlì con il contributo dell’AIDAC, di ESIST (European Association for Studies in Screen Translation) e della FIT (Federazione internazionale traduttori), ha fatto il punto sugli studi di traduttologia dedicati alla trasposizione delle opere audiovisive. Le relazioni degli studiosi provenienti da tutto il mondo hanno affrontato la questione della qualità nella traduzione dell’audiovisivo, hanno fatto il punto sulla creazione di corpora e banche dati di materiali originali e doppiati, hanno analizzato le interferenze tra lingua parlata e lingua del doppiaggio, hanno approfondito la prassi traduttiva dei film multilingue. Accanto alle sessioni ufficiali, due tavole rotonde: nella prima, operatori del doppiaggio hanno presentato la loro esperienza facendo il punto sul rapporto tra professione e mercato; nella seconda, rappresentanti delle maggiori imprese di sottotitolaggio hanno parlato dello sviluppo del settore.
OSCAR, UN PREMIO PER TUTTE LE NAZIONI
Los Angeles, ottobre 2005L’esclusione dalla corsa all’Oscar come miglior film straniero per Private di Saverio Costanzo e Caché di Michael Haneke – in quanto non girati rispettivamente in italiano e in tedesco – ha sollevato una accesa polemica sulla stampa sulle regole di ammissione che – a dire di molti produttori – ormai obsolete, penalizzerebbero il cinema non statunitense impedendogli di concorrere al premio. Fermo restando quanto affermato da uno dei responsabili della selezione, e cioè che le regole sono le stesse di sempre e che non possono essere certo cambiate in corsa, e che comunque l’esclusione ha portato sui due film un‘attenzione enorme da parte del pubblico, attenzione – va doverosamente aggiunto - che altrimenti non avrebbero mai avuto, a questo punto va fatta una considerazione, anche in vista di una eventuale revisione del regolamento: se non è la lingua in cui il film è girato, chi e/o cosa assegnano alla pellicola la “nazionalità”? Il luogo di nascita del regista? Dello sceneggiatore? Del produttore? E allora perché non accettare film doppiati? Già, ma in quale lingua? Quella del regista? Dello sceneggiatore? Del produttore? Degli attori? E allora perché non doppiarli tutti in inglese, visto che è la lingua dell’Oscar?
Notizie sindacali
Roma, 20 ottobre 2005Le tariffe minime del Contratto collettivo nazionale del doppiaggio concordato dalle organizzazioni sindacali e dalla rappresentanza delle imprese di doppiaggio aumentano del 3%. Di conseguenza il compenso minimo (le cifre sono arrotondate) di un rullo di adattamento per un film passa da 229 a 236€, per un telefilm, da 212 a 218€, per un cartone animato, da 167 a 172€, e quello dei documentari da adattare in oversound passa da 80 a 83€. Il compenso minimo a turno del direttore di doppiaggio passa da 151 a 156€ e quello dell’assistente arriva a 92€. Gli attori doppiatori invece vedono arrivare il compenso minimo per il turno di tre ore a 67€, mentre l’escursione del compenso minimo per ogni riga è da 2,14€ per un film a 1,43€ per una telenovela.
Assegnati gli “Oscar del doppiaggio”
Finale Ligure, 20 settembre 2005Si è svolta la nona edizione del festival nazionale del doppiaggio cinetelevisivo “Voci nell’ombra”. Oltre alla premiazione dei vincitori, la tavola rotonda “La crisi del doppiaggio: un fenomeno solo italiano?” ha analizzato la situazione del doppiaggio in Italia e in Francia. Per conoscere i nomi dei vincitori e leggere una relazione completa cliccate qui.
Tradurre voci, tradurre voci locali
Rieti, 17-18 settembre 2005Si è svolto il convegno “Tradurre voci, tradurre voci locali. Il doppiaggio: meta-lingua del cinema e dell’audiovisivo europei” (organizzato da: Università di Leeds, Università “La Sapienza” di Roma, Aidac, Siae e Ministero dei beni culturali). Tra i temi affrontati: il confronto fra teorici e professionisti della traduzione, la diversità culturale, il bisogno di un codice deontologico e di regole certe, la necessità di utilizzare il doppiaggio per accrescere la capacità di circolazione del cinema europeo. Per leggere il resoconto di Lucia Bistoncini, direttore della sezione cinema della Siae, cliccate qui.
Andiamo al cinema
Milano, 14 settembre 2005Su iniziativa di Upa, Assocomunicazione, Unicom, Fep, Acec, Anec e Anem è nata Audimovie, istituto per la rilevazione quantitativa e qualitativa degli spettatori, che si pone l’obbiettivo di fornire al mercato pubblicitario dati dettagliati sulla frequenza del pubblico nelle sale. Chissà se nell’ambito dei criteri di valutazione – oltreché sulla freschezza del pop corn – sarà posto anche un indice di gradimento del doppiaggio.
Los Angeles: dobladores cercansi
Burbank - CA, 8 settembre 2005La rete americana ABC doppierà in spagnolo le serie Desperate housewives e Lost, per poterne permettere la visione ai 41 milioni di ispano-americani per i quali la lingua è stata finora una barriera e che rappresentano un nuovo appetibile pubblico. Dopo le due serie, ABC doppierà lo sceneggiato La vita di Giovanni Paolo II e i film Pirates of the Caribbean e Prova a prendermi. CBS risponde trasmettendo in spagnolo la soap Beautiful.
Cataloghi eccellenti
Londra, 7 settembre 2005La Uip – joint-venture tra Paramount e Universal nata nel 1981 – a partire dal 2007 non sarà più operativa in 15 dei 35 territori attualmente coperti dalla distribuzione congiunta. In Italia agirà solo Universal, che manterrà anche la distribuzione internazionale dei titoli DreamWorks, in attesa – a quanto pare – di acquisirla definitivamente. Al 1° settembre (prima quindi dell’uscita di Madagascar) la Uip deteneva il primato di incassi sul mercato italiano, con più di 81 milioni e mezzo di euro, pari al 22,1% dello sbigliettamento.
“La pellicola è morta”
Venezia, 6 settembre 2005Lo ha affermato Marco Muller, direttore della Mostra del cinema di Venezia al forum Il triangolo della cinematografia: arte, tecnologia e business. Alessandro Tizian, responsabile Anec – Associazione nazionale esercenti cinematografici – per lo sviluppo digitale, conferma che entro tre anni si potrà arrivare a 150 grandi schermi digitali in Italia. L’unico ostacolo, per ora, è la mancanza di un accordo tra distributori ed esercenti su chi sosterrà il costo della trasformazione delle sale. I rappresentanti delle major della distribuzioni si dichiarano comunque disponibili a un confronto.
«Il mercato estero è fondamentale per il lancio dei film hollywoodiani», ammette Howard Lukk della Disney.
Diamo i numeri
Roma, settembre 2005Secondo i dati Cinetel, nella stagione 31/12/2004 – 1/9/2005 sono stati incassati in sala 369 milioni di euro. Prima in classifica la Uip, con 81 milioni e mezzo di euro (22,1% del mercato); seguono Medusa, che ha totalizzato 43 milioni di euro (11,9% del mercato) e Warner con 41,3 milioni (11,2%). In quarta posizione Buena Vista, con un incasso di 36 milioni e il 10% del mercato e, a seguire, Filmauro con 31,6 milioni (8,6%), 01 (30 milioni, 8,2%), Eagle (25 milioni, 7%), Fox (21 milioni, 5,8%), Sony Pictures (19,7 milioni, 5,3%), Bim (7 milioni, 2%).
Nuovi supporti
1 settembre 2005La Sony lancia in Italia la playstation portatite (Psp). L’oggetto consente di leggere film su un nuovo supporto video, l’Umd (universal media disc), potendo scegliere tra due colonne audio (originale e doppiata) e vari sottotitoli. In Giappone sono già stati venduti 600 mila Psp e negli Stati Uniti un milione nei primi due mesi. Il costo dei dischi sarà di 19,90 euro. La Sony ha già messo su Umd 18 film, ma entro Natale si prevede che le major metteranno sul mercato una cinquantina di titoli.
Aiutati che l’UE t’aiuta
Bruxelles, settembre 2005Pubblicati i dati del sostegno europeo al cinema. Nel biennio 2003-2004 la distribuzione home video ha ricevuto dal Programma Media aiuti per più di 1 milione e mezzo di euro, mentre la distribuzione in sala circa 5 milioni di euro per 43 film. Il programma Europacinemas, che sostiene (con contributi che vanno dal doppiaggio all’ammodernamento delle sale) gli esercenti che proiettano film europei ha distribuito a sua volta 1,2 milioni di euro. Al 15 marzo 2005, i distributori italiani che hanno beneficiato del sostegno alla distribuzione di film europei (fondi da utilizzare per il doppiaggio, la stampa delle copie e la promozione) sono stati: Bim (€ 120.000 per Caché / Niente da nascondere, € 105.000 per De battre mon cœur s’est arrêté / Tutti i battiti del mio cuore, € 150.000 per Les poupées rousses / Bambole russe); Medusa (€ 90.000 per El sueno de una noche de San Juan); Fandango (€ 120.000 per My summer of love); Lucky Red (€ 140.000 per Paradise now); Istituto Luce (€ 85.000 per Sophie Scholl – die letzten Tage / Sophie Scholl - La rosa bianca).
Organizziamoci per il day and dubbing
Roma, settembre 2005Paolo Pozzi, nuovo presidente dell’Unidim, l'Unione nazionale delle imprese industriali di distribuzione multimediale, in un’intervista a Franco Montini per il Giornale dello spettacolo ha dichiarato: «Il day and date è assolutamente inevitabile, perché ritardare l’uscita di film sul mercato nazionale rispetto agli altri paesi significa favorire la pirateria e rinunciare alla promozione derivata dai tour europei delle star».
Niente doppiaggio?... Siamo inglesi
Londra, settembre 2005«Oggi come oggi, l’inglese negli Usa è una lingua straniera come il francese o l’italiano e i nostri film non circolano più dei vostri». Lo ha dichiarato Mike Downey, direttore generale della Film & Movie Entertainment di Londra, aggiungendo: «La distribuzione è un grosso problema che ha la stessa portata in tutta Europa per ogni film non hollywoodiano. Roma, Berlino e Parigi sono città dove è possibile vedere film stranieri, cosa che a Londra non succede. Abbiamo innumerevoli problemi di lingua con il pubblico che non è affatto abituato a seguire film con i sottotitoli. Non abbiamo il doppiaggio che, per quanto crei dei problemi dal punto di vista filologico, avvicina senza dubbio le masse al cinema in lingua straniera».
UN POPOLO DI NAVIGATORI
Roma, giugno 2005Secondo uno studio dell’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) di Renato Mannheimer, su un campione di 4260 italiani, il 32% considera la compravendita di CD, libri, film piratati non così grave, se per uso personale, rispetto al furto. La percentuale sale al 39% se si prende in esame solo chi è solito navigare in rete. Il 41% degli intervistati (48% dei navigatori abituali) ritiene che una intensificazione della tutela delle opere dell’ingegno porti vantaggio solo agli autori e all’industria culturale e riduca la possibilità per il pubblico di accedere ai contenuti; sottratti gli indecisi, solo il 9% degli utenti della rete ritiene che incentivi la creazione e migliori l’offerta anche a vantaggio dei consumatori. Per la cronaca, a parte le norme penali, nessun accordo risarcisce autori e produttori per le opere scaricate dalla rete, che al momento generano guadagno solo per gli operatori telefonici.
Nascita del doppiaggio
Berlino, 16 ottobre 1929Il produttore Oskar Messter ottiene il brevetto n. 593277: "Un testo viene proiettato simultaneamente al film, per aiutare lo speaker o il cantante nella postsincronizzazione".
Nel 1931 Jakob Karol, responsabile della Paramount per la Germania che deve presentare in Francia un film americano, ha l'idea di doppiarlo, come Charles Ford racconta in Une heresie du film parlant: «In realtà sono state ragioni esclusivamente commerciali a spingere le case di produzione ad adottare il doppiaggio, sistema inventato durante una traversata da jakob Karol, che nel 1930 voleva presentare un film americano al pubblico francese senza aspettare che a Hollywood venisse girata la versione francese. Jakob Karol portava con sé una copia del film, e concepì l'idea del doppiaggio fantasticando sul ponte della nave».