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Decolla la fiction europea

Fontainebleau, luglio 2014

Secondo quanto riferisce EurodataTV i prodotti nazionali e le coproduzioni europee sono stati i più gettonati dal pubblico dell’UE. A lungo surclassata dalle serie statunitensi e dalle telenovele sudamericane, oggi la fiction europea procede col vento in poppa, superando addirittura i programmi di intrattenimento. Le coproduzioni, inglesi e scandinave, ma anche tedesche, francesi e italiane, sono state nell’ultimo anno le più apprezzate dal pubblico.  Tra l’altro il 42 per cento degli spettatori di 70 paesi in tutto il mondo considera la fiction TV il proprio genere preferito, e questo la dice lunga sulla crisi strutturale del lungometraggio. A mettere in luce questa tendenza è stata, in occasione del Festival Série Series di Fontainebleau, Sahar Baghery, direttrice di EurodataTV, il dipartimento audience internazionali di Médiamétrie. Tra le tendenze emerse l’incremento delle serie europee destinate ai mercati internazionali e l’exploit dei prodotti dell’Europa del Nord (Borgen, Real Humans) e della Gran Bretagna (2° esportatore dopo gli Stati Uniti). Insomma, i principali paesi europei non si accontentano più di diffondere i loro prodotti nei rispettivi mercati. Ne è un esempio anche Gomorra, coproduzione italo-tedesca. Infine, sono in netto aumento anche gli adattamenti da un paese all’altro (+50 per cento nell’ultimo anno), di cui quasi la metà sono serie europee. Quanto ai costi, ammonterebbero a 1-3mln di euro a episodio (per serie che ne prevedono mediamente 12). Cifre che se da una parte presuppongono un piano di ammortamento che obbliga necessariamente alla circolazione dei prodotti nei vari paesi europei, e che quindi ripropone l’annoso quesito su come superare efficacemente le tante barriere linguistiche del vecchio continente senza perdere spettatori, dall’altra dovrebbero suggerire a chi investe nella produzione di audiovisivi di destinare preventivamente parte delle risorse per le versioni doppiate nelle lingue dei paesi emergenti quali il Brasile, la Russia, l’India e la Cina.

Sciopero balneare

Roma, 3 luglio 2014

Piccolo passo avanti nella soluzione dello sciopero delle categorie del doppiaggio per il rinnovo del Contratto nazionale, mentre i grandi committenti, le TV, si stanno già scusando con i telespettatori per il loro disagio di dover essere costretti a leggere i sottotitoli. Infatti, la novità che è emersa - dopo quella che vede un gruppo di imprese del doppiaggio, riunitosi sotto il marchio di Aid2014, aver chiesto all'Anica (l'associazione confindustriale da cui erano uscite) di poter sedere al tavolo delle trattative -  è un comunicato della stessa Anica in cui si propone la riapertura del tavolo per il 7 luglio. I sindacati - desiderosi di concludere rapidamente le trattative - si sono affrettati a far sapere ai doppiatori che lo sciopero è sospeso.

Sciopero!

Roma, 12 giugno 2014

Da oggi, i dialoghisti, i doppiatori, gli assistenti e i direttori del doppiaggio italiani sciopereranno per 15 giorni consecutivi. Fino al 2 luglio, quindi, i prodotti audiovisivi importati nel nostro paese resteranno senza parole né voce. Lo sciopero è stato deciso dall’Assemblea di tutti i professionisti del settore riunitasi ieri sera al Teatro Vittoria di Roma. Un comunicato dei sindacati di categoria afferma: “Sono ormai tre anni che le controparti si rifiutano di rinnovare il CCNL opponendo resistenze pretestuose.  I ripetuti tentivi delle controparti di rallentare la trattativa tradiscono la volontà di destrutturare il contratto per abbassare le tutele e i compensi, trascurando così anche la qualità dei prodotti.” Lunedi sera, a Milano, presso la Camera del Lavoro, in corso Porta Vittoria 43, si terrà, alle ore 20.00, un'Assemblea per i professionisti del doppiaggio del nord Italia, a cui sono stati invitati anche i fonici di doppiaggio, che forse - a detta di molti - diventeranno la quinta categoria del settore.  Il SAI-SLC-CGIL ha aperto una pagina su Facebook per dar modo a tutti di seguire l’evoluzione delle trattative: CCNL DOPPIAGGIO-RICONQUISTIAMOLO. Nel frattempo le major - che hanno begli interessi in gioco - stanno a guardare, come anche Confindustria RadioTV che rappresenta tutta l’emittenza, che dal canto suo vede a rischio l’uscita di centinaia di ore di film e telefilm e quindi i relativi accordi pubblicitari del valore di milioni di euro.

Mostre in/visibili

Forlì, maggio 2014

Dalla fine di aprile al 16 maggio Forlì ospita la mostra fotografica “Cent'anni di solitudine dell'interprete: tra storia e memoria”. Figura indispensabile della comunicazione ma il cui contributo resta in genere ignorato, come d’altro canto avviene negli altri campi della traduzione. Al centro quindi l’invisibilità di una professione, ed è questo che dà plusvalore alla mostra, poiché per la prima volta vengono mostrate le immagini di chi ha contribuito dai primi del Novecento a oggi a momenti determinanti della nostra Storia: dai funzionari di Ellis Island che interrogavano gli immigrati, a Nixon e Mao Tse-tung impegnati in una delicata interazione diplomatica. La mostra è il risultato di una rigorosa ricostruzione storiografica e di una meticolosa ricerca di archivio realizzate dagli studenti dell’Università di Salamanca e del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione di Forlì. Di rilievo una testimonianza sulle competenze linguistiche di Benito Mussolini e dei suoi rapporti con gli interpreti. Un’occasione tra l’altro per vedere una città seria e operosa e per conoscere da vicino uno dei più gradevoli ristoranti italiani: da Scarpina.

PERDITE

Genova, 20 aprile 2014

Se n'è andato improvvisamente Claudio G. Fava. Giornalista, critico cinematografico, ma soprattutto persona di rara intelligenza e incomparabile ironia, Fava è stato uno dei pochi addetti ai lavori a interessarsi al doppiaggio. L'ha fatto, come al suo solito, mascherando di leggerezza un approccio in realtà molto serio, che si era concretizzato - nella sua esperienza di capostruttura Rai - in una attenzione alla qualità delle edizioni italiane mai più replicata. Molto immodestamente, ci piace ricordarlo anche come nostro “garante” (una sua intervista è a questo link: http://www.asinc.it/as_01_037.asp), uno spirito guida che di sicuro ci mancherà.

Accanimento terapeutico

Roma, aprile 2014

15 aprile 2014: presentazione dei dati 2013 sul cinema italiano, elaborati da Mibact e Anica, illustrati al Collegio romano da un sempre gioioso Nicola Borrelli, direttore per il cinema, un cupo Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica, un desolato Angelo Barbagallo, presidente dei produttori e un amministrativo Michele Napoli, in rappresentanza dei distributori, alla presenza del nuovo ministro pieno di buona volontà Dario Franceschini. Da evidenziare un calo del 27 per cento degli investimenti nel settore, scesi a 358 milioni. In diminuzione anche il costo medio delle produzioni: i film italiani al cento per cento hanno un costo medio di 1,7 milioni di euro. mentre quelli di iniziativa italiana di 1,8 milioni. Scendono anche gli apporti esterni di quasi 10 milioni e il tax credit si riduce a 53 milioni di euro. Gli incassi complessivi tengono, ma in realtà grazie solo al film di Zalone, senza il quale la quota italiana, al 33 per cento, avrebbe registrato una catinella di punti percentuali in meno. Calano anche le presenze di film italiani nelle tv generaliste. Le ricette per salvare il cinema nostrale dall’atrofia galoppante (un peccato, perché si è cucinata roba anche bella in questi anni) per il nuovo ministro sembrano essere: difendere l’eccezione culturale, lavorare sul tax-credit, azzerando il tetto dei 5mln€ per attrarre capitale estero, cercare di incentivare le coproduzioni e ridurre i costi per girare nei siti storici pubblici mostrando così le bellezze artistiche italiane. Non una parola sull’esportazione, né da parte dei tecnici del ministero, né dall’Anica (mentre la scorsa settimana, al Bari international film festival, sono stati presentati i dati sul cinema italiano oltreconfine: -50 per cento rispetto al 2012). Per il ministro Franceschini gli Istituti di cultura all’estero potrebbero fare qualcosa, ma dipendono dal Mae, non da lui. Infine, tranne per il fatto che la digitalizzazione delle sale ha raggiunto il 70 per cento, nessuno ha proferito una parola sul cinema e le nuove tecnologie, se non per biasimare chi teneva un telefonino vicino ai microfoni, facendo così gracchiare gli altoparlanti sistemati dietro la statua di un Vittorio Emanuele II, obeso e decisamente fuori contesto rispetto a una platea tutta presa a tenere in vita un morto.

Contratto doppiaggio

Roma, marzo 2014

Qualche notizia sul fronte del rinnovo del contratto nazionale di categoria del doppiaggio, scaduto da tre anni: l’incontro del 17 marzo tra i distributori dell'Anica e i sindacati ha portato alla firma di un verbale in cui “le parti si sono tempestivamente aggiornate alle date del 31 marzo, 11 e 17 aprile prossimi”. Una nota dell’Anica precisa: “In un’ottica di rinnovamento e sviluppo del settore, convenuti gli affidamenti politici su autonomia del rapporto, esigibilità, vigilanza e funzione della Commissione di garanzia, il confronto affronterà in primis il tema delle sessioni e orari, dalle righe e dai generi di prodotto”. È in programma un’assemblea dei lavoratori, che saranno chiamati a verificare lo stato di attuazione della piattaforma sindacale.

Censura & doppiaggio

Milano, febbraio 2014

Gli appassionati delle serie tv insorgono gridando allo scandalo, e in rete la notizia si sparge a macchia d’olio con accuse di manipolazione e censura a Mediaset, Italia 1 e al doppiaggio. Ma che è successo? Il 6 febbraio Italia 1 trasmette la penultima puntata della serie ”How I Met Your Mother” (E alla fine arriva mamma) e alcuni spettatori smaliziati che avevano seguito in anticipo la serie in lingua originale si accorgono che una battuta in cui viene citato Silvio Berlusconi è stata censurata. Che cosa si diceva in originale? Ragazzo: All’Italia non serve quel coso vecchio e sgangherato che puzza di alcool e droghe varie, hanno già l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ragazza: E chi è, non lo conosco. Invece la parte finale della frase nella versione italiana doppiata è diventata: L’Italia ha già abbastanza problemi con chi governa il Paese. Mediaset – secondo il Corriere – nega ogni responsabilità: sarebbe stata la società milanese di doppiaggio a prendere l’iniziativa censoria in totale autonomia. Per "gustarvi" la cosa:
http://www.tvblog.it/post/504891/how-i-met-your-mother-mediaset-evita-la-battuta-su-silvio-berlusconi

Chi pagherà il doppiaggio?

Roma, gennaio 2014

Gli osservatori dei mercati pubblicitari e i centri media prevedono per il 2014 una ripresa del 1,5 per cento, grazie ai mondiali di calcio e all’effetto di trascinamento dell’Expo 2015. Non bisogna però dimenticare che la crisi dell’ultimo periodo ha creato una riduzione complessiva del mercato pubblicitario del 30 per cento, che è passato da 10 a 6,5 miliardi di euro, di cui la TV intercetta circa il 50 per cento e il web il 20. Per quanto riguarda il cinema la situazione è pressocché simile. Infatti, a fronte dei dati Cinetel che dichiarano a fine 2013 una ripresa del 1,45 per cento sugli incassi - per un totale di oltre 618 milioni di euro - abbiamo, per gli anni precedenti, percentuali negative per quasi il 30 per cento. Non dimentichiamo inoltre il recente risultato economico di un unico film, quello di Zalone, che con i suoi 52 milioni di euro distorce percentuali e valutazioni. Infatti con questo incasso il cinema italiano raggiunge una quota di mercato del 31 per cento rispetto al 26,5 dell'anno precedente, fissando la quota del cinema Usa al 53 per cento e quella del cinema altro al 16.

La Technicolor chiude

Roma, dicembre 2013

Con oggi, 31 dicembre, cessa ufficialmente l’attività della Technicolor, una delle più importanti società di produzione e post-produzione cinematografica, con sede in via Tiburtina e in via Urbana, negli storici locali dell’International Recording. Dopo soli sei mesi dall’ultima mandata di licenziamenti, la dirigenza del colosso francese Thomson Multimedia, proprietario della Technicolor, ha deliberato, a decorrere da gennaio 2014, la messa in liquidazione della società e il licenziamento di tutti i lavoratori. La motivazione ufficiale della scelta è che i 14 milioni di euro di ricavi previsti per il prossimo anno non sono ritenuti sufficienti per l’auspicato rilancio della società su un mercato, quello italiano, dichiarato non più economicamente interessante.
Il 19 dicembre scorso la senatrice Paola De Pin ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dello sviluppo economico, in cui sottolinea la necessità di tutelare non solo i 94 lavoratori, ma anche di evitare che le migliaia di copie negative conservate in via Tiburtina restino incustodite o addirittura possano lasciare fisicamente il nostro Paese. Un po’ contraddittorio che, mentre la Francia si attiva per la salvaguardia della propria specificità culturale, ad un’impresa francese sia permesso di distruggere un pezzo della storia della cultura di un altro Paese.
Ai lavoratori della Technicolor va la nostra solidarietà e un augurio per un 2014 più giusto.

LA LINGUA DEI SOLDI

USA, dicembre 2013

Pubblicati da TV Guide e Forbes i compensi a episodio dei protagonisti delle serie più seguite negli Stati Uniti: Ashton Kutcher (Due uomini e mezzo) 750mila $, Jon Cryer (Due uomini e mezzo) 650mila $, Mark Harmon (Ncis) 525mila $, Mariska Hargitay (Law & Order) 400mila $, Kaley Cuoco (The big bang Theory) 300mila $, Michael Weatherly (Ncis) 250mila $, Pauley Perrette (Ncis) 175mila $, sempre a episodio, mentre Sofia Vergara per tutta la serie Modern Family guadagna 30 mln$. Certo per le serie minori le cifre saranno sicuramente ridimensionate ma di sicuro non abbastanza da passare un infelice Natale. Ma cosa succede a chi invece queste e altre serie le traduce e le doppia in un‘altra lingua? Tra breve il risultato dell’inchiesta di aSinc sarà in linea. Come si dice oggi: stay tuned.

Eurodoppiaggio?

Roma, dicembre 2013

Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai, intervenuto al convegno “Televisioni e culture” propone a Sky, Mediaset e Discovery Italia interessanti sinergie sul piano produttivo e distributivo: l’offerta di contenuti italiani sui mercati internazionali potrebbe passare attraverso una maggiore collaborazione tra gli stessi network attraverso l’utilizzo di strutture in comune per abbattere i costi, realizzando coproduzioni che possano essere competitive all’estero. Un’idea condivisa da Andrea Zappia di Sky e da Marinella Soldi di Discovery, a patto di produrre in inglese o in doppio audio per ovviare al problema della lingua italiana, che rende le nostre produzioni difficilmente esportabili. Scettico invece Fedele Confalonieri di Mediaset per il quale la crisi non è più recuperabile, nonostante la raccolta pubblicitaria del gruppo superi i 2 miliardi di euro.

CONFERENZE CINEPRODUTTIVE

Roma, novembre 2013

Secondo la ricerca Appeal e potenzialità del cinema italiano negli USA, realizzata dalla Swg per Istituto Luce Cinecittà e diffusa all’ultima mostra di Venezia, il 22 per cento degli spettatori Usa non guarda i film italiani perché non li trova sul mercato. Deve essere stato questo a convincere esperti, addetti ai lavori e il ministro dei beni culturali Bray a inserire tra gli obiettivi da raggiungere per il rilancio del cinema italiano all’estero quello di «investire nel doppiaggio dei film italiani in lingua inglese, per favorirne l’esportazione».  Si apre una possibilità per il progetto www.itmovies.it che sosteniamo da anni? Chissà, nel frattempo chi volesse analizzare le proposte presentate alla Conferenza nazionale del cinema può farlo andando a: www.cinema.beniculturali.it/conferenza-nazionale-cinema-documentazione.aspx.

Sottotitoli alla riscossa

Roma, ottobre 2013

L’INPS ha emanato una norma che prevede il versamento contributivo previdenziale obbligatorio sulla realizzazione delle didascalie dei prodotti audiovisivi; ovvero, anche chi scrive i sottotitoli dei film, dei telefilm o dei documentari stranieri, o per i non udenti, ha diritto alla pensione. I traduttori delle didascalie infatti sono stati inseriti nell’elenco delle categorie dei lavoratori “creativi” dello spettacolo, che comprende i registi, gli sceneggiatori e gli adattatori. Nel 2004 la figura del sottotitolatore era già stata inserita nel contratto collettivo nazionale di lavoro del doppiaggio. D’ora in poi proiettare un film sottotitolato in un festival o al cinema, o per distribuirlo in dvd o in rete, costerà forse qualche euro in più, ma per una giusta causa.

NASCE LA WRITERS GUILD ITALIA

Roma, 24 ottobre 2013

Si è tenuta la prima assemblea dei soci fondatori della Writers Guild, l’associazione sindacale degli sceneggiatori italiani, nata per riportare la categoria al centro del processo creativo dell’audiovisivo, con un controllo sul prodotto durante le fasi di realizzazione e il diritto di partecipare agli utili nelle vendite delle opere. La prima battaglia del neoeletto Board sarà quella per far applicare su tutti i contratti di scrittura di soggetti e di sceneggiature - che siano per il cinema, la tv o il web - i principi necessari al riconoscimento della professione dello sceneggiatore. Al momento, infatti, i contratti che vengono abitualmente firmati tra produzione e sceneggiatore non rispettano nella sua essenza la legge sul diritto d’autore.
Garante del neo sindacato è l’avvocato Guido Scorza, che ha dichiarato: “Se il contratto è specchio del ruolo che l’autore ha nel sistema di produzione culturale e nella società, i vostri contratti raccontano – con formule talvolta ambigue ma dal significato ineludibile – di un ruolo progressivamente svilito, ridimensionato e, forse, persino offeso”. Il risultato sono la pessima fiction che va in onda, le sceneggiature “abborracciate” dei film italiani, il cedimento del botteghino e di importanti fasce di audience ai prodotti stranieri.
Sostegno al nuovo sindacato è arrivato dalle associazioni di sceneggiatori di tutta Europa e anche dalla potente Writers Guild d’America.
Tutti i particolari in www.writersguilditalia.it.

Qualità di Stato

Roma, settembre 2013

La discussione sul Contratto di servizio tra lo Stato e la Rai è a un punto di svolta e anche l’Aidac, l’associazione dei traduttori-dialoghisti del doppiaggio, invia al Presidente della Commissione di vigilanza sulla RAI le sue considerazioni, eccole:
Onorevole Roberto Fico, ci congratuliamo per la sua nomina alla presidenza della Commissione, anche a nome di tutti gli iscritti all'Associazione dei traduttori dialoghisti cinetelevisivi, ritenendo che le sue capacità e la sua conoscenza del mondo della comunicazione, unite alla volontà rinnovatrice che state imprimendo al nostro paese possano concretizzare una profonda rielaborazione e una precisa messa a punto di un motore culturale senza eguali, ovvero la radiotelevisione pubblica italiana.
Non intendiamo fare una disamina sul pianeta Rai e dei suoi problemi, non sarebbe compito nostro, ma solo segnalare un piccolo aspetto che conosciamo bene, che ci tocca e ci sta a cuore, visto che rappresentiamo la quasi totalità degli autori professionisti che scrivono i dialoghi italiani dei prodotti audiovisivi stranieri: film, fiction, documentari, cartoni animati. Come saprà, il doppiaggio, pur di importanza strategica per la vita del sistema televisivo e pubblicitario, soffre di una totale assenza di regole in grado di garantirne la qualità. Si sente da tempo l’esigenza di norme che siano di salvaguardia non solo della nostra professionalità, del lavoro degli autori originari stranieri, della lingua italiana sempre più torturata dai media, ma soprattutto degli utenti, tra cui i minori, che dagli ultimi dati statistici trascorrono in media oltre tre ore al giorno davanti agli schermi, a guardare per oltre il 90 per cento prodotti doppiati; costretti ad assimilare un italiano impoverito, spesso gretto e sgrammaticato, su cui fa perno la loro formazione linguistica e culturale.
In breve, le chiediamo l’inserimento nel prossimo Contratto di Servizio di una clausola di garanzia che preveda che la Rai “assicuri al pubblico la massima qualità del doppiaggio”, sia di quello curato direttamente dalla struttura sia - e soprattutto - di quello relativo ai prodotti di acquisto, effettuato ora da terzi su incarico del primo distributore. Tale garanzia sarebbe importante per stabilire norme condivise dalla Rai e dalle nostre associazioni professionali - riunite nella FNSA (federazione degli autori dell’audiovisivo) - che fissino i criteri delle buone pratiche necessarie al raggiungimento del più alto livello qualitativo.
Nella speranza che queste poche considerazioni riposino nell'ambito di comuni interessi generali, il cui fine ultimo è quello di predisporre strumenti e regole a tutela della lingua e della cultura del nostro Paese, ci mettiamo a disposizione per ogni approfondimento e scelta responsabile, e nel contempo inviamo a lei e a tutta la Commissione il nostro più cordiale augurio di buon lavoro.
il Consiglio Direttivo

IL DOPPIAGGIO E I MINORI

Roma, agosto 2013

Con un provvedimento che non comporta oneri a carico dello Stato, il Ministero dello Sviluppo Economico ha ricostituito il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori. Il Comitato, presieduto dall'Avv. Maurizio Mensi, e con la collaborazione del Consiglio degli Utenti, ha lo scopo di tutelare i minori nella fruizione dell'offerta televisiva anche nelle sue forme evolutive e online. Il Codice TV e minori, firmato nel 2002, ha la finalità di offrire degli strumenti di tutela per le categorie più deboli nella fruizione passiva dei contenuti audiovisivi. Quindi ha anche il compito di analizzare la qualità del doppiaggio della fiction straniera che rappresenta oltre l'80 per cento dei contenuti diretti ai minori e dare gli opportuni indirizzi alle emittenti e agli organi istituzionali per stabilire (e pensiamo al Contratto di servizio Stato/RAI) regole di salvaguardia per chi trascorre - come i bambini fino ai dodici anni - oltre quattro ore al giorno davanti agli schermi, tra monitor e tivù.

PERDITE

Roma, 14 luglio 2013

Muore a 64 anni Tonino Accolla, attore originario di Siracusa, talentuoso doppiatore di tanti attori del cinema e di molti personaggi dei cartoni e direttore di doppiaggio. Tra le tante interpretazioni vanno ricordate quelle di Eddie Murphy, Mickey Rourke, Kenneth Branagh e Wesley Snipes. Sul fronte dell'animazione ha interpretato a lungo il personaggio di Homer della serie I Simpson. È stato la voce italiana anche di Gary Oldman in Leon e in Il quinto elemento: due interpretazioni di grande rilievo.

CONTI CHE NON TORNANO

Roma, luglio 2013

Gli USA hanno perso un miliardo di dollari in cinque anni sulle vendite di fiction all’Europa; ma l’Italia conquista un primato: nel 2012 è stato il primo importatore. Sarà per l’effetto Mills, e per l’Italia della coda lunga dell’effetto Agrama che ha toccato anche la Rai, ma il valore delle serie ha registrato un calo di un miliardo di dollari tra il 2008 e il 2012: nel 2009 il totale è sceso sotto la soglia dei 6mld$, mentre nel 2012 il valore totale risultava pari a 5,4mld. Il calo, anno su anno, è di circa 378mln di dollari. Secondo l’edizione 2013 dello studio The Imported Drama Series in Europe di Ets, Madigan Cluff e Digital Tv Research, il valore cumulativo delle serie acquistate dai broadcaster europei è crollato del 16 per cento. Il numero di titoli importati, invece, ha registrato una flessione solo del 2: infatti, venendo trasmessi sui canali digitali più piccoli, i broadcaster riescono a spuntare qualche sconticino. Come nel 2011, l’Italia è risultata essere il primo importatore, seguita da Germania e Francia; i tre Paesi rappresentano il 55 per cento del totale ricavi da importazione dagli USA. Ma allora, visto che le imprese denunciano un calo del 35/40 per cento delle lavorazioni, chi doppia tutto il resto? Bè, tra Sky, Fox, Rai e Mediaset che fanno doppiare e trasmettono praticamente tutto, aiutati dalla Siae e dall’Inps, il mistero dovrebbe chiarirsi senza dover produrre necessariamente  un’altra serie del Capitano Traversari, affinché si occupi di risolverlo e di assicurare i malviventi alla giustizia.

 

SOLO UNO RESTERA'

Milano, luglio 2013

Crescono i ricavi per la Walt Disney Company Italia: nel 2012 si è registrato infatti un incremento dell’11 per cento nel settore TV, passando dai 330mln di euro del 2011 a 346,9mln (nel primo trimestre 2013, invece, si è registrata una flessione generale del 15% nei ricavi e del 9% nel margine operativo lordo). Il MOL - l’indice di salute del gruppo - è pari a 33,5mln di euro (14,3mln nel 2011), mentre l’utile è passato da 7,1mln€ a 24,7mln. I risultati, sottolinea “Italia oggi”, sono dovuti in particolar modo alla divisione TV (Dtt, satellite, produzione e distribuzione dei programmi e raccolta pubblicitaria collegata), che ha pesato nel 2012 per il 66,4 per cento dell’intero fatturato: 242,3mln€ per un incremento del 31,7 per cento rispetto al 2011. Tutto frutto di audiovisivi per minori doppiati. Insomma, se in Italia si facessero più pupi il doppiaggio non avrebbe nulla da temere, ma visto che così non è si chiede al paese di insistere nello sforzo collettivo di non far crescere i pochi che ci sono.

DATI FRESCHI

Roma, giugno 2013

Pubblicato anche quest’anno - grazie al sostegno italiano (attraverso il MiBAC) alla Fondazione dello Spettacolo della Conferenza Episcopale Italiana - il Rapporto 2012 sul mercato e l’industria del cinema in Italia curato con la collaborazione di Cinecittà Luce. Anche in questa edizione il “sistema cinema”- in stato di crisi preagonica sul fronte della distribuzione e dell’esercizio - è analizzato nel dettaglio e la pubblicazione è ampiamente provvista di dati aggiornati relativi alla produzione, alla distribuzione e alle industrie tecniche. In particolare si evince che le quote di prodotto di fiction televisiva sono così ripartite: 46 per cento al prodotto di origine statunitense, 12 per cento al prodotto europeo e il restante 42 per cento al prodotto nazionale con un monte di 532 ore, con una perdita complessiva dal 2008 a oggi del 30 per cento. Come sempre, anche se con un campione molto ridotto quest’anno, non mancano alcune informazioni sul doppiaggio; secondo il campione (mancante anche quest’anno del dato riguardante la SefitCdc, mentre il dato riguardante la Technicolor post-produzione non è scorporabile da quello sviluppo e stampa - 65.177.802 mln€ - e quindi non è assimilabile agli altri), nel 2011* i ricavi generati dalle società di edizione e doppiaggio osservate ammontano a 23.716.495 €, così divisi:

-La Bibi.it:                 5.337.684            (5.729.028)

-Cvd:                        4.112.171            (3.740.114)

-Pumais due:            3.991.740            (4.564.482)

-Dubbing Brothers:   3.582.396            (5.277.603)

-Fono Roma:             2.501.115            (3.107.650)

-Pcm Audio:              2.346.719            (2.929.240)

-Post in Europe:       1.844.670            (2.820.100)

-Studioasci:              2.530.826

-Studio Pv:               2.321.852

-Sedif D:                   2.290.263

-Colby (sottotitoli):   2.069.305

-Laserfilm (sottotitoli): 1.865.673

-D4 Srl:                     1.957.613

 *: Tra parentesi il valore dell’anno precedente e in corsivo le società non più facenti parte del campione con il ricavo dell’anno passato.

Per chi volesse maggiori informazioni, segnaliamo che i dati sono disponibili su www.cineconomy.com <http://www.cineconomy.com>

Ultimi fuochi

Cannes, giugno 2013

Pochi giorni fa al Festival di Cannes è stato presentato dall’Osservatorio europeo dell’audiovisivo il bilancio sul mercato europeo dei servizi audiovisivi on-demand, che attraverso lo strumento MAVISE mostra dati molto interessanti. Nell’Unione europea sono attualmente rilevabili 447 siti dedicati al cinema in modalità VOD. I paesi che contano la maggiore offerta sono il Regno Unito (48), la Francia (34) e la Germania (33). In Italia non vengono distribuiti servizi VOD per i mercati esteri mentre se ne contano 9 per quello interno (ultimo arrivato, “cameo” della piattaforma Cubovision con un palinsesto di opere di alto valore artistico, film indipendenti mai distribuiti in Italia, esclusivamente in lingua originale e con le didascalie). Nel mondo i siti che erogano servizi VOD sono 920 (escluso ovviamente il cinema pornografico), di cui il 45,3% sono forniti da gruppi americani, sia direttamente dagli USA che attraverso divisioni europee. Inoltre l’Osservatorio stima che nella Ue il 52% dei servizi VOD disponibili provengono da distributori collocati altrove. Si osserva subito che il prodotto di origine statunitense ha già e avrà sempre di più una posizione dominante nello sviluppo della circolazione dell’audiovisivo in rete, mentre quello europeo parte già su posizioni decisamente svantaggiate a causa della povertà della promozione e della polverizzazione linguistica.

Lettera aperta

Roma, 10 maggio 2013

Riceviamo dall’Aidac e volentieri pubblichiamo la seguente lettera indirizzata al ministro dei beni culturali, Massimo Bray:
Gentile Ministro,
le facciamo le congratulazioni per la sua nomina, ritenendo che le sue capacità e la sua sensibilità possano rendere concreta una nuova configurazione delle politiche culturali nel nostro Paese. La nostra associazione, a miglior tutela della lingua italiana e del pubblico (tra cui i minori che ormai passano in media 253 minuti al giorno davanti alla TV), cerca di sviluppare da tempo una maggior attenzione alla qualità del doppiaggio, anche attraverso il rispetto delle regole fissate dal Contratto nazionale di settore e l’inserimento di norme di garanzia nel Contratto di servizio fra lo Stato e la Rai. Inoltre è attiva da anni anche sul piano europeo e internazionale a sostegno della circolazione del cinema e dell’audiovisivo italiani all’estero. Abbiamo infatti negli scorsi anni predisposto un progetto denominato ITMOVIES, che punta alla creazione di una struttura di distribuzione internazionale controllata dal Mibac che provveda alla organizzazione e alla gestione di un sistema di diffusione delle opere cinematografiche e audiovisive italiane, doppiate in inglese, attraverso Internet. L’obiettivo è quello di acquisire una sempre maggiore percentuale di spettatori di lingua inglese attraverso il doppiaggio sistematico della cinematografia italiana, del passato e del presente; raggiungendo così un duplice scopo: – veder circolare maggiormente il patrimonio culturale italiano nei mercati di lingua inglese (oltre un miliardo di potenziali spettatori); – creare risorse per una nuova e più ricca produzione italiana, che ora sul mercato locale può contare solo su circa il 20-25 per cento degli incassi (rendendo critica la copertura stessa dei suoi costi). La storia e l’economia del cinema dimostrano che il doppiaggio è un fattore determinante nel definire il valore di scambio dei prodotti audiovisivi. Nel mercato mondiale, tuttavia, l’unica industria che ne ha fatto un uso strutturale e se ne è giovata è quella hollywoodiana. Riteniamo che continuare a sostenere la nostra produzione senza ancorarla a un sistema di distribuzione globale rappresenti un valore assistenziale fine a se stesso, improduttivo. Nella certezza che quanto affermato riposa nell’ambito di rilevanti interessi generali il cui fine ultimo è anche quello di agire attraverso il cinema e l’audiovisivo per rilanciare l’immagine dell’Italia, restiamo in attesa di una sua dichiarazione di impegno su quanto da noi messo in rilievo e nel contempo ci mettiamo con il massimo spirito collaborativo a sua disposizione per ogni approfondimento. Voglia gradire il nostro più cordiale augurio di buon lavoro.
Roma, 10 maggio 2013         Il Consiglio Direttivo

Audiovisivo: prognosi infausta

Roma, aprile 2013

Che il 2012 abbia ripiombato il cinema italiano nel suo consueto stato pre-comatoso è stato definitivamente
chiarito alla conferenza stampa di presentazione dei dati sugli incassi organizzata da Mibac e Anica. Gran parte degli addetti ai lavori, infatti, sono accorsi col cappello in mano a chiedere aiuto e risorse, minacciando azioni legali collettive per i danni causati dalla pirateria, di fronte alla quale lo Stato, inerte, da una parte concede sì il tax-credit, ma dall'altra annuncia anche un'ulteriore riduzione del Fus. Infatti, se qualcuno non se ne fosse accorto, la crisi c'è e continua ad avanzare inarrestabile da ormai cinque anni. Mediaset chiude il 2012 in rosso e anche la Rai, per circa 200 milioni. Ma non sono tanto i dati di bilancio a preoccupare, quanto quelli presentati dalla Fondazione Rosselli nel quarto Rapporto sulla fiction: il fatturato delle imprese di produzione ha subito negli ultimi cinque anni un
calo del 24%, attestandosi a 650 milioni di euro. Si produce meno fiction, (ma in compenso non si vende niente all'estero) e per riempire i palinsesti si acquistano centinaia di ore di film e telefilm stranieri, per lo più statunitensi. Nel periodo settembre 2011 - agosto 2012 in prima serata sono
andate in onda, su Rai e Mediaset, 1.731 ore di fiction, delle quali solo 580 di produzione italiana. Salti di gioia nel doppiaggio? Niente affatto, perché all'aumento delle ore da doppiare fanno da controcanto le richieste di abbattimento dei costi, ovviamente quelli dei lavoratori, il cui contratto nazionale è fermo su minimi scaduti oramai da un anno. Secondo gli osservatori, ormai il 40 per cento delle lavorazioni di doppiaggio viene effettuata in nero, evadendo pure tasse e contributi previdenziali.

CONFLITTI DI INTERESSI

Milano, aprile 2013

Mediaset chiude il 2012 con una perdita netta di 287 milioni di euro. I ricavi pubblicitari in caduta hanno trascinato la società alla sua prima perdita da quando è stata quotata in borsa, tredici anni fa. La perdita è in forte contrasto con l’utile di 220 milioni di euro dell'anno scorso, ed è dovuta anche al forte calo della raccolta pubblicitaria che si è fermata quest’anno a 2,32 miliardi di euro: -16 per cento (14,5 secondo Nielsen). In compenso però l’acquisizione di Ei Towers, con ricavi in crescita, ha apportato al gruppo 233,8 milioni di euro rispetto ai 162,3 milioni della gestione precedente, nel 2011. In ogni caso Mediaset - che nel 2012 ha già tagliato costi per 307 milioni - in una sua nota afferma che insisterà: “nell’implementazione del previsto piano di riduzione della spesa che decrescerà di 450 milioni di euro all’anno, obiettivo da raggiungere entro il 2014”. Gli effetti di questa crisi si stanno già facendo sentire sia sul personale dipendente che nell’indotto. I lavoratori del doppiaggio lamentano infatti una forte riduzione del lavoro e giunge voce che alcune imprese di doppiaggio, approfittando della richiesta di sconti, effettuano lavorazioni al di sotto dei minimi contrattuali. Già, a proposito di contratto, avevamo lasciato i sindacati ai primi di luglio del 2012 davanti a un tavolo di rinnovo disertato dalle imprese di servizio, con i vertici dell’Anica - l’associazione delle industrie cine-audiovisive - che confermavano “che è in atto un lavoro per consolidare la Delegazione Aziendale che parteciperà ai lavori contrattuali”. Nove mesi non sono bastati a partorire nulla?

IMPARA L'ARTE

Roma, marzo 2013

Finalmente un’iniziativa “istituzionale” sulla formazione degli attori nel doppiaggio. La “Silvio d’Amico”, l’Accademia nazionale d’arte drammatica, istituisce il Master di primo Livello in doppiaggio professionale cine-audiovisivo destinato ai diplomati dell’Accademia e ai laureati con curriculum artistico. Il Master, riconosciuto dal MIUR, si dà l’obbiettivo di “fornire agli allievi la possibilità di elevare le proprie capacità interpretative e la propria abilità tecnica” e di approfondire le conoscenze relative alla storia del doppiaggio. Il Master avrà inizio l’8 Aprile 2013,  la durata prevista è di 1500 ore con frequenza obbligatoria e saggio finale.  Per ulteriori informazioni: www.accademiasilviodamico.it.

PERDITE

Pavia, 14 febbraio 2013

Se ne va, a soli 57 anni, Bruno Paolo Astori, bravo e preparato operatore culturale e vulcanico organizzatore di manifestazioni di rilievo come “Voci nell'ombra”, il festival nazionale dedicato al doppiaggio. Il suo campo d’azione era la Liguria, che conosceva a fondo e amava. Era stato direttore artistico del Festival dell'Umorismo di Bordighera poi, nel 1996, la nascita di “Voci nell'Ombra”. Per un decennio la manifestazione, diretta da Claudio G.Fava, si è svolta a Finale Ligure (ma con tappe anche a San Remo, Imperia e Roma), e ha avuto il pregio - grazie all’impegno di Astori - di aver contribuito a far uscire il doppiaggio dal suo ghetto subculturale e dall’anonimato e quindi di riconoscergli il suo effettivo valore. Grazie Bruno.

RISORSE PER DOPPIARE

Milano, febbraio 2013

Ma la crisi del doppiaggio non è solo concettuale, anche sul fronte economico - secondo la valutazione del presidente dell’Upa (investitori pubblicitari) Lorenzo Sassoli de Bianchi - le stime non sono incoraggianti. D’altro canto chi paga in conclusione il doppiaggio del settore tv che rappresenta il 90 per cento di tutto il lavoro commissionato? Il sistema pubblicitario ha perso in quattro anni il 20 per cento degli investimenti generali. Sulla base dell’ultimo rapporto Nielsen si registra un segno meno di oltre il 15 per cento negli investimenti pubblicitari per la televisione (e addirittura del 25 per il cinema). Per uscire dalla crisi il presidente dell’Upa ha indicato la strada per risollevare i consumi: tre anni di credito di imposta sull’aumento degli investimenti. Il vantaggio fiscale avrebbe ricadute positive sul mercato, sostenendo il sistema e offrendo un’opportunità di investimento per le multinazionali.
L’alternativa è abbassare i costi o passare al sottotitolaggio.

Doppiaggio alla frutta

Roma, gennaio 2013

Galeotto il Barberini, storico cinema romano dove la sala che proietta il film di Q.Tarantino in versione sottotitolata incassa più di quella con la versione doppiata. È la svolta! Il doppiaggio è morto, viva i sottotitoli. Ovviamente in Rete la polemica e il rumore contro la pratica del doppiaggio è presente da tempo ma questo evento del “sorpasso” convince addirittura La Repubblica del 28 gennaio a segnalare la cosa in prima pagina: e in effetti, a pensarci bene la svolta è epocale. Ed è quello che aspettavano le grandi compagnie di distribuzione che da tempo riflettono su un passaggio graduale al sottotitolaggio, molto meno costoso - perché il problema è tutto lì - e più in linea ormai con i lustrini dell’era digitale, con generazioni nuove che ormai sono abituate a capire in modo approssimativo, insomma con un Paese che non vuole più dare la sensazione di non conoscere le lingue straniere e tra viaggetti low-cost e serie tv rubacchiate in Rete si ubriaca di fiction esotica mal sottotitolata per cercare di dimenticare quanto siamo provinciali.

Cinema in crisi

Roma, dicembre 2012

L’anno si chiude con una riduzione drastica dei biglietti staccati. Per Box-Office siamo a cento milioni di biglietti contro i 120 del 2010. Sarà per la qualità generale dell’offerta che nonostante l’effetto 3D è decisamente in calo, (e qui gioca anche un calo della qualità del doppiaggio causato dall’uso e l’abuso delle colonne separate), sarà per la progressiva difficoltà del pubblico a uscire di casa per andare al cinema, luogo - nonostante gli accorati appelli di Verdone - sempre meno familiare e accogliente, sarà per la forte offerta di fiction e altro dello schermo televisivo, sarà perché Internet ha un’offerta invasiva e irresistibile per le nuove generazioni, ma le abitudini degli spettatori italiani stanno cambiando e tra le scelte preferite su come occupare il tempo libero sicuramente la sala cinematografica è scesa di molti posti, anzi sta diventando residuale. L’offerta di cinema rischia di diventare più povera, le sale sempre più piccole per pubblici sempre più polverizzati e disattenti, e quindi il doppiaggio non sarà più un costo sostenibile, oltre a essere ormai un modello culturale inadeguato e provinciale rispetto a un’offerta in lingua originale sempre più vasta e presente.

SVOD

USA-EU, dicembre 2012

Mentre negli Usa il fatturato del Video on demand ha raggiunto nel 2011 ben 454 mln di euro, in Europa siamo praticamente a una manciata di spiccioli, ma attraverso lo Svod (Subscription Video On Demand) e cioè una sottoscrizione mensile di 6-10 euro per accedere a un catalogo di film, serie tv e documentari, i grandi gruppi puntano a un 2013 pieno di prospettive. Infatti, sembra che Amazon e Netflix sbarcheranno in Francia in primavera per conquistare il nuovo mercato. Ci si chiede - come già accadde per il tanto sbandierato arrivo in Europa di Apple TV - come sarà superato il problema linguistico nei 25 paesi dell’euro, Gran Bretagna a parte. Come ci si chiede, ormai solo retoricamente, come pensa la produzione italiana - e con lei tutti gli addetti ai lavori - di sopravvivere nel mercato globale della fiction senza esportare o almeno rendere esportabili i suoi prodotti, a parte il calcio.

Simpson: nuovi doppiatori per Bart e Marge

Roma, novembre 2012

Dopo la crisi statunitense che ha visto gli attori legati al popolare cartone animato ridurre del 30 per cento i loro compensi, anche in Italia i cambiamenti annunciati sono diventati realtà. Non per tutto lo staff artistico che evidentemente nella sua maggioranza ha accettato le decurtazioni imposte, ma solo per alcuni per i quali la questione è legata alla dignità professionale. Insomma, dalla ventitreesima stagione le voci italiane di Marge e Bart Simpson cambieranno: Liù Bosisio e Ilaria Stagni non saranno più gli alter ego dei due personaggi in quanto si sono rifiutate di accettare una drastica diminuzione del proprio compenso. Tempo fa infatti la Stagni aveva dichiarato:"Dopo 25 anni di collaborazione, Mediaset e FOX, tramite la Sedif di Guadagno ci hanno chiesto di accettare una decurtazione di circa il 67% dal nostro cachet, ottenuto dopo 25 anni di duro lavoro. Come risultato avevamo accettato una riduzione del 40% ma non è bastata neanche quella. Io e Liù Bosisio non abbiamo accettato quello che ci è sembrato un ricatto più che una richiesta. Morale della favola? Stanno facendo i provini per sostituirci".
In un primo momento era sembrato che tutta la categoria dei lavoratori del doppiaggio per solidarietà si stringesse intorno ai colleghi in modo da evitare il diktat e il gioco al ribasso - soprattutto in un momento in cui si sta discutendo il rinnovo del contratto nazionale del doppiaggio - da parte di una multinazionale come la Fox, ma poi è arrivato l’annuncio: i loro posti sono stati presi dai colleghi Sonia Scotti e Gaia Bolognesi.

Eurovisioni

Roma, 31 ottobre 2012

L’Europa e l’industria audiovisiva sono ancora in alto mare e ancora ben lontani dai risultati del prodotto statunitense e della sua capacità di circolazione: questo il tema al centro della discussione nel convegno “Fiction per l’Europa: mito o realtà” sviluppato nel corso del XXVI Festival Internazionale di Cinema e Televisione. Luciana Castellina, decana della manifestazione, ha aperto il dibattito sulla necessità di trovare una sinergia culturale, sia a livello di contenuti che di risorse, che conduca il mercato a concepire produzioni adatte a un pubblico europeo. “In Europa – ha dichiarato - manca un immaginario comune, ogni nazione guarda le proprie fiction e questo non favorisce il mercato né lo scambio interculturale tra i paesi dell’Unione Europea”. Pascal Josephe dell’IMCA ha sottolineato l’urgenza per le televisioni e i broadcaster di dotarsi di strumenti adeguati per rispondere all’avanzata delle televisioni online e dei colossi come Google o Apple che si stanno attrezzando per veicolare i contenuti audiovisivi direttamente nelle case. Presentando “Guerra e Pace” Ettore Bernabei, patron della LuxVide, ha ribadito l’importanza di investire in produzioni che portino con sé valori culturali e storici che si identifichino con il patrimonio europeo, senza tuttavia trascurare temi contemporanei che riflettono esperienze concrete e condivise. E ha aggiunto: “Il pubblico si interessa alla storia se è ben fatta ma anche all’attualità se di qualità: i temi banali raccolgono il 14-15% di share, mentre i contenuti validi realizzano il 27-30%: fondamentale è il ruolo pedagogico della Televisione”. È stata poi la volta dell’Osservatorio Fiction Italiana, la cui direttrice ha spiegato come la produzione italiana è la seconda in termini di volume orario e costituisce un terzo di tutta la fiction trasmessa da RAI e Mediaset nel prime time. “Più della metà dell’offerta è rappresentata da fiction americana, mentre quella europea ha un ruolo marginale essendo costituita quasi interamente da fiction tedesca – ha spiegato la Buonanno – La fiction americana trasmessa in prime time da RAI e Mediaset supera nettamente quella italiana in termini di volume orario”. Francesco Posteraro, commissario AGCOM, ha arricchito il dibattito ricordando gli obblighi di programmazione e investimento in opere europee e di produttori indipendenti che discendono direttamente dalla normativa vigente che ha portato - dal 1997 al 2007- a un significativo incremento della programmazione europea: dal 60% al 67%, per poi decrescere negli anni successivi. Un rallentamento dovuto a fattori sistemici, quali la recessione e a fattori endogeni, quali le scelte editoriali delle emittenti commerciali orientate verso prodotti extra-europei, in particolare statunitensi, che godono di vantaggi in termini di convenienza e di appeal presso il pubblico. “Negli Stati membri – ha spiegato infine - la fiction trasmessa è per il 49% di origine statunitense e per il restante 51% derivante da produzioni o coproduzioni nazionali e comunitarie”. La differenza è nell’approccio linguistico, mentre il prodotto statunitense viene doppiato per prassi (nei grandi paesi doppiatori, ovviamente) il prodotto europeo non di lingua inglese resta quasi sempre in originale con i sottotitoli, infilandosi così in un ghetto culturale, ma soprattutto non ha accesso al grande mercato anglofono e resta quindi escluso dal circuito planetario dell’audiovisivo.

Cinema europeo all'estero

Bruxelles, ottobre 2012

L’Osservatorio europeo dell’audiovisivo ha pubblicato lo studio Theatrical export of European films in cui verifica circolazione e risultati dei film europei sui principali mercati esteri. Dieci i mercati studiati: USA/Canada, Australia, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Corea del Sud, Messico, Nuova Zelanda e Venezuela.
Nel 2010, sono stati 1.281 i film europei usciti esclusivamente in sala in almeno uno dei 27 mercati UE o dei 10 extraeuropei considerati nel Rapporto. Oltre il 90% di questi film sono stati distribuiti in Europa e appena 103 di questi (8%) sono stati proiettati in sale extraeuropee. In totale, sono stati venduti oltre 378 milioni di biglietti di cui 70,4 milioni fuori dall’Europa. In altre parole, circa il 19% delle entrate dei film europei sono state generate fuori dall’Europa con un calo del 16% rispetto all’anno precedente. In particolare il mercato USA rappresenta il 62% di tutte le entrate dei film europei per un valore di oltre 232 mln€, mentre i film del Regno Unito hanno staccato fuori dall’Europa 25 milioni di biglietti coprendo il 36% delle entrate. La percentuale dei film italiani è sotto l’uno per cento. Per farsi inviare lo studio cliccare qui: http://www.obs.coe.int/oea_publ/market/theatrical_export_2010.html

Due lamentazioni

Roma, settembre 2012

La prima di Claudio Santamaria, uno degli attori italiani maggiormente interessanti che - chiamato a doppiare Christian Bale nella versione italiana del Cavaliere Oscuro, ultimo film della nota saga di Batman - dichiara: «Per la paura della pirateria ci hanno fatto lavorare al buio. Durante le scene lo schermo si oscurava, era tutto nero, solo quando uno degli attori iniziava a parlare si scopriva un tondo. Era pazzesco trovare il sincro col personaggio e l'intonazione in quell'attimo. Meno male che il direttore del doppiaggio Marco Mete ci ha veramente aiutato».
La seconda di Gabriele Muccino: «In Italia il doppiaggio è un’abitudine che non accenna ad andarsene. Anche gli addetti ai lavori guardano i film doppiati e questo ha abbassato la percezione degli attori italiani che spesso non sanno come recitano realmente Meryl Streep, Robert De Niro o Al Pacino. Per me che lavoro spesso in America vedere un film doppiato è come spararsi in bocca perché mesi di lavoro del regista vengono annientati. Oggi internet ci sta permettendo di uscire dal nostro cortile e confrontarci finalmente con il resto del mondo. Viviamo un’epoca di globalizzazione totale, ma questa apertura verso l’esterno per me questo è un fenomeno positivo».

Giornata delle Lingue

Roma, settembre 2012

E' dedicata a “La traduzione audiovisiva” la Giornata europea delle lingue organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e si svolgerà il 26 settembre a partire dalle ore 10 nella sede di via IV Novembre, 149 a Roma. Nella mattinata, dopo i saluti del Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e del Presidente dell’Istituzione Biblioteche, interverranno Carlo Eugeni, che affronterà il tema dell'Europa delle lingue attraverso uno studio sulla correlazione tra traduzione audiovisiva e apprendimento delle lingue straniere, Ewelina Jelenkowska metterà invece in evidenza il “caso polacco”, dove un lettore si sovrappone all’audio originale, Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli terranno la conferenza “Tradurre il cinema: tra cultura e mercato” e presenteranno il progetto AltroCine per favorire la circolazione del cinema europeo, e infine Massimo Saidel dell’ambasciata francese proporrà la diffusione della versione originale nei cinema italiani. Una seconda sessione avrà luogo nel pomeriggio presso la Casa delle Traduzioni - in via degli Avignonesi, 32 - con un laboratorio tenuto da Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli che analizzeranno i modi di tradurre il cinema in relazione al doppiaggio e ai sottotitoli. Verranno approfonditi i due metodi attraverso l’esercitazione pratica e l’analisi dei diversi risultati. Agli intervenuti sarà donata dalla Commissione europea una copia del volume Tradurre per il doppiaggio, Milano: Hoepli, 2005. Una terza sessione è prevista al Cinema del centro Saint-Louis de France - in largo Toniolo, 20 - alle ore 19 con la proiezione del film Le mépris di Jean-Luc Godard, in versione originale. Il film, tratto da Il disprezzo di Alberto Moravia, vide il ritiro della firma del regista svizzero a causa delle manipolazioni avvenute nel montaggio e nel doppiaggio della versione italiana.

Visioni lagunari

Venezia, settembre 2012

Presentato alla Mostra del Cinema il secondo quaderno dell’Anica - a cura di F. D’Urso e F. Palleschi - sullo stato del cinema italiano all’estero. Il primo volumetto era stato presentato nel 2011, ma da allora le cose non sono cambiate, tranne la quantità dei dati. Infatti lo studio aggiornato offre un’impietosa e lucida visione del nostro cinema che stretto nella dimensione provinciale dei suoi autori e produttori non riesce a uscire dai confini nazionali (anche perché rigorosamente sottotitolato). Una realtà non certo nuova, frutto di politiche assistenziali e clientelari che non riesce a metabolizzare il suo rinnovamento, né in Europa, né oltre, anche per mancanza di politiche e strategie adeguate, sia economiche, sia culturali. Un cinema che non circola e che rischia di conseguenza l’inaridimento definitivo con le gravi conseguenze che si possono immaginare sul fronte culturale. Lo studio è disponibile sul sito dell’Anica: http://www.anica.it/online/index.php/studi-anica/quaderni-anica/n6-lexport-di-cinema-italiano-2006-2010.html

Perdite

Lucignano - 5 settembre

Si è spento a 87 anni e dopo cinquanta anni di carriera sempre ai massimi vertici Mario Maldesi, maestro del doppiaggio italiano, grande artista e uomo di cultura. La lista dei suoi lavori è interminabile. Per ricordarlo, o scoprirlo, suggeriamo il suo sito www.mariomaldesi.it, l’intervista pubblicata su questa rivista e il recentissimo prezioso video.

NON SOLO GROVIERA

Bellinzona, settembre

Per iniziativa di Babel 2012, Festival svizzero di letteratura e traduzione, si svolgeranno nella capitale del Canton Ticino due workshop di 18 ore sulla traduzione per l’audiovisivo, il primo sull’adattamento del dialogo per il doppiaggio, tenuto da Filippo Ottoni, presidente dell’Aidac (associazione italiana dialoghisti adattatori cinetelevisivi), e il secondo sulla sottotitolazione, tenuto da Elvira De Majo, titolare della Ombre elettriche. I due laboratori - a numero chiuso e al costo di 360 franchi svizzeri - si svolgeranno dal 13 al 16 settembre. Per info: ricerca@babelfestival.com

PERDITE

Roma, 19 agosto

Muore a soli 42 anni Laura Latini, grande professionista del doppiaggio e figlia d’arte. Del padre, Franco Latini, insuperato interprete dei più grandi personaggi dei cartoni animati, aveva ereditato la grande versatilità della voce che le permetteva di coprire brillantemente i ruoli più disparati. Lascia infatti un repertorio vastissimo di interpretazioni, sia nel cinema sia nella produzione televisiva, segno incancellabile del suo talento.

Sottotitoli all'attacco

Milano, agosto 2012

La nuova applicazione MovieReading viene promossa ufficialmente per permettere ai sordi e agli stranieri - al costo di un euro e mezzo - di seguire i film attraverso la lettura dei sottotitoli sul palmare o sul telefonino, o forse meglio attraverso degli occhialetti speciali, ma in una visione di più lungo respiro che guarda a una crisi del cinema in Italia ormai generalizzata con valori percentuali in picchiata (-17%, dati Cinetel), rappresenta forse il de profundis del doppiaggio. Con un pubblico ormai ridotto all’osso vale ancora la pena investire denaro in una pratica così costosa? La sperimentazione partirà a Milano in occasione della rassegna estiva di cinema all’aperto Arianteo, lì si vedrà se la presa sul pubblico potrà garantirne lo sviluppo. Le premesse ci sono: azzeramento dei costi del doppiaggio, significativa riduzione dei costi del sottotitolaggio e allargamento del pubblico multilingue. Il conto alla rovescia è iniziato.

Abbasso Garfield?

Napoli, 27 luglio 2012

 A quanto pare stavolta Garfield l’ha fatta grossa. Il noto gatto protagonista della serie The Garfield Show infatti si sarebbe reso complice di razzismo culturale antimeridionalista, in quanto in un episodio ("Glenda and Odessa") un altro gatto si rende protagonista di un furto di costolette comunicando con in suoi complici in dialetto napoletano. Il ''Movimento Neoborbonico'' e il ''Parlamento delle Due Sicilie'' (www.neoborbonici.it) hanno inviato una diffida ai responsabili della rete che sta trasmettendo la serie, ''Boing Tv'', e alla casa di produzione Usa con la richiesta di scuse nei confronti del popolo napoletano e di modifica del doppiaggio. Nel comunicato il portavoce Gennaro De Crescenzo rileva che: “Napoli e il Sud hanno la necessità e l'urgenza di ritrovare, dopo oltre 150 anni, il rispetto, l'orgoglio e la dignità troppo spesso cancellati da episodi solo apparentemente secondari”.  A quanto pare dagli Stati Uniti è arrivata dopo poche ore una risposta in cui informano di essere stupiti dell’accaduto, di “avere avviato un'inchiesta e di essere disponibili, in caso di riscontri positivi, ad eliminare dalla programmazione l'episodio incriminato”.  Perdurando il silenzio dell’emittente, ci viene il sospetto che il cartone animato originale non contenesse nulla di offensivo e che la brillante variazione - tipicamente italiota - sia avvenuta a totale insaputa della casa di produzione in qualche sala doppiaggio, romana o milanese, non certo al Vomero o a Mergellina.

Comunicati balneari

Roma, luglio 2012

Con un breve comunicato i sindacati SAI SLC Cgil, FAI Fistel Cisl e Unda Uilcom Uil informano gli addetti del doppiaggio dell’avvenuto incontro con i vertici dell’Anica, i quali “hanno confermato che è in atto un lavoro per consolidare la Delegazione Aziendale che parteciperà ai lavori contrattuali”. Per la cronaca, a sottoscrivere il rinnovo del Ccnl erano state chiamate nei mesi scorsi alcune imprese di doppiaggio che poi avevano abbandonato il tavolo. I sindacati avevano risposto proclamando lo stato di agitazione che però ora è stato ritirato vista la volontà di “riaprire i lavori non appena conseguito il consolidamento della Rappresentanza Aziendale”. La Delegazione Sindacale, nel lamentare “una eccessiva dilazione dei tempi che gioca solo a favore delle imprese” auspica di avere notizie dopo la pausa estiva o quanto meno dopo la Mostra del Cinema di Venezia.

PERDITE

Roma -Teheran, 26 giugno 2012

Se ne è andato Sergio Jacquier, traduttore dialoghista e autore teatrale e radiotelevisivo. Era del 1923, e dal dopoguerra aveva collaborato incessantemente con tutte le società di distribuzione statunitensi fino agli anni duemila, curando - tra le centinaia di pellicole adattate - le versioni italiane di quasi tutti i film di Woody Allen. Jacquier si era dedicato anche al teatro collaborando alla traduzione e all'adattamento di testi stranieri.

E’ deceduto a 97 anni anche Ali Kasmaie, il maestro del doppiaggio iraniano, conosciuto come il fondatore dell'arte del doppiaggio persiano. Kasmaie aveva iniziato la sua carriera artistica nel 1952, dopo aver studiato economia presso l’Università di Teheran ed era molto popolare in Iran, anche per le sue magistrali interpretazioni in film come My Fair Lady, il Dottor Zivago, e Amleto.

DATI FRESCHI

Roma, giugno 2012

Pubblicato anche quest’anno il Rapporto sul mercato e l’industria del cinema in Italia curato dalla Fondazione dello Spettacolo della Conferenza Episcopale Italiana con la collaborazione di Cinecittà Luce e sostenuto economicamente dal MiBAC. Anche in questa edizione il “sistema cinema”- in stato di profonda crisi sul fronte della distribuzione e dell’esercizio - è analizzato nel dettaglio e la pubblicazione è ampiamente provvista di dati - aggiornati al 2011 - relativi alla produzione, alla distribuzione e alle industrie tecniche. Come sempre non mancano informazioni sul doppiaggio; secondo il campione analizzato (mancante quest’anno del dato riguardante la SefitCdc, mentre il dato riguardante la Technicolor post-produzione non è scorporabile da quello sviluppo e stampa e quindi non è stato inserito), nel 2010* i ricavi generati dalle società di edizione e doppiaggio ammontano a 40.975.502 €, così divisi:

-La Bibi.it: 5.729.028 (5.360.765)
-Dubbing Brothers: 5.277.603 (4.893.436)
-Pumais due: 4.564.482 (5.322.797)
-Cvd: 3.740.114 (3.483.332)
-Fono Roma: 3.107.650 (3.270.943)
-Pcm Audio: 2.929.240 (3.039.890)
-Post in Europe: 2.820.100 (2.207.710)
-Studioasci: 2.530.826 (2.310.321)
-Studio Pv: 2.321.852 (3.100.653)
-Sedif D: 2.290.263 (2.069.441)
-Colby (sottotitoli): 2.069.305 (1.907.902)
-Laserfilm (sottotitoli): 1.865.673 (1.868.329)
-D4 Srl: 1.957.613 (1.729.366)

*: Tra parentesi il valore dell’anno precedente
Per chi volesse maggiori informazioni, segnaliamo che i dati sono disponibili su www.cineconomy.com

PERDITE

Perugia, 3 giugno 2012

Purtroppo se ne è andato anche Sergio Tedesco. Era nato nel 1928 e aveva iniziato la sua vita nello spettacolo attraverso il teatro. Approdato nel doppiaggio, non lo ha più abbandonato, diventando un grande professionista e regalandoci centinaia di interpretazioni tutte di altissimo livello, tra cui ricordiamo quella di Mickey Rooney in Colazione da Tiffany, di Robert Duvall in MASH, di John Hurt in Un uomo per tutte le stagioni, di Tony Musante nel bellissimo New York Ore 3: L'ora dei vigliacchi, di Ian Holm in Robin e Marian, di John Candy in JFK, di Donald Pleasance in Soldato blu e infine di Johnny Weissmuller nei vecchi film della serie Tarzan. Era anche apprezzatissimo interprete dei personaggi dei cartoni animati, disneiani e non. Tra tutti, la voce di Kaa, nel Libro della Giungla.

DELOCALIZZATE LEI

Roma, maggio 2012

Le associazioni 100AUTORI, AIDAC, AMC, ANAC, ANART, ART, ARTICOLO 21, ASC, ASIFA, COMITATO 3, DOC/IT, DOCUMENTARISTI ANONIMI, FIDAC, SACT, SAI-CGIL, SALA, SLC-CGIL, USIGRAI hanno diramato il seguente comunicato, in coincidenza con la manifestazione in piazza Montecitorio del 29 maggio alle ore 17, 30:
Gli autori e i lavoratori dell’audiovisivo denunciano l’immobilismo del Governo e del Parlamento di fronte allo stravolgimento della missione di servizio pubblico della Rai e al baratro cui la gestione editoriale e aziendale, chiudendosi a qualunque forma di dialogo, sta trascinando l’intero settore.
Invece di intervenire sulla progressiva dequalificazione culturale e di intaccare sprechi e privilegi dell’elefantiaco apparato, si sono fatti 150 milioni di tagli agli investimenti sul prodotto, con decine di opere cancellate, e migliaia di giornate lavorative perdute.
Un danno economico e culturale incalcolabile: per l’azienda, per i lavoratori, per gli spettatori e per tutti i cittadini italiani.
L’audiovisivo, come tutto il settore della creazione culturale, non è un costo, ma una formidabile risorsa. Per ogni euro investito, ne produce 2,1.
Chiediamo dunque che il Governo operi per consentire il rinnovo immediato del Consiglio di amministrazione e della Direzione Generale sostituendo la dottoressa Lei e il resto dell’attuale gruppo dirigente con personalità di riconosciuto valore e autonomia in grado di mettere al centro del progetto di rilancio dell’azienda la sua missione di servizio pubblico e un profondo rinnovamento culturale, editoriale e gestionale.
Per ridare nuovo slancio a un’industria di importanza strategica per il paese, che occupa 250 mila lavoratori, occorre nell’immediato:
- la ripresa di una politica di investimenti sull’audiovisivo che rinunci all’acquisto di format stranieri e promuova la diversificazione delle opere, attraverso la ricerca di nuove idee, nuovi autori, nuovi modelli produttivi, nuovi pubblici e un grande progetto di investimento editoriale che accolga la sfida della trasformazione di modelli estetici e produttivi innescata dal web;

- la cessazione immediata delle innumerevoli pratiche vessatorie che la Rai impone sui contratti degli autori, dei lavoratori, dei documentaristi e anche dei produttori, insieme a un impegno diretto alla definizione dei contratti collettivi degli autori e degli attori (tra cui quello del doppiaggio);

- l’apertura di un processo di consultazione pubblico e aperto a tutti i portatori di legittimi interessi per il nuovo Contratto di Servizio 2013-2015, che recepisca quanto necessario per un rilancio qualificato dell’industria italiana dell’audiovisivo;

- la fine della pratica della delocalizzazione che non solo danneggia gravemente gli artisti, i lavoratori e l’erario italiano, ma compromette la qualità delle opere e dunque i diritti degli spettatori;

- una radicale riforma della regolamentazione sulle quote di investimento e programmazione della fiction d’acquisto che favorisca le opere europee, le produzioni indipendenti e le coproduzioni.

La Rai deve tornare a essere protagonista del rinnovamento culturale del paese.

Perdite

Roma, 9 maggio 2012

Scompare all’improvviso l’attore Danilo De Girolamo lasciando un profondo senso di vuoto nell’ambiente del doppiaggio dove era molto apprezzato, sia per il suo valore artistico, sia per il grande impegno nelle politiche della categoria. Dopo la formazione avvenuta alla Bottega Teatrale di Firenze, dove in seguito avrebbe anche insegnato, aveva recitato per lo Stabile di Torino, dell’Aquila, per il Teatro popolare di Roma e aveva partecipato anche al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Era molto attivo anche nella docenza, insegnando presso il Bellini di Napoli e l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa. È stato - tra i tanti personaggi interpretati - la voce di Alan Cumming, Jack Davenport, Matthew Modine, David Thewlis e Ulrich Tukur ed era anche considerato un ottimo direttore di doppiaggio. Era componente del Comitato consultivo del Nuovo Imaie, del Direttivo nazionale del Sindacato attori e, dal 2004, era presidente dell’ANAD, l’associazione nazionale attori doppiatori.

Che cosa accade in Francia

Parigi, maggio 2012

Come previsto dalla “Carta delle buone prassi” firmata nel 2011, professionisti del doppiaggio, committenti e imprese hanno tenuto, sotto l’egida del Centro nazionale di cinematografia, una prima riunione per stabilire i nuovi minimi tariffari. Nella riunione è stato affrontato anche il problema del non rispetto dei minimi da parte di alcune società di doppiaggio; su questo argomento il CNC realizzerà, in tempi brevi, uno studio sui costi della filiera del doppiaggio e del sottotitolaggio e sulle prospettive del mercato.

Ascolti in calo?

Roma, maggio 2012

Tra metà marzo e metà aprile - secondo l'Istituto di Economia dei Media - le principali reti televisive USA hanno registrato perdite di ascolto nel prime time che variano dal 3% della NBC al 21% della ABC.
E in Italia? Esattamente il contrario, almeno per il momento. Stando alle rilevazioni dell’Auditel, negli ultimi anni i telespettatori - passati da 24,4 milioni nel 2006 a 25,1 milioni cinque anni dopo, con un incremento medio di 700 mila spettatori - hanno mediamente dedicato 20 minuti in più al giorno alla televisione, passando da 238 a 258 minuti, ben oltre le quattro ore. Insomma, la platea aumenta ma il pubblico viene spalmato su un numero superiore di canali e la fruizione è frammentata. Ne hanno risentito soprattutto i principali broadcaster italiani come Rai e Mediaset che hanno perso pubblico - intorno al 3% - per via della migrazione dei telespettatori sui canali del digitale terrestre e della pay-Tv satellitare.
La chiave del successo di pubblico resta la fiction e nel 2011 l’Italia s’è distinta come primo mercato Tv europeo per l’importazione di fiction statunitense - come rileva un recente studio coordinato dalla Essential Television Statistics, Madigan Cluff e Digital Tv Research - trasmettendo il 63% (1.192 ore) di fiction in prima serata, con un totale di 10.668 ore, mentre le entrate pubblicitarie generate dalla fiction d’acquisto sono arrivate a 873 milioni di euro, con un incremento di 31 milioni rispetto all’anno precedente. Rapportando le entrate pubblicitarie ai costi di acquisto (circa 550 milioni di euro), risulta che le reti italiane hanno ricavato dalla fiction straniera profitti per 323 milioni.

Tavoli traballanti

Roma, aprile 2012

Dopo la richiesta dei 171 lavoratori del doppiaggio di veder indetta da parte delle rappresentanze Cgil, Cisl e Uil una assemblea
urgente per affrontare i problemi connessi al rinnovo del ccnl, i sindacati il 18 aprile hanno indetto l'assemblea della categoria fissando purtroppo la data il 23 aprile, nel bel mezzo del lungo ponte che andava dal sabato 21 al lunedì 26. Alla attesa riunione si contavano ben 54 addetti che - ridottisi a 39 intorno alle 23 - hanno approvato in 19 (13 contrari e 8 astenuti) una mozione presentata dal Sai che prevede lo stato di agitazione (e più precisamente il rispetto integrale del ccnl vigente) finché il tavolo delle trattative non verrà riaperto. Infatti la precedente riunione del tavolo contrattuale del 7 aprile era stata disertata – oltre che dalla committenza, e cioè dalle televisioni e dai distributori cinematografici - da un cospicuo gruppo di imprese (CAST DOPPIAGGIO SRL, CDC SEFIT GROUP SPA, CVD SCRL, DEA 5 SRL, LA BIBI.IT SRL, POST IN EUROPE SRL, PUMAIS DUE SRL, ROY FILM SRL, TECHNICOLOR SPA, VIDEO SOUND SERVICE SRL) in aperto disaccordo con la linea impostata dall’Anica che intende apportare profonde modifiche all’orario di lavoro.

La carica dei 171

Roma, marzo 2012

Sale la temperatura nelle sale di doppiaggio, ma non solo per l’arrivo della primavera: infatti, non sarà per la crisi Rai che afferma però di avere i bilanci in pareggio, non sarà per la crisi Mediaset che smentisce di voler licenziare dipendenti, ma solo di voler asciugare i costi, non sarà per la Siae commissariata che non riesce a rinnovare i contratti per l’equo compenso con Rai, Mediaset e Sky, non sarà per la cronica crisi del cinema (-17%), alla quale siamo ormai abituati, come ci si abitua al nonno che si addormenta a tavola, non sarà per SKY che - controcorrente - denuncia il successo, anche economico, del suo bouquet, non sarà per la Sedif che vuole tagliare del 67% i compensi degli attori che doppiano i Simpson, non sarà per l’Inps (ex-Enpals) che denuncia un aumento delle lavorazioni in nero e quindi dell’evasione contributiva, non sarà infine per la spaccatura in atto tra le società di servizio del doppiaggio, rappresentate dall’Anica, che non si accordano sull’organizzazione del lavoro, non sarà perché il tavolo non è rappresentativo degli interessi in gioco, ma quello che è certo è che in tutto questo ribollire fumoso gli addetti del settore artistico del doppiaggio stanno dimostrando di avere chiarezza di vedute, ingrossano le file e chiedono altrettanta chiarezza ai sindacati che hanno il compito di rinnovare il contratto nazionale di lavoro scaduto da tempo, con una lettera firmata da centinaia di professionisti (dialoghisti, direttori, attori e assistenti), in cui si ribadisce “di ritenere utile e urgente discutere e confrontarci con i sindacati sullo stato e sulle prospettive della trattativa, nonché di condividere l’agenda dei lavori.” I 171 firmatari – in costante aumento - chiedono pertanto che sia indetta un’Assemblea generale del doppiaggio nel più breve tempo possibile, confidando che i sindacati “ritengano altrettanto utile e proficuo un confronto” con i lavoratori e abbiano quindi “interesse a conoscere i loro orientamenti”. Seguono le firme: Faustina Alberti, Michela Alborghetti, Bruno Alessandro, Liliana Alparone, Daniela Altomonte, Emanuela Amato, Diana Anselmo, Flavio Aquilone, Silvia Bacinelli, Angiola Baggi, Nanni Baldini, Viviana Barbetta, Emanuela Baroni, Marco Baroni, Antonella Bartolomei, Gianfranco Battistini, Rodolfo Bianchi, Toni Biocca, Elettra Bisetti, Fabio Boccanera, Laura Boccanera, Federica Bolognesi, Francesca Bregni, Stefano Brusa, Paolo Buglioni, Ruggero Busetti, Luigi Calabrò, Daniela Calò, Simona Cameracanna, Edoardo Cannata, Elettra Caporello, Fabrizia Castagnoli, Clelia Castaldo, Rosalba Castaldo, Claudia Catani, Roberto Certomà, Francesca Chicca, Monica Chiovoloni, Angela Citterich, Chiara Colizzi, Ennio Coltorti, Ezio Conenna, Paolo Corridore, Marco Cortesi, Marina D’Aversa, Luca Dal Fabbro, Vittorio De Angelis, Agostino De Berti , Federica De Bortoli, Claudio De Davide, Stefano De Filippis Monteverdino, Roberta De Roberto, Sara de Santis, Benedetta Degli Innocenti, Riccardo Deodati, Eleonora Di Fortunato, Irene Di Valmo, Gemma Donati, Sabrina Duranti, Simona Esposito, Donatella Fantini, Valentina Favazza, Giorgio Favretto, Pieraldo Ferrante, Sara Ferranti, Gabriella Filibeck, Maurizio Fiorentini, Sergio Fiorentini, Roberta Gasparetti, Luca Ghillino, Antonella Giannini, Chiara Gioncardi, Luca Graziani, Leonardo Graziano, Marina Guadagno, Christian Iansante, Micaela Incitti, Saverio Indrio, Elisabetta Ingino, Fiamma Izzo, Alessandra Korompay, Emidio La Vella, Georgia Lepore, Giorgio Lopez, Eliana Lupo, Melissa Maccari, Stefano Andrea Macchi, Lorenzo Macrì, Angelo Maggi, Mario Maldesi, Francesco Mannella, Maria Novella Marcucci, Valentina Mari, Manuela Marianetti, Eugenio Marinelli, Daniela Mazzarotta, Fabrizio Mazzotta, Silvia Menozzi, Rosalba Mereu, Marco Mete, Stefano Miceli, Gianfranco Miranda, Stefano Mondini, Saverio Moriones, Edoardo Nevola, Luciana Occhipinti, Rosalba Oletta, Niseem Onorato, Sara Onorato, Beatrice Orlandini, Luigi Otane Scribani, Filippo Ottoni, Lucia Paccoi, Mimmo Palmara, Lino Pannofino, Rachele Paolelli, Mario Paolinelli, Daniela Papa, Mary Pellegatta, Mauro Pelliccioni, Roberta Pellini, Loris Peota, Emanuela Petrolati, Raffaele Pezzulli, Alberto Piferi, Leonardo Piferi, Susanna Piferi, Cristina Poccardi, Sergio Poliandri, Nino Prester, Fabrizio Pucci, Davide Quatraro, Francesca Romana Raffi, Ermanno Ribaudo, Francesca Rizzitello, Luciano Roffi, Laura Romano, Riccardo Rossi, Alessia Rubini, Emanuele Ruzza, Alessandra Sani, Ida Sansone, Silva Savigni Tommasi, Loris Scaccianoce, Sonia Scotti, Francesco Sechi, Mattea Serpelloni, Silvana Sodo, Renzo Stacchi, Ilaria Stagni, Giorgio Tausani, Lily Tirinnanzi, Gianpietro Tomasini, Francesco Trifilio, Massimo Triggiani, Francesco Vairano, Simone Veltroni, Marco Vivio, Marisa Volonnino, Monica Volpe, Monica Ward, Evita Zappadu.

Ipse dixit

Milano, febbraio 2012

L'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera il 25 febbraio torna sulla sua idea delle tre I, sottolineando quanto poco gli italiani conoscano l’inglese, e chiede che la Rai "con un costo inferiore a quello del doppiaggio, e senza neppure subire perdite sulla pubblicità, non solo su canali dedicati, potrebbe e/o dovrebbe ogni settimana trasmettere in prima serata, ad esempio sulla seconda Rete, uno o più film in lingua originale inglese sottotitolati in italiano". Questo - prosegue Tremonti - non perché "ciò potrebbe avvantaggiare le televisioni commerciali", ma perché "ne traggano un maggior vantaggio i nostri giovani, le nostre famiglie, soprattutto quelle meno ricche. Perché l'inglese i figli dei ricchi lo imparano con i mezzi di famiglia. E gli altri? Serve una norma di legge che modifichi in questo senso il cosiddetto Contratto nazionale di servizio? Il testo è pronto. C'è qualcuno che è disposto presentarla e firmarla in Parlamento od a sostenerla come proposta popolare nel Paese?"

Cieli senza nuvole

Roma, febbraio 2012

Riportiamo il comunicato stampa diffuso da Fox Italy: «Dagli ascolti televisivi alla raccolta pubblicitaria, alle iniziative di Brand Integration: il 2011 è stato un anno record per Fox Channels Italy. Nella fascia più pregiata e competitiva del mercato, il prime time, il gruppo televisivo presente sulla piattaforma satellitare Sky chiude l'anno con un ascolto medio di 430 mila spettatori: rispetto al 2010 la crescita è stata del 12%. La share tv registra il record di sempre in prime time con l'1,7%, che su target commerciale 15-54 anni sale al 2,4%. Anche la share su Sky segnala un record ed è pari al 21%. Anche i singoli canali del gruppo registrano una serie di record rilevanti. Fox segnala il suo record di ascolti in prima serata con un incremento del 16% rispetto all'anno precedente: 'Terranova', il kolossal televisivo firmato Steven Spielberg, è risultata la serie Tv più vista di sempre su Sky con un ascolto medio cumulato di 750.000 spettatori a episodio. Record anche per FoxLife: + 15% in prime time rispetto al 2010. La serie più vista del canale 114 di Sky è stata 'Grey's Anatomy', con una media di 420 mila spettatori a episodio. FoxCrime si conferma ancora una volta il canale più visto di Sky: record in prime time con un ascolto medio giornaliero di 160 mila persone (+16% rispetto al 2010). E mostra anche la maggiore permanenza di pubblico dopo RaiUno e Canale 5 con una media di 62 minuti al giorno: gli abbonati Sky trascorrono almeno un'ora della propria giornata a guardare il canale 117. 'CSI 11' è la serie record del canale con 440mila telespettatori medi a episodio. Record di ascolti anche per FoxRetro: + 31% rispetto all'anno passato. Numeri da record anche sul fronte dei canali di documentari di Fox Channels Italy. National Geographic Channel ottiene il record di ascolti della sua storia italiana con una crescita nel prime time del 10% rispetto all'anno precedente. Da ricordare la prestazione di 'Cosa ti dice il cervello?', che con un ascolto medio di 143 mila spettatori è stata la serie documentaristica più vista di sempre su Sky. Anche History fa il proprio record di ascolti con un incremento del 16%. Nat Geo Wild vede crescere gli spettatori in prima serata del 13%: record assoluto per il canale 409 di Sky. Mentre "Man Vs Food" è la serie più vista da sempre su Nat Geo Adventure. Il successo crescente negli ascolti si accompagna alla fiducia degli investitori pubblicitari nei confronti dei brand e dei programmi del gruppo Fox. Anche la raccolta pubblicitaria sfonda il muro dei 100 e registra un record: 108 milioni di euro (+ 11% rispetto all'anno solare 2010). Si tratta di un risultato reso possibile anche grazie alle iniziative di Brand Integration che hanno toccato quota 10,2 milioni di euro: + 28% rispetto allo scorso anno e pari ormai a quasi il 10% dell'intera raccolta pubblicitaria del gruppo. Va ricordata infine anche l'ottima performance di .Fox (punto Fox), la concessionaria di pubblicità on line del gruppo. Nell'anno solare 2011 ha visto crescere la percentuale sul fatturato netto del 26,4%».  Dal nostro punto di vista noi ricordiamo che questi risultati sono stati possibili - visto che la programmazione di cui si parla è composta quasi esclusivamente da prodotti stranieri - grazie al doppiaggio che, come è noto, moltiplica per 8 gli ascolti.

Perdite

Roma, 11 gennaio 2012

Ci ha lasciato anche Mario Maranzana, l’11 gennaio. Nato a Trieste nel 1930 si diploma all’Accademia nel ’54 e da allora diventa uno dei protagonisti della grande stagione culturale degli anni ’60 e ’70 interpretando una lunga serie di personaggi in teatro, cinema e tv. Attivo anche nel doppiaggio ha interpretato ruoli di rilievo in molti film che resteranno nella storia del cinema, quali "Barry Lindon", "Frankenstein Junior", "Donna Flor e i suoi due mariti" e "Cyrano de Bergerac". Buon viaggio, ispettore Lucas.

Crisi di mercato e di valori

Roma, gennaio 2012

Cresce l’agitazione nel doppiaggio. In un’assemblea autoconvocata e partecipatissima - il teatro romano dell’Arcobaleno era pieno zeppo - i professionisti del doppiaggio: attori, direttori, dialoghisti e assistenti, ma anche tecnici e molti rappresentanti delle imprese, hanno discusso i problemi del settore e individuato alcune soluzioni per uscire dallo stato di crisi che ancora non ha permesso il rinnovo del Contratto nazionale, scaduto da oltre un anno. Molte le lamentele e le denunce di cattivo comportamento di gran parte delle imprese di servizio del doppiaggio sia sul fronte del rispetto della normativa e delle tariffe minime, sia su quello del ritardo dei pagamenti e dell’evasione dei versamenti previdenziali Enpals. Una situazione generale compromessa che - acuita da una flessione delle lavorazioni - dimostra come sia in atto una guerra a coltello tra le società per l’acquisizione delle commesse a prezzi sempre più stracciati e che porta - sia a Roma sia a Milano - a turni di lavoro sempre più compressi con un’inevitabile crollo della qualità e dei livelli professionali. È stata inoltre stigmatizzata la nascita incontrollata di una miriade di cosiddette “scuole di doppiaggio” che millantano l’inserimento nel mondo del lavoro e che invece gettano sul mercato ragazzi impreparati ma disponibili a lavorare a ogni condizione, spesso gratuitamente. Il rischio di azzeramento di quella che molti hanno definito un’eccellenza italiana è dunque reale e la categoria, nel ritenerlo inaccettabile, ha richiamato tutti i professionisti a un’assunzione di responsabilità che prenderà forma in una prossima assemblea - che si terrà prima dell’incontro previsto tra l’Anica e i sindacati il 19 gennaio - attraverso l’approvazione di una mozione che prevede da una parte il massimo sostegno alla piattaforma sindacale già presentata, mettendo in rilievo l’assoluta e inderogabile necessità di stipulare il rinnovo contrattuale non con le imprese di servizio ma con il vero committente (le emittenti televisive - tra cui SKY che genera oltre il 30% del lavoro di doppiaggio - e i distributori cinematografici), dall’altra l’impegno a modificare i propri comportamenti con l’applicazione rigorosa delle norme stabilite dal Contratto nazionale, tra cui centrale quella che prevede, a partire da febbraio, l’emissione diretta della fattura da parte del professionista al termine di ogni lavorazione e comunque entro il mese in cui i turni sono stati effettuati. Saranno inoltre studiate altre iniziative per vedere garantito il versamento dei contributi previdenziali e l’applicazione del Contratto su tutto il territorio nazionale.

Fiction di provincia

Miami, gennaio 2012

Per la prima volta, al Natpe - il principale mercato televisivo americano - che si svolge a Miami Beach dal 23 gennaio, non sarà presente l’Italia, né come venditore, né come acquirente. La fiction italiana resta quindi rigorosamente nei nostri confini, improduttiva (e quindi troppo costosa), non assolvendo quindi neanche alla sua funzione di rappresentare l’immagine dell’Italia all’estero, mentre la fiction d’acquisto deve essere diventata troppo cara per le nostre tasche svuotate dalla dissoluzione del secondo ventennio, o forse troppo bollente (questo perché la magistratura è al lavoro da tempo per analizzare le manovre finanziare più che sospette sull’import dell’audiovisivo) e quindi i commercianti di diritti e le tv nostrane hanno preferito una pausa di riflessione. Tanto ci sono le repliche. Con buona pace per l’affamato settore del doppiaggio, che rischia di restare a dieta, almeno fino ai mercati di Cannes.

Venti di sciopero in arrivo?

Roma, dicembre 2011

Acque agitate nel doppiaggio. Con un comunicato unitario che mostra forte irritazione per l’atteggiamento dilatorio dell’ANICA (l’associazione delle industrie cinematografiche che raccoglie le sigle delle società di distribuzione cinematografica italiana e straniera e di buona parte di quelle televisive) sull’apertura del tavolo per il rinnovo del Contratto nazionale del doppiaggio, scaduto a dicembre 2010, i sindacati confederati CGIL, CISL e UIL, forti del mandato ricevuto dall’Assemblea generale del Doppiaggio che si è tenuta il 16 dicembre scorso, “invitano le parti datoriali a fissare senza ulteriori indugi, e comunque prima delle prossime festività, la data per l’apertura della trattativa contrattuale, con un primo incontro da tenersi entro metà gennaio p.v.”. I sindacati - continua il comunicato – “ritengono immotivato ed inaccettabile l’atteggiamento tenuto finora dall’ANICA, anche alla luce delle forti problematicità che investono il doppiaggio, a partire dal rispetto degli adempimenti normativi contrattuali e dai rapporti con la committenza”. Se la richiesta resterà inevasa, i lavoratori del doppiaggio convocheranno una nuova Assemblea “per assumere le iniziative necessarie”.

Una giornata particolare

Bari, dicembre 2011

Ulteriore occasione di analisi e di studio per il mondo dell’audiovisivo, e stavolta grazie all’Università Aldo Moro di Bari, che il 5 dicembre - a cura della Facoltà di lingue e letterature straniere e del Dipartimento di studi anglo-germanici e dell’Europa orientale - organizza una giornata di studi sulla “Traduzione Audiovisiva nel terzo millennio”. All’ordine del giorno anche alcuni aspetti particolari dell’avt: il sovratitolaggio (teatro, lirica, conferenze, etc), la localizzazione dei videogiochi, i sottotitoli dei così detti fansubbing, i video turistici e il doppiaggio dei film di Bollywood. Per maggiori informazioni: http://tinyurl.com/c4lz8a7

Occasioni mancate

Roma, novembre 2011

Come ogni anno sono stati assegnati i Premi Nazionali per la Traduzione, istituiti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tanti anni fa e che, per la cronaca - dopo aver ignorato da sempre la traduzione per il doppiaggio - furono protagonisti di una gaffe clamorosa attribuendo uno dei premi speciali all’attore Oreste Lionello (che lo ritirò) per la sua opera di traduzione dei film di Woody Allen, provocando l’ilarità generale, ma anche le giuste ire del vero traduttore, Sergio Jaquier, tanto da costringere la Commissione ministeriale a correre ai ripari attribuendogliene un altro l’anno seguente. Dopodiché il nulla. Anche per l’edizione 2011 i premi sono stati conferiti dall’apposita Commissione presieduta da Maurizio Fallace, direttore per le Biblioteche e gli Istituti Culturali, e composta da Franco Buffoni, Riccardo Campa, Francesca Corrao, Daria Galateria, Giulia Lanciani, Andrea Maurizi, Camilla Miglio e Claudia Scandura che hanno deciso di assegnare quattro premi per l’attività di traduzione a: Anna Maria Carpi, Tadahito Wada, alla Casa Editrice La Nuova Frontiera e alla Casa Editrice Nov Zlatorog, e quattro Premi speciali per l’attività di traduzione - quelli che dovrebbero essere assegnati alle ulteriori forme di traduzione, tra cui quindi i traduttori per il cinema e l’audiovisivo, a: Silvia Cosimini, Katerina Vinsova, alla Casa Editrice Mesogea e alla Casa Editrice Corso Verlag. W la letteratura! Abbasso il cinema!

Bufera nell'etere

Roma, novembre 2011

Alle indagini della Procura di Roma in merito alla regolarità delle procedure di vendita di film alla Rai dal 2003 a oggi (si ipotizza a prezzi gonfiati) si aggiungono quelle della Corte dei Conti. La magistratura contabile ha infatti avviato degli accertamenti per quantificare eventuali danni erariali, convocando i direttori di RaiCinema avvicendatisi dal 2000 in poi per chiarire i criteri nella scelta e nel pagamento dei prodotti e i rapporti con le società di mediazione (come nel caso Mediatrade, è coinvolto Farouk Agrama) e le major Usa. Nel mirino anche le società fantasma titolari dei diritti di molti film, italiani e stranieri, con sede a Hong Kong e nell’isola di Man, dove esistono regimi fiscali molto convenienti che permetterebbero l’evasione delle imposte e trasferimenti di capitali all’estero grazie ad accordi fittizi di acquisto o coproduzione. Gli importi sono cospicui, infatti i sette canali generalisti italiani hanno speso per la fiction di importazione nel 2006, 885mln€, nel 2007, 1006mln€, nel 2008, 1002mln€, nel 2009, 886mln€ e 830mln€ nel 2010 per una media complessiva di 11.000 ore all’anno. (dati TiVù dell’11/11)

Analyze this

Lecce, novembre 2011

Segno della sempre maggiore attenzione del mondo scientifico sui molteplici aspetti della trasposizione linguistica dell’audiovisivo, l’Università del Salento organizza una interessante conferenza: Translating Humor in Audiovisual Texts. L’incontro internazionale, coordinato dal Dipartimento di lingue e letterature straniere della Facoltà di lingue e letterature straniere, si svolgerà a Lecce nella Sala convegni - Officine Cantelmo di palazzo Codacci Pisanelli dal 30 novembre al 2 dicembre. Tra i relatori: Patrick Zabalbeascoa, Jorge Díaz Cintas, Marco Cipolloni, Delia Chiaro, Linda Rossato, Giuseppe De Bonis, Toni Biocca, Stefano Leoncini, Anja Jankowska, Rachele Antonini, Lupe Romero Ramos, Chiara Bucaria. Per ulteriori informazioni: http://translatinghumorinavt.beepworld.it/programme.htm

Perdite

Savona, 6 novembre 2011

Claudio Gianetto se ne è andato all’improvviso, nella sua città. Diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, aveva lavorato negli anni con diverse compagnie nazionali, ma era nel doppiaggio - come doppiatore libero - che aveva continuato la sua carriera, non tralasciando mai però l’impegno politico che lo aveva portato nel Direttivo nazionale del Sindacato Attori della CGIL e che negli ultimi anni lo aveva riportato a Savona come attivo e appassionato segretario provinciale del PdCI. Forte è stato il suo impegno per la costruzione della Federazione della Sinistra, fermamente convinto della necessità di una sinistra unita. Riportiamo un passaggio della sua scheda biografica in rete: “Sono nato a Savona il 13 settembre del 1952. Allevato a pane e Antifascismo”. Era spontaneo, sincero, sempre coerente, un militante della coscienza. Ci piace ricordarlo così.

Premi a pioggia

Genova-Roma, novembre 2011

L’attesa premiazione del Festival Voci nell’Ombra in programma il 5 non è avvenuta. Come molte altre manifestazioni, infatti, è stata rinviata a causa delle note e tragiche condizioni del tempo che stanno devastando la Liguria. A Roma invece il Galà delle Voci si è svolto regolarmente, ecco i premiati:
MIGLIOR FILM - Il Discorso del Re
MIGLIOR DOPPIATORE - Davide Perino
MIGLIOR DOPPIATRICE - Federica De Bortoli
MIGLIOR DOPPIATORE NON PROTAGONISTA - Bruno Alessandro
MIGLIOR DOPPIATRICE NON PROTAGONISTA - Domitilla D’Amico
MIGLIOR ADATTAMENTO - Francesco Vairano
MIGLIOR DIREZIONE - Marco Mete
MIGLIOR MIXAGE - Marco Coppolecchia
MIGLIOR ASSISTENTE - Roberta Schiavon
MIGLIOR FONICO - Enzo Mandara

Impariamo le lingue

Bruxelles, novembre 2011

Pubblicato sul sito web della Commissione per l’educazione, l’audiovisivo e la cultura dell’Unione Europea uno studio statistico sull’utilità e la potenzialità del sottotitolaggio nell’apprendimento delle lingue straniere. Il materiale - su cui verrà effettuato un approfondimento dai nostri esperti - è disponibile al seguente indirizzo: http://eacea.ec.europa.eu/llp/studies/study_on_the_use_of_subtitling_en.php

Piovono premi

Genova-Roma, novembre 2011

Sarà un caso (o concorrenza subdola) ma nei primi giorni di novembre si svolgono contemporaneamente due manifestazioni sul doppiaggio. La prima, la quinta edizione del Galà delle Voci, si terrà a Roma all’Auditorium Parco della Musica alle 16,30 del 1 novembre, mentre la seconda, Voci nell’ombra - storico festival del doppiaggio diretto da Claudio G. Fava, giunto alla 15° edizione - si terrà a Genova il 5 novembre alle ore 21 presso Casa Paganini. In entrambi gli eventi verranno assegnati premi ai professionisti del doppiaggio.

Simpson non più a rischio

Los Angeles, ottobre 2011

A sentire The Hollywood Reporter, l’accordo tra gli attori che interpretano i personaggi dei Simpson e la Twentieth Century Fox Television è stato raggiunto. Il nuovo contratto, che prevede una durata di due anni e nessuna partecipazione agli utili del merchandising da parte degli attori-doppiatori, ha trovato il suo punto di equilibrio nella riduzione di circa il 30 per cento dei compensi; di conseguenza ogni attore doppiatore statunitense del cast della storica serie prenderà poco più di 300.000 dollari a stagione, cioè per 22 episodi.

Montalbano no spikinglish

Roma, ottobre 2011

Dopo vari tentativi pilota la Rai è riuscita a vendere al MipCom l’intera serie del “Commissario Montalbano” alla BBC che la trasmetterà in chiaro su BBC4 in prima serata, sottotitolata. Auguriamo all’iniziativa ogni successo anche se temiamo che la scelta di non spendere qualche ghinea per doppiare la serie di film in inglese - come se delle sfumature in sicilianese di Camilleri importasse a qualcuno nella terra di Shakespeare - confermerà l’impraticabilità del mercato britannico per i prodotti audiovisivi italiani. Produrre fiction è estremamente costoso e se non si ottiene un buon risultato economico sui mercati esteri l’industria audiovisiva - stretta nei confini di casa - si atrofizza. Giriamo la riflessione al bravo scrittore italiano affinché porti un po’ di luce nelle nebbiose visioni di RaiTrade e dei produttori nostrali.

Perdite

Mentana, 7 ottobre 2011

Si spegne una bellissima voce del doppiaggio, quella di Gianni Musy, valente attore di teatro, cinema e tv. Era nato a Milano nel 1931. Tra le tante interpretazioni lo ricordiamo nel ruolo di Tommaso Buscetta in “Giovanni Falcone” di Giuseppe Ferrara, in Girolimoni e nel bel cameo in Compagni di scuola di Carlo Verdone; aveva recitato in ruoli centrali anche in molti sceneggiati degli anni ’70: “La freccia nera”, “Le inchieste del commissario Maigret” e “E le stelle stanno a guardare”. Nel doppiaggio ha interpretato attori del calibro di Christopher Plummer (magistralmente in “Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo”), Charlton Heston , Max von Sydow, Ian McKellen, Richard Harris, Burt Lancaster, Albert Finney e moltissimi altri. Una voce calda e profonda che non dimenticheremo facilmente, un attore che ci mancherà.

Simpson a rischio

Los Angeles, ottobre 2011

Fox minaccia di chiudere la serie se i doppiatori americani dei Simpson non accetteranno un taglio del 45 per cento dei loro compensi. La squadra di attori impegnata a dare la voce ai personaggi di Matt Groening - sei attori fissi più un’altra decina saltuari - guadagna attualmente per ogni stagione circa otto milioni di dollari, circa mezzo milione di dollari a testa in media per il solo mercato di lingua inglese. La loro controproposta è stata, 30 per cento in meno ma a patto di partecipare ai ricchi profitti del merchandising. La Fox ha risposto picche e la trattativa è in stallo. Già nel 2004 Dan Castellaneta (Homer e Krusty il Clown), Julie Kavner (Marge), Nancy Cartwright (Bart), Yeardley Smith (Lisa), Hank Azaria (Boe) e Harry Shearer (Mr. Burns e Ned Flanders), nonostante le minacce di vedersi sostituiti, entrarono in sciopero per il rinnovo del loro contratto e vinsero il braccio di ferro con la Fox. Sarebbero in grado di fare la stessa cosa i loro omologhi europei?

La Spagna dice: basta doppiaggio

Madrid, ottobre 2011

Il dibattito sull’obbligo di distribuire la versione originale sottotitolata dei film stranieri anima da qualche settimana il mondo del cinema spagnolo, paese dove - come è noto - la maggior parte delle pellicole è distribuita doppiata. Recentemente infatti il Senato ha approvato una mozione che impegna il governo ad adottare alcune misure per garantire il diritto di accedere ai contenuti in versione originale sia al cinema che in televisione. Si chiede inoltre che la versione di base per la trasmissione televisiva sia quella originale. Questa mozione, presentata dal gruppo socialista, è stata accolta con molto favore dal ministero della Cultura, che, d'accordo con il ministero dell'Istruzione e le Comunità Autonome, dovrà “incoraggiare la presenza della versione originale in ambito educativo come mezzo per migliorare l'apprendimento delle lingue”. Il direttore generale dell'ICAA (l’istituto per il cinema iberico), Carlos Cuadros, ha affermato in un'intervista di star "lavorando in modo attivo su alcune misure" che potrebbero concretizzarsi a fine autunno. Uno dei principali ostacoli è rappresentato dal peso dell'industria del doppiaggio nel settore cinematografico spagnolo, cui Cuadros ha fatto riferimento, sottolineando che non sarà "soppresso neanche un posto di lavoro". E ha continuato: “Così come abbiamo il dovere di non fumare accanto a un bambino, abbiamo la responsabilità di fare un piccolo sforzo e vedere i cartoni animati in lingua originale, affinché imparino prima le lingue", aggiungendo che “ci sarebbero solo vantaggi, tutto il paese parlerebbe meglio l'inglese e il francese, il che significa una maggiore competitività a livello internazionale in un mondo globalizzato”.

Seminario sul doppiaggio 2

Pesaro, settembre 2011

Organizzate da Stefano Arduini e Ilide Carmignani con l’Università di Urbino e sotto il patrocinio del Ministero dei beniculturali e delle Biblioteche di Roma, si svolgeranno a Pesaro, dal 30 settembre al 2 ottobre, presso la sede di Pesaro Studi, le Giornate della traduzione letteraria, giunte alla nona edizione. Professionisti dell'editoria, scrittori, studiosi e naturalmente traduttori si alterneranno in seminari e dibattiti per analizzare problematiche e orizzonti di un mestiere che, come scrive Susan Sontag, è il sistema circolatorio delle letterature del mondo. Presente anche il mondo dell’audiovisivo, settore sempre più importante per la traduzione, con l’Aidac, l’associazione dei traduttori specializzati nel doppiaggio e nei sottotitoli, che organizza un workshop di due giorni condotto da Mario Paolinelli e Eleonora Di Fortunato, che proporranno agli studenti una immersione nella traduzione “totale” attraverso l’adattamento collettivo di un cortometraggio.

Seminario sul doppiaggio

Pisa, 23 settembre 2011

Nell’ambito della giornata dedicata al “che fare” dopo l’università, riguardo le professioni della traduzione, si terrà alle 9,30 - presso l’Aula Savi di via porta Buozzi, accanto all'ingresso dell'Orto Botanico - un seminario specifico sulla traduzione per l’audiovisivo con la partecipazione di esperti del settore, che esporranno le fasi fondamentali che caratterizzano i procedimenti e le tecniche di doppiaggio. Parleranno Filippo Ottoni, presidente dell'Associazione italiana dialoghisti adattatori cinetelevisivi e direttore del doppiaggio di film quali "Big Fish" e "Il curioso caso di Benjamin Button"; Elettra Bisetti, direttrice del doppiaggio e "voce" italiana di Glen Close e Helen Mirren; Marina D'Aversa, consigliere dell’Aidac, che ha al suo attivo programmi quali "La signora in giallo", "E.R." e "Mad Men". Gli interventi dei relatori si focalizzeranno sui procedimenti e le tecniche di doppiaggio, approfondendo i temi della trasposizione linguistica, della preparazione al doppiaggio, del piano di lavorazione, della sincronizzazione, del controllo del doppiaggio in sala mix, del mixage, della nuova colonna dialoghi accoppiata alla colonna originale, di musica ed effetti. Il seminario rientra tra i progetti per l'occupabilità, finanziati dal Fondo sociale europeo.

Visioni lagunari

Lido di Venezia, settembre 2011

Nel corso del Convegno “Banche & Cinema” che si è tenuto alla Mostra di Venezia alla presenza del Ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, del Direttore generale dell’ABI e di numerosi e importanti istituti di credito, sono stati presentati dall’Anica i dati del cinema italiano per il primo semestre 2011: 150 milioni di euro incassati e 24 milioni 350 mila i biglietti venduti dalla cinematografia nazionale nei primi sei mesi di quest’ anno. Una quota di mercato del 42,16% degli incassi che non si toccava da decenni. Nel suo intervento il Ministro Romani ha affermato che il cinema ha una capacità straordinaria e cioè quella di proporre un’immagine qualitativamente importante del nostro paese all’estero e quindi deve diventare una componente fondamentale dell’export e del Made in Italy. Per far questo ha annunciato la  costituzione di un tavolo nazionale per il cinema che veda presenti tutti i soggetti interessati allo sviluppo del settore, ovvero i ministeri competenti, le imprese e le associazioni.
Auspichiamo che all’ordine del giorno sia posta anche la necessità di doppiare i film italiani nelle lingue di destinazione, infatti secondo le ultime analisi i film italiani all’estero - sottotitolati - producono mediamente 200 mila euro l’uno (50 mln di euro è il valore generato nel quinquennio 2006/2010 dalla vendita di diritti di nuovi titoli di cinema italiano nei mercati esteri; è il dato emerso durante il convegno "Cinema: la sfida dei mercati esteri", svoltosi sempre durante la Mostra), cifre ridicole se rapportate a quelle di altri paesi tra cui la Francia, la Germania e l’Inghilterra e che rendono nullo l’interesse delle banche a partecipare a un investimento rischioso e poco produttivo.

Contratti in vista

Roma, agosto 2011

La nuova piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto del doppiaggio, presentata ai lavoratori nel corso dell’assemblea generale, è stata approvata all’unanimità. I punti su cui si articola la piattaforma sono sette:

· Rafforzamento degli strumenti a garanzia della esigibilità contrattuale
· Condizioni di lavoro, ambiente e sicurezza
· Puntuale pagamento compensi
· Fasce di produttività
· Catalogazione nuovi prodotti (es. videogiochi) e migliore definizione di quelli già catalogati
· Bilateralità
· Compensi, decorrenza e durata

Le novità sostanziali sono contenute nel primo, laddove per la prima volta si afferma che il contratto individuale stabilirà “le modalità di cessione dei diritti e i tempi entro i quali deve essere sottoscritto dal personale artistico”, questione che porta al Tavolo le società appaltanti titolari dei diritti di utilizzazione, nel secondo, in cui saranno fissati i parametri per alzare il livello qualitativo delle prestazioni, e nel sesto, in cui viene delineata la struttura che si occuperà della formazione professionale. I giochi si apriranno subito dopo la pausa estiva. Il documento è disponibile all’indirizzo: www.fistelcislpadova.it/settori-produttivi/spettacolo/item/418-doppiaggio-piattaforma-rinnovo-ccnl

Conferenza internazionale

Londra, luglio 2011

Dal 28 giugno al 1 luglio si svolge presso l’Imperial College di Londra la International Media for All Conference – Audiovisual Translation, giunta alla quarta edizione, e che vede spiegato un nutrito gruppo di studiosi dell’AVT, rappresentanti istituzionali, molti professionisti del doppiaggio e del sottotitolaggio, e rappresentanti di aziende del doppiaggio (pochi) e del sottotitolaggio (tanti). Tanti gli argomenti toccati dai relatori - tra cui vanno segnalati quelli relativi ai problemi dei non vedenti e dei non udenti - e sempre più ampio l’interesse delle Università e dei ricercatori, mentre al contrario di quello che ci aspetterebbe, visto l’argomento e vista l’espansione delle possibilità di circolazione, perni della circolazione planetaria dei prodotti audiovisivi, non si registra la presenza di addetti del mondo del cinema e della televisione. Presente l’Aidac - in qualità di membro sostenitore della Conferenza - con una relazione del presidente Filippo Ottoni su “L’adattamento: fra teoria e pratica”. Per chi volesse saperne di più: www.imperial.ac.uk/humanities/translationgroup/mediaforall4/index.html

Meglio tardi che mai

Roma, giugno 2011

Organizzata dal Master in economia e gestione della comunicazione e dei media della Facoltà di economia dell’Università di Roma Tor Vergata, si terrà il 16 giugno nella sede dell’Anica, in viale Regina Margherita 286, dalle 9,30 in poi, la tavola rotonda: “Cinema e/è Made in Italy?” La giornata “sarà l’occasione per riunire addetti ai lavori, rappresentanti delle istituzioni, studiosi e giornalisti per discutere su come il cinema italiano, passato nei decenni per fasi alterne che ne hanno realizzato prima e resa dubbia poi la capacità competitiva, stia scoprendo le potenzialità di una vocazione di ambasciatore del made in Italy nel mondo. La Tavola rotonda si propone di far incontrare in un’ottica dialogica e propositiva gli attori coinvolti in questo processo, nella comune convinzione che solo alleanze attive siano in grado di far uscire l’industria cinematografica italiana dalle secche di un’attenzione focalizzata prevalentemente sul livello nazionale e in particolare sulle dinamiche di investimento tipiche del mercato interno”. L’auspicio è che finalmente si faccia il punto sull’importanza del doppiaggio nelle lingue di destinazione dei prodotti audiovisivi come fattore determinante dello sviluppo della più ampia circolazione e penetrazione nei mercati esteri e quindi del loro successo commerciale.

Dati freschi

Roma, giugno 2011

Pubblicato anche quest’anno il Rapporto sul mercato e l’industria del cinema in Italia curato dalla Fondazione dello Spettacolo della Conferenza Episcopale Italiana con la collaborazione di Cinecittà Luce e sostenuto economicamente dal MiBAC. Anche in questa edizione il “sistema cinema” è analizzato nel dettaglio e la pubblicazione è ampiamente provvista di dati - aggiornati al 2010 - relativi alla produzione, alla distribuzione e alle industrie tecniche. Non mancano informazioni sul doppiaggio; secondo il campione analizzato, nel 2009* i ricavi generati dalle società di edizione e doppiaggio ammontano a 49.577.969 €, così divisi:

Sefit-Mediaservice: 9.176.377 (9.190.842)
La Bibi.it: 5.360.765 (4.799.808)
Pumais due: 5.322.797 (5.931.064)
Dubbing Brothers: 4.893.436 (4.283.623)
Cvd: 3.483.332 (4.614.426)
Fono Roma: 3.107.650 (3.270.943)
Studio Pv: 3.100.653 (3.523.483)
Pcm Audio: 3.039.890 (3.007.807)
Studioasci: 2.310.321 (1.940.666)
Post in Europe: 2.207.710 (1.673.472)
Sedif D: 2.069.441
Colby (sottotitoli): 1.907.902 (1.566.210)
Laserfilm (sottotitoli): 1.868.329 (1.887.470)
D4 Srl: 1.729.366

*: Tra parentesi il valore dell’anno precedente
Per chi volesse maggiori informazioni, segnaliamo che tutti i dati riguardanti produzione, distribuzione, esercizio e industrie tecniche sono disponibili su www.cineconomy.com

Se Atene piange, Sparta non ride

Tokyo, giugno 2011

Kotono Mitsuishi, nota doppiatrice giapponese, nel corso di un’intervista ha raccontato le condizioni in cui versano molti suoi colleghi. A suo dire, l’industria del doppiaggio giapponese compensa gli attori con paghe mediocri e la conseguenza è un forte abbassamento della qualità, fattore che ovviamente penalizza il risultato finale e quindi il prodotto. Su 1600 seiyuu (doppiatori), circa l'80 per cento non riesce a far quadrare il bilancio, tanto da costringere gli attori a cercare lavori saltuari. Chissà, magari anche lì, qualche adattamento ci scappa sempre. Per diventare seiyuu bisogna iscriversi a una delle tante costose scuole specializzate, che però non offrono alcuna garanzia, né di qualità, né di accesso al lavoro. La similitudine tra l’Italia il Sol levante è davvero inquietante.

il doppiaggio va a scuola

Roma, maggio 2011

L’associazione Endas, che organizza il premio Leggio d’oro e Italia Film istituiscono una borsa di studio per doppiatori in erba intitolata al grande Renato Izzo, scomparso nel 2009. Il bando di concorso, rivolto ai giovani che mostrano attitudine alla recitazione e al doppiaggio e intendono iniziare un percorso formativo, sarà presentato a Cefalù il 30 luglio.

Un nuovo porto per il cinema europeo

Genova, maggio 2011

Dal 23 al 27 maggio ha luogo la seconda edizione del Festival Nuovo Cinema Europa, una rassegna di film dedicata ai nuovi talenti del cinema europeo contemporaneo. Il Festival è organizzato dall'associazione culturale Profondità di Campo, insieme a Circuito Cinema Genova e agli Istituti di Cultura Europei: Accademia d'Ungheria, Alliance Française, Centro Culturale Italo-Austriaco, Goethe-Institut e Instituto Cervantes. Vari gli incontri di approfondimento tra cui segnaliamo, al Cinema City, il 24, alle ore 17.00 "Il doppiaggio dei film nei paesi del Festival", incontro a cura di Bruno Astori del festival nazionale del doppiaggio Voci nell'Ombra.

Esempi d’oltralpe

Cannes, maggio 2011

La Francia, attraverso il Centre national du Cinéma, stanzia cento milioni di euro per finanziare la digitalizzazione di diecimila opere cinematografiche. L’accordo è stato siglato in occasione del festival di Cannes e il Ministro della Cultura, Frédéric Mitterrand, ha dichiarato: “La digitalizzazione dei contenuti culturali è un’opportunità eccezionale per il nostro patrimonio e per i nostri autori. Nell’era della globalizzazione, la cultura francese, in tutta la sua ricchezza e diversità, o sarà digitale o non avrà spazio. Difendere e preservare il patrimonio cinematografico oggi, vuol dire anche creare il prossimo futuro”, mentre per il Ministro dell’Industria e dell’Economia digitale, Eric Besson, “La digitalizzazione del catalogo cinematografico francese rappresenta una grande questione culturale e un’opportunità di sviluppo per i nostri attori di internet”. Non dubitiamo che Costa Gavras, presidente della Cinémathèque francese, e René Ricol, commissario generale all’investimento, affronteranno anche il problema delle relative versioni nelle altre lingue per permettere la più ampia circolazione delle opere digitalizzate in rete che altrimenti sarebbero solo a disposizione di chi parla francese. E l’Italia? Per ora si ha solo notizia dell’avvio del Progetto Rossellini, iniziativa promossa da Cinecittà Luce, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office che prevede il “restauro digitale” di dieci film del grande regista.

Previsioni

Cannes, maggio 2011

Nel corso della presentazione del blu-ray di Arancia meccanica, avvenuta durante il Festival di Cannes, Jan Harlan, produttore del film di Kubrik, alla domanda di Best Movie sui vantaggi del nuovo formato ha risposto: “Quando Stanley era in vita c’erano le vhs, terribili! Per lui era un dramma: odiava quel formato perché abbassava notevolmente la qualità visiva. Il Dvd prima e ora il blu-ray restituiscono invece la grandezza dei suoi film. E soprattutto, questi formati consentono di guardare i film in lingua originale con i sottotitoli. Un’abitudine questa che si dovrebbe imparare fin da piccoli perché è un modo di guardare il cinema che poi non si dimentica più, un po’ come andare in bicicletta. Sono convinto che in 20-30 anni il doppiaggio scomparirà: ormai sono pochissimi i paesi che doppiano ancora i film: l’Italia, la Spagna, la Germania e pochissimi altri. Trovo il doppiaggio un’operazione terribile: la lingua e la voce di un attore è qualcosa di così individuale e prezioso che non si può cancellare. E non parlo solo di film americani: mi è capitato di vedere La vita è bella doppiato durante un viaggio in aereo. Di solito in America non si usa, e meno male! Era orrendo.” Per la cronaca, al contrario Stanley Kubrik era un grande sostenitore del doppiaggio che curava personalmente affiancato dai migliori professionisti - tra cui Mario Maldesi, da noi intervistato -, va detto inoltre che è universalmente noto che il doppiaggio realizzato per le compagnie aeree non è lo stesso realizzato per la distribuzione sugli schermi, ma una versione fatta in America molto alla buona che nasce e muore solo per quello scopo. Lo strano però è che un produttore affermi di voler incassare meno, invece di preoccuparsi che il doppiaggio venga realizzato secondo canoni che diano valore al suo film invece di deprezzarlo.

Originale da Filmauro

Roma, maggio 2011

Dal 25 maggio la Filmauro, di Aurelio e Luigi De Laurentiis, per venire incontro a quanti preferiscono vedere i film non doppiati ha deciso di dedicare una sala del cinema Savoy di Roma alla programmazione di film in lingua originale. Speriamo che la lodevole iniziativa prenda piede in tutta Italia, per dare così modo di andare al cinema anche agli spettatori non udenti.

Perdite

Roma, 27 maggio 2011

Armando Bandini, attore genovese, nato nel 1926, se ne è andato. Bandini aveva iniziato la sua carriera con la Compagnia Teatrale di Gilberto Govi. Aveva partecipato come ottimo caratterista a moltissimi film italiani ed era stato diretto da grandi registi, da Lattuada, a Lizzani, a Dino Risi, a Ugo Tognazzi. Nel doppiaggio, settore in cui ha lavorato a lungo, aveva prestato la sua voce così caratteristica a moltissimi personaggi dei cartoni animati, tra cui vogliamo ricordare Barney Rubble dei “Flintstones”. Era una persona cara e gentile e il mondo dello spettacolo lo piange.

Doppiaggio al Salone del libro

Torino, maggio 2011

Si è parlato di doppiaggio anche al Salone del libro di Torino. Nell'ambito degli incontri sulla traduzione organizzati da Autore Invisibile, Eleonora Di Fortunato e Mario Paolinelli hanno tenuto illustrato a un pubblico interessato "Gli altri mestieri della traduzione: adattamento e sottotitoli". Durante la conferenza è stato presentato anche il volume "Tradurre per il doppiaggio" (Hoepli), fresco di ristampa.

Giornate europee del doppiaggio

Nizza, maggio 2011

Nell'ambiente audiovisivo la lingua della diversità culturale è il doppiaggio. Questo il motto delle Giornate europee del doppiaggio, che si svolgeranno a Nizza dal 4 al 7 maggio prossimi. Tavole rotonde, incontri con i professionisti, anteprime, esperienze di doppiaggio in diretta vedranno la partecipazione di dialoghisti, direttori e attori di diverse nazionalità. Per maggiori info: http://www.jed-nice.com

Prima del voce-volto

Roma, 5 aprile 2011

Presentazione del volume edito da Bulzoni, "Il doppiaggio nel cinema italiano" di Massimo Giraldi, Enrico Lancia e Fabio Melelli - che comprende una prefazione di Claudio G. Fava - alla Casa del Cinema di Villa Borghese, organizzata dalla Cineteca Nazionale. Alla proiezione del film "Anna", del 1952, di Alberto Lattuada - programmata per le 16,30 - seguirà un incontro, moderato da Alfredo Baldi, con i critici Ernesto G. Laura, Enzo Natta e alcuni doppiatori.

Unifrance parla inglese

New York, marzo 2011

È cominciata la 16a edizione dei Rendez-Vous With French Cinema organizzati da Unifrance - l’agenzia per la promozione del cinema francese all’estero - e dalla Film Society del Lincoln Center. Verranno presentati in anteprima al pubblico americano Potiche - La bella statuina di François Ozon, La Princesse de Montpensier di Bertrand Tavernier, Crime d'amour di Alain Corneau, La Belle endormie di Catherine Breillat e Nannerl la soeur de Mozart di René Féret e altri per un totale di 19 film. Nel 2010 la Francia ha raccolto dalle sale americane 13 milioni di dollari con ben 29 film esportati, con una media di quasi mezzo milione di dollari a film contro una media italiana di duecentomila, per i pochi film che riescono a uscire dalla provincia e a varcare l’Atlantico.

ça va sans dire

Roma, marzo 2011

L’uscita di “Il Grinta” ha creato una certa polemica sulla questione doppiaggio sì/no; questione annosa che la tecnologia multisupporto sembra non aver risolto e che riapre per l’ennesima volta il discorso sia sulla qualità sia sulla liceità del doppiaggio. La discussione – anche se per ora lontana dall’offrire soluzioni – è interessante e contiene spunti che non vanno sottovalutati e può essere seguita sul sito Cineblog, cliccando qui:
http://www.cineblog.it/post/27274/quel-che-il-doppiaggio-non-dice-cronache-da-il-grinta-dei-fratelli-coen-con-sondaggio?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+cineblog/it+%28cineblog%29

Ora et labora

Città del Vaticano, febbraio 2011

Se c’è qualcuno che conosce bene il valore del multilinguismo nella conquista dei mercati, oltre alle major statunitensi con il doppiaggio, è il Vaticano che da 80 anni diffonde il suo pensiero in varie lingue su tutto il pianeta con indubbio successo. Gestita dai Gesuiti sin dall’inizio ha promosso il cattolicesimo dapprima in nove lingue, mentre ora diffonde 23.482 ore di trasmissioni in 40 lingue. Forse converrebbe affidare la diffusione del cinema italiano all’estero a padre Koprowski, direttore di radio Vaticana.

Dati freschi 2010

Berlino, febbraio 2011

L’Osservatorio europeo dell’audiovisivo, in occasione della 61^ edizione del Festival internazionale del film di Berlino, ha presentato i dati sull’affluenza alle sale cinematografiche europee nel corso del 2010. I biglietti venduti in Europa sono stati 961 milioni, con un calo del 2 per cento rispetto al 2009. In controtendenza l’Italia che vede aumentato il numero dei biglietti staccati dell’11 per cento, con un incasso del 17,9 per cento in più rispetto al 2009, anche se tale aumento è dovuto per gran parte alla maggiorazione del prezzo del biglietto per i film in 3D. I film usciti nel 2010 sono stati 380, di cui 131 italiani che si sono assicurati oltre il 27 per cento degli incassi, circa duecento milioni di euro su oltre 312 investiti (277 da privati, 35 dallo Stato), mentre il cinema statunitense ed europeo doppiato ne ha prodotti 534. Per quanto riguarda i film trasmessi in TV, le reti generaliste italiane nel 2010 hanno programmato 4.253 film (contro i 4.088 del 2009), il 33,2% dei quali italiani e l’11,7% europei. I canali satellitari ne hanno trasmessi invece 3.089 di cui circa il 20 per cento italiani, di cui l’89 per cento su Sky Cinema e circa il 10 su Fox. L’istituto di ricerca Ipsos fornisce invece alcuni dati sulla cosìdetta pirateria audiovisiva in Italia: le minori entrate per le sale cinematografiche ammonterebbero a 100 milioni di euro, mentre per il settore vendita e noleggio dvd salirebbero a 280

Sottotitoli sì o no?

Bruxelles, gennaio 2011

Per fare maggiore chiarezza sui gusti degli europei in fatto di gradimento dei sottotitoli, l’Agenzia europea per l’educazione, l’audiovisivo e la cultura ha commissionato al Media Consulting Group (MCG) e al Centre d'Etudes et de Recherches Multimédia (CERM) uno studio sull’utilizzazione dei sottotitoli. Chi desidera partecipare a questo studio statistico finalizzato a favorire la circolazione dei prodotti audiovisivi attraverso l’incentivazione del sottotitolaggio può rispondere al questionario cliccando al link: http://www.europeansubtitling.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=21&Itemid=59

Serie in arrivo

Usa, gennaio 2011

Il presidente della ABC ha confermato la produzione di sei serie TV per la stagione 2011-2012: Grey’s Anatomy, Private Practice, Castle, Modern Family, The Middle e Cougar Town. Sembrano saltate Desperate Housewives e Brothers & Sisters. Inoltre ha annunciato che la rete sta preparando due serie ispirate ai fumetti AKA Jessica Jones e The Hulk.
La AMC, dopo il successo della prima serie di The walking dead, trasmessa in Italia dalla Fox, ha annunciato che ne verranno girati altri 13 episodi, sette in più rispetto a quelli della prima stagione. Infine la TNT sta terminando la nuova serie tv Falling Skies, prodotta da Steven Spielberg che sarà messa in onda in USA da giugno con 9 episodi.
Chi le attende può tirare un respiro di sollievo.

Chi viene e chi va

Roma, dicembre 2010

Mentre Yes Italia – il canale satellitare della Rai nato per promuovere l’immagine dell’Italia all’estero – a un anno dal lancio, sta per essere chiuso perché non ha fatto presa sui telespettatori stranieri (i suoi programmi sono sottotitolati) e ha già un passivo di oltre un milione di euro, TeleCinco – il canale di lingua spagnola di Mediaset – dopo il recente accordo di distribuzione dei prodotti della ABC Studios e Disney Channel, ha firmato un ulteriore accordo con CBS Studios International,  per i prossimi quattro anni per la diffusione di film e telefilm (tra cui le serie CSI, True blood, NCIS, Los Angeles) del gruppo Usa, doppiati in spagnolo.

storie d'oltralpe

Mumbai, dicembre 2010

Dal 4 al 7 dicembre Unifrance vola in India per il terzo “Rendez-vous with French cinema”, e a Mumbai presenterà – accompagnati dai rispettivi registi (tranne Alain Corneau, purtroppo scomparso lo scorso agosto) - sette film: Heartbreakers di Pascal Chaumeil, Carlos di Olivier Assayas, Elle s’appelait Sarah di Gilles Paquet Brenner, Océans del duo Jacques Perrin - Jacques Cluzaud, Potiche di François Ozon, Des hommes et des diux di Xavier Beauvois e Crime d’amour di Alain Corneau. Per aiutare i distributori indiani a scoprire e a diffondere i film francesi, Unifrance ha creato un aiuto specifico al doppiaggio in tre lingue (Hindi, Tamil e Telugu) per la distribuzione nelle sale. Regine Hatchondo, DG di Unifrance ha spiegato con chiarezza la sua linea di azione: “Il nostro obbiettivo è far vedere i film francesi a tutti e quindi ci comportiamo come gli americani”.

Prospettive?

Roma, novembre 2010

Si è svolto il 15 alla Casa del Cinema, nel corso del MedFilmFest 2010, l’interessante incontro promosso dal presidente del Festival, Ginella Vocca: "Nuovi confini dell'Europa. La strategia dell'Ue per valorizzare le diversità culturali. Politiche, prospettive e criticità per la circolazione delle opere audiovisive nell'area Mediterranea" a cui hanno preso parte rappresentanti istituzionali italiani ed europei, oltre a operatori del settore per un'analisi delle strategie e dei piani d'azione predisposti dall'Unione europea. Pochi gli interventi significativi. Tra questi, Giuseppe Massaro, direttore del MediaDesk Italia, che ha posto con chiarezza i limiti della questione annunciando che l’Ue non ha in atto nessuna politica di sostegno per l’area mediterranea e non è neanche in procinto di averne. Maya de Freige, vicepresidente della commissione cinema del ministero della cultura libanese, ha sostenuto come prioritaria una politica di sviluppo del doppiaggio in lingua araba che aprirebbe alle opere europee un mercato di oltre mezzo milione di spettatori. Adriana Chiesa, agente di vendita, ha sottolineato le difficoltà del prodotto italiano a circolare nei territori del mediterraneo in quanto complementari a quello francese e che sicuramente il doppiaggio in arabo – se qualcuno lo pagasse – sarebbe di grande aiuto. Mario Paolinelli, vicepresidente dell’Aidac, nell’affermare che il settore del doppiaggio è pronto a realizzare la versione italiana delle opere cinematografiche dei paesi di lingua araba, favorendo così l’integrazione fra culture diverse, ha ricordato l’esistenza di leggi di sostegno al doppiaggio delle opere italiane in altre lingue, sottolineando altresì che tali fondi potrebbero essere utilizzati anche per il doppiaggio in inglese del cinema e dell’audiovisivo italiani, aprendo così un mercato di oltre un miliardo di potenziali spettatori. Sesto Cifola, di RaiTrade, si è mostrato scettico sulla proposta, affermando che agli americani piace sentire la presa diretta. Ne è seguita una vivace polemica – con interventi di Adriana Chiesa e del moderatore Roberto Liggeri – che ha messo in luce una interessante ipotesi: mentre chi parla arabo, italiano, francese, spagnolo e tedesco vede volentieri i film doppiati, chi parla inglese no.

Dati freschi

Roma, novembre 2010

Presentato il Rapporto 2009 sul mercato e l’industria del cinema in Italia curato dalla Fondazione dello Spettacolo della CEI con la collaborazione di Cinecittà Luce e sostenuto dal MiBAC.  Il “sistema cinema” è analizzato nel dettaglio e la pubblicazione è ampiamente provvista di dati - aggiornati al 2009 - relativi alla produzione, alla distribuzione e alle industrie tecniche. Non mancano informazioni sul doppiaggio, anche se non esaustive; secondo il campione analizzato, nel 2008 i ricavi generati dalle società di edizione ammontano a 53.820.757€, così divisi:
Sefit-Cdc: 9.190.842
Pumais due: 5.931.064
La Bibi.it: 4.799.808
Cvd: 4.614.426
Dubbing Brothers: 4.283.623
Studio Pv: 3.523.483
Fono Roma: 3.270.943
Pcm Audio: 3.007.807
Merak: 2.879.868
Multimedia Network: 2.762.376
Studioasci: 1.940.666
Laserfilm (sottotitoli): 1.887.470
Post in Europe: 1.673.472
Colby (sottotitoli): 1.566.210
Bideri Comunicazione: 971.002
Sound-Art 23: 787.109
Award Network: 513.496
Ods: 217.092
Tutti i dati sono disponibili anche su www.cineconomy.com

Premi a go-go

Roma, novembre 2010

Assegnati anche i Gran Premi del Doppiaggio. Ecco di seguito i vincitori:
Miglior film: Shutter Island
Miglior doppiatore protagonista: Sergio Di Stefano
Miglior doppiatrice protagonista: Ada Maria Serra Zanetti
Miglior doppiatore non protagonista: Dario Penne
Miglior doppiatrice non protagonista: Claudia Razzi
Miglior adattamento: Filippo Ottoni
Miglior direzione di doppiaggio: Rodolfo Bianchi
Miglior direzione di film comedy: Maura Vespini
Miglior film di animazione: Up
Miglior serie tv: Lost
Miglior mix audio: Claudio Toselli
Miglior fonico: Stefano Nissolino
Miglior assistente al doppiaggio: Emanuela Fantini
Premio del pubblico: Stefano Benassi
Premi alla carriera: Sergio Fiorentini e Mario Maldesi

Doppiaggio a convegno

Roma, novembre 2010

Nell’ambito della Business Street della Festa del Cinema di Roma, si è svolta il 1° novembre all’Hotel Majestic la conferenza “L’impatto del doppiaggio nella distribuzione dei film” che ha visto – moderati da Filippo Ottoni, dialoghista e direttore di doppiaggio - la partecipazione di Filippo Cellini, organizzatore del Gran premio del doppiaggio, Nicola Maccanico, direttore generale della Warner Bros Pictures; Roberto Nepoti, critico cinematografico de “La Repubblica”; Mario Paolinelli, dialoghista, vicepresidente dell’Aidac e Greg Snegoff, dialoghista e direttore di doppiaggio statunitense.
Il resoconto dell’incontro in Prima Pagina.

"Voci" a Genova

Genova, 30 ottobre 2010

Assegnati i premi "Voci". A seguire, l'elenco dei premiati.
Da segnalare anche quest'anno l'assenza di un premio ai migliori dialoghi

TELEVISIONE
Miglior doppiaggio generale
Lost
Direzione del doppiaggio: Massimo Rossi
Miglior voce maschile
Dexter
Loris Loddi: Michael C. Hall (Dexter Morgan)
Miglior voce femminile
United States of Tara
Claudia Catani: Toni Collette (Tara Gregson)
Miglior voce non protagonista
NCIS: Los Angeles
Paola Giannetti: Henrietta "Hetty" Lange (Linda Hunt)

CINEMA
Doppiaggio Generale
A serious Man
Direzione del doppiaggio: Francesco Vairano
Miglior voce maschile
A single Man
Massimo Lopez: Colin Firth
Miglior voce femminile
Last Station
Ada Maria Serra Zanetti: Helen Mirren
Voce non protagonista
Bastardi senza gloria
Stefano Benassi: Chris Waltz
Targa alla Carriera
Cristina Boraschi

Perdite

Roma, 3 ottobre 2010

Il doppiaggio piange la perdita di una bravissima attrice, Deddi Savagnone. Grazie alla sua voce modulabile si era specializzata nel doppiaggio dei personaggi dei cartoni animati ed era anche una valida dialoghista. Aveva doppiato Jeanne Moreau in "L'amante", Franca Pasut in "Accattone", Beatrice Straight, la dottoresssa, in "Poltergeist” e Virna Lisi in "Il giorno più corto".  Aveva interpretato molti ruoli in cinema e in televisione tra cui va ricordato il bel cameo ne "I viaggiatori della sera" di Ugo Tognazzi. Era stata anche nel 1976 tra i soci fondatori dell’Aidac, l’associazione dei dialoghisti adattatori cinetelevisivi.

Chi sale e chi scende

Roma, ottobre 2010

Mentre l’Univideo – l’associazione dei distributori di prodotti home video - denuncia per il 2009 un calo complessivo del fatturato del 17,8 per cento, che ha portato i ricavi dell'editoria audiovisiva ad appena 680 mln€ (quasi  la metà di quelli del 2005), Apple – la nota marca di prodotti elettronici – lancia il nuovo Apple TV, e cioè un dispositivo da collegare al televisore che permette la visione dei contenuti video della rete in alta definizione. Con Apple TV sarà possibile noleggiare su Itunes film a 4.99 dollari per le prime visioni e programmi tv senza interruzioni pubblicitarie a un dollaro. Il catalogo comprende circa 7000 film in lingua inglese, tra cui oltre 3400 titoli in HD. Il noleggio di film su ITunes è disponibile al momento solo in Usa, Australia, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Nuova Zelanda e Gran Bretagna. Per quanto riguarda il mercato italiano la partenza di ITunes dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, ma non si sa ancora in che modo la Apple risolverà il problema della lingua.

Day and date 2

Roma, ottobre 2010

Se a marzo era stato messo a punto dalla Telecom Italia l’esperimento di rendere disponibili le puntate sottotitolate in italiano della sesta serie di "Lost" a 24 ore dalla messa in onda statunitense, oggi viene annunciato, sempre da Telecom, un nuovo accordo con la Walt Disney Italia per la messa in onda, sempre a 24 ore dalla trasmissione americana, delle serie "Desperate Housewives 7" e "Grey’s anatomy 7", corredate dei sottotitoli. Gli episodi delle due serie saranno disponibili su Cubovision o attraverso l’Iptv di Telecom Italia, e costeranno 1,99 euro cadauno. Sarà inoltre possibile acquistare le puntate delle prime cinque stagioni a 0,99 centesimi ciascuna, mentre quelle della sesta costeranno 1 euro e 99. Chi invece vorrà fruire della versione doppiata, che dovrebbe andare in onda su Fox-Life, dovrà attendere un mese o poco più.
Su un fronte diverso – quello della così detta pirateria – abbiamo una novità che va nella medesima direzione, quella di non attendere i noiosi tempi di lavorazione del doppiaggio. Ora i film rubati e in vendita in formato Dvd sulle bancarelle nelle strade di tutta Italia sono disponibili con i sottotitoli realizzati dai volenterosi "subbers" con i programmi automatici di traduzione. Lo spasso è assicurato.

Viale Mazzini scalpita

Roma, ottobre 2010

Finalmente, dopo anni di totale immobilismo, qualcosa sembra muoversi sul fronte dell’esportazione della fiction italiana, argomento fondamentale per equilibrare i costi di produzione ormai talmente insostenibili rispetto agli ascolti ormai sempre più polverizzati da obbligare a delocalizzare le produzioni su set stranieri, in Europa dell'est, Nordafrica e Sudamerica, dove i costi possono diventare molto più bassi, innescando un meccanismo pericoloso per le risorse che lasciano il nostro Paese e per il prezioso know-how delle maestranze italiane che – non impiegato – si disperde, con grave danno anche per l’occupazione e cioè per la sopravvivenza di oltre 80 mila famiglie. Antonio Marano, vice DG della Rai, intervenendo al Prix Italia, ha dichiarato che la Rai deve esportare i suoi prodotti e che per farlo deve cominciare a girare in inglese. Non ha ancora le idee del tutto chiare, ma l’intenzione va apprezzata. Carlo Nardello, AD di RaiTrade fa di più e annuncia la stipula di un accordo con la Amc – una catena nordamericana di sale cinematografiche – per la distribuzione dei film italiani in 600 cinema a partire dalla fine dell’anno (ma non rende noto se doppiati o no).

Fame di fiction

Roma, ottobre 2010

Se da una parte RaiCinema annuncia un accordo pluriennale di acquisto di contenuti televisivi della Walt Disney Company Italia, che comprende cartoni e film classici di animazione (tra i quali “Biancaneve”, “Cenerentola” e “La bella addormentata nel bosco”) e non (“Ratatouille”, “WALL-E”, “Up” e “Toy Story 3”), e serie tv come “Body of Proof”, “Criminal Minds: Suspect Behavior” e “Detroit 1-8-7”, dall’altra Mediaset rende noti i dati relativi alla presenza di fiction nelle proprie reti nei primi sei mesi del 2010. Complessivamente le tre reti hanno trasmesso 6910 ore di prodotti doppiati (rispetto alle 6837 dello stesso periodo del 2009). È interessante notare che la fiction – compresa quella di produzione italiana – occupa il 53 per cento dei palinsesti Mediaset e che la quota relativa ai telefilm di importazione è del 21,6 per cento, mentre quella dei cartoni animati è del 4,5 per cento. Salgono a sorpresa anche i programmi culturali su Italia 1, da un ora ogni sei mesi a 165.

Perdite

Roma, 18 settembre 2010

Se ne è andato un altro grande del doppiaggio italiano, Sergio Di Stefano, all’improvviso.  Nato nel ’39, dopo la formazione alla "Silvio D’Amico" e molte esperienze in teatro approda al doppiaggio diventando – grazie all’estrema professionalità e a una voce tra le più belle – l’interprete di attori del calibro di Klaus Maria Brandauer (memorabile nel "Mephisto" di István Szabó), Jeff Bridges, Kevin Costner (chi può dimenticarlo nel ruolo di Ness degli "Intoccabili"?), William Hurt, Christopher Lambert, John Malkovich (perfetto in "The Ogre" di Volker Schlöndorff), Christopher Walken e molti altri. Da qualche anno era anche la voce e l’anima di Hugh Laurie in "Dr. House". Noi non lo dimenticheremo mai per la sua voce narrante in uno dei capolavori di Rainer W. Fassbinder, "Berlin Alexanderplatz".

Un passaporto per il cinema italiano

Venezia, settembre 2010

Presentata al Lido dall’Anica, MiSE e Ice la prima ricerca sul risultato del nostro cinema all’estero nel triennio 2006-2008.  Dal corposo lavoro risulta che circa la metà dei 357 film prodotti in tale periodo, ovvero circa 170, ha avuto una distribuzione fuori dei nostri confini. La ricerca esamina un campione molto esteso di film, analizzando le vendite all’estero di 81 film per complessive 822 transazioni, che hanno generato quasi 16 milioni di euro. Si è dunque stimato in 26 milioni di euro il valore complessivo per l’estero dei film italiani prodotti nel triennio. In media, quindi, un film italiano ricava dal mercato estero circa 200mila euro. Riccardo Tozzi, presidente dei produttori ANICA, ha dichiarato: “L’export, per il nostro cinema, è cruciale. Dai dati della ricerca emerge che attualmente il valore delle esportazioni copre grosso modo l’8 per cento del costo complessivo dei nostri film. Se pensiamo che i francesi arrivano a una quota del 20 è necessario avviare un’azione forte, insieme alle istituzioni e agli esportatori, che permetta al cinema italiano di avvicinarsi ai valori della Francia.” La ricerca non fa menzione del doppiaggio come chiave di accesso agli altri mercati.

Il Grande Globalizzatore avanza

Mountain View, agosto 2010

Big G, come viene definito in gergo il motore di ricerca Google che sta diventando il piu grande “editore” del pianeta, si sta muovendo anche sul fronte dei contenuti audiovisivi. Sta infatti prendendo contatti con le grandi case di produzione statunitensi per l’acquisto dei diritti di trasmissione web di film, delle serie televisive e degli show per riempire i palinsesti di Google Tv. Con la sua capacità di penetrazione nei computer di tutto il mondo (circa il 70 per cento degli utenti usa Google come motore di ricerca) e con la tecnologia che permetterà presto la migrazione del web sullo schermo casalingo ha tutti i presupposti per diventare la prima Tv Planetaria, almeno nel bacino linguistico inglese. Come farà per conquistare audience nel resto del pianeta? Doppiaggio o sottotitoli?

perdite

Roma, 22 luglio 2010

Vittorio Amandola, del 1952, valente attore teatrale, di cinema e televisione, interprete in decine di film e sceneggiati e grande attore doppiatore, ci ha lasciati dopo una lunga malattia. Dello sconfinato curriculum artistico ricordiamo le sue interpretazioni ne "Le Mani Sporche" di Sartre, in "Filomena Marturano" di De Filippo, in "L’importanza di chiamarsi Ernesto" di Wilde; nel doppiaggio, oltre alle tante interpretazioni nei film per il grande schermo, era specializzato nelle caratterizzazioni dei personaggi dei cartoni animati della Walt Disney e di molte altre case in cui ha interpretato moltissimi ruoli, tra cui un perfetto “Pippo”, l’inseparabile compagno di Topolino. Era anche molto attivo sul fronte della difesa della categoria e faceva parte della delegazione sindacale dei lavoratori del doppiaggio.

doppiaggio avvisato, mezzo salvato

Roma, luglio 2010

Sembra che la riunione della Commissione paritetica di garanzia, lo strumento creato dalle imprese e dai lavoratori che deve garantire l’applicazione del Contratto nazionale del doppiaggio, che si è svolta ai primi del mese presso l’Anica non sia stata di tipo balneare e che – da notizie trapelate – alcune società di doppiaggio sono state invitate a presentare entro pochi giorni la documentazione necessaria a dimostrare la correttezza del processo industriale di alcune lavorazioni. Pare infatti che non poche società adottino vari stratagemmi – lavorazioni “in nero”, evasione del versamento dei contributi previdenziali Enpals e Inps, sedi legali all’estero – per offrire costi maggiormente concorrenziali a una committenza (Reti TV in chiaro e non) desiderosa sì di riempire i vuoti palinsesti, ma con poca spesa. Mentre si attende il risultato di una nuova audizione, che dovrebbe essere convocata entro la fine di luglio, nei corridoi dell’Enpals girano voci secondo cui l’Ente, con la collaborazione della Siae, sarebbe impegnato in un’attivita di forte repressione dell’evasione ed elusione contributiva nel settore del doppiaggio, e che gli uffici giuridici stiano predisponendo un disegno di legge che prevede – oltre alla norma che già rende responsabile del mancato versamento dei contributi previdenziali chi utilizza il prodotto – l’assegnazione un codice numerico a ogni film o audiovisivo mandato in onda permettendo così all’Enpals di verificare ogni relativa omissione contributiva.

Giorgio Piazza non c'è più

Roma, 3 luglio 2010

Era del 1925. Attore di teatro, dopo essersi diplomato in Accademia, aveva lavorato con molte compagnie, tra cui quelle di Vittorio Gassmann e di Tino Carraro. Ci lascia interpretazioni indimenticabili come attore di doppiaggio, una fra tutte: James Stewart in "La finestra sul cortile". Tra i molti attori doppiati ricordiamo Henry Fonda, John Gielgud, William Holden, James Mason e Michel Piccoli. È stato anche direttore di doppiaggio tra i più raffinati di moltissimi film tra cui vanno ricordati: "Silverado", "Balla coi lupi" e "Thirteen Days". Nel 1974 partecipò allo sceneggiato: "L'assassinio dei fratelli Rosselli", diretto da Silvio Maestranzi. Fu anche per molti anni presidente della Cooperativa italiana doppiatori.

Perdite

Roma, 6 luglio 2010

Il prof. Sergio Raffaelli, componente del nostro Consiglio dei Garanti, è morto. Scompare così una figura importante della nostra cultura, ma anche un uomo gentile e sempre disponibile.  Storico della lingua italiana e del cinema, è stato per cinquanta anni ricercatore, critico cinematografico e studioso della lingua, delle parole del cinema. Una grande perdita per il nostro paese. Per ricordarlo, o scoprirlo: www.sergioraffaelli.it

talent allo sbaraglio

Taormina, giugno 2010

Si è inaugurato il 12 il Taormina Film Fest e il film prescelto per aprire il festival è stato "Toy Story 3", prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures. Per la gioia dei professionisti del doppiaggio la versione italiana del film sarà interpretata quasi esclusivamente dai così detti “talent”: Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto daranno la voce al cowboy Woody e allo space ranger Buzz Lightyear (doppiati nella versione originale da Tom Hanks e Tim Allen), Gerry Scotti interpreterà il personaggio Telefono Chiacchierone, Giorgio Faletti il clown Chuckles, la coppia Barbie/Ken invece sarà doppiata da Claudia Gerini e Fabio De Luigi, infine la voce di Andy, è quella di Matteo Leoni. Risulta nel cast anche un attore: Riccardo Garrone, nel ruolo dell'orso Lotso. Ma la vera soddisfazione del mondo del doppiaggio verrà dalla brillante iniziativa della Disney che ha dato l'opportunità a un papà di prestare la sua voce a uno dei personaggi del film. Infatti, Giorgio Savoia, segnalato da sua figlia Margherita di 6 anni, darà la voce al personaggio di Army Men 1, uno dei soldatini di Andy.

più fiction per tutti

Los Angeles, giugno 2010

Dopo recessione e sciopero degli autori, Hollywood torna alla riscossa presentando i suoi prodotti al mondo. che affamato di fiction, necessaria a riempire i vuoti palinsesti delle troppe emittenti di mezzo pianeta, accorre in massa (oltre 1400 rappresentanti di tv da 70 nazioni). E l’offerta – anche se alcune serie culto come “Lost”, “Senza traccia” e “24” sono state cancellate – è varia e numerosa; in particolare, la prossima stagione televisiva sarà contraddistinta dal ritorno agli anni '80 con serie che si rifanno a “Dallas” (“Lonestar”), “Hawaii Five-O” o “Quincy” (“Body of Proof”), con la presenza di star come Jim Belushi (“The Defenders”) e Tom Selleck (“Blue Bloods”). Inoltre, visto che gli spettatori restano sempre più affascinati da poliziotti e avvocati, ci saranno 22 nuove serie di questo tipo - tra cui “Scoundrels” (Disney) e “Outlaw” (Nbc Universal), su un giudice della corte suprema che si dimette per dare assistenza legale ai poveri - a discapito delle storie su medici e ospedali che a quanto pare non tirano più. Per visionare le nuove serie americane  sono arrivati dall'Italia 50 dirigenti di 13 società, incluse Rai, Mediaset, La7, Sky Italia e la Tv Svizzera italiana. Doppiatori, scaldate i motori.

Più doppiaggio per tutti

Bruxelles, maggio 2010

Sulle ceneri dell’Aidaa nasce la SAA (Society of Audiovisual Authors), alla quale - al fine di difendere in tutte le sedi istituzionali i diritti economici e morali degli autori dell’audiovisivo e assicurare loro un equo compenso per lo sfruttamento delle opere - hanno aderito la SIAE e le società di gestione collettiva francesi SACD e SCAM, le tedesche Bild-Kunst e VG Wort, le spagnole SGAE e DAMA, la portoghese SPA, la Ceca DILIA, l’estone EAAL, l’olandese VEVAM, la romena DACIN-SARA, le svizzere SSA e Suisseimage e le inglesi ALCS e Directors UK. Fanno parte del primo Consiglio: Marco Tullio Giordana, Fred Breinersdorfer, i fratelli Dardenne, Agnès Jaoui, Roger Michell, Radu Mihãileanu, Paolo Sorrentino, Bertrand Tavernier e Jaco Van Dormael. Con un documento inviato alla neonata associazione e alla SIAE, i dialoghisti cinetelevisivi dell’AIDAC hanno invitato il SAA a inserire tra le sue priorità lo sviluppo di politiche di incentivazione del doppiaggio delle opere audiovisive italiane ed europee, al fine di garantire una loro migliore circolazione sui mercati e quindi una maggiore remunerazione degli autori, sollecitandolo inoltre a sviluppare, con la collaborazione delle associazioni di categoria europee del doppiaggio, un sistema di controllo della qualità delle versioni in altre lingue, finalizzato alla salvaguardia delle opere originarie, dei loro autori e degli spettatori.

Le voci della fantasia

Ostia, maggio 2010

E' stata inaugurata il 4 maggio alla Biblioteca Elsa Morante di Ostia la mostra "Le voci della fantasia", curata da Gianni Maritati. La mostra è un omaggio al mondo dei cartoni attraverso il prezioso e raro materiale proveniente dall'archivio privato di Nunziante Valoroso: manifesti originali, dischi in vinile delle colonne sonore, album di figurine. In un contesto di poco sfarzo ma molta sostanza, gli ospiti presenti - tra gli altri, Sergio Tedesco, Luca e Monica Ward, Michele Kalamera, Massimo Rinaldi, Roberto Morville e Mario Paolinelli - hanno parlato della passione e dell'impegno che c'è dietro al "miracolo" del doppiaggio, senza tacere della superficialità con cui quest'arte viene sempre più spesso asservita a esigenze di marketing che finiscono per svilire la professionalità degli autori e degli artisti con nessun beneficio per le opere. E infatti, ad ascoltare le invenzioni linguistiche e le performance recitative dei classici dell'animazione, era difficile evitare il confronto con le prestazioni dei cosiddetti "talent" utilizzati nei cartoni attuali. Esibizione di eccezione di Franco Bolignani, che con immutata eleganza ha cantato la celebre "Crudelia de Mon" dalla "Carica dei 101". La mostra durerà fino al 15 maggio.

Nasce l'AIDA

Cannes, aprile 2010

È stata presentata a Cannes, nel corso del Mip TV l'Associazione italiana dei distributori audiovisivi, AIDA, presieduta da Clelia Iemma. L’associazione si propone di essere uno strumento di garanzia e un riferimento per gli operatori, le istituzioni, le aziende italiane ed estere operanti nei media, creando un marchio di qualità a tutela dei propri associati e dell’intero mercato dell’audiovisivo attualmente connotato da una forte deregolamentazione. Per ora fanno parte dell’associazione: Videoshow, A-Pictures, Lilium Distribution, GA&A Group, CDI, Monica Carpi, Amoni Distribuzione, Polivideo, D&D. Interessante l’esordio del neopresidente: “Questo è l’inizio di un nuovo percorso che garantirà al mercato maggiore professionalità e rispetto delle regole, ci auguriamo di accogliere presto altri professionisti che condividano i nostri obiettivi e le nostre aspirazioni”.

You Tube Pensiero

Web, aprile 2010

Dopo un’attenta sperimentazione il noto sito ha annunciato che è stata predisposta un’applicazione che genererà automaticamente i sottotitoli per i contenuti audiovisivi disponibili in rete. Il popolo multilingue del Web è in trepidante attesa, se non altro – suggeriscono i più maliziosi – di farsi qualche bella risata, visto come funzionano i più moderni programmi di traduzione automatica. Basti ricordare come furono tradotte, qualche anno fa, le schede dei deputati di un noto partito, anche se poi si scoprì che anche gli originali forniti dagli interessati erano scritti coi piedi.

Attori a Congresso

Roma, marzo 2010

Il 29 e il 30 marzo a Villa Piccolomini - in via Aurelia Antica, 164 - si terranno i lavori del 5° Congresso nazionale del Sindacato Attori Italiano, affiliato a SLC/CGIL. Il segretario generale Maurizio Feriaud terrà la sua relazione alle 11.30 di lunedì, mentre Massimo Ghini, presidente del Sai, parlerà nel pomeriggio. Il 30 marzo mattina interverranno anche Emilia De Biasi, Segretario di Presidenza della Commissione cultura della Camera e gli esponenti delle associazioni di categoria. A chiudere i lavori sarà Emilio Miceli, segretario generale dei lavoratori della comunicazione SLC/CGIL nazionale. Hanno confermato la loro partecipazione: l’Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico, l’Agis (associazione generale dello spettacolo), l’Aidac (associazione dialoghisti adattatori cinetelevisivi), l’Anica (associazione nazionale delle industrie cinematografiche e audiovisive), l’Enpals (ente nazionale di previdenza dei lavoratori dello spettacolo), le organizzazioni sindacali della CGIL nazionale, il SLC Roma e Lazio, la Fai Fistel Cisl, l’Unda Uilcom Uil, e il SIAM (sindacato italiano artisti della musica).

Fisco e previdenza

Roma, marzo 2010

Organizzato dall’Anica e condotto dal dott. Andrea Canali dell’Ufficio sindacale e relazioni industriali, si è svolto il 15 marzo il convegno “La Responsabilità Solidale del Committente nei Contratti di Appalto”.  Di fronte a una platea numerosa e molto attenta, tra cui abbiamo notato molti rappresentanti di aziende del settore del doppiaggio e rappresentanti delle emittenti, l’avv. Fabio Costa e il giudice del lavoro Paolo Mormile hanno messo a fuoco la nuova normativa che non offre molto spazio a dubbie interpretazioni: nel caso in cui la società appaltante non onori i suoi impegni sotto il profilo retributivo, fiscale e previdenziale, la società committente che ha affidato la lavorazione diventa direttamente responsabile di ogni pendenza. Gli altri interventi - dell’avv. Valerio Vallefuoco, dell’avv. Giuseppe Tortora e dell’avv. Simone La Marra - hanno confermato e puntualizzato il dettato legislativo, mettendone in luce gli aspetti etici che nel confronto con il mercato premieranno quelle società che da sempre attuano comportamenti non lesivi dei molteplici interessi in gioco convincendo le società committenti ad affidare il lavoro solo a chi è in grado di offrire le più ampie garanzie.

Day and date

Roma, marzo 2010

L’annuncio è inquietante: le nuove puntate di “Lost” saranno disponibili su Fox (Sky, canale 110) a sole 24 ore dalla messa in onda americana. Le puntate andranno in onda alle 22 in lingua originale con i sottotitoli, mentre gli episodi doppiati saranno trasmessi una settimana dopo (sempre con l’opzione doppio audio). Questo significa che per realizzare il doppiaggio si avranno a disposizione una manciata di giorni e che il pubblico (e lo share) saranno ridotti perché si tratterà di una seconda messa in onda depauperata di una buona fetta di audience, poco interessante anche per gli inserzionisti pubblicitari. Sarà in grado il settore del doppiaggio di reagire imponendo ritmi più professionali o il degrado qualitativo - imposto dal sistema del day and date - porterà a optare definitivamente per i sottotitoli?

Diversità culturale in pericolo

Barcellona, febbraio 2010

In risposta alla nuova legge regionale che impone di doppiare o sottotitolare in lingua catalana i film stranieri distribuiti in più di 15 copie, il primo febbraio 74 sale cinematografiche della Catalogna (su 175) sono rimaste chiuse per protesta. Il presidente del Gremio, l'associazione degli imprenditori del cinema catalani, ha definito la legge "catastrofica" per il settore e ha previsto che gli introiti annuali scenderanno da 130 a 70 milioni di euro e gli spettatori da 20 a 4 milioni, costringendo i piccoli cinema a chiudere e i distributori a ridurre la distribuzione dei film in Catalogna per evitare le spese di doppiaggio e di sottotitolaggio. Sul fronte opposto, il governo regionale della Catalogna, le associazioni culturali e i cittadini catalani sostengono la bontà della legge che contribuisce alla salvaguardia della lingua, della cultura e dell’identità catalana minacciata dalla pervasività del castigliano e garantisce lo sviluppo dell’industria del doppiaggio nella regione.

Doppiaggio contro pirataggio

Roma, gennaio 2010

La Guardia di Finanza, dopo lunghe indagini, ha messo la parola fine all’operazione “Drake” sgominando una banda di duplicatori abusivi di DVD e sequestrando ben 286 masterizzatori e 106 mila dischi. I dettagli dell’operazione confermano che il doppiaggio, oltre a essere un moltiplicatore di incassi, è anche un baluardo alla cosiddetta “pirateria”: infatti i master venivano realizzati scaricando i film di prima visione su siti internet di paesi esteri dove gli stessi erano stati immessi nel circuito cinematografico in anticipo rispetto a quello italiano. Veniva poi acquisito l’audio in lingua italiana al momento della proiezione nei cinema nazionali e dopo un processo di risincronizzazione, veniva “incollato” sul master originale. Viene spontanea una considerazione: se il produttore predisponesse copie diverse (anche se di pochi fotogrammi, in più punti) per ogni paese, il processo di sincronizzazione pirata diventerebbe molto più complesso da realizzare. Strano che non ci abbiano già pensato.

Ciao Terminator

Roma, dicembre 2009

Si è spento Glauco Onorato. Attore di teatro, cinema e televisione, è stato anche un doppiatore di tutto rispetto per aver dato la voce ad attori come Bud Spencer, Charles Bronson e Arnold Schwarzenegger, e a personaggi della Disney, come il Professor Rattigan in Basil l'investigatopo e Skyes, in Oliver & Company. Parallelamente alla carriera di doppiatore, ha partecipato a numerosi sceneggiati, tra i quali I Promessi Sposi di Sandro Bolchi, e - negli anni '60 - a diverse commedie di Eduardo De Filippo, fino alle fiction degli ultimi anni: Le ali della vita, Centovetrine, A voce alta, Questa è la mia terra. Notevole anche la sua carriera teatrale, da ricordare la sua bellissima interpretazione di sir John Falstaff in Le allegre comari di Windsor.

Nuovo contratto di servizio Stato-Rai

Roma, dicembre 2009

Il coordinamento dell’Osservatorio dei media audiovisivi ha sottolineato l’esigenza di rinnovare il Contratto di servizio tra lo Stato e la Rai con una maggiore attenzione riguardo la donna. Pochi giorni dopo anche La Repubblica torna trasversalmente sull’argomento con un dato interessante, anzi inquietante: «Sono 560 mila. Sono i piccoli italiani che oggi hanno un'età compresa tra un giorno e 3 anni. E sono dei telespettatori. Un nuovo target sconosciuto, fragile e ambito che ora il Garante per le Comunicazioni vuole proteggere "con norme rigorose".» A questo aggiungiamo che l'Istat ha certificato che il 96 per cento dei bambini in età prescolare guarda la Tv e il 91 per cento lo fa tutti i giorni. Già, guardare la televisione può fare male. L’Autorità francese – ad esempio – è stata molto rigorosa al riguardo: "Il consumo di immagini Tv mette a rischio lo sviluppo dei processi di pensiero e di immaginazione e favorisce la passività e il ritardo nel linguaggio, il turbamento del sonno e della concentrazione". Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello Sviluppo dell’Università La Sapienza, condivide e aggiunge: "I canali per piccolissimi realizzano programmi in apparenza innocui, pieni di colori, pupazzi e suoni dolcissimi. I genitori si fidano perché non riescono a coglierne le sottili insidie. E i bambini, intanto, giorno dopo giorno, si affezionano al televisore come noi con l'orsacchiotto. Questa è la prima tappa di una teledipendenza che li accompagnerà per la vita". In questo scenario - mentre Corrado Calabrò, presidente della Autorità per le Comunicazioni, promette norme protettive nel breve periodo – si inserisce la lettera inviata dall’Aidac (www.aidac.it) a lui e alla Commissione di vigilanza in cui si segnala la necessità di creare regole di salvaguardia sulle lavorazioni di doppiaggio della fiction televisiva destinata ai minori, i quali – come tutti sanno – trascorrono oltre tre ore al giorno davanti alla TV a guardare per il 95 per cento prodotti doppiati. Perché la necessità di regole? Semplice, perché nelle “raccolte di offerta” organizzate dalla Rai per doppiare i prodotti il fattore qualitativo non è preso in gran considerazione e quindi vince sempre il prezzo più basso, con le inevitabili conseguenze per la lingua italiana e per i piccoli spettatori in età scolare e pre-scolare. Com’è possibile? Ancora più semplice, la raccomandazione che imponeva alla Rai un doppiaggio di qualità contenuta nel vecchio Contratto di servizio è stata cancellata.

Contratto del doppiaggio. Qualcosa si muove

Roma, novembre 2009

Con un comunicato congiunto i sindacati annunciano la riapertura del tavolo del Contratto nazionale del doppiaggio e contemporaneamente preannunciano un incontro a breve della Commissione paritetica di garanzia.  Un segnale che le categorie degli addetti al doppiaggio, preoccupati dell’andamento del mercato e del mancato adeguamento dei minimi tariffari, attendevano da tempo e che sicuramente preannuncia anche un’assemblea generale dei lavoratori. Questo il comunicato dei sindacati:
Il giorno 26 novembre u.s. l’ANICA ha convocato SAI SLC-CGIL, FAI FISTel-CISL e UNdA UILCOM-UIL per un incontro con il responsabile delle aziende tecniche del settore doppiaggio.
Da parte dell’ANICA sono state esposte preoccupazioni correlate all’andamento critico del mercato ed alle difficoltà incontrate da numerose, piccole emittenti televisive, proliferate con il digitale terrestre, non in grado di sostenere gli attuali costi contrattuali.
E' stata, inoltre, sostenuta la necessità di un maggiore coinvolgimento di aziende e professionisti nella condivisione e nel rispetto degli accodi contrattuali che rimangono l’unico elemento di garanzia per scongiurare una “libera” corsa al ribasso dei costi. Una corsa che condurrebbe all’inevitabile tracollo del mercato con le conseguenti chiusure di Aziende e la perdita di miglior opportunità di lavoro.
Le Organizzazioni Sindacali hanno riconosciuto gli elementi di criticità sollevati, sostenendo però che i professionisti si stanno già facendo, concretamente, carico dei problemi del settore nonostante sia mancata una formalizzazione sul percorso di rinnovo del biennio economico scaduto il 1 gennaio 2009. Inoltre, è stato ribadito che il CCNL doppiaggio già contiene parametri remunerativi variabili rispetto ai prodotti e fissa i minimi per le singole lavorazioni, non escludendo, evidentemente, l’eventuale adattamento alle singole professionalità richieste per la loro realizzazione, garantendo così la necessaria flessibilità al settore.
Per quanto riguarda il rispetto delle norme da parte delle imprese e dei lavoratori, le parti hanno condiviso la necessità di una tempestiva riunione della Commissione Paritetica di Garanzia, per la quale vanno anche definite regole per agevolarne l’operatività. Tutto ciò a vantaggio di una politica di intervento anche preventiva sui conflitti tra le parti. Al termine dell’incontro le Organizzazioni Sindacali hanno proposto di aprire un tavolo tecnico di confronto, nell’ambito di quanto già previsto dal CCNL, nel quale analizzare, confrontare idee e proposte su come fronteggiare in modo costruttivo le evoluzioni del mercato del doppiaggio. Per poter avviare tale percorso il SAI, il FAI e l’UNdA hanno richiesto un incontro all’ANICA con le delegazioni allargate.

Fiction a ore

Roma, novembre 2009

La Fondazione Rosselli, attraverso i dati dello IEM (Istituto dell’Economia dei Media), ha presentato i risultati della sua ricerca sul mercato della fiction relativamente al triennio 2006-2008 da cui emerge con chiarezza un quadro dettagliato sull’uso della fiction nei palinsesti delle principali televisioni europee. In particolare l’Italia si distingue per un forte uso di prodotti statunitensi (8300 ore), a fronte di 2475 ore di prodotto nazionale e 4211 ore di prodotti europei ed extraeuropei; la Germania diffonde 5464 ore di prodotto nazionale, 2620 di prodotto europeo e 8464 di prodotto statunitense; la Francia, 1528 ore di prodotto nazionale, 3694 di prodotto europeo e 4189 di prodotto Usa; la Spagna 1787 ore di prodotto nazionale, 2169 di prodotto europeo e 4340 di origine Usa; infine l’Inghilterra diffonde 2482 ore di prodotto nazionale, 3069 di prodotto statunitense e 1310 di prodotto europeo. I calcoli sul fatturato del settore doppiaggio in Italia sono semplici e fanno emergere un dato inquietante – almeno per l’ENPALS - e cioè che se sommiamo alle ore di fiction quelle determinate dai film importati e prendiamo per buoni i dati sui costi del doppiaggio calcolati sui minimi stabiliti dal CCNL risulta che circa il 40-45 per cento delle lavorazioni in un qualche modo avviene in nero.  Altro dato estrememente inquietante per l’industria dell’audiovisivo nazionale è che mentre importa 1700 ore da Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, in totale ne esporta solo 91.

Le voci dell'anima

Roma, novembre 2009

Il 17 novembre  scorso a Roma, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolta la manifestazione Le voci dell’anima, dedicata a Giuseppe Rinaldi, il grande attore e doppiatore, scomparso il 15 dicembre del 2007. Ricordare Giuseppe (o “Peppino”, come lo chiamavano amici e colleghi) significa ricordare il grande doppiaggio italiano, dall’immediato dopoguerra, almeno fino alla fine degli anni ’70. Peppino è stato la voce di alcuni tra i più grandi attori: Paul Newman (La gatta sul tetto che scotta, La stangata), Marlon Brando (Sayonara, Il Padrino), Jack Lemmon (A qualcuno piace caldo, Scusa me lo presti tuo marito, La strana coppia ), Peter Sellers (La Pantera Rosa, Hollywood Party, Oltre il Giardino), James Dean (Gioventù bruciata, Il Gigante) e tantissimi altri. All’evento hanno partecipato molte personalità del mondo del doppiaggio e del cinema. Tra i presenti Giuliano Gemma, che ha ricordato di essere stato lui stesso doppiato dallo stesso Peppino: infatti, come molti sanno, molti attori italiani, soprattutto nel periodo dagli anni ’40 agli anni ’70, venivano doppiati dagli stessi professionisti che si occupavano delle Bergman e dei Gable.
Nunziante Valoroso

Il doppiaggio va in pensione

Roma, ottobre 2009

Si è svolto nella sede dell’ENPALS un incontro tra i dirigenti del settore ispettivo e una delegazione dei sindacati di categoria, SAI CGIL, FISTel CISL e UILCOM, in merito alla correttezza contributiva del settore doppiaggio. I dati forniti dall’Enpals hanno messo in evidenza l’aumento del gettito contributivo e del numero di imprese operanti nel settore, risultato ottenuto anche grazie a un sostanziale miglioramento delle tecniche ispettive. Infatti, dal 2008 in poi, il completamento della digitalizzazione consente di mettere in atto una serie di procedure di verifica, di concerto con altri enti, istituti e società. Grazie all’incrocio di dati provenienti da fonti diversificate è ormai possibile delineare in maniera completa il profilo delle figure e delle lavorazioni sottoposte a controlli e i relativi versamenti. Inoltre le nuove norme di legge (la così detta “Legge sugli appalti” e la Legge 4 luglio 2006, n. 223), che rendono solidalmente responsabile il committente finale che usa o diffonde i prodotti doppiati, faranno inevitabilmente affiorare i comportamenti illeciti. Nel comunicato diffuso le organizzazioni sindacali “giudicano molto positivamente l’incontro avuto e l’impegno dell’Enpals a porre una rinnovata attenzione al mondo del doppiaggio, per il quale è necessario circoscrivere al massimo i fenomeni di irregolarità, dannosi sia per i lavoratori che per le imprese.” Su tali premesse le parti hanno concordato nuovi incontri a breve per guidare in modo più efficace l’azione ispettiva. 

Quando la realtà copia la fiction

Italia, settembre 2009

Nel corso della puntata di Matrix intitolata “Presunto innocente”, il colonnello Garofano, vero comandante dei veri RIS di Parma, ha fatto riferimento per ben quattro volte alla “scena del crimine”. L’evento fa il paio con la nascita di un gruppo di lavoro denominato “Cold case” all’interno della Omicidi della Squadra mobile di Roma. Stiano in guardia i fottuti bastardi che hanno commesso omicidi di primo grado: Vostro onore li aspetta.

Scaricare crea mercato

Edimburgo, settembre 2009

Secondo la società Usa di analisi del mercato Big Champagne, che presenta i suoi dati al Festival della TV di Edimburgo, il cosiddetto downloading delle serie Usa è un segnale concreto che il mercato dell’audiovisivo in Rete è una realtà che ha ormai superato la fase sperimentale e che, se ben pilotata diventerà strutturale, come sistema di fruizione dell’audiovisivo mondiale. Nel 2008 lo scaricamento – per ora illegale - della serie Heroes ha raggiunto la quota 55 milioni, seguita da Lost con 51 milioni, seguita da “24” con 34 milioni, e a seguire: Prison Break, Doctor House, Fringe, Desperate Housevives, Grey’s Anatomy, Gossip Girl e Smallville. Sul fronte del cinema il primato va a “Watchman” con 16 milioni di download, seguito da “Il curioso caso di B.Button con 13 mln di download, pari merito con “Yes Man”, mentre il vincitore dell’Oscar, “Millionaire” è all’ottavo posto con quasi 9 milioni di scaricamenti pirata. Ovviamente i dati riguardano il mercato di lingua inglese, quelli relativi ai paesi doppiatori sono residuali e legati per lo più allo smercio su strada dei Dvd contraffatti.

"Voci" a Imperia

Imperia, 26 settembre 2009

Assegnati i premi "Voci", da quest'anno a Imperia. A seguire, l'elenco dei premiati. Da segnalare l'assenza di un premio ai migliori dialoghi

TELEVISIONE
Miglior doppiaggio generale

GSG 9 - Squadra d'assalto
Direzione del doppiaggio: Enzo Bruno
Miglior voce maschile
NCIS - Unità anticrimine
Angelo Maggi: Leroy Jethro Gibbs (Mark Harmon)
Miglior voce femminile
Squadra Speciale Lipsia
Francesca Fiorentini: Ina Zimmermann (Melanie Marschke)
Miglior voce non protagonista
Damages
Sergio Graziani: "Zio Pete" McKee (Tom Aldredge)

CINEMA
Doppiaggio Generale
Il curioso caso di Benjamin Button
Direzione del doppiaggio: Filippo Ottoni
Miglior voce maschile
Il duello
Luciano De Ambrosis: Frank Langella/Nixon
Miglior voce femminile
Rachel sta per sposarsi
Tiziana Avarista: Anne Hathaway
Voce non protagonista
Burn After Reading
Antonella Giannini: Frances McDormand
Targa alla Carriera
Gualtiero De Angelis: Michele Kalamera
Premio Renato Castellani: Belo Horizonte

PERDITE

Roma, 30 luglio 2009

Renato Izzo, nato nel 1929, ci ha lasciati. Grande interprete - ha dato la voce a centinaia di attori tra cui Alain Delon, Dennis Hopper, Gregory Peck - e grande direttore, ha ricreato equilibri perfetti in capolavori come "Il Padrino", "Apocalypse Now","Incontri ravvicinati del terzo tipo", "Dune", "La marchesa von...", "Flash Gordon", "Superman", "I predatori dell'arca perduta", "Excalibur", "Il proiezionista", "Star Trek", "Saranno famosi", "Willow", "Monty Python - Il senso della vita", "L'onore dei Prizzi", "Ghost", "9 settimane e 1/2", "Flashdance", "Stregata dalla luna", "Rosencrantz e Guilderstern sono morti", "Un piedipiatti a Beverly Hills", "Lezioni di piano", "Thelma e Louise", "Angel Heart". Ora il doppiaggio sarà un po' più povero.

Fiction italiana ed europea al bivio

Europa, giugno 2009

Uno spettro s’aggira per l’Europa. Che, nell’era della multicanalità crescente, la produzione seriale del Vecchio Continente continui a lasciare lo scettro ai prodotti d’importazione Usa. Il timore è tangibile e palese: visto che la nostra industria audiovisiva non ha saputo presidiare tutto sommato gli spazi di gran lunga più ridotti dei palinsesti analogici, è presumibile che – pressoché in automatico – le storie ambientate a New York come a Las Vegas, Miami, Los Angeles, Chicago, Boston o Washington, continueranno ad avere la meglio su quelle che hanno come sfondo Parigi, Roma, Londra piuttosto che Berlino o Madrid, anche all’interno delle programmazioni digitali. La sfida è ardua, ma inevitabile. Primo, perché non è più possibile demandare ai modelli culturali dei telefilm a stelle e strisce, che da soli occupano circa il 61% degli spazi dedicati al genere fiction dalle tv europee, la missione di formare il gusto delle nuove generazioni. E poi perché si esportano Oltreoceano risorse che potrebbero essere meglio impiegate per finanziare le attività locali in una logica che non può e non deve essere dettata da pretese protezionistiche – di contrapposizione e/o sostituzione della produzione statunitense – quanto da esigenze di superamento. Le stesse necessità di sviluppo ed evoluzione insite nella ricerca scientifica, dove ciò che più funziona, prevale. Ovviamente si tratta di una strategia non affrontabile in solitudine dai singoli comparti degli Stati europei, bensì di una prova più a misura del Vecchio Continente nella sua totalità. Certo è che l’Europa audiovisiva deve cominciare a pensare a una serialità in grado di presidiare spazi sempre più importanti di programmazione, perseguendo un modello di business che, per fronteggiare in proporzione i budget degli studios hollywoodiani, potrebbe ricorrere con maggiore insistenza alle coproduzioni intereuropee, al momento ferme al 4,3%. I segnali incoraggianti non mancano: secondo uno studio dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, nel 2007 le serie extraeuropee programmate sono scese del 3% rispetto al 2005, contro un +1,5% della fiction nazionale prodotta e trasmessa da uno stesso Paese.
Ma nell’era digitale il meccanismo delle economie di scala gioca a favore della produzione Usa. Perciò, se broadcaster, produttori e autori europei non si porranno una strategia unitaria, tesa a fare sistema e in grado di portare sul mercato un’offerta che, facendo tesoro delle singole nazionalità, sia portatrice sana di una rappresentazione moderna e originale dell’Europa di oggi, i nostri palinsesti saranno destinati a ospitare un import ancora più sostenuto dell’attuale.
Soprattutto l’Italia, che per quanto abbia saputo esprimere negli ultimi tre lustri una serie di energie inedite nell’affrontare il genere, sconta sicuramente un’eccessiva localizzazione e semplificazione nel racconto seriale. Molti dei limiti che dovranno essere superati si trovano denunciati in diversi sevizi di questo numero speciale di Tivù dedicato alla fiction, che esce in contemporanea con la terza edizione del RomaFictionFest. Sono limiti legati ai processi produttivi e a quelli creativi, oltre che di programmazione ed economici, che vengono raccontati e analizzati dai diretti interessati. Certo, ci sono anche oggettivi ostacoli di sistema: il duopolio Rai-Mediaset, troppo spesso ingessato dalle logiche di audience e commerciali, non ha certo sollecitato e solleticato quella spinta all’innovazione che ha invece animato la produzione seriale Usa caratteristica della tv via cavo. Ma a questo, potrebbero ovviare col tempo Sky e la stessa offerta pay del digitale terrestre.
La nostra fiction e quella europea si trovano a un bivio: fronteggiare e concorrere con pari dignità editoriale e commerciale con le produzioni Usa oppure continuare a recitare il ruolo della produzione di serie B a livello mondiale. Questo è lo spettro che dovrebbe agitare i sonni di tutti, memori del fatto che, se non lo si affronta, la situazione non potrà far altro che peggiorare.
(Linda Parrinello - per gentile concessione dell'autore e di Tivù)

FICTION FOR SALE

Roma, giugno 2009

Mentre il costo di produzione a puntata della fiction italiana viaggia tra i 400 e il milione di euro (la forbice è larga, ma tant’è) quello per la diffusione della fiction made in Usa è – ma non tutta – in sensibile calo. Innanzitutto, secondo THR Research il listino dei film theathrical è stato ridotto mediamente del 25 per cento, ma soprattutto il prodotto di seconda fascia è stato fortemente ridimensionato, con punte di abbattimento del costo passaggio del 35/50 per cento. Mantengono invece il prezzo le serie statunitensi di grande prestigio, che continuano ad appassionare il telespettatore tanto da finire in prime-time. Infatti una puntata di una serie top viene venduta in Italia in media a 125.000 dollari, mentre una di sit-com 50.000. Il costo di un TV-movie fluttua intorno agli 80.000, mentre reality e documentari sono attestati sui 25.000 dollari. Il prodotto europeo poi, invece di essere imposto come quota obbligatoria, è praticamente svenduto come tappabuchi a qualche migliaio di euro. Insomma, se consideriamo che il costo aggiunto del doppiaggio è estremamente contenuto, riempire i palinsesti di fiction d’acquisto resta sempre molto conveniente. Ma per tornare alla fiction italiana guardiamo la cosa da un altro punto di vista: il produttore Usa realizza una puntata di fiction, dal costo medio di un milione e mezzo/due milioni di dollari, e trasmettendola su uno dei principali canali tv recupera in pubblicità intorno al 60 per cento. Poi vende la puntata sul mercato internazionale. Sempre secondo THR Research, in GB a 500 mila dollari, in Germania a 300 mila (dove viene doppiata), in Francia a 200 mila (dove viene doppiata), in Italia – abbiamo detto - a 125 (dove viene doppiata), in Spagna a 100 (dove viene doppiata in due lingue), in Olanda a 50, in Russia a 40 (dove viene doppiata male), in Canada a 300 (dove viene anche doppiata in similfrancese), in Giappone a 60 (dove viene doppiata), in Australia a 50, in Brasile a 40 (dove viene doppiata) e in Messico a 35 (dove viene doppiata), senza considerare Grecia, Svizzera, Portogallo, Turchia, India, paesi sud-america, dell’Europa del nord e dell’est, arabi, asiatici e africani, nonché gli aerei.  Per un totale di un milione e ottocentomila dollari. A puntata. La fiction italiana invece, tranne rarissimi casi in cui viene venduta sottotitolata, resta a casa. Come il cinema, del resto. Forse converrebbe affidare la partita all’avvocato Mills. O forse è solo un problema di qualità e di pudore.

LISTINI PUBBLICITÀ E CCNL

Milano, giugno 2009

La Sipra, concessionaria della pubblicità sui canali della RAI, ha divulgato le tariffe dello spot per il periodo estivo: prime-time su RaiUno da 34 a 47 mila euro, idem per RaiDue, con una punta per Annozero a 56 mila, mentre RaiTre naviga tra i 22 e i 40mila euro. Se ne deduce che un episodio di fiction di 40 minuti, con 4 interruzioni e sei inserzioni di media (quindi piuttosto sottodimensionato), trasmesso in prima serata raccoglie più o meno 340mila euro; in seconda serata più o meno la metà. È sicuramente una buona e preziosa notizia per le emittenti, le società di distribuzione, le imprese di doppiaggio, i sindacati e i lavoratori del settore che attendono da tempo di sedersi al tavolo della contrattazione per affrontare il rinnovo economico del Contratto nazionale di categoria, dove in realtà deve essere semplicemente applicato ai minimi tariffari l’aggiornamento dell’inflazione (in Francia – per la cronaca – l’aumento è stato del 5,1 per cento). Un suggerimento all’UPA, che raccoglie gli inserzionisti pubblicitari, e ai Centri Media: una presenza al tavolo non tutelerebbe meglio gli investimenti? A chi farebbe piacere vedersi piazzato uno spot in un telefilm mal doppiato che fa migrare lo spettatore da qualche altra parte?

¿QUI HABLA ESPAÑOL?

Roma, giugno 2009

Il canale delle telenovelas, il 181 di Sky, propone una novità: da giugno i telespettatori potranno gustare le puntate di "Mientras Haya Vida" in originale, tutti i giorni alle 13 e in replica alle 22. Il progetto, denominato “Lady en español”, è stato varato per avvicinare il pubblico italiano alla lingua spagnola. Optime. E, visto lo stato della lingua italiana parlata – a causa, oltre che del duo Moratti/Gelmini anche (soprattutto?) del cattivo doppiaggio, – a quando le repliche di "Non è mai troppo tardi?" del mai troppo rimpianto maestro Manzi?

“LA DISBOSCAZIONE”

Roma, 10 giugno 2009

Gran kermesse del cinema italiano al Palladium alla Garbatella organizzata da Uniroma Tre, con autori, produttori, distributori e quant’altri a progettare nuovi sistemi distributivi per il cinema italiano ed europeo in linea con le nuove tecnologie e fare il punto sui finanziamenti pubblici per la produzione, la distribuzione e l’esercizio. Per lo sceneggiatore Stefano Rulli «Un'iniziativa che vuole allargare l'offerta di cinema, creare nuovo pubblico, incentivare l'apertura o la riapertura di nuove sale, non certo sostituire i canali già operanti, ma al contrario far crescere gli spettatori e sostenere un cinema molto apprezzato in luoghi come i festival, ma poi spesso condannato al silenzio e all'oblio». Due i nodi, anzi tre: innanzitutto la produzione, che a parte i cinepanettoni (dai sondaggi, il cinema più amato dagli italiani) non ha sufficienti risorse (pubbliche) per realizzare un cinema indipendente qualitativamente e quantitativamente significativo, strozzato com’è da un incasso limitato a un quarto circa del botteghino (circa 150 mln € di cui oltre la metà generata dal cinema popolare di cui sopra); di seguito la distribuzione, colonizzata dal cinema statunitense e che non lascia spazio alla produzione indipendente – penalizzata anche, come affermato da Gaetano Blandini (direttore dello spettacolo del Mibac), dalla «disboscazione delle sale dei centri cittadini» – che invece attraverso la digitalizzazione degli schermi, finanziata dallo Stato, offrirebbe maggiori possibilità di circolazione al cinema italiano (e perché? in realtà le offre a tutti, film statunitensi compresi - che hanno molto più appeal per l’esercente, - a scapito per altro dei lavoratori del settore dello sviluppo e stampa; ndr), tra cui quella di avere a disposizione il circuito Arci-Ucca che riunisce circa 5.000 sale (notizia che ha fatto tremare i polsi agli esercenti “classici”). Del nodo di aumentare la circolazione (e gli incassi) del cinema italiano all’estero doppiandolo nelle lingue dei paesi di destinazione nessuno ha parlato in quanto argomento troppo poco provinciale.

Bibì & Bibò i tagli ti fò

Italia, giugno 2009

Giancarlo Scheri, capo della fiction di Mediaset, in merito ai costi di produzione della fiction: “Per il nostro palinsesto resta un genere strategico e vogliamo continuare a produrre le stesse ore di sempre, e anche di più, per portarla anche sui nuovi canali a pagamento. Ma sarà possibile solo riducendo del 30% il costo orario delle produzioni. I valori attuali di mercato non sono più sostenibili, specialmente in questa fase di generale depressione economica”.
Mauro Masi, nuovo direttore generale Rai, annuncia un risultato negativo di bilancio per 120 milioni di €, e prevede una manovra risparmi che riguarderà anche il prodotto e dunque anche la fiction.
La cosa è seria, i primi mesi dell’anno registrano un calo stimato del 20-25% per la raccolta di Sipra (RAI) e del 12-13% per Publitalia (Mediaset). A meno di sorprese, non previste, alla Rai mancheranno circa 150 milioni di ricavi dagli spot e a Mediaset 250-320 milioni, proprio mentre i due sono alle prese con la transizione al digitale terrestre, che richiede forti investimenti sulla rete e sui contenuti. Questa situazione toccherà anche il settore della fiction d’acquisto, che è circa un quarto del valore complessivo? E, a cascata, che accadrà al sottosettore del doppiaggio che già da anni si trova in stato di grave sofferenza?

Notizia dall'Aidac

Firenze, maggio 2009

Il pomeriggio del 23 maggio, presso il Teatro La Pergola di Firenze, a conclusione del terzo giorno di un grande evento internazionale organizzato dall’Accademia della Crusca – ‘Piazza delle lingue – Esperienze di multilinguismo in atto’, il presidente dell’A.I.D.A.C. Filippo Ottoni è intervenuto in una tavola rotonda sui problemi della traduzione-adattamento dei dialoghi di film e fiction tv.
Oltre alle peculiarità e difficoltà tecniche del lavoro di adattamento, il tema – introdotto da Luciana Castellina che presentava il suo libro ‘Eurohollywood’- ha anche riguardato, da un lato, la schiacciante egemonia economico-culturale dell’industria cinematografica americana, e dall’altro la colpevole indifferenza di committenti e istituzioni alla qualità dei doppiaggi e al conseguente degrado della lingua italiana.
Per illustrare alcuni aspetti di questo degrado, Ottoni ha presentato un filmato di 8 minuti appositamente realizzato dall’A.I.D.A.C.

Tariffe francesi

Parigi, maggio 2009

Concluso in Francia l’accordo che stabilisce i nuovi minimi di compenso per l’adattamento dei dialoghi per il doppiaggio. In pratica l’adeguamento, che consiste nell’applicazione del tasso d'inflazione del 5,1 per cento, porta il rullo cinema a 358 € (in Italia è attualmente a 255 €/rullo) e il rullo Tv a 272 € (in Italia 236 € e 186 €, in funzione della tipologia dell’opera televisiva). L’adattamento per l’oversound passa a 35,70 € a cartella, mentre il costo del sottotitolo cinema – inserimento escluso – passa a 3,90 € a sottotitolo e quello Tv a 2.80 € a sottotitolo.

Doppiaggio anticritici

Roma, aprile 2009

Sembrava che la Medusa avesse esagerato decidendo di proiettare per la stampa e i critici la versione originale – anziché doppiata – dei propri film in uscita, tantoché qualche giornalista aveva protestato (“Ma io non so l’inglese!”). Bè, a quanto pare avevano le loro ragioni; infatti, qualche furbetto si presentava con il registratore, copiava la colonna doppiata e poi la incollava su una copia già scaricata dalla rete, per poi reimmettere tutto su internet e/o passare la copia artefatta al circuito dei venditori di strada. Un problema per altro risolvibile a monte creando con minimi tagli di montaggio matrici diverse per ogni versione linguistica, rendendo quindi inutilizzabile la versione originale. Oltreatlantico, Roger Friedman, critico di Fox-news, è stato addirittura preso con le mani nel sacco in quanto ha commesso la sbadataggine di recensire X-men Origins prima della sua uscita ufficiale sugli schermi da una copia scaricata dalla rete ed è stato licenziato in tronco da Rupert Murdoch, padrone della Fox.
Insomma il doppiaggio – se di alto livello e realizzato in strutture affidabili – si propone come l’unico serio baluardo all’appropriazione indebita dei film stranieri (noi lo diciamo da tempi non sospetti) e quindi magari tra breve assisteremo ai doppiaggi fatti in casa dai così detti pirati, e chissà se qualcuno darà i punti a quelli di certi così detti professionisti.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Mosca, aprile 2009

Il 63enne regista David Lynch, durante una visita nella capitale russa, ha esternato di nuovo contro il doppiaggio. “I lungometraggi dovrebbero essere proiettati all'estero solo in lingua originale e con i sottotitoli. Il doppiaggio è quasi un peccato", ha tuonato. A suo dire i doppiatori, con le "loro voci esagerate" distruggono l'atmosfera dei film e il carattere degli attori. "Tutti i rumori rimangono in secondo piano", ha commentato inoltre, attaccando anche i responsabili del mixage. (leggi l’inchiesta http://www.asinc.it/as_01_061.asp)
A distanza interviene il produttore Aurelio De Laurentiis: "Sottotitoli nei film sì o no? Dipende dai costi - afferma - ma prima di tutto il cinema deve essere promulgabile, esportabile. Poi il maggiore sfruttamento popolare di un'opera avviene attraverso il mezzo televisivo e non può mettere i sottotitoli in tv, i film vanno doppiati perché c'è chi non sa leggere, a chi viene il mal di testa". Invece De Laurentiis non sopporta chi fa rumore al cinema, "luogo magico dove musica, dialoghi ed effetti dominano e rendono magica l'atmosfera". "Al cinema la gente, in maniera anche molto cafona, fa suonare il cellulare - sottolinea il produttore - e io impazzisco. Il rumore di chi mangia il pop-corn invece mi diverte''.
Da Roma infine, Mario Paolinelli, vicepresidente dell’Aidac (l’associazione dei professionisti che traducono e adattano i dialoghi destinati al doppiaggio), invita gli addetti, dialoghisti, direttori e attori, a reagire a questo atteggiamento di Lynch “non dandogli dell’idiota tout court, come molti suggeriscono, ma invitandolo a Roma in un confronto pubblico costruttivo che possa far chiarezza a lui su che cosa è il doppiaggio, ma sia anche utile alle categorie per fare il punto sullo stato e sul destino della loro professione” – e conclude – “Potrebbe essere una bella occasione per gli attori di inaugurare la riapertura della loro bella sede di Villa Piccolomini. L’Aidac è pronta a collaborare.”

Meglio tardi che mai

Roma, aprile 2009

Dopo una gestazione durata anni e in forte ritardo rispetto ad altri paesi europei produttori di audiovisivi nasce finalmente anche nel nostro paese, in forza di un accordo tra Siae e Anica, Isan Italia, la carta di identità per le opere cinematografiche e audiovisive. Un codice elettronico permanente ancorato all’opera progettato per identificare il titolo, la lingua, la durata e altri dati al fine di arrivare a un’anagrafe completa dei diritti dell’audiovisivo necessaria a regolamentare la circolazione delle opere nelle varie modalità distributive. L’Isan (International standard audiovisual number), sviluppato dall'Iso con il contributo della Cisac, la Confederazione internazionale delle societa' di autori e compositori, e la Fiapf, Federazione internazionale delle associazioni di produttori di film, permetterà di riconoscere le opere utilizzate e diffuse nelle sale digitali, in televisione, attraverso i satelliti, la rete e gli altri sistemi di distribuzione e le società di riscossione collettiva potranno così individuare gli eventuali abusi e ripartire i relativi proventi agli aventi diritto.

VERGOGNE NAZIONALI

Roma, aprile 2009

L’Ente nazionale sordi, in un suo comunicato denuncia lo scadere della qualità del servizio di sottotitolaggio: "Colori psichedelici, scritte che partono con ritardo o anticipo in un tripudio di refusi, errori di ortografia e di sintassi, con la "x" a sostituire il "per" come in un sms tra adolescenti...  Eppure paghiamo il canone come tutti gli altri cittadini!" Il motivo? La RAI – secondo l’Ens – invece di rinnovare l’accordo esistente con i professionisti che si occupavano del servizio e che avevano nel tempo raggiunto un sufficiente livello qualitativo ha indetto una “informale raccolta di proposte commerciali” (una frasetta che gli addetti al doppiaggio e alla post-produzione ben conoscono) per l’affidamento del servizio di sottotitolaggio per Televideo che di fatto si è rivelata nient'altro che "una gara al ribasso sulla pelle dei sordi". La società che si è aggiudicata la commessa è risultata essere del tutto inadeguata al compito; tra le accuse anche quella di aver utilizzato sottotitoli scaricati da Internet. È davvero incredibile che questioni così delicate (basti pensare che questo servizio è utilizzato anche dai bambini sordi) siano trattate a questo modo, come se si trattasse di una fornitura di carta per fotocopie, in totale dispregio a quanto stabilito dall’art. 15 del Contratto di servizio che impone alla RAI "la definizione e il rispetto di elevati standard di qualità tecnica dei servizi offerti". Possiamo solo sperare che il nuovo Presidente, Paolo Garimberti, metta la brutta faccenda nella sua agenda tra le questioni prioritarie da risolvere. Per avere un quadro più dettagliato: http://www.ens.it/public/notizie/2009/monitoraggio_servizio_sottotitoli.pdf

L’impero colpisce ancora

Strasburgo, marzo 2009

Il Consiglio d’Europa, attraverso la pubblicazione di uno Studio, fa il punto sulla diffusione dell’audiovisivo: la fiction americana resta predominante sugli schermi delle Tv europee, anche se registra un leggero calo in questi ultimi anni a vantaggio delle produzioni dei singoli paesi. L’offerta targata Usa resta maggioritaria nel serial tv (59,5%), nei film (55,7) mentre nel telefilm scende al 49,3 per cento e nell’animazione al 45,4. La fiction europea passa dal 36,1 per cento del 2005, al 37,6 del 2006, per arrivare al 39,1 nel 2007. Nel complesso quindi la presenza di programmi extraeuropei scende di tre punti, passando dal 63,9 per cento del 2005 al 60.9 del 2007. In particolare le reti pubbliche trasmettono meno fiction, mentre i privati hanno percentuali ben maggiori (76,7% nel 2007, contro il 77,1 del 2006 e il 79,2 del 2005). Lo Studio evidenzia infine che la quota della fiction nazionale sugli schermi europei è aumentata (15,5 per cento nel 2007 contro il 14 del 2006), ma a svantaggio della fiction europea non-nazionale (10,1 per cento, mentre nel 2006 era del 10,9). Aspettiamo uno studio sull’uso della fiction europea fuori dal territorio dell’Unione.

Occasioni perdute

Roma, marzo 2009

Seppur ben organizzato dal RIFF (il festival romano del cinema indipendente), che aveva portato per l’occasione nella capitale un dinamico gruppo di produttori europei, l’incontro, che aveva come tema “I nuovi profili della produzione cinematografica europea indipendente”, si è svolto davanti a una platea semideserta, quella del bel cinemino Aquila, restaurato di fresco. Gli invitati hanno parlato delle loro esperienze, delle difficoltà produttive e burocratiche legate alla gestione dei finanziamenti che frenano di fatto la realizzazione di efficaci progetti di coproduzione, ma soprattutto del grande problema distributivo all’interno della comunità europea. Infatti, malgrado i programmi di sostegno, le misure relative alla circolazione dei film europei sono di pochi punti percentuali. In particolare, nessuno dei partecipanti ha posto la questione di come sostenere il doppiaggio dei film europei per permettere una più efficace circolazione degli stessi nei paesi dell’unione. Assenti – a parte Mediadesk - le istituzioni, le associazioni dei produttori e degli autori, seppur previste. Da sottolineare invece la presenza di Alessandra Priante di Eurimages, che ha spiegato in ottimo inglese i meccanismi di finanziamento, sottolineando che i progetti seri, mirati a ottenere del buon cinema, vengono sempre sostenuti, come infatti accade molto spesso con le produzioni franco-tedesche. Per l’Italia il messaggio è chiaro.

Piccoli schermi crescono

Londra, marzo 2009

Secondo i dati presentati al DigiTraining Plus, le nuove tecnologie digitali stanno progressivamente colonizzando anche le sale cinematografiche europee, infatti al 1 luglio 2008 l’incremento degli schermi digitali è stato del 25 per cento rispetto all’anno precedente. In particolare l’Inghilterra ne possiede 298, la Germania 164, la Francia 162, l’Italia 57, il Portogallo 26, la Svizzera 23 e la Finlandia 6.
Questa evoluzione, che sembra ormai inarrestabile in quanto gli esercenti stanno per mettersi d’accordo sullo standard da seguire e su chi sopporterà le spese della trasformazione delle sale, porterà da una parte sicuramente a una progressiva diminuzione del “sistema pellicola” – con la conseguente entrata in stato di crisi per le industrie del settore e dell’indotto – ma dall’altra a un ampliamento del numero delle sale, con un conseguente positivo incremento potenziale della possibilità di circolazione di un maggior numero di opere, italiane e straniere.
Una buona opportunità quindi anche per il doppiaggio che però dovrà fare i conti con un’ulteriore polverizzazione degli spettatori, conquistandone di nuovi attaverso un innalzamento della qualità – e quindi con un ampliamento del parco voci - o in caso contrario perdendone, a tutto vantaggio dei tristi ma economici sottotitoli.

Perdite

Roma, 19 febbraio 2009

Oreste Lionello, nato a Rodi il 18 aprile del 1927, è morto. Vogliamo ricordarlo attraverso le sue parole, apparse su VivaVerdi, la rivista degli autori, in cui aveva pubblicato lo scorso anno un suo personale “Addio alle arti”:
Gentilissima & contraddittoria epoca ti lascio. Potrei aspettare Aprile 2927; il che coinciderebbe con il mio millesimo anno dalla nascita…Ma se è vero che la vita si allunga, non lo è per tutti. …la vita si allunga…ma quando?...di giorno, di notte? Ma tu te ne accorgi di quando si allunga? E di quanto? Ho poco da dire per intrattenervi e il poco non è neanche un granché. Passa la vita mia…lascia la scia…che poi scompare e torna mare

Diffidare degli sconosciuti

Roma, febbraio 2009

Attraverso un comunicato l’Aidac – l’associazione dei traduttori adattatori dei dialoghi – rende noto di aver inviato un atto di diffida alle emittenti televisive e ad altri utilizzatori in merito alla brutta pratica di tagliare il nome dell’autore dell’adattamento dei dialoghi dai titoli dei filmati doppiati. Infatti, il diritto di vedere dichiarata la paternità dell’opera è sancito dalla legge e ribadito dal contratto nazionale del doppiaggio. Visto che in occasione del festival di San Remo, grazie all’intervento del presidente della Siae, avv. Giorgio Assumma, i nomi degli autori sono tornati a essere declamati in pubblico, c’è una speranza che anche i dialoghisti – e le altre categorie del doppiaggio italiano – possano tornare a dare prova della loro esistenza.

Perdite

Roma, 13 febbraio 2009

È improvvisamente scomparso Giorgio Piferi, uno dei più affermati professionisti del doppiaggio della generazione successiva a quella dei “comandanti” che avevano caratterizzato lo stile del doppiaggio del primo dopoguerra, di cui aveva raccolto e sviluppato gli insegnamenti, contribuendo a fissare le impostazioni linguistiche del doppiaggio moderno. Autore di un ricchissimo repertorio che va dai film d’autore, ai film di grande richiamo commerciale, alle serie televisive di maggior successo degli anni ’70 e ’80 va sicuramente ricordato per l’adeguatezza e la fluidità della sua scrittura. Tre esempi per tutti: Duel, Velluto blu, Thelma e Louise. Molto attivo sul piano associativo, contribuì efficacemente allo sviluppo dell’Aidac, di cui fu storico segretario per oltre dieci anni.

Chi l'ha visto?

Roma, febbraio 2009

Giunto alla scadenza biennale, il CCNL del doppiaggio attende di essere rinnovato nella sua parte economica, ma a quanto pare il periodo natalizio deve aver appesantito le due (tre?) parti in quanto ci dicono che finora nessuno ha convocato il tavolo negoziale. Chi lo sa, forse la lista dei problemi del doppiaggio è così lunga da impegnare a fondo gli estensori, o forse cresce l’imbarazzo nei confronti di alcuni gruppi internazionali che intendono sottrarsi dall’applicare il contratto nazionale (anzi lo applicano ridotto del 50 per cento); quello che è certo è che comincia a serpeggiare un certo malumore, sia tra i veri professionisti che si vedono scalzati dai falsi professionisti e dagli avventizi che accettano ogni condizione, sia tra le imprese serie che subiscono una vera e propria concorrenza sleale, sia tra i registi e i produttori (per lo più statunitensi, ma anche francesi e tedeschi) che ormai – attraverso internet – si rendono conto di come vengono trattate le loro opere. Forse è bene che qualcuno faccia il primo passo prima di rischiare di perdere faccia e rappresentatività.

INCIDENTE DIPLOMATICO

Roma, febbraio 2009

Che il doppiaggio non sia un accessorio opzionale, e che vada fatto – se si fa e visto che si fa – nel miglior modo possibile, e possibilmente evitando dilettantismo e superficialità, siamo tra i pochi a dirlo.
Stavolta un errore di traduzione assurge agli onori della cronaca grazie a Paolo e Ludovica Modugno - rispettivamente dialoghista e direttrice del doppiaggio del  film The Millionaire -, in cui integralisti indù e integralisti musulmani vengono confusi. Il fatto è stato notato dagli intellettuali musulmani, che hanno giustamente denunciato la svista sottolineando la preoccupazione per «le conseguenze sociali di tale atteggiamento razzista e islamofobo, che colpisce ormai tutti gli immigrati, anche perché lo straniero viene considerato necessariamente come un musulmano e offenderne la sensibilità sembra considerato quasi una cosa normale».
Ci auguriamo che l'aver sfiorato un incidente diplomatico convincerà i distributori e i professionisti a un maggior senso di responsabilità nei confronti del proprio lavoro e quindi a una maggiore attenzione.

Bambole, non c'è una lira

Roma, gennaio 2009

Mentre, con una certa eleganza il presidente dell’Univideo, Davide Rossi, annuncia una velata crisi del settore Divudì, ma specifica che loro se la erano immaginata e si erano preparati all’inverno economico facendo le brave formichine e puntando sulla diversificazione massima dell’offerta e soprattutto sullo sviluppo del mercato Blue-ray, i rappresentanti delle imprese degli esercenti dei cinema e dei teatri dell’Agis – che al contrario devono essersi comportati da cicaloni – si lamentano della forte riduzione degli aiuti statali (circa 100mln di €) definendoli inadeguati. È chiaro che la riduzione del FUS (fondo unico dello spettacolo) penalizzerà imprese e lavoratori, e infatti soprattutto da questi ultimi si attende una forte reazione nelle prossime settimane (che speriamo faccia chiarezza su sprechi & camarille), ma chi pagherà duramente il prezzo di questa dissennata strategia finanziaria messa in piedi dall’attuale governo nei confronti della cultura, saranno sicuramente i cittadini italiani, ai quali non resterà che restarsene buoni buoni a casa a sorbirsi il Grande fratello e i suoi parenti vari.

Diamo i numeri

Roma, gennaio 2009

I dati relativi ai risultati del botteghino 2008 presentati dall’Anica denunciano una situazione del cinema in leggera flessione, sia come incasso generale (593 mln rispetto ai 617 mln di € del 2007), sia come incasso del cinema italiano, che da solo perde circa il 2 per cento. Il dato più inquietante però è che strozzati da un mercato limitato a circa il 30 per cento (il restante è del cinema Usa e in piccola quota dei paesi UE) gli investimenti medi per film sono calati da 2,5 mln a 2,1 mln di €, contro un costo medio di un film Usa di oltre 40 mln di dollari. Inoltre è noto che una gran parte dell’incasso relativo ai film italiani è destinata ai così detti cinepanettoni, mentre un’altra è relativa al cinema coprodotto con capitali delle major, il che mette in evidenza una situazione del cinema italiano indipendente che si conferma sempre più preoccupante.

E' sempre colpa degli altri

Roma, gennaio 2009

Il presidente dei produttori italiani, Riccardo Tozzi, in una recente intervista dichiara che la critica tedesca non ama i film italiani e che per questo motivo il prossimo festival di Berlino ne ospiterà assai pochi, sicuramente non i suoi, anche perché stanno per diventare mezzi americani, visto che ha venduto una quota della Cattleya alla Universal. Chissà se qualcuno, al di là dei soprassalti nazionalistici, del provincialismo congenito e del delirio narcisistico, è in grado di compiere un’analisi (prognosi?) oggettiva e cercare di individuare i correttivi necessari (tra i quali una seria politica di esportazione del cinema italiano doppiato in inglese), invece di lamentarsi che il Fus assegna al cinema “solo” 67 mln di €? Se non si è in grado di farlo, né di fare un mea culpa, si dovrebbe avere almeno la dignità di mettersi da parte.

Se Atene piange, Sparta non ride

Roma, dicembre 2008

Al termine della stagione televisiva vengono ogni anno messi a confronto da Rai e Mediaset i risultati complessivi del costo di produzione della fiction con gli ascolti e se per la fiction straniera abbiamo sostanzialmente un buon rapporto costo/audience e quindi una buona tenuta, in cui si evidenzia solo un problema qualitativo del doppiaggio per alcuni prodotti seriali, per la fiction italiana – con la sola eccezione di Montalbano, che ha salvato la media generale di RaiUno – i dati mettono in luce una situazione piuttosto critica. Infatti in casa Rai le varie serie Artemisia, Provaci ancora prof, Raccontami, Le ali, Einstein, Ovunque tu sia, hanno prodotto risultati di molto inferiori all’obiettivo che si erano date, e mentre Tutti pazzi per amore e La nuova squadra faticano a star vicino alla media di rete, per Terapia di urgenza il fiasco è stato evidente. Stessa solfa per Mediaset: Distretto, Anna e i cinque e Amiche mie hanno dato risultati inferiori alla media, mentre Vip e Crimini bianchi sono stati un vero flop.
Gli esperti stanno analizzando la situazione – anche perché qualcuno già sostiene che non vale più la pena investire in questo tipo di produzioni e che è meglio incentivare la confezione di documentari di qualità che sono anche maggiormente vendibili all’estero – e le principali cause che emergono sono la qualità delle sceneggiature italiane che non reggono il confronto con quelle della fiction straniera di serie A e la qualità media della recitazione degli attori nostrani che crea un’immediata diffidenza nello spettatore. Qualcuno invece sospetta che dietro questo crollo qualitativo ci sia un sistema produttivo che comprimendo troppo i costi e i tempi di lavorazione impedisca la realizzazione di prodotti di buon livello. Certo è che la decisione finale spetterà agli investitori pubblicitari i quali sanno benissimo quanto pesa la qualità del programma nell’affermazione del messaggio del prodotto pubblicizzato.

Il doppiaggio si promuove

Roma, dicembre 2008

Nelle pagine laziali del 3 dicembre, Il Sole 24 Ore dedica qualche colonna al doppiaggio intervistando i rappresentanti di alcune imprese romane. Pablo Rojas Elgueta, che firma l’articolo "Doppiaggio, la capitale dà voce al cinema italiano" (un titolo che lascia perplessi, casomai "cinema straniero") fornisce al lettore qualche dato: il giro d’affari del doppiaggio supera i 50 mln di euro e il 70 per cento delle lavorazioni si svolge nella capitale, gli artisti coinvolti sono 1.500, il business nella filiera cinematografica viene definito cruciale, i costi viaggiano, per un film, dai 25.000 ai 150.000 euro, mentre un’ora di prodotto doppiato per la tv costa 10.000 euro. Elementi di crisi, l’aggiornamento tecnologico che obbliga le imprese a investire circa 250.000 euro ogni anno per essere competitive, una minor quantità di lavoro misurabile intorno al 13 per cento e la nascita di imprese che non investono e che si offrono sul mercato a prezzi stracciati. Certo è che se l’articolista, nello svolgere il suo compito, si fosse premurato di sentire anche i sindacati di categoria, avrebbe forse avuto qualche elemento in più per valutare obiettivamente la situazione.

Alla camorra i sottotitoli non piacciono

Napoli, novembre 2008

Tutti sanno dell’esistenza di un circuito di distribuzione clandestino di film, videogiochi e dischi che - saltando a piè pari le leggi sul diritto d¹autore - attraverso lo sfruttamento di affamati extracomunitari che vediamo per le strade coi loro borsoni macinare chilometri, arricchisce chissà chi. Quello che non sapevamo è che qualcuno fosse così potente da fare a meno dei ragazzotti africani e distribuire un divudì, così detto pirata, direttamente nelle edicole di tutta la Campania, provvisto del suo regolare (si fa per dire) blisterino completo di bollino Siae regolarmente falsificato. Succede per il film Gomorra che pare sia tanto piaciuto alla camorra da imporne questa diffusione capillare in tutta la regione, con il particolare che vede il film privato dei sottotitoli in italiano. Sottotitoli giustapposti dal produttore per far comprendere il dialogo del film su tutto il territorio nazionale, ma che giustamente in Campania diventano pleonastici e disturbano la visione. Guagliò, accà nisciuno è fesso.

Un master per ingegneri del suono

Firenze, novembre 2008

Sono stati prorogati al 5 dicembre i termini per l'iscrizione al master "Tecniche in ingegneria del suono", punto d'incontro tra ricerca, formazione, tecnologia e mercato del lavoro. Realizzato dall'Università degli Studi di Firenze in collaborazione con SEP, concretizza la finalità di progettare, gestire, produrre e completare una produzione secondo gli standard più recenti, in ambito musicale, televisivo, e cinematografico. Al termine del corso, sarà rilasciato il titolo di "Ingegnere del suono" dal Rettore dell'Università degli studi di Firenze ai partecipanti che avranno superato l'esame e la prova finale. Il corso di 1500 ore, con frequenza obbligatoria, è diviso in lezioni teoriche e pratiche, presso studi di registrazione, dedicate a discipline musicali, acustica e progettazione, analisi del segnale, informatica, tecniche di ripresa audio, standard AES e di misurazione, ascolto critico, equalizzazione e compressione, tecniche di mix e automazioni. La didattica sarà sviluppata da docenti universitari e la parte applicativa della materia darà ampio spazio a docenti esterni come tecnici professionisti del settore di fama internazionale, sound engineering e fonici. Di grande rilievo saranno i tirocini all'estero, della durata di due/tre settimane, effettuati al Blackbird di Nashville (USA), e al Real World Studios (UK). Il tirocinio in Italia è previsto presso lo Studio Sonoria Recording Plant (Prato), lo Studio Larione multimedia (Firenze) e il Platinum Studio (Siena).
Per informazioni sul master: www.unifi.it/CMpro-v-p-3166.html

Mr. Montalbano spik inglisc

Roma, novembre 2008

Visto il successo nazionale la serie dei film con protagonista il commissario creato da Andrea Camilleri sbarca addirittura in Inghilterra dove due puntate saranno trasmesse nel 2009 sul canale BBC 4. La notizia è presentata come un evento particolare dall’attuale amministratore delegato di Rai Trade, Carlo Nardello, il quale sottolinea che per l’occasione i filmati saranno addirittura sottotitolati. L’uomo che amministra i diritti per l’estero di tutta la produzione della Rai prosegue: “Una sorta di test per poi decidere se trasmettere l'intera serie. Con questa operazione Rai Trade è riuscita ad aprire le porte a un segmento di mercato chiuso ai prodotti italiani. Chiuso fino ad oggi”.
Gli addetti ai lavori, tutta la produzione italiana dell’audiovisivo, gli esperti di comunicazione, passato il primo sconcerto per la dinamica iniziativa che permetterà al popolo inglese di fruire di ben tre ore di fiction in dialetto siciliano, attendono con ansia gli indici di ascolto, sottotitolati in italiano.

Perdite

Roma 30 ottobre 2008

Rosi Rocchi, direttrice di doppiaggio, è deceduta improvvisamente. Aveva lavorato a lungo con la Angriservices Edizioni, storica società di doppiaggio che in oltre venti anni ha dato voce a moltissimi film d’autore.

Assistenzialismi del terzo millennio

Roma, ottobre 2008

Il congresso dell’Anec, l’Associazione nazionale esercenti cinema, rielegge alla presidenza Paolo Protti, il quale - alla presenza del capo di gabinetto del Mibac, Salvatore Nastasi - lancia un grido di allarme sulla situazione delle sale cinematografiche, penalizzate dalla crisi economica generale che ha portato a un calo dell’8 per cento degli incassi negli ultimi sei mesi, mettendo in seria crisi un comparto che da tempo investe in sviluppo e aggiornamento tecnologico. Ma mentre il Governo, per bocca di Nastasi, promette il rispetto degli impegni presi e l’apertura di un tavolo negoziale con le categorie interessate, nel mondo delle associazioni, tra cui quelle dei consumatori, comincia a farsi strada la domanda: ma perché il contribuente deve finanziare e sostenere un sistema dell’esercizio che per oltre il 70 per cento ricava i suoi proventi dal cinema extraeuropeo? Se la Paramount, una multinazionale, nel prossimo anno distribuirà solo 20 film e quindi le sale non avranno prodotto da distribuire nell’arco dei 365 giorni dell’anno, lo Stato italiano deve rifondere i proprietari dei cinema dei mancati guadagni? Lo Stato può aiutare il cinema – aggiungono – solo per la parte che gli compete, e cioè quella finalizzata al sostegno e allo sviluppo della circolazione dei film italiani ed europei, e quindi limitatamente a quelle sale che contribuiscono a realizzare le risorse nazionali (circa il 30 per cento circa dei biglietti staccati). Stesso ragionamento sul piano degli investimenti finalizzati all’introduzione dei sistemi di proiezione digitale, sui quali sì gli investimenti sono doverosi per riportare il cinema vicino ai cittadini soprattutto nelle aree dove sono scomparsi. È giusto che lo Stato finanzi una trasformazione che rischia di beneficiare anche qui solo il cinema dominante, quello statunitense?

Perdite

Roma, 17 ottobre 2008

Dopo una lunga e invalidante malattia si è spento Guglielmo Paternostro, eccellente dialoghista che sapeva coniugare il grande mestiere che gli veniva da una lunga esperienza unita a una naturale sensibilità artistica e a una preparazione culturale che gli permettevano di operare con sicurezza sui testi più complessi. Di assoluto rilievo la sua versione italiana di Heimat, la monumentale opera sulla recente storia della Germania firmata da Edgar Reitz. Era anche molto attivo sul piano associativo. Faceva parte del Consiglio direttivo dell’Aidac, a cui era iscritto sin dagli anni 80 e di cui era tesoriere, e si occupava delle relazioni sindacali, del contratto nazionale del doppiaggio e dei rapporti con l’emittenza televisiva.

Potenza della lingua

Londra, ottobre 2008

Secondo l’UK Film Council, i film inglesi hanno incassato nel mondo 3,3 miliardi di dollari, di cui ben oltre un miliardo di dollari negli Usa, dove hanno guadagnato una quota di mercato notevole, il 12 per cento. Potenza della lingua. I film italiani, non doppiati e ghettizzati dai sottotitoli rastrellano negli Usa lo 0,14 per cento dell’incasso. Potenza della lingua.
Alcuni film francesi invece vengono doppiati e la quota generale dei biglietti staccati sale a quasi l’1 per cento. Circa sette volte l’incasso italiano. Potenza del doppiaggio.
Di questo tema non si è parlato al convegno "Cinema italiano: successi, problemi, opportunità", organizzato da Cinecittà Holding e sostenuto dal MiBAC, che si è tenuto durante la Mostra del cinema di Venezia, dove non sono neanche stati forniti i dati generali sull’incasso globale dei film italiani all’estero.

Auto-distribuzione

Parigi, ottobre 2008

Per l’Alpa, l’associazione francese per la lotta alla pirateria audiovisiva, il numero dei film scaricati ogni giorno dalla rete è identico al numero dei biglietti staccati quotidianamente dalle sale francesi, che comunque hanno visto un incremento delle presenze. Detta così non sembra una cattiva notizia in quanto dimostrerebbe che il mercato della sala non è danneggiato dalla rete, forse perché distribuisce prodotti diversi, e in secondo luogo che il pubblico ha fame di opere diverse, che trova in rete, dimostrando così – caso mai – un’insufficienza del sistema tradizionale.
Sempre l’Alpa non chiarisce se il monte di ore audiovisive scaricate sia tutto frutto di attività illegale da parte dei clienti e dei gestori della rete e come tale monte ore sia ripartito in funzione della nazionalità delle opere. In Italia non si hanno dati certi, ma in compenso – grazie alla totale vacanza istituzionale – alcuni siti si occupano, grazie alla collaborazione gratuita di molti clienti “appassionati”, di creare le liste sottotitoli per le opere straniere.

I SOTTOTITOLI ANNOIANO (LO DICE VARIETY)

Toronto, settembre 2008

«Spike Lee perde la battaglia e la guerra in Miracolo a S. Anna». Così Variety apre la sua recensione sulla coproduzione italiana proiettata al Festival di Toronto. Per l’articolista, il film è «un dramma costruito malamente, atto a riportare l'attenzione dell’opinione pubblica sul ruolo che ebbero i soldati di colore nella Seconda guerra mondiale. Il film – continua – è un insipido stufato da 160 minuti in cui ingredienti quali scene d'azione, storia, un omicidio misterioso e gli stati d'animo dei bambini, non sono stati mescolati al meglio». Inoltre Variety si cimenta in una previsione sull'accoglienza nelle sale del film, che a suo dire potrebbe premiare la pellicola «solo in Italia, dove Miracolo a S. Anna si svolge, e non negli Stati Uniti dove la censura ha dato alla pellicola il grado R, (ovvero Restricted, e cioè film vietato ai minori di 17 anni), decisione che terrà fuori molti ragazzi e studenti, pubblico che si annoierebbe in ogni caso a dover leggere i sottotitoli».

AIDAC per le regole, anche nei sottotitoli

Venezia, agosto 2008

Alla gran kermesse della Mostra del cinema di Venezia, quest’anno ancor meno frequentata dell’anno scorso, si aggiunge anche una rivendicazione sindacale posta in evidenza da un comunicato stampa dell’Aidac, l’associazione dei dialoghisti italiani, che reclama l’applicazione del Contratto nazionale del doppiaggio anche per i sottotitoli e quindi chiede alla Biennale e agli organizzatori della mostra, responsabili delle proiezioni al Lido, di verificare che non ci siano state lavorazioni in nero o in contrasto con quanto stabilito dal CCNL, e all’ENPALS di verificare che non ci siano state evasioni o elusioni in merito ai contributi previdenziali obbligatori sulle lavorazioni relative al sottotitolaggio dei film programmati dalla mostra.

IMPORT/EXPORT

Roma, luglio 2008

Secondo la Fondazione Rosselli, che ha fatto uno studio approfondito sui prodotti audiovisivi seriali in tv – la cosìddetta "fiction" –, nel 2006 sono state trasmesse dalle emittenti generaliste circa 12000 ore di narrativa tv per un costo complessivo, tra prodotto nazionale e di importazione, di circa 740 milioni di euro. Il costo della produzione nazionale è di 507 mln di euro e quindi quello delle opere di fiction importata – e doppiata – è di circa 230 mln di euro, cifra che però copre di gran lunga la maggior parte delle ore trasmesse.
Ecco quindi che a recuperare l’investimento nella produzione potrebbe sopperire l’esportazione della stessa sui mercati stranieri, ma – sempre secondo lo studio – il risultato è decisamente scadente: nel 2007 in Francia sono state trasmesse 79 ore di fiction italiana, 18 in Spagna, 14 in Germania e in Inghilterra.
Qualcuno in passato sosteneva che gli italiani erano un popolo di santi, poeti e navigatori, oggigiorno di sicuro elencherebbe ben altre tipologie caratteriali e/o attitudinali, ma di sicuro non quella di esportatori di film e narrativa tv.

POCHE IDEE MA CONFUSE

Parigi, luglio 2008

Altri due nomi illustri si sommano ai detrattori del doppiaggio: sono Antonio Tabucchi, che addirittura lancia l'appello "Smettetela di doppiare i film", e Manoel de Oliveira, che il doppiaggio proprio non lo sopporta. Lo stesso Tabucchi (traduttore di Pessoa) aveva avuto modo di dire: "un autore dovrebbe avere una gratitudine immensa per il proprio traduttore", e addirittura che la stessa scrittura "è la prima traduzione, perché trasforma il contenuto delle nostre idee dalla forma confusa e vaga che abbiamo in mente in una forma scritta". Non si ricorda una sua battaglia per far uscire sottotitolato e non doppiato il film tratto dal suo romanzo "Sostiene Pereira": evidentemente le uniche traduzioni che apprezza sono le sue e quelle dei sui libri, il resto è "munnezz".

TV SEMPRE DI PIU'

Milano, luglio 2008

"Straordinario". Così è stato definito dall’associazione dei produttori di televisori di nuova generazione il risultato commerciale dei FullHD in Italia nel 2007. Ne sono stati venduti infatti ben 3.050.000 fissando tra l’altro il nuovo formato medio dello schermo che si attesta sui 32 pollici. Le previsioni per il prossimo anno sono quelle di arrivare a 3.600.000 televisori venduti, mentre la tendenza emersa da una recente ricerca svolta sul territorio italiano è quella di veder ancora aumentata la grandezza dello schermo che dovrebbe arrivare a 46 pollici e – a grande richiesta -  la possibilità di andare direttamente in rete dal TV di casa. Due fattori che dovrebbero mettere in allarme il comparto del doppiaggio, infatti da una parte l’offerta disponibile su Internet ridurrà gli ascolti delle tv generaliste e quindi si rifletterà anche sui programmi di fiction doppiata, dall’altra la grandezza dello schermo renderà sempre meno difficoltosa la lettura dei sottotitoli che hanno il grande vantaggio di costare molto meno del doppiaggio, anche di quello fatto male.

VOCI A SANREMO. I VINCITORI

Sanremo, 5 luglio 2008

Assegnati gli anelli d'oro nella XII edizione del premio Voci a Sanremo, oltre ai tradizionali riconoscimenti speciali: targa Gualtiero De Angelis a Massimo Turci e targa Riccardo Cucciolla a Roberto Chevalier. I vincitori, per la categoria cinema sono: Daniela Nardini per la direzione del doppiaggio di Non è un paese per vecchi, Saverio Moriones, migliore voce maschile (Tommy Lee Jones in Non è un paese per vecchi), Paila Pavese, migliore voce femminile (Marianne Faithfull in Irina Palm), Angiola Baggi, migliore voce caratterista (Susan Sarandon in Nella valle di Elah). Per la televisione i riconoscimenti sono andati a: Renzo Stacchi per la direzione del doppiaggio di Senza traccia, Paolo Buglioni, migliore voce maschile (Martin Lamotte in Suor Therese), Franca D'Amato, migliore voce femminile (Melina Kanakaredes in CSI New York), Tony Sansone, migliore voce caratterista (Christian Rauth in Il commissario Navarro). I premi agli adattamenti, assegnati su segnalazione della nostra rivista, sono andati per il cinema a Giorgio Tausani, autore dei dialoghi italiani di Into the wild, e per la televisione a Rodolfo Cappellini, autore dei dialoghi italiani della serie NCSI.

PERDITE

Crieff (Scozia), 23 giugno 2008

Per un malore improvviso è deceduto Claudio Capone, indimenticabile voce di Ridge della soap-opera Beautyful e soprattutto voce narrante - per cui nell’ambiente del doppiaggio era soprannominato The Voice - dei documentari, tra cui quelli del contenitore televisivo condotto da Piero Angela, Quark. Aveva magistralmente interpretato molti attori, tra cui vogliamo ricordare Mark Hamill, Alan Alda, John Travolta, Karlheinz Bohm, Brad Davis, Christopher Walken, Tim Matheson, Harold Ramis e Richard Dreyfuss.
Ci mancherà.

ASSEGNATI I PREMI INTERNAZIONALI DEL DOPPIAGGIO

Roma, 4 giugno 2008

Si è conclusa con una serata-spettacolo presentata da Pino Insegno e Francesca Draghetti all’Auditorium della Conciliazione la seconda edizione del Gran premio internazionale del doppiaggio. La giuria presieduta da Gabriele Lavia ha proclamato i vincitori delle categorie in concorso: miglior adattamento Elettra Caporello per "Sleuth", migliore direzione Francesco Vairano per "Michael Clayton", miglior doppiatore Francesco Pannofino per Daniel Day Lewis in "Il Petroliere", migliore doppiatrice Roberta Pellini per Cate Blanchett in "Elizabeth - The Golden Age", miglior doppiatore non protagonista Franco Zucca per Tom Wilkinson in "Michael Clayton", migliore doppiatrice non protagonista Cristiana Lionello per Cate Blanchett in "Io non sono qui", miglior film "American Gangster", migliore serie TV "Dr. House - Medical Division", miglior mix audio Gianni Pallotto per "Sweeney Todd", miglior cartone animato "Ratatouille".

GENITORI E DOPPIAGGIO

Roma, giugno 2008

Il Movimento dei genitori, che analizza regolarmente attraverso un Osservatorio i programmi televisivi destinati ai minori ha “bocciato” Italia 1 per alcune trasmissioni considerate lesive per i piccoli telespettatori. Oltre al programma “La tv della realtà” sono finite nell’occhio del ciclone le serie televisive: Futurama, Griffin e The O.C.
Invece, sempre secondo il Moige, la rete maggiormente apprezzata dalle mamme e dai papà è Rai3 che contiene molti programmi formativi e poca fiction doppiata. Il dato è confermato da Francesco Manfio, presidente di Cartoon Italia, il quale afferma che in particolare la terza rete pubblica è l’unica a rispettare quanto stabilito dal contratto di servizio tra lo Stato e la Rai che fissa in 93 minuti giornalieri l’offerta di programmi formativi e informativi dedicati all’infanzia.

Gran premio del doppiaggio

Roma, 19 maggio 2008

Al via la seconda edizione del Gran premio del doppiaggio, che si concluderà il 4 giugno all'Auditorium della Conciliazione con la premiazione dei vincitori delle diverse categorie.

Le iniziative della "settimana del doppiaggio" comprendono seminari nelle tre università romane, con i professionisti del settore a confronto con il mondo degli studiosi, e l'apertura delle sale di doppiaggio a chiunque, studenti o appassionati, voglia capire che cosa significa doppiare un film o provare a farlo in prima persona.

Per conoscere i programmi degli eventi e prenotare la partecipazione a un turno di doppiaggio visitate il sito del premio all'indirizzo www.granpremiodeldoppiaggio.com/

Doppiaggio: nuovo contratto dopo anni

Roma, 31 marzo 2008

E’ stato finalmente firmato a Roma il primo rinnovo del contratto collettivo nazionale del doppiaggio. I sindacati di categoria, SAI SLC CGIL, FAI FISTEL CISL e il Coordinamento Attori UILCOM UIL, si sono incontrati con le imprese di doppiaggio nelle sede dell’Anica. Il nuovo contratto decorrerà dal 31 marzo 2008 consentendo così alle imprese, nei due mesi che intercorrono tra la firma dell’accordo e l’entrata in vigore dello stesso, di stipulare i nuovi contratti e aggiornare quelli già in essere conformemente alle nuove norme ed alle nuove retribuzioni.
 
Il nuovo contratto, profondamente rivisitato, appare ora più aderente alla realtà lavorativa, in grado di ricomprendere i numerosi soggetti che operano nel settore  e di  rispondere in modo appropriato alle necessarie esigenze qualitative del prodotto.
 
Sono stati infatti riscritti ex novo numerosi articoli contrattuali a cominciare dall’ambito di applicazione e dalla definizione delle parti. Sono state regolamentate inoltre numerose lavorazioni non previste in precedenza, altre sono state valorizzate ed è stata definita meglio l’organizzazione del lavoro, riducendo così le “zone d’ombra” che potevano dar luogo a contenziosi individuali.
 
Due i punti di particolare rilevanza: innanzitutto l’incremento di tutti i compensi minimi contrattuali di ben +8%, a copertura dell’inflazione e degli aumentati livelli di produttività. A fianco dell’aumento economico, rilevante anche il passaggio dei cartoni animati seriali ad un’altra fascia di produttività (cioè da 220 a 190 righe); il che garantisce, ad una utenza particolarmente delicata quale quella minorile, la fruizione di un prodotto migliore, migliorando così l’adattamento alla lingua italiana e la pronuncia corretta delle parole.
 
La nuova stesura contrattuale contiene anche l’accordo relativo alla regolamentazione funzionale della Commissione Paritetica di Garanzia (CPG), un organismo importante che ogni Impresa e professionista deve poter conoscere e consultare, a salvaguardia di un mercato del lavoro equo e rispettoso delle scelte condivise.
 
Maurizio Feriaud, Segretario Generale del SAI, esprime un giudizio positivo sull’esito dell’accordo che è stato conseguito nel sostanziale rispetto delle scadenze e senza il ricorso ad iniziative conflittuali per la categoria. Giudizio confermato anche nelle assemblee dei lavoratori di Milano e Roma che, con il loro voto positivo, hanno dato mandato alla delegazione di sottoscrivere il contratto.
 
Il contratto può essere consultato e stampato collegandosi al sito: www.cgil.it/sai-slc.

IL DOPPIAGGIO IN EUROPA

Bruxelles, marzo 2008

È in rete il risultato dello studio della Direzione generale Società dell’informazione della Commissione europea sulle necessità e le prassi dell’industria audiovisiva europea in materia di doppiaggio e di sottotitolaggio. Il rapporto, in inglese e in francese, è disponibile all’indirizzo http://ec.europa.eu/information_society/media/overview/evaluation/studies/index_en.htm

Perdite

Roma, 18 marzo 2008

Purtroppo Oreste Rizzini non c’è più. Una delle voci e delle sensibilità artistiche più significative e apprezzate è scomparsa improvvisamente riempiendo di tristezza tutto il doppiaggio italiano e il pubblico, sempre più attento a riconoscere il valore della professionalità in questa difficile arte. Nel corso della sua carriera, iniziata nel teatro, aveva interpretato mirabilmente decine di grandi attori in centinaia di ruoli, tra cui vanno ricordati Dustin Hoffman, Michael Douglas, Bill Murray, Michael Caine, Nick Nolte, Roy Scheider e Paul Newman; il pubblico televisivo lo ricorda soprattutto per la sua interpretazione di Eric Forrester, in Beautiful. Noi non lo dimenticheremo mai in A 30 secondi dalla fine, perfetta anima di Jon Voight, e soprattutto, con le sembianze di Gérard Depardieu, nel Cyrano de Bergerac.

DOPPIAGGIO VITTIMA DEL DUMPING

Roma, febbraio 2008

Lo afferma Giulio Mezzanotte, responsabile ANICA per le industre tecniche al Sole 24 Ore. Il fatturato del centinaio di imprese di doppiaggio italiane (di cui una settantina nella capitale) nel 2007 è stato di circa 35 milioni di euro, ma il settore "soffre ora di un grande problema: la concorrenza sleale. Vi sono molti "soggetti" - definirli aziende è davvero eccessivo - che praticano prezzi al massimo ribasso rispetto alle strutture tradizionali. Usano piccoli uffici e prendono in affitto gli studi di registrazione". Il fatturato di queste micro-imprese, sempre secondo i dati ANICA, è di almeno 5 milioni di euro, denari che sarebbero "sottratti" al mercato regolare delle grandi imprese, le quali starebbero cercando un accordo con televisioni e distributori per introdurre un marchio di qualità aziendale basato su parametri tecnici oggettivi.

Cinema italiano ambasciatore del Made in Italy

Roma, febbraio 2008

Dalla conferenza stampa dell’Anica sullo stato del cinema italiano emerge una situazione piuttosto buona per il nostro amato cinema, che infatti conquista – seppur con le coproduzioni – oltre il 32 per cento dello sbigliettamento. Purtroppo non si può cantar vittoria su una definitiva rinascita del nostro cinema, ma solo esser felici di una tendenza che, generata da un particolare entusiasmo del pubblico (aumentato del 13 per cento) per i cinepanettoni e gli strappacore, lucchetti e brufoli, ha modificato una situazione che però va consolidata sia sotto il profilo culturale sia secondo gli aspetti più economici legati al mercato. Lo sa bene infatti Aurelio De Laurentiis che in un’intervista rilasciata a Libero Mercato dice: “Se il cinema italiano vuole vincere la concorrenza deve sbarcare sul mercato internazionale non perdendo di vista quello americano e quello dei paesi emergenti”, e inoltre: “Il cinema può essere il vero ambasciatore all’estero del Made in Italy e potrebbe diventare il traino delle nostre esportazioni”. Affermazioni importanti che vedono lontano, verso risorse che potrebbero veramente cambiare le cose per il cinema italiano, però il problema è che dalle parole bisogna passare ai fatti, altrimenti si fa solo politica vecchio stile. I progetti ci sono – vedi www.itmovies.it – e sono anche stati presentati al MiBAC, ma sono i produttori che devono volerne la realizzazione convincendo la politica a guardare al mondo della comunicazione attraverso un’ottica meno provinciale sostenendo percorsi strutturati che portino realmente a un allargamento del mercato.

Doppiare paga

Los Angeles, gennaio 2008

Secondo il Global Box-office i primi venti film del mercato mondiale hanno incassato nel 2007 poco più di nove miliardi di dollari, mentre i primi venti film stranieri proiettati nel nostro paese hanno prodotto quasi 180 milioni di €, a spanne oltre 260 milioni di dollari, e cioè circa il 3 per cento del mercato globale. Per ottenere questo risultato le distribuzioni hanno dovuto investire nel doppiaggio intorno ai 500.000 €, quasi 750.000 dollari, mentre se li avessero sottotitolati ne avrebbero spesi meno di 200.000, ma in questo caso l’incasso sarebbe stato più o meno intorno ai 35 milioni di dollari e cioè poco meno dello 0,4 per cento del mercato globale. Di conseguenza il plusvalore generato dal doppiaggio in Italia nel 2007 è – solo per la sala cinematografica e per i primi 20 film - pari a 225 milioni di dollari, e cioè: per ogni dollaro investito te ne ritornano 300. Se poi a questi valori sommiamo quelli provenienti dall’home-video e dai passaggi tv, saliamo a un rapporto che vede sorpassare i mille dollari per ogni dollaro investito. Molto più conveniente del traffico di droga.

Sciopero a oltranza

Los Angeles, gennaio 2008

Continua lo sciopero degli sceneggiatori statunitensi. Sono ormai sessanta giorni che in modo straordinariamente compatto gli autori di cinema e tv da cui dipende la seconda industria nazionale americana non toccano una penna o una tastiera di computer, riuscendo addirittura a far saltare l’assegnazione dei Golden Globe, gli ambiti premi della Hollywood Foreign Press, considerati il più attendibile indicatore dei prestigiosi Oscar. Infatti, una settantina di attori famosi e non – da Cate Blanchett a Denzel Washington, passando per Angelina Jolie, George Clooney, Tom Hanks, Viggo Mortensen, Daniel Day-Lewis e Julie Christie – hanno annunciato che avrebbero disertato la manifestazione per solidarietà con gli scioperanti. Alcune trattative sono in corso, ma l’accordo sembra lontano, come lontano è il ricordo del precedente sciopero del 1988 che durò ben cinque mesi prima di giungere al punto di caduta che vide i due fronti accordarsi su di una normativa che fra i punti salienti prevedeva la corresponsione agli autori di 2,5 centesimi di dollaro per ogni vhs venduto o noleggiato. Ora che la commercializzazione dei supporti sta mostrando la corda è più che naturale che gli autori vadano a reclamare i giusti proventi nella sfera delle nuove utilizzazioni: la rete Internet e la telefonia mobile. Starà all’industria dell’entertainment valutare se è più conveniente assorbire il danno del fermo produttivo – che nell’88 fu enorme –o seguire una logica inevitabile: trovare un accordo soddisfacente che sposti nel tempo il riconoscimento economico e quindi, rimettendo in moto la macchina produttiva, limiti un danno che rischia di diventare incalcolabile. E non solo per l’industria Usa, basti pensare che il 65 per cento dei film distribuiti in Italia sono di origine americana. Che accadrà all’esercizio italiano, che cosa proietteranno? Smetteranno di «boicottare» i film di Avati, Greco e Maselli? E i palinsesti televisivi con che cosa saranno riempiti? Bè, per non perdere tempo, mentre per il doppiaggio si sentono già suonare le campane a morto, il Maurizio Costanzo Show ha riaperto i battenti.

PERDITE

Roma, 15 dicembre 2007

All’età di 88 anni Giuseppe Rinaldi se ne è andato. Tra i più famosi, grandi e apprezzati doppiatori italiani – a partire dal dopoguerra - aveva dato la sua voce a una quantità sterminata di attori. Resterà per sempre uno dei pilastri del doppiaggio e della sua storia, forse il più importante. Il suo timbro di voce e la sua recitazione raffinata sono nella memoria di molte generazioni di spettatori e vogliamo sperare, sempre che sia posto freno ai ridoppiaggi da due soldi, che lo saranno anche in quelle future.
Noi vogliamo ricordarlo nella Stangata, nel ruolo di Henry Gondorff. Grazie, Peppino.

DOPPIAGGIO OTTIMIZZATO, CIOÈ DIMEZZATO

Roma, dicembre 2007

Continua con successo la politica del "doppio io, trasmettiamo tutti" che andrà pure bene sul piano dell’ammortamento dei costi, meno su quello della qualità (infatti il doppiaggio accurato che si faceva attraverso il controllo diretto dei funzionari della Rai è oramai un ricordo che è possibile apprezzare solo incappando in qualche replica). Il problema che assilla le reti sembra essere unicamente quello dei soldi, ed ecco quindi Fox Channels Italy stringere un accordo con Disney-Abc International Television per la distribuzione nel nostro paese di un bel po’ di fiction, tra cui le serie Private Practice, Eli Stone e Dirty Sexy Money, che potrà essere trasmessa oltre che da Sky anche sulle reti terrestri. Contemporaneamente, facendo i suoi conteggi di fine anno, la Rai viene a scoprire che nel 2007 ha doppiato praticamente la metà delle ore doppiate nel 2006.

CHE FINE HA FATTO IL CONTRATTO?

Roma, dicembre 2007

Battuta di arresto per i lavoratori che si aspettavano di trovare sotto l’albero il rinnovo del contratto nazionale del doppiaggio: le trattative, che sembravano a un punto di svolta, si sono misteriosamente bloccate. Secondo voci di corridoio, la causa non è lo shopping natalizio, ma l’apertura di un "fronte interno". Insomma, pare che una parte degli stessi lavoratori – per l’esattezza la componente lombarda – non gradisca la richiesta di migliori condizioni economiche avanzata dai sindacati, preferendo lavorare di più e guadagnare di meno. Ancora una volta, il laborioso nord ha qualcosa da insegnare ai parassiti del sud.

RAIFICTION ESULTA

Roma, dicembre 2007

Bilancio positivo per il direttore Agostino Saccà, per il quale la stagione 2006/07 è andata così bene che per il prossimo anno il valore del passaggio pubblicitario all’interno della fiction potrebbe crescere di oltre il 5 per cento. Trasmessi 50 pezzi unici, 250 ore di soap e sit-com, 300 ore di cartoni animati. Ma la fiction va alla grande anche nella distribuzione dei supporti Dvd, infatti secondo il rapporto Univideo le vendite delle serie televisive su disco digitale hanno registrato un aumento del fatturato del 46 per cento. Speriamo che tutte queste risorse in più convincano la emittente pubblica a mettere maggior cura nel doppiaggio, tanto – quanto meno - da porre fine all’arrivo nella nostra redazione di innumerevoli messaggi di protesta sulla qualità del doppiaggio di bellissime serie come Cold Case o di importanti sceneggiati come Guerra e Pace.

PERDITE

Roma, 25 novembre 2007

Ci ha lasciati il doppiatore e direttore di doppiaggio Roberto Del Giudice. Direttore del doppiaggio di storiche serie televisive quali La signora in giallo, Genitori in blue jeans, Walker Texas Ranger, Beverly Hills 90210, resterà nel cuore del pubblico della serie animata Lupin III per esserne stato la voce.

QUALITÀ IN FRANCIA

Parigi, novembre 2007

Una tavola rotonda ha visto riuniti sotto l’egida del CNC i rappresentati dei sindacati del doppiaggio USD e FICAM, i responsabili delle imprese, il delegato generale dello SNAC (Syndacat national des auteurs et des compositeurs, di cui fanno parte i dialoghisti francesi), alcuni autori di dialoghi e di sottotitoli e Claude Gaillard, membro del direttivo della SACEM, la SIAE degli autori francesi dell’audiovisivo. In questo primo incontro autori e imprese si sono confrontati su quelle che dovrebbero essere le condizioni di lavoro. I sindacati, da parte loro, pur mostrandosi disponibili a sottoscrivere un impegno delle parti sul rispetto di norme condivise a salvaguardia della qualità, hanno espresso il timore di concorrenza sleale da parte delle imprese che non dovessero firmare o rispettare l’accordo. I presenti hanno poi manifestato l’esigenza di allargare il confronto anche ai committenti, i quali impongono condizioni di lavoro sempre più restrittive e a volte incompatibili con la qualità del risultato.
I rappresentanti dello SNAC e quelli delle imprese di doppiaggio e sottotitolaggio si sono dati appuntamento per cominciare a ragionare su un accordo collettivo di lavoro.

IL CONTRATTO DEL DOPPIAGGIO ALLA SVOLTA (MENTRE GLI SCENEGGIATORI AMERICANI SCIOPERANO)

Roma-Los Angeles, novembre 2007

La trattativa tra lavoratori e imprese per il rinnovo del contratto collettivo del doppiaggio sembra volgere al termine. Nell’ultima assemblea i sindacati hanno annunciato di aver comunicato alla controparte la richiesta di aumento economico che, insieme al riconoscimento del valore di alcune lavorazioni e, più in generale, dell’apporto economico del doppiaggio ai prodotti audiovisivi importati, costituiscono il succo delle rivendicazioni. Le parti – ormai definita la parte normativa - si incontreranno il 21 novembre all’Anica per fissare le nuove misure economiche. Nel frattempo, dal 5 novembre, dopo quattro mesi di trattative, gli sceneggiatori del Writers Guild of America sono scesi in sciopero reclamando il pagamento dei diritti sulle utilizzazioni delle loro opere, anche per le trasmissioni on-line e sui telefonini. E visto che tutto il mondo è paese, anche negli Stati Uniti – dove quella dell’audiovisivo è la seconda industria nazionale – le major lamentano di non avere profitti sufficienti a riconoscere il dovuto agli autori. Lo sciopero degli sceneggiatori, cui minaccia di seguire anche quello dei registi del Directors Guild, mette a rischio tutta la produzione cinematografica e televisiva americana.

Emendamenti

Roma, novembre 2007

Tra le proposte di emendamento alla legge Finanziaria ce n’è una interessante – che riceviamo e riportiamo integralmente al solo fine di pubblica informazione - riferita all’art 7, comma 2, finalizzata a indurre i produttori a investire in anticipo nella realizzazione delle versioni straniere dell’opera realizzata, al fine di vederne favorita la circolazione al di fuori dei confini nazionali e recita così: dopo le parole “...in tutti i settori tecnici di produzione.” Aggiungere le parole “Hanno altresì l’obbligo di utilizzare non meno del cinquanta per cento delle risorse restanti, di cui al comma 1, nei territori stranieri per la realizzazione delle versioni doppiate in lingua inglese, francese, tedesca e spagnola.”
Ce n’è anche un’altra, sempre all’art. 7, ma al comma 3 lettera c), finalizzata a sostenere l’evoluzione tecnologica dell’esercizio solo attraverso l’impegno di quest’ultimo a garantire la circolazione del cinema nazionale ed europeo, eccola: sostituire il testo della lettera c) con il seguente testo “per le imprese di esercizio cinematografico, pari al trenta per cento delle spese complessivamente sostenute per l’introduzione e acquisizione di impianti e apparecchiature destinate alla proiezione digitale, con un limite massimo annuo, non eccedente, per ciascuno schermo, euro 50.000,00, sempre ché per ciascuno schermo sia riservato almeno il trenta per cento delle giornate alla programmazione di opere cinematografiche di espressione originale italiana e di nazionalità italiana riconosciute di interesse culturale ai sensi dell’art.7 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n.28.

MEDIASET INVESTE IN FICTION

Milano2, ottobre 2007

Dal bilancio Mediaset relativo al 2006 rileviamo che il 16,3 per cento dei palinsesti delle tre reti è composto da telefilm e il 16,1 da film. Di queste quote il 56,8 per cento è doppiato. Da notare che la quota dei documentari è aumentata del 50 per cento secco, mentre quella delle produzioni di fiction è diminuita del 14,9 per cento. Ma la buona notizia per il settore del doppiaggio riguarda il 2008, infatti, per una cifra che si aggira intorno agli 800 milioni di dollari la società del biscione si è aggiudicata la produzione di film e fiction della Universal e della Warner che potrà sia mandare in onda – una volta doppiata (speriamo con attenzione) – sulle sue reti, sia rivendere a Sky. Un’abile e semplice strategia per doppiare a costo zero.

TESTIMONIAL DEL DOPPIAGGIO NEGLI USA

Hollywood, ottobre 2007

Dopo il buon successo della Ricerca della felicità e grazie al rapporto che è riuscito a creare con il sistema produttivo statunitense, Gabriele Muccino si appresta a dirigere la sua seconda opera "americana" dal titolo provvisorio Seven pounds. Ma la sua permanenza negli Stati Uniti gli ha permesso anche di guardare al cinema italiano con occhi diversi, al di fuori della dimensione provinciale in cui gli autori italiani si dibattono da sempre. Intervistato da Box-Office ha dichiarato: «Il vero problema del nostro cinema è la sua scarsa diffusione. La fruizione dei film nella lingua, che ha una diffusione minore rispetto all’inglese e allo spagnolo, è limitata. Un film sottotitolato richiede un pubblico di nicchia che va al cinema e sa apprezzare le pellicole sforzandosi di leggere. Noi doppiamo i film, ma nel resto del mondo non esiste questa modalità. I nostri film qui non sono doppiati». Bene, Muccino ha visto la luce, ma che dire della gran massa che vive nell’oscurità e che preferisce che il cinema italiano non sia visto all’estero? Che sia solo un forte senso del pudore?

DIAMO I NUMERI

Roma, ottobre 2007

Cinetel ha reso noti gli incassi relativi alla distribuzione cinematografica dei primi nove mesi di quest’anno. I film non italiani proiettati nelle nostre sale hanno incassato quasi 312 milioni di euro, contro i 300 dello stesso periodo del 2006. Il primo film per incassi è "Shrek III", seguito da "Harry Potter e l’ordine della fenice".

NOTIZIE DALLA FRANCIA

Parigi, ottobre 2007

Il sindacato degli autori francesi, a nome di due dialoghisti, ha fatto causa ad alcuni distributori per non aver indicato nei DVD messi in commercio il nome dell’autore dei dialoghi, commettendo una grave violazione del Codice della proprietà intellettuale. Il tribunale ha nominato un mediatore, ma gli autori della denuncia denunciano a loro volta di essere oggetto di ritorsione da parte dei distributori, che dall’inizio della causa non hanno più dato loro lavoro.
Per difendersi dalla pirateria, TF1 mette on-line gli episodi della serie Heroes, sottotitolati, a sole 10 ore di distanza dalla prima trasmissione negli Stati Uniti. I dialoghisti francesi sono preoccupati che le lavorazioni di sottotitolaggio e doppiaggio possano essere spostate in America per poter restringere ancor più i tempi e chiedono la creazione di una “etichetta di qualità” del doppiaggio per garantire gli spettatori e gli autori, già sottoposti a prestazioni da record. Gli internauti, interrogati sull’argomento, rispondono che: a) sono ben disposti a pagare il download, a patto che sia loro assicurata una versione francese di qualità; b) un sottotitolaggio scritto in meno di 24 ore non è un argomento commerciale sufficiente a convincerli all’acquisto; c) preferiscono attendere l’uscita del DVD, per poter scegliere tra versione doppiata e sottotitolata, magari accuratamente. In Francia la qualità del doppiaggio non è un argomento superato.

LA UE PARLA ARABO

Bruxelles, settembre 2007

L’Unione europea si appresta a finanziare con cinque milioni di svanziche il canale Euronews per veder sviluppata una programmazione in lingua araba a partire da gennaio 2008. Il bacino di utenza è di circa 200 milioni di persone e oltre all’informazione e allo sport il palinsesto dovrà contenere anche fiction, per mostrare alle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo la realtà e la cultura dei paesi dell’Unione. Un’ottima occasione per far circolare anche il cinema e la fiction italiana in un mercato quasi quattro volte quello locale, sempre che qualcuno – produttori di contenuti e istituzioni - si preoccupi di doppiare il tutto al fine di evitare di venire marginalizzati come sempre.

ITMOVIES

Italia, agosto 2007

È in linea all’indirizzo www.ITmovies.it il sito del progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma di distribuzione del cinema italiano doppiato in inglese. Il progetto era stato presentato dall’Aidac nel settembre scorso alla Casa del Cinema nel corso della manifestazione "Italian, short, sweet and dubbed" dove erano stati proiettati alcuni corti italiani doppiati. Dal sito è possibile raggiungere la pagina dell’Università di Bologna dove i corti sono visibili e dove chi è di madrelingua inglese può rispondere al questionario sul gradimento delle opere doppiate.

VOCI A SANREMO. I PREMI

Sanremo, 29 luglio 2007

L’assegnazione dei premi 2007 ha concluso la settimana di celebrazione del doppiaggio che dopo dieci anni si è spostata da Finale Ligure a Sanremo nello storico teatro Ariston, che la ospiterà negli anni a venire. Questi i premiati: per la televisione, migliore attrice protagonista Claudia Catani, miglior attore protagonista Massimo Rossi, migliore voce non protagonista Ambrogio Colombo, migliore direzione Cristina Boraschi; per il cinema, migliore attrice protagonista Ada Maria Serra Zanetti, miglior attore protagonista Sandro Acerbo, migliore voce non protagonista Loris Loddi, migliore direzione Alida Milana. La targa Cucciolla per il doppiaggio è stata assegnata a Francesco Pannofino. In finale di serata, Walter Vacchino, direttore dell’Ariston, ha annunciato che dal prossimo anno il Premio verrà allargato al doppiaggio europeo. È una notizia che ci conforta, e ci conforterebbe pure sapere che il giudizio della critica sarà allargato anche ai dialoghi, finora mai presi in considerazione.

ASSEMBLEA DEL DOPPIAGGIO

Roma, 20 luglio 2007

Si è svolta l’assemblea dei lavoratori del doppiaggio indetta dai sindacati CGIL-CISL-UIL per informare la categoria sull’andamento delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale. Tra gli argomenti trattati dai molti intervenuti la necessità di parametrare gli adeguamenti economici all’aumento di produttività complessiva, il bisogno di trovare soluzioni ai problemi delle colonne separate e dei doppioni, la questione minori e il nodo dei diritti connessi. Dopo ampia discussione l’assemblea ha riconfermato la propria fiducia nella Commissione e si è sciolta in attesa della ripresa delle trattative con l’Anica, dopo la pausa estiva.

VOCI NELL’OMBRA 2007

Roma, 19 luglio 2007

Al via il tradizionale appuntamento con il festival del doppiaggio "Voci nell’ombra", giunto all’undicesima edizione. Quest’anno la kermesse si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo. Per conoscere le candidature e il programma del festival cliccate qui.

BUONI RISULTATI DEL CINEMA ITALIANO

Roma, giugno 2007

Si è tenuta a Roma il 13 giugno la ''Giornata Professionale Estate 2007'' a cui hanno partecipato le principali associazioni di categoria. Secondo la Cinetel il cinema ha mostrato un buon andamento nel corso dei primi cinque mesi; rispetto allo scorso anno gli incassi sono aumentati del 7,4% e gli spettatori in più nelle sale sono stati oltre 3 milioni. Dati positivi soprattutto per il cinema italiano che ha totalizzato – anche se come al solito su pochissimi titoli - il 28,22% degli incassi globali, contro il 25,55% dell’anno scorso. Il cinema USA ha invece fatto registrare una leggera flessione, passando dal 55,22% del 2006 al 54,70% del 2007. Sarà anche colpa della flessione qualitativa del doppiaggio? Infatti, tra la piaga delle colonne separate e del doppiaggio alla cieca (spesso si adatta e si doppia con lo schermo oscurato per contrastare la così detta pirateria) i risultati sono ormai imbarazzanti. Comunque, secondo le rilevazioni, i 10 film che hanno incassato di più nei primi 5 mesi del 2007 (di cui 4 italiani) sono: Manuale d’amore 2; Spider Man 3; La ricerca della felicità; Ho voglia di te; Notte prima degli esami – oggi; Una notte al museo; 300; Pirati dei Carabi; Casino Royal; Il 7 e l’8.

TANTO RUMORE PER NULLA?

Roma, giugno 2007

Un po’ all’improvviso e senza una gran preparazione si è svolta nella capitale dal 31 maggio all’8 giugno la manifestazione denominata "Il gran premio internazionale del doppiaggio". Quattro i momenti topici: una festa il primo giorno, tre incontri seminariali presso tre università romane, l’apertura al pubblico di alcune sale di registrazione, il gran galà con consegna dei premi. L’ultimo evento è stato sicuramente il più apprezzato per l’accattivante spiritaccio del patron/presentatore Pino Insegno (a cui non perdoniamo solo di averci sottoposti allo sgolìo di Fiamma Izzo), mentre gli incontri nelle università – nonostante l’impegno dei conferenzieri, tra cui vogliamo segnalare gli interventi di Giampiero Gamaleri, Filippo Ottoni, Mario Paolinelli, Ludovica Modugno e Mariagrazia Scelfo – sono stati un po’ disertati sia dagli studenti, sia dagli autori, dai cinefili e dagli studiosi di cinema, sia dagli addetti (se ne fosse visto uno, anzi no, c’era Mimmo Palmara, una colonna del doppiaggio italiano). Evitiamo infine commenti sulla festa, ma un naturale senso del pudore ce lo impedisce. Non possiamo invece esimerci dal farne uno sugli sponsor dell’iniziativa: si può accogliere tra i promotori di un premio del doppiaggio una società di doppiaggio senza provare nessun imbarazzo? Insomma, un grazie per la buona volontà profusa nell’iniziativa, ma forse se fosse messa a disposizione – e qui tiriamo in ballo anche Regione, Provincia e Comune, partner dell’organizzazione – per tendere intelligentemente una mano a un settore che si trova in condizioni gravissime, forse sarebbe più utile e suonerebbe meno grottesca, un po’ come l’orchestrina a bordo del Titanic che sta colando a picco. Speriamo nella prossima edizione.

CINEMA. NOTIZIE DALL’OSSERVATORIO

Roma, maggio 2007

L’Osservatorio del cinema italiano, nato nel 2004 all’interno di Cinecittà Holding con la collaborazione del Centro Studi, ha presentato il suo secondo volume che contiene i dati relativi al 2005. Tra i dati più rilevanti segnaliamo: la quota del cinema italiano sugli schermi al 25 per cento; la quota del cinema italiano sulla piattaforma Sky al 16 per cento; la quota del cinema italiano su Studio Universal al 2 per cento e su RaiSat Cinema al 22 per cento. Di conseguenza le percentuali del 75, 84, 98 e 78 per cento sono relative ai prodotti stranieri doppiati. Ma il dato più interessante, anzi inquietante, è quello relativo alla quota di mercato del cinema italiano sugli schermi dei paesi europei: si va dallo 0,84 per cento della Bulgaria, all’1,26 per cento della Danimarca, all’1,12 della Finlandia, all’1,92 per cento della Francia, allo 0,64 per cento della Germania, allo 0,34 per cento della Polonia, allo 0,54 per cento del Portogallo, allo 0,67 della Svezia, allo 0,96 per cento della Spagna, all’1,81 per cento della Svizzera, allo 0,78 della Turchia, per finire con lo 0,00 per cento della Gran bretagna e dell’Irlanda.

IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL DOPPIAGGIO AL RINNOVO

Roma, 3 maggio 2007

Si è ufficialmente aperto, presso la Sezione industrie tecniche dell’Anica, il confronto per il rinnovo del contratto nazionale del doppiaggio. I Sindacati confederati hanno illustrato la piattaforma rivendicativa sottolineando che nell’industria audiovisiva il doppiaggio italiano rappresenta un punto di eccellenza a livello internazionale e consente la diffusione di piccole e grandi produzioni estere garantendo una mediazione culturale rispettosa dell’opera originaria e quindi dei suoi autori. Nel corso della presentazione è stato anche sottolineato il ruolo che il doppiaggio riveste nel mantenere vivo e veicolare il patrimonio linguistico italiano, "con un significativo riscontro per l’immagine del Paese, per la sua economia e per l’influenza che esercita nella formazione lessicale delle nuove generazioni". I rappresentanti dell’Anica hanno preso atto dei contenuti esposti dando ampia disponibilità a un dialogo costruttivo e di reciproca soddisfazione. Al termine dell’incontro le parti si sono date un nuovo appuntamento per il 18 maggio. Rileviamo che, mentre la delegazione sindacale era ampiamente rappresentativa del mondo professionale del doppiaggio, la parte datoriale era mancante dei rappresentanti della FEAC, della RAI e di SKY. Per leggere la piattaforma cliccate qui.

ALLARME GLOBISH

Italia, aprile 2007

La Comunità europea discute l’opportunità di rendere ufficiale l’uso del "globish", quella forma di inglese maccheronico parlato spontanemente dagli immigrati e dai turisti di tutto il mondo, mentre nelle province dell’Impero si cerca la maniera di salvare il salvabile della lingua patria. In Italia il ministro Rutelli nel novembre dello scorso anno ha costituito una commissione di saggi con il compito di redigere forme italiane dei termini inglesi che stanno entrando nel nostro lessico. I lavori della commissione dovrebbero essere in corso: suggeriamo di prestare un orecchio al doppiaggio, dove ormai il fascicolo si chiama "file" a dispetto degli evidenti laccetti di stoffa e i poliziotti sono tutti "detective".

BELLISSIMI

Roma, aprile 2007

Edoardo M., 8 anni, sarà la voce italiana di Grufolo nel film Disney I Robinson – Una famiglia spaziale. È il frutto acerbo del casting pubblico della Buena Vista, che per la parte del dinosauro ha incoronato l’esercente Paolo Orlando di Medusa Cinema. In suo onore, il dinosauro si chiamerà T-rex Orlandino. Neanche Peppino Rinaldi aveva mai ricevuto un tale tributo. La corsa al "talent" è cosa ormai superata: dopo politici, sindaci, presentatori e vallette siamo all’uomo della strada. Gli appelli lanciati dai professionisti del settore sull’esigenza di regole e formazione sembrano definitivamente superati, puzzano di stantio, noioso sindacalese. Avanti il prossimo.

EL-DORADO

Los Angeles, marzo 2007

L’Mpaa, l’associazione dei produttori cinematografici USA, ha annunciato che gli incassi mondiali dei film statunitensi sono aumentati nel 2006 dell’11%, arrivando a 25,8 miliardi di dollari. Secondo i dati ANICA, nel 2006 nelle sale italiane l’incasso totale dei film statunitensi è aumentato del 17,28% e la quota di mercato del cinema USA (177 film importati, 8 in più del 2005) è salita dal 53,78% del 2005 al 61,94%. In televisione sono stati trasmessi 2293 film americani su un totale di 4078 (56,1%).

L'ITALIANO, LINGUA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA (E DEL DOPPIAGGIO)

Roma, marzo 2007

L’Europa di oggi si basa sul multiculturalismo e quindi sulla pluralità delle lingue: per tale motivo diversi Paesi europei hanno voluto inserire nelle loro Costituzioni un preciso riferimento alla lingua "ufficiale". Anche l'Italia sta seguendo l'esempio di Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria, Irlanda e Finlandia. Infatti, a seguito di un dibattito - protrattosi per numerose sedute - il 28 marzo 2007 la Camera dei deputati ha approvato il testo unificato della proposta di legge costituzionale che, modificando l’articolo 12 della Costituzione, riconosce l’italiano quale lingua ufficiale della Repubblica. Il testo, approvato con 361 sì, 75 no, 28 astenuti, ora passa al Senato. L’articolo 12 della Costituzione fa solo riferimento alla bandiera italiana, ma si prevede di aggiungere il seguente testo: "L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali". Era ora. Speriamo che ne trarrà beneficio l’italiano parlato nel doppiaggio, visto lo stato in cui si trova. Tanto per fare un esempio, forse la RAI si sentirà maggiormente motivata alla tutela della lingua nazionale, smettendola così di fare gare al ribasso, e inserendo nel settore dell’edizione dei programmi d’acquisto funzionari debitamente preparati che siano quanto meno in grado di discernere il bene dal male.

DOPPIAGGIO MOLTO ORIGINALE E DIVERTENTE

Roma, febbraio 2007

Buena Vista cerca un esercente in grado di doppiare un dinosauro nel cartone I Robinson. Il direttore marketing Kristin Greiner ha dichiarato: «Si tratta di un’idea molto originale e divertente che credo non sia mai stata realizzata in Italia». E crede bene: finora il doppiaggio era affidato a professionisti. Gliene suggeriamo una migliore: cercare un dinosauro in grado di doppiare un esercente.

IL DOPPIAGGIO IN FRANCIA

Parigi, gennaio 2007

Più di duecento autori, insieme a doppiatori, direttori di doppiaggio e rappresentanti delle imprese e dei distributori si sono incontrati alla Giornata professionale organizzata dalla Sacem, la società di gestione collettiva dei diritti degli autori audiovisivi francesi. Due tavole rotonde hanno affrontato il tema della libertà di scrittura concessa all’autore dell’adattamento e quello del futuro del doppiaggio di fronte ai cambiamenti del settore audiovisivo. Da parte degli autori è stata sottolineata, con numerosi esempi, la censura strisciante imposta ai dialoghisti su temi generali e anche su singole parole, che si esplicita con l’invito a edulcorare i testi secondo regole non scritte che vengono da interlocutori non meglio identificati. I rappresentanti della Buena Vista e di France 2 hanno negato ogni addebito, quindi gli adattatori francesi si chiedono se la situazione non sia frutto di una psicosi collettiva che affligge le reti televisive, le imprese e i direttori di doppiaggio. Ma il problema reale del doppiaggio francese è il degrado generale delle condizioni di lavoro, anche sul piano del riconoscimento professionale e dei compensi. Malgrado ciò, i dialoghisti francesi continuano ad amare il loro lavoro, e oltre a essere presenti nello Snac (Syndicat national des auteurs et des compositeurs, www.snac.fr), hanno ora fondato un’associazione di categoria autonoma, l'Ataa (Association des traducteurs/adaptateurs de l'audiovisuel, www.traducteurs-av.org).

MIKADO CAMBIA E RADDOPPIA

Roma, gennaio 2007

Cambiano i vertici della Mikado. Dopo l’acquisto da parte della De Agostini anche delle loro quote, i soci fondatori Luigi Musini e Roberto Cicutto si dedicheranno esclusivamente al settore produttivo, mentre la distribuzione – i cui investimenti saranno raddoppiati – sarà guidata da Alessandro Usai e Francesco Melzi d’Eril.

IL CINEMA IN CASA

Roma, gennaio 2007

Sky Italia ha raggiunto i 4 milioni di abbonati e (al 30 giugno 2006) 32 milioni di euro di profitto. Il 2006 si è chiuso in attivo anche per l’home video, che ha fatturato, solo per il sell, 415 milioni di euro, il 4% in più dell’anno precedente.

SALVATI DAL DOPPIAGGIO (O DALL’IGNORANZA?)

Roma, gennaio 2007

Alla vigilia dell’uscita dell’atteso Borat, Osvaldo De Santis, presidente della Fox Italia, ha dichiarato a BoxOffice che «in Italia solo l’8% (stranieri compresi) sono in grado di capire i film in inglese, o almeno seguirne la storia. In questo senso siamo protetti dalla pirateria internazionale. Borat” è scaricabile su internet ma, non avendo ancora mixato il doppiaggio, la copia italiana non si trova».

DOPPIAGGIO CAPRESE

Capri, dicembre 2006

Anche il festival internazionale di cinema "Capri, Hollywood", grande kermesse organizzata da Pascal Vicedomini, all’undicesimo anno di vita si è accorto del doppiaggio: il premio "Capri Arts Award – by Casinò di Venezia" 2006 è stato assegnato a Enzo Ghinazzi alias Pupo, "Rivelazione dell'anno" per il doppiaggio del film La gang del bosco". Auspichiamo che prima della dodicesima edizione a Capri giunga notizia che, senza nulla togliere al multiforme talento di Pupo, esistono centinaia di attori doppiatori professionisti di cui ci piacerebbeil mondo del cinema si accorgesse.

LA WARNER RISCHIA LA VERSIONE ORIGINALE

Los Angeles, dicembre 2006

La Warner Bros. ha deciso di non doppiare Letters From Iwo Jima, l’ultimo film di Clint Eastwood. Il film verrà distribuito in giapponese sottotitolato in tutti i mercati.

INDAGINE SUL DOPPIAGGIO

Bruxelles, dicembre 2006

La Direzione Generale "Società dell'Informazione e Media" della Commissione Europea ha assegnato a un consorzio guidato dal Media Consulting Group e dalla britannica Peacefulfish la realizzazione di uno studio sulle pratiche e i bisogni degli operatori nel campo del doppiaggio e della sottotitolazione nei 31 paesi partecipanti al programma MEDIA 2007. Lo studio si propone di agevolare la circolazione transnazionale delle opere in un contesto europeo in cui la produzione avviene in più di 20 lingue diverse. L'iniziativa è stata sollecitata a lungo anche dall'AIDAC (Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi), in particolare con l'obiettivo di organizzare un sistema distributivo delle opere cinematografiche italiane, doppiate nelle lingue di destinazione, su nuovi mercati, attraverso i nuovi sistemi di diffusione. I lavori avranno una durata di 10 mesi e inizieranno con una consultazione pubblica a inizio 2007.

PERDITE

Roma, dicembre 2006

Si è spento, dopo una lunga malattia, Mauro Trentini. Era nato a Roma nel 1940 ed era considerato tra i migliori dialoghisti italiani, soprattutto per come riusciva a coniugare una grande sensibilità artistica con una precisione tecnica di altissimo livello. Tra i film da lui scritti ricordiamo Master & Commander, Larry Flint – Oltre lo scandalo, Gattaca, Pearl Harbor, Signs, Stuart Little, Scambio di identità, Voglia di ricominciare. Faceva parte dell’Aidac da oltre vent’anni e nel 2004 aveva ricevuto il premio Agave di cristallo come miglior dialoghista per il film Master & Commander.

PERDITE

Roma, novembre 2006

Carlo Baccarini se ne è andato, a 76 anni. L’ultimo e forse il più grande patriarca del doppiaggio italiano lascia un vuoto incolmabile in chi lo aveva conosciuto e ne aveva apprezzato le grandi doti di correttezza e umanità. Era anche un grandissimo professionista e oltre ad aver guidato in modo intelligente e illuminato la CVD, aveva diretto il doppiaggio di una lunga lista di capolavori, tra cui molti di un altro romagnolo di eccezione, Federico Fellini, e interpretato una serie innumerevole di personaggi tra i quali vogliamo ricordare Parker in Alien, il dottor Broughton in Barry Lyndon, Gus Portokalos in Il mio grosso grasso matrimonio greco, Gongolo in Biancaneve e i Sette Nani, Barbalbero nella saga de Il Signore degli Anelli e soprattutto Hank, Orson Welles, nell'Infernale Quinlan. Era nato a Forlì il 13 marzo 1930.

TAUTOLOGIA INDUSTRIALE

Roma, ottobre 2006

Malgrado l’industria del doppiaggio sia il fiore all’occhiello della capitale, l’eccesso di offerta industriale che si è sviluppato a partire dagli anni Ottanta ne mette a rischio la sopravvivenza. Lo affermano concordi Maurizio Ancidoni (presidente della società di doppiaggio CDC-Sefit Group) e Giulio Mezzanotte (segretario generale dell’UNITEC, Unione nazionale industrie tecniche cinematografiche e audiovisive) nell’utilissimo studio curato da Chiara Gelato "Sequenze romane. L’industria audiovisiva della Capitale nel paesaggio italiano ed europeo". «Questo settore – sostiene Mezzanotte – soffre di una frammentazione imprenditoriale molto evidente, che ha un effetto disastroso sull’intera industria del comparto». La conseguenza inevitabile del «massacro» causato dalla competizione al ribasso – aggiunge Ancidoni – «è stata quella di individuare un modo di abbattere i costi ed ottimizzare l’intera filiera produttiva». Per dare un’idea dell’applicazione di questa brillante strategia basti sapere che il ricavo delle industrie tecniche del doppiaggio (secondo i dati Unitec) è passato dagli otto milioni di euro del 2002 ai sei e mezzo del 2004.

PROMOZIONE: FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO?

Venezia, settembre 2006

Malgrado lo Stato continui a stanziare fondi per la promozione, il cinema italiano all’estero rimane quasi invisibile, con incassi molto bassi e quote di mercato, specie negli Usa, inferiori all’1%. È quanto è emerso dal dibattito "Italian Films in the Global Context", organizzato alla Mostra del cinema di Venezia dal critico di Variety” Peter Cowie. Nel 2006 il Ministero per i beni culturali ha sovvenzionato la promozione per più di un milione di euro. Per doppiare un film italiano in inglese ne basterebbero 45mila, e potrebbe arrivare a più di un miliardo di spettatori.

PROMESSE MANTENUTE

Milano, settembre 2006

L’Univideo ha riconosciuto la fondatezza della richiesta avanzata dall’AIDAC di inserire nei DVD il nome dell’autore della versione italiana dei dialoghi.

VIA LA LINGUA DAGLI OSCAR

Los Angeles, agosto 2006

Pressata dalle polemiche seguite alla esclusione dagli Oscar di Private, l’Academy of Motion Picture Arts & Science ha stabilito che i dialoghi delle pellicole straniere selezionate potranno essere in tutte le lingue e non più in quella del paese di produzione.

GLI OSCAR DEL DOPPIAGGIO 2006

Finale Ligure, 30 settembre 2006

Voci nell’ombra, giunto alla decima edizione, ha assegnato anche quest’anno i premi al doppiaggio. Durante il gala di premiazione è stato proiettato il corto Tutto brilla doppiato in inglese, già presentato alla Casa del cinema di Roma il 15 settembre. Per conoscere i nomi dei vincitori e leggere una relazione completa cliccate qui.

VOCI NELL’OMBRA COMPIE 10 ANNI

Roma, 30 settembre 2006

Il festival del doppiaggio di Finale Ligure giunge quest’anno alla decima edizione. La premiazione si svolgerà il 30 settembre prossimo. Queste le nomination: per la categoria "miglior direzione e doppiaggio generale" Rodolfo Bianchi (Il suo nome è Tsotsi), Carlo Cosolo (Untitled 93), Filippo Ottoni (Crash – Contatto fisico); per la categoria "miglior voce maschile" Roberto Chevalier (Philip Seymour Hoffman in Capote – A sangue freddo), Alessio Cigliano (Heath Ledger in I segreti di Brokeback Mountain), Oreste Rizzini (Bill Murray in Broken Flowers); per la categoria "miglior voce femminile" Angiola Baggi (Felicity Huffman in TransAmerica), Barbara De Bortoli (Penelope Cruz in Volver), Marzia Ubaldi (Judi Dench in Lady Henderson presenta).
» Comunicato comprende le altre candidature [web]

Italian "Short, sweet & dubbed"

Roma, 15 settembre 2006

L'AIDAC (associazione italiana dialoghisti adattatori cinetelevisivi), in collaborazione con la Scuola superiore per interpreti e traduttori di Forlì e il Centro linguistico di ateneo dell'università degli studi di Trieste, l'Università di Durham, la SIAE, il festival del doppiaggio Voci nell'Ombra, il SAI (Sindacato attori italiani) e aSinc allo scopo di valutare se sia possibile innescare un processo di doppiaggio sistematico delle opere audiovisive italiane che le renda davvero esportabili sul mercato mondiale, organizza il primo programma sperimentale di doppiaggio in lingua inglese di alcuni cortometraggi italiani al fine di organizzare uno studio statistico sul gradimento del pubblico di lingua inglese delle opere cine-audiovisive doppiate.
» Brochure [PDF]
» La nostra relazione [web]

PERDITE

Lucca, 13 settembre 2006

Cesare Barbetti non c’è più. Rimasto vittima di un grave incidente stradale mentre andava a ritirare a Carrara il Leggio d’oro, un premio alla carriera, si è spento alle 13 all'ospedale Campo di Marte di Lucca, dopo un’operazione. Era nato a Palermo nel 1930 e aveva iniziato la sua carriera di attore a soli quattro anni nel film Il cappello a tre punte di Mario Camerini. Aveva interpretato ruoli di rilievo nel cinema, nel teatro e in importanti sceneggiati televisivi, era uno dei più noti e stimati direttori di doppiaggio, ed era soprattutto un doppiatore raffinatissimo. Aveva dato voce italiana alle interpretazioni di Robert Redford, Kevin Kline, Steve Mc Queen, Robert Duvall, Steve Martin e Warren Beatty e molti altri in film che hanno fatto la storia del cinema e del doppiaggio, tra cui: La stangata, Il Padrino, Butch Cassidy, Tutti gli uomini del presidente, I tre giorni del condor, A piedi nudi nel parco, Papillon, Lassù qualcuno mi ama, Roxanne, Dick Tracy, Un pesce di nome Wanda, Come eravamo, Il grande Gatsby, I signori della truffa, Spy Game, I tre moschettieri, Assassinio sull'Orient Express, Elephant Man, Figli di un dio minore, Quei bravi ragazzi, La mia Africa.

PERDITE

Roma, 9 agosto 2006

Dopo una lunga malattia, Gianfranco Bellini – una delle voci storiche del doppiaggio italiano – se ne è andato. Era nato a Palermo nel 1924 e aveva iniziato a lavorare giovanissimo nel cinema, per poi passare al teatro, alla radio e alla televisione. Noto per aver dato la voce al computer HAL 9000 nella versione italiana di 2001 - Odissea nello spazio di Stanley Kubrik, vogliamo ricordarlo tra le centinaia di ruoli, anche per aver interpretato Roman Polanski in Chinatown e Gerard Philippe in Il diavolo in corpo, e soprattutto per la prima splendida versione de Il Grande Dittatore in cui doppiò Charlie Chaplin.

UN NUOVO CORSO PER L’ANICA

Roma, luglio 2006

I distributori cinematografici aderenti all’Anica (sono intervenuti rappresentanti della Sony Ent., Fox, Eagle Pic., Medusa e UIP) hanno incontrato le rappresentanze sindacali dei professionisti del doppiaggio con l’obbiettivo di sottoscrivere il Protocollo di intesa attraverso il quale la cosiddetta committenza – il vero datore di lavoro che immette sul mercato circa 300 film l’anno – riconosce il Contratto nazionale che regolamenta il settore. Tale documento, che era stato già sottoscritto il 5 aprile dalle emittenti televisive Rai, Mediaset, Sky e FX, contiene la seguente significativa dichiarazione di principio: "Le parti hanno congiuntamente sottolineato l’importanza che rivestono le emittenze televisive nell’ambito della crescita culturale nazionale. In tale contesto è stato inoltre evidenziato il rilevante ruolo svolto dal doppiaggio nel garantire il rispetto delle opere originarie, nella mediazione culturale, nel mantenere e veicolare il nostro patrimonio linguistico e nel contribuire nella formazione lessicale delle nuove generazioni. Tali finalità non hanno possibilità di essere conseguite se non vi è il pieno riconoscimento del legame che vincola la qualità del prodotto alla professionalità delle aziende e delle figure contrattuali impegnate, nel pieno rispetto di norme e procedure previste per lo svolgimento del lavoro".
L’accordo prevede inoltre che l’Anica porti a compimento la certificazione delle aziende di doppiaggio secondo le norme Uni-Iso e infine che le aziende di distribuzione riportino i nominativi dei professionisti che contribuiscono alla realizzazione del doppiaggio su ogni tipo di supporto.
Le delegazioni si sono lasciate con reciproca soddisfazione, dandosi appuntamento a settembre per la ratifica, che rappresenterà il completamento definitivo del Ccnl in vigore.

I PRODUTTORI ITALIANI ELEGGONO IL LORO NUOVO PRESIDENTE

Roma, giugno 2006

Riccardo Tozzi, presidente della Cattleya, è stato eletto alla presidenza dell’Unione produttori, aderente all’Anica. Il successore di Aurelio De Laurentiis ha dichiarato che la sua presidenza lavorerà per rafforzare il dialogo con il mondo della produzione cinematografica e televisiva esterno alla Confindustria e per aprirne uno con gli autori.

AI CONFINI DELLA REALTÀ

Roma, giugno 2006

La struttura Innovazione e Prodotto della Rai ha deciso di doppiare un film muto. Un manipolo di doppiatori (tra gli altri, Gianni Musy, Paolo Lombardi, Ennio Coltorti, Aurora Cancian) si avventurerà nell’esperimento: doppiare I promessi sposi di Mario Bonnard, del 1923. Dopo la colorizzazione, forse questa era rimasta l’ultima frontiera.

talents. un vizio persistente

Roma, giugno 2006

Il cast di voci del prossimo cartone Disney-Pixar, Cars – Motori ruggenti, a parte Massimiliano Manfredi e Pino Insegno, è interamente composto di celebrità che non hanno nessuna dimestichezza né con il doppiaggio né con la recitazione: Sabrina Ferilli, i piloti Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli, Alex Zanardi ed Emanuele Pirro, i giornalisti sportivi Gianfranco Mazzoni, Ivan Capelli e Giovanni Di Pillo.

GOOD NEWS IN UNIVIDEO

Milano, maggio 2006

Nel 2005 sono stati venduti in Italia più di 40 milioni di DVD, il 33% in più dell’anno precedente. Attualmente il florido mercato dei DVD sfiora il miliardo di euro. In un’intervista rilasciata al periodico "Cinema video", Davide Rossi, presidente di Univideo (Unione italiana per l’editoria audiovisiva) ha sensatamente dichiarato: «Credo che il DVD sia uno strumento perfetto per esportare il cinema e la televisione italiana all’estero superando agilmente le barriere linguistiche. Un perfetto strumento per la fusione di cultura e business». Per leggere l’intervista di aSinc a Davide Rossi cliccate qui.

GLI UCRAINI CONTRO IL DOPPIAGGIO

Kiev, 28 aprile 2006

Dopo essersi visti negare il finanziamento statale, i distributori cinematografici ucraini hanno intentato una causa contro il governo perché non venga applicata la risoluzione che dal 1 settembre 2006 li obbligherebbe a doppiare, a proprie spese, i film stranieri. Secondo i distributori, la misura provocherebbe grosse perdite economiche per tutto il settore, in quanto il 60% dell’incasso delle sale (che nel 2005 è stato di 35 milioni di dollari) viene da città dove si parla russo. La principale difficoltà, però, è la mancanza in Ucraina di competenze specifiche e di un’industria del doppiaggio. Il giornalista Tom Birchenough, nel commentare il fatto sulla rivista americana "Variety", afferma che questo atteggiamento è negativo per Hollywood, in quanto tutte le ricerche condotte hanno dimostrato che il pubblico non ama vedere i film sottotitolati. Vale anche per gli americani?

IL CINEMA COSTA. E IL DOPPIAGGIO?

Roma, 30 marzo 2006

Per la campagna marketing del Codice Da Vinci la Sony ha investito 4,5 milioni di euro. Il film, che uscirà in Italia il 19 maggio prossimo, è costato 125 milioni di dollari e il suo incasso in sala è stimato per l’Italia in 25 milioni di euro.

UN PREMIO AI DIALOGHI: L’AGAVE DI CRISTALLO

Lerici, 18 marzo 2006

Si è svolta a Lerici la seconda edizione del premio "Agave di cristallo", dedicato ai dialoghi cinematografici italiani e stranieri. Per la sezione "dialoghi stranieri" il premio viene assegnato all’adattatore italiano; quest’anno sono risultati vincitori: l’adattatore ignoto del Dottor Stranamore, ex aequo con Elettra Caporello per Harry ti presento Sally. Il premio alla migliore frase dell’anno è andato a Lorena Bertini, adattatrice italiana di Million dollar baby, di cui potete leggere la nostra recensione cliccando qui.

NIENTE DOPPIAGGIO… SIAMO INGLESI

Bradford, 17 marzo 2006

David Nicholas Wilkinson, fondatore della Guerrilla Film, si aggiunge al coro di produttori e registi inglesi favorevoli al doppiaggio, pratica inesistente nel mercato anglofono: «Il nostro box office è dominato dal cinema americano più di ogni altro territorio europeo. Vedremo al massimo una ventina di film non inglesi né americani l’anno. Qui si doppiano i film solo quando vanno in televisione; per questo è difficile pensare che il cinema francese, tedesco o italiano abbiano successo da noi».

Meglio tardi che mai

Roma, 28 marzo 2006

A vedere gli articoli pubblicati, i convegni organizzati e la documentazione che gira per la rete sono circa una dozzina di anni che l’Aidac (associazione dialoghisti adattatori cinetelevisivi – www.aidac.it) sottolinea che l’unico modo per salvare la cinematografia italiana dall’emarginazione è quello doppiare i nostri film, soprattutto per il mercato di lingua inglese che consiste in circa un miliardo di potenziali spettatori. Bè, a quanto pare repetita juvant, visto che il ministro Buttiglione il 28 marzo nel presentare un progetto per doppiare alcuni film italiani ha detto: "Il cinema è portatore di lingua e cultura, non è una merce come le altre e, in questo senso, bisogna creare delle figure atte a ruoli specifici. Miriamo a costruire al livello europeo una direttiva sul cinema, almeno per quanto riguarda il doppiaggio, e per farlo abbiamo bisogno di realizzare una compenetrazione più forte tra le industrie europee, tra le quali devono esserci processi sinergici. Abbiamo un'altissima produttività cinematografica, più alta di quanto non venga sfruttata. Ma in questo, come in altri settori artigiani, abbiamo problemi nella trasmissione e rischiamo di perderci. Questo progetto cerca di evitare che ciò accada." Tra i titoli che dovrebbero essere doppiati sembra ci siano: Manuale d'amore di Giovanni Veronesi, La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, Viaggio segreto di Roberto Andò e il prossimo film dei Vanzina. Perplime solo la scelta delle lingue in cui saranno doppiati: hindi e polacco. Chissà, forse il mercato inglese fa paura e fa affiorare il complesso di inferiorità a chi ne soffre.

SOTTOTITOLARE O DOPPIARE? QUESTO È IL PROBLEMA

Los Angeles, 14 febbraio 2006

Gli americani non amano i sottotitoli. Questo è quello che affermano i distributori statunitensi alla luce dei bassi risultati dei film da loro importati. L’anno scorso solo dieci film stranieri hanno superato il milione di dollari di incasso e questo ha portato a una diminuzione degli acquisti; nel 2005, dei 54 film stranieri che sono stati nominati per l’Oscar, solo 12 hanno trovato una distribuzione negli Usa, rispetto ai 19 del 2004. Per i distributori questo calo di interesse, e quindi di investimenti, è dato dal fatto che la gente non vuole leggere al cinema e che per invertire questa tendenza è necessario doppiare i film stranieri in inglese. Sembra una decisa inversione di tendenza rispetto alla tesi da sempre sostenuta al di là dell’oceano per cui le persone anglofone non tollererebbero vedere i film doppiati in quanto troppo attenti al movimento delle labbra. In attesa di decidere il da farsi, si sperimentano nuove modalità di lettura: il film russo “Night watch” – una storia di vampiri ambientata a Mosca - è stato sottotitolato con un nuovo sistema sperimentale che consiste nel far apparire il sottotitolo non più secondo lo schema classico in basso al centro del fotogramma, ma un po’ come nei fumetti: ogni qual volta il personaggio parla appare, sotto o sopra di lui, o a tutto campo, in rosso e con caratteri variabili in funzione del pathos, quello che dice, come se le parole fossero parte integrante dell’immagine. La Fox-Searchlight che ha collaborato a questo esperimento afferma che non si tratta di un sistema applicabile a ogni film, ma solo di un espediente per aggiungere potenzialità a certi prodotti. Sta ora ai distributori valutarne la funzionalità.

PERDITE

Roma, 3 febbraio 2006

Si è spenta a Roma l'attrice Angiolina Quinterno. Attrice di teatro, aveva lavorato con Paolo Poli, Alberto Lionello, Lina Wertmuller e Valeria Valeri; aveva anche lavorato in molti sceneggiati televisivi e radiofonici ed era inoltre un’eccellente doppiatrice; aveva dato la voce a molte attrici, tra cui: Faye Dunaway, Diane Keaton, Ann Margret, Madaleine Kahn e Shirley McLaine, e a molti personaggi in film di animazione, da Gli Aristogatti, a Il Gobbo di Notre Dame, a Wallace & Gromit.

ANDIAMO AL CINEMA

Roma, 8 marzo 2005

Secondo i dati sulla produzione e sulla distribuzione cinematografica in Italia diffusi dall’Anica, il 2005 ha visto un incremento di incassi di 15 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Malgrado il calo degli investimenti (i 98 film prodotti – 36 in meno del 2004 – segnano il minimo storico dal 2001), la quota del nostro cinema in sala ha guadagnato il 24,7%.

IMMISSIONI ALL’ISTITUTO LUCE

Roma, 22 febbraio 2006

Il Consiglio d'amministrazione di Cinecittà Holding ha nominato i nuovi vertici dell'Istituto Luce: l'avvocato Flavio De Luca prende il posto di Andrea Piersanti alla presidenza, mentre nel consiglio di amministrazione Maria Calò sostituisce Pietro Melograni. Luciano Sovena è stato riconfermato amministratore delegato. Flavio De Luca è docente di diritto amministrativo e capo della segreteria tecnica del ministro Udc della funzione pubblica Mario Baccini (anche candidato a Sindaco di Roma), Maria Clò è presidente dell’Udc di Taranto.

ANDIAMO AL CINEMA

Berlino, 14 febbraio 2006

Secondo l’annuario statistico European Cinema Yearbook, il 2005 si è chiuso con 100 milioni di spettatori in meno nell'Europa occidentale (con un calo dell'11%) e 101 in quella orientale (- 19%). L’Italia, grazie al successo di film come Natale a Miami, Ti amo in tutte le lingue del mondo, La tigre e la neve e La bestia nel cuore ha perso solo il 9% degli spettatori, vedendo aumentare la quota di mercato nazionale a scapito del cinema di origine statunitense.

I NUMERI DEL DVD

Milano, 10 febbraio 2006

Secondo i primi dati analizzati e diffusi dall'ufficio studi di Univideo, sono oltre 40 milioni di pezzi i Dvd venduti nel corso del 2005, con un incremento del 33% rispetto al 2004. Altro dato significativo è la diminuzione del prezzo medio, sceso del 21%.

NASTRI D’ARGENTO

Roma, 7 febbraio 2006

Il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani ha assegnato anche quest’anno i nastri d’argento. Per il doppiaggio, sono stati premiati gli attori-doppiatori Adalberto Maria Merli, voce di Clint Eastwood in Million Dollar Baby e Alessandra Korompay, voce di Juliette Binoche in Niente da nascondere. Anche quest’anno non sono stati presi in considerazione gli autori dei dialoghi italiani.

A SCUOLA DI DOPPIAGGIO IN INDIA

Thiruvananthapuram, 6 febbraio 2006

Aperta la Vismaya's School of Voice Designing and Presentation, la prima scuola per attori doppiatori dell’India. I corsi, aperti a 40 studenti divisi in due classi, avranno la durata di 140 ore e avranno una forte connotazione pratica.

MIGLIORI SCENEGGIATURE USA

Los Angeles–New York, 4 febbraio 2006

Il Writers Guild of America, il sindacato degli sceneggiatori americani, ha assegnato i premi alle migliori sceneggiature del 2005. I segreti di Brokeback Mountain si è aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura non originale, scritta da Larry McMurtry & Diana Ossana, mentre Crash, scritto da Paul Haggis & Bobby Moresco, quello per la migliore sceneggiatura originale.

ELEZIONI ANICA

Roma, 3 febbraio 2006

Paolo Ferrari, presidente di Warner Bros. Italia, succede a Gianni Massaro alla guida dell’ANICA, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali. Eletto all’unanimità per il biennio 2006-2007, il neo-presidente ha dichiarato: «Il mio impegno specifico sarà di cambiare lo Statuto e traghettare l’ANICA verso l’adeguamento della sua struttura alle nuove e mutate esigenze del mercato, con la massima attenzione all’industria nazionale dell’audiovisivo ed al prodotto italiano». Per la prima volta, il presidente dell’ANICA viene dal mondo delle major: siamo certi che sarà in grado di capire l’importanza del doppiaggio nell’industria culturale.

LEGALIZE DOWNLOAD

Londra, 30 gennaio 2006

La Warner Bros. ha annunciato di voler iniziare a vendere film e programmi TV in Germania, Austria e Svizzera usando una rete peer-to-peer. L’iniziativa ha il fine di arginare il download illegale: solo nella prima metà del 2005, in Germania un milione e settecentomila utenti di internet hanno scaricato illegalmente 11,9 milioni di film. Il nuovo servizio partirà a marzo, si chiamerà In2Movies e permetterà di scaricare una selezione limitata di film e di trasmissioni televisive della Warner Bros., inclusi Batman Begins e The O.C., da server centrali e da altri utenti che hanno i file desiderati.

NEURODOPPIAGGIO

Milano, 19 gennaio 2006

Oreste Lionello, che sta doppiando Woody Allen in un’intervista a Bonolis per il programma “Il senso della vita” ritiene opportuno farci conoscere la sua Weltanshaung, che evidentemente si discosta da quella appena espressa dall’intervistato, il quale si è dichiarato ateo. Con un colpo di mano, anzi di laringe, usa gli ultimi istanti di intervista per dirci, con la stessa voce usata fino a un attimo prima per doppiare Allen e in perfetto sincrono labiale, che lui-Lionello invece in Dio ci crede, e che per l’esattezza è cattolico. L’abuso è completo quando un messaggio in sovraimpressione informa che «Lionello ha deciso di prendere le distanze da tutto ciò che ha detto Woody Allen». Si attende una dissociazione di Woody Allen dalla sua voce italiana (per inciso, Lionello, all’indomani della notizia della relazione tra Allen e la sua figlia adottiva, giurò di non prestargli più la voce, ma non ha mantenuto il giuramento, cosa grave per un cattolico).

TALENTS PER BENEFICENZA

Torino, 18 gennaio 2006

La Mondo Home Entertainment conta sulle voci di Alessio Boni e Maria Grazia Cucinotta per il successo del cartone Felix, il coniglietto giramondo. Alle annose polemiche sull’uso e abuso dei “talents” nel doppiaggio risponde sul nascere lo “scopo benefico” dell’iniziativa: il 5% dei ricavi delle sale più 1 euro per ogni VHS e DVD venduti saranno devoluti al progetto Unicef Uniti per i bambini, uniti contro l’Aids. Un’altra buona notizia: il doppiaggio non è un elemento indifferente per gli incassi.

PROMESSE

Capri, 2 gennaio 2006

Claudio Sorrentino, membro neoeletto del consiglio di amministrazione di Cinecittà Holding, durante il festival “Capri, Hollywood” ha comunicato «Siamo stati recentemente in India dove abbiamo stretto un accordo per ridoppiare un film di Franco e Ciccio nelle lingue locali. Ed è solo il primo passo». In effetti, fin dalla sua nomina, il ministro Rocco Buttiglione ha affermato più di una volta la sua ferma intenzione di esportare il cinema italiano all’estero doppiato nelle altre lingue. Attendiamo ansiosi i passi successivi.

IMMISSIONI A CINECITTÀ

Roma, 20 dicembre 2005

Nuovo consiglio d'amministrazione a Cinecittà Holding. Confermati il presidente Carlo Fuscagni e i consiglieri Giovanni Galoppi (anche presidente di AIP-Filmitalia) e Francesco Ventura (ministero dei Beni e delle Attività Culturali), entrano Sandro Abeille, Massimiliano Converti, Roberta Lubich, Guido Pugliesi, Claudio Sorrentino, Massimo Condemi, indicato come amministratore delegato. Confermato il direttore generale Alessandro Usai.

CATALOGHI ECCELLENTI

Glendale - CA, 12 dicembre 2005

La DreamWorks di Steven Spielberg passa alla Paramount, divisione cinematografica di Viacom, che acquisisce così un listino di sessanta titoli, più le produzioni già pianificate o in corso. Finisce così la storia, costellata di grandi successi alternati a flop, della casa di produzione nata come alternativa alle major.

GRAN GALA DEL DOPPIAGGIO

Roma, 10 dicembre 2005

Durante Romics – Festival del fumetto e dell’animazione, si è svolto al Teatro Palafiera della Fiera di Roma il Gran Gala del doppiaggio. Come ogni anno, sono stati assegnati i premi Romics Dd alle migliori voci del doppiaggio italiano. Potete avere tutte le notizie sui premiati cliccando qui.

PERDITE

Roma, 6 dicembre 2005

Scompare improvvisamente a soli 59 anni Michele Alghisio, uno dei più noti ed apprezzati professionisti del doppiaggio italiano. Era stato membro del Consiglio Direttivo dell’AIDAC, socio dell’ANAD ed era attualmente membro della Commissione paritetica di garanzia del doppiaggio. Dialoghista e direttore di doppiaggio, univa un grande talento artistico a una consolidata conoscenza tecnica. Proveniva dal mondo del giornalismo, era un raffinatissimo musicologo ed era giunto al doppiaggio grazie al suo amore per il cinema, nel quale aveva lavorato per anni.

DOPPIATORI ECCELLENTI

Roma, 2 dicembre 2005

Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha accettato di doppiare il suo omologo Rino il tacchino nel film di natale Chicken little. L’eccezionale prestazione è costata alla Buena Vista 10.000 €, devoluti dal sindaco a un’associazione che si occupa di bambini down. Due buone notizie per il doppiaggio: la prima è che il doppiaggio può servire anche a far del bene; la seconda è che dispone di risorse maggiori di quel che sembri: la stessa prestazione, a un doppiatore professionista retribuito secondo il minimo contrattuale, sarebbe stata pagata 67 € per la presenza al turno più 2,14 € per ogni riga recitata.

DIMISSIONI A CINECITTÀ

Roma, 29 novembre 2005

Il Consiglio di amministrazione di Cinecittà Holding – che avrebbe raggiunto la sua scadenza naturale il 31 dicembre – ha rimesso il proprio mandato. La decisione, dicono i consiglieri, è stata determinata “dalla precisa volontà di consentire al Ministro per i beni e le attività culturali, che esercita i diritti dell'azionista, di disporre liberamente della carica alla luce del nuovo indirizzo”.

IL DOPPIAGGIO SI (AUTO)CONTROLLA

Roma, 23 novembre 2005

Durante l’ultima riunione della CPG (Commissione paritetica di garanzia per l’applicazione del contratto nazionale del doppiaggio) è stato deciso di iniziare la raccolta dei dati per la costituzione degli elenchi dei professionisti e delle imprese che dichiarano di rispettare il Contratto collettivo nazionale di lavoro. Per ulteriori informazioni si può leggere la circolare dell’AIDAC cliccando qui.

SONO UN PIRATA, SONO UN DOPPIATORE

Los Angeles, 22 novembre 2005

Nove associazioni di produttori cinematografici, musicali, informatici e librari statunitensi scrivono all’ambasciatore italiano negli Usa per protestare contro la legge “ex Cirielli” che, abbreviando i tempi di prescrizione dei procedimenti penali, impedirà di processare i responsabili della pirateria. Le major ricordano all’Italia che “una nazione è davvero competitiva se mantiene alto il livello di protezione del diritto d’autore”. Nel riportare la notizia, il quotidiano “la Repubblica” attribuisce la responsabilità della pirateria cinematografica a “persone che lavorano nelle sale di doppiaggio o negli stabilimenti di produzione”.

ANDIAMO AL CINEMA?

Roma, 9 novembre 2005

Da una ricerca condotta dal Dipartimento di sociologia della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma per l’AGIS, risulta che gli spettatori italiani scelgono i film da vedere al cinema basandosi sul passa-parola, che riesce a spostare fino a 10 punti il gradimento di un film. Il principale motivo di insoddisfazione per gli spettatori è il costo dell’operazione “spostamento al cinema”, che diventa proibitivo se al prezzo del biglietto si aggiungono benzina, parcheggio e pop-corn.

ANDIAMO AL CINEMA

Roma, 4 novembre 2005

Apprendiamo dall’Annuario statistico dell’Istat 2005 che il cinema continua a essere l’intrattenimento culturale preferito dagli italiani. La percentuale di chi è andato al cinema almeno una volta nel 2004 è cresciuta dall’anno precedente dal 48,1% al 50,7%. Seguono a distanza sport (28%), mostre e musei (27,6%), discoteche (25,3%) e concerti (8,9%).

TRA TESTO E IMMAGINE. IL PUNTO DELLA RICERCA SU L’ADATTAMENTO PER LO SCHERMO

Forlì, 27-29 ottobre 2005

Il convegno “Between Text and Image. Updating Research in Screen Translation”, organizzato dall’Università di Bologna – Dipartimento di studi interdisciplinari su traduzione, lingue e culture di Forlì con il contributo dell’AIDAC, di ESIST (European Association for Studies in Screen Translation) e della FIT (Federazione internazionale traduttori), ha fatto il punto sugli studi di traduttologia dedicati alla trasposizione delle opere audiovisive. Le relazioni degli studiosi provenienti da tutto il mondo hanno affrontato la questione della qualità nella traduzione dell’audiovisivo, hanno fatto il punto sulla creazione di corpora e banche dati di materiali originali e doppiati, hanno analizzato le interferenze tra lingua parlata e lingua del doppiaggio, hanno approfondito la prassi traduttiva dei film multilingue. Accanto alle sessioni ufficiali, due tavole rotonde: nella prima, operatori del doppiaggio hanno presentato la loro esperienza facendo il punto sul rapporto tra professione e mercato; nella seconda, rappresentanti delle maggiori imprese di sottotitolaggio hanno parlato dello sviluppo del settore.

OSCAR, UN PREMIO PER TUTTE LE NAZIONI

Los Angeles, ottobre 2005

L’esclusione dalla corsa all’Oscar come miglior film straniero per Private di Saverio Costanzo e Caché di Michael Haneke – in quanto non girati rispettivamente in italiano e in tedesco – ha sollevato una accesa polemica sulla stampa sulle regole di ammissione che – a dire di molti produttori – ormai obsolete, penalizzerebbero il cinema non statunitense impedendogli di concorrere al premio. Fermo restando quanto affermato da uno dei responsabili della selezione, e cioè che le regole sono le stesse di sempre e che non possono essere certo cambiate in corsa, e che comunque l’esclusione ha portato sui due film un‘attenzione enorme da parte del pubblico, attenzione – va doverosamente aggiunto - che altrimenti non avrebbero mai avuto, a questo punto va fatta una considerazione, anche in vista di una eventuale revisione del regolamento: se non è la lingua in cui il film è girato, chi e/o cosa assegnano alla pellicola la “nazionalità”? Il luogo di nascita del regista? Dello sceneggiatore? Del produttore? E allora perché non accettare film doppiati? Già, ma in quale lingua? Quella del regista? Dello sceneggiatore? Del produttore? Degli attori? E allora perché non doppiarli tutti in inglese, visto che è la lingua dell’Oscar?

Notizie sindacali

Roma, 20 ottobre 2005

Le tariffe minime del Contratto collettivo nazionale del doppiaggio concordato dalle organizzazioni sindacali e dalla rappresentanza delle imprese di doppiaggio aumentano del 3%. Di conseguenza il compenso minimo (le cifre sono arrotondate) di un rullo di adattamento per un film passa da 229 a 236€, per un telefilm, da 212 a 218€, per un cartone animato, da 167 a 172€, e quello dei documentari da adattare in oversound passa da 80 a 83€. Il compenso minimo a turno del direttore di doppiaggio passa da 151 a 156€ e quello dell’assistente arriva a 92€. Gli attori doppiatori invece vedono arrivare il compenso minimo per il turno di tre ore a 67€, mentre l’escursione del compenso minimo per ogni riga è da 2,14€ per un film a 1,43€ per una telenovela.

Assegnati gli “Oscar del doppiaggio”

Finale Ligure, 20 settembre 2005

Si è svolta la nona edizione del festival nazionale del doppiaggio cinetelevisivo “Voci nell’ombra”. Oltre alla premiazione dei vincitori, la tavola rotonda “La crisi del doppiaggio: un fenomeno solo italiano?” ha analizzato la situazione del doppiaggio in Italia e in Francia. Per conoscere i nomi dei vincitori e leggere una relazione completa cliccate qui.

Tradurre voci, tradurre voci locali

Rieti, 17-18 settembre 2005

Si è svolto il convegno “Tradurre voci, tradurre voci locali. Il doppiaggio: meta-lingua del cinema e dell’audiovisivo europei” (organizzato da: Università di Leeds, Università “La Sapienza” di Roma, Aidac, Siae e Ministero dei beni culturali). Tra i temi affrontati: il confronto fra teorici e professionisti della traduzione, la diversità culturale, il bisogno di un codice deontologico e di regole certe, la necessità di utilizzare il doppiaggio per accrescere la capacità di circolazione del cinema europeo. Per leggere il resoconto di Lucia Bistoncini, direttore della sezione cinema della Siae, andate all'indirizzo: http://tinyurl.com/d8lehqd 

Andiamo al cinema

Milano, 14 settembre 2005

Su iniziativa di Upa, Assocomunicazione, Unicom, Fep, Acec, Anec e Anem è nata Audimovie, istituto per la rilevazione quantitativa e qualitativa degli spettatori, che si pone l’obbiettivo di fornire al mercato pubblicitario dati dettagliati sulla frequenza del pubblico nelle sale. Chissà se nell’ambito dei criteri di valutazione – oltreché sulla freschezza del pop corn – sarà posto anche un indice di gradimento del doppiaggio.

Los Angeles: dobladores cercansi

Burbank - CA, 8 settembre 2005

La rete americana ABC doppierà in spagnolo le serie Desperate housewives e Lost, per poterne permettere la visione ai 41 milioni di ispano-americani per i quali la lingua è stata finora una barriera e che rappresentano un nuovo appetibile pubblico. Dopo le due serie, ABC doppierà lo sceneggiato La vita di Giovanni Paolo II e i film Pirates of the Caribbean e Prova a prendermi. CBS risponde trasmettendo in spagnolo la soap Beautiful.

Cataloghi eccellenti

Londra, 7 settembre 2005

La Uip – joint-venture tra Paramount e Universal nata nel 1981 – a partire dal 2007 non sarà più operativa in 15 dei 35 territori attualmente coperti dalla distribuzione congiunta. In Italia agirà solo Universal, che manterrà anche la distribuzione internazionale dei titoli DreamWorks, in attesa – a quanto pare – di acquisirla definitivamente. Al 1° settembre (prima quindi dell’uscita di Madagascar) la Uip deteneva il primato di incassi sul mercato italiano, con più di 81 milioni e mezzo di euro, pari al 22,1% dello sbigliettamento.

“La pellicola è morta”

Venezia, 6 settembre 2005

Lo ha affermato Marco Muller, direttore della Mostra del cinema di Venezia al forum Il triangolo della cinematografia: arte, tecnologia e business. Alessandro Tizian, responsabile Anec – Associazione nazionale esercenti cinematografici – per lo sviluppo digitale, conferma che entro tre anni si potrà arrivare a 150 grandi schermi digitali in Italia. L’unico ostacolo, per ora, è la mancanza di un accordo tra distributori ed esercenti su chi sosterrà il costo della trasformazione delle sale. I rappresentanti delle major della distribuzioni si dichiarano comunque disponibili a un confronto.
«Il mercato estero è fondamentale per il lancio dei film hollywoodiani», ammette Howard Lukk della Disney.

Diamo i numeri

Roma, settembre 2005

Secondo i dati Cinetel, nella stagione 31/12/2004 – 1/9/2005 sono stati incassati in sala 369 milioni di euro. Prima in classifica la Uip, con 81 milioni e mezzo di euro (22,1% del mercato); seguono Medusa, che ha totalizzato 43 milioni di euro (11,9% del mercato) e Warner con 41,3 milioni (11,2%). In quarta posizione Buena Vista, con un incasso di 36 milioni e il 10% del mercato e, a seguire, Filmauro con 31,6 milioni (8,6%), 01 (30 milioni, 8,2%), Eagle (25 milioni, 7%), Fox (21 milioni, 5,8%), Sony Pictures (19,7 milioni, 5,3%), Bim (7 milioni, 2%).

Nuovi supporti

1 settembre 2005

La Sony lancia in Italia la playstation portatite (Psp). L’oggetto consente di leggere film su un nuovo supporto video, l’Umd (universal media disc), potendo scegliere tra due colonne audio (originale e doppiata) e vari sottotitoli. In Giappone sono già stati venduti 600 mila Psp e negli Stati Uniti un milione nei primi due mesi. Il costo dei dischi sarà di 19,90 euro. La Sony ha già messo su Umd 18 film, ma entro Natale si prevede che le major metteranno sul mercato una cinquantina di titoli.

Aiutati che l’UE t’aiuta

Bruxelles, settembre 2005

Pubblicati i dati del sostegno europeo al cinema. Nel biennio 2003-2004 la distribuzione home video ha ricevuto dal Programma Media aiuti per più di 1 milione e mezzo di euro, mentre la distribuzione in sala circa 5 milioni di euro per 43 film. Il programma Europacinemas, che sostiene (con contributi che vanno dal doppiaggio all’ammodernamento delle sale) gli esercenti che proiettano film europei ha distribuito a sua volta 1,2 milioni di euro. Al 15 marzo 2005, i distributori italiani che hanno beneficiato del sostegno alla distribuzione di film europei (fondi da utilizzare per il doppiaggio, la stampa delle copie e la promozione) sono stati: Bim (€ 120.000 per Caché / Niente da nascondere, € 105.000 per De battre mon cœur s’est arrêté / Tutti i battiti del mio cuore, € 150.000 per Les poupées rousses / Bambole russe); Medusa (€ 90.000 per El sueno de una noche de San Juan); Fandango (€ 120.000 per My summer of love); Lucky Red (€ 140.000 per Paradise now); Istituto Luce (€ 85.000 per Sophie Scholl – die letzten Tage / Sophie Scholl - La rosa bianca).

Organizziamoci per il day and dubbing

Roma, settembre 2005

Paolo Pozzi, nuovo presidente dell’Unidim, l'Unione nazionale delle imprese industriali di distribuzione multimediale, in un’intervista a Franco Montini per il Giornale dello spettacolo ha dichiarato: «Il day and date è assolutamente inevitabile, perché ritardare l’uscita di film sul mercato nazionale rispetto agli altri paesi significa favorire la pirateria e rinunciare alla promozione derivata dai tour europei delle star».

Niente doppiaggio?... Siamo inglesi

Londra, settembre 2005

«Oggi come oggi, l’inglese negli Usa è una lingua straniera come il francese o l’italiano e i nostri film non circolano più dei vostri». Lo ha dichiarato Mike Downey, direttore generale della Film & Movie Entertainment di Londra, aggiungendo: «La distribuzione è un grosso problema che ha la stessa portata in tutta Europa per ogni film non hollywoodiano. Roma, Berlino e Parigi sono città dove è possibile vedere film stranieri, cosa che a Londra non succede. Abbiamo innumerevoli problemi di lingua con il pubblico che non è affatto abituato a seguire film con i sottotitoli. Non abbiamo il doppiaggio che, per quanto crei dei problemi dal punto di vista filologico, avvicina senza dubbio le masse al cinema in lingua straniera».

UN POPOLO DI NAVIGATORI

Roma, giugno 2005

Secondo uno studio dell’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) di Renato Mannheimer, su un campione di 4260 italiani, il 32% considera la compravendita di CD, libri, film piratati non così grave, se per uso personale, rispetto al furto. La percentuale sale al 39% se si prende in esame solo chi è solito navigare in rete. Il 41% degli intervistati (48% dei navigatori abituali) ritiene che una intensificazione della tutela delle opere dell’ingegno porti vantaggio solo agli autori e all’industria culturale e riduca la possibilità per il pubblico di accedere ai contenuti; sottratti gli indecisi, solo il 9% degli utenti della rete ritiene che incentivi la creazione e migliori l’offerta anche a vantaggio dei consumatori. Per la cronaca, a parte le norme penali, nessun accordo risarcisce autori e produttori per le opere scaricate dalla rete, che al momento generano guadagno solo per gli operatori telefonici.

Doppiaggio nazionale

Roma, 5 ottobre 1933

Con un decreto legge promulgato il 5 ottobre si impone il divieto di proiettare le pellicole "sonore non nazionali ad intreccio di metraggio non inferiore a 1000 metri il cui adattamento supplementare in lingua italiana - doppiaggio o post-sincronizzazione - sia stato eseguito all'estero". Di fatto il doppiaggio diventa obbligatorio e la sua realizzazione – come stabilito nell’articolato – deve essere effettuata in Italia da personale di nazionalità italiana. Una grande opportunità per la lingua di Dante e Petrarca che permetterà anche agli analfabeti – italica piaga – di apprezzare le cinematografie straniere, con un sensibile ritorno in termini di apprendimento della lingua patria.

Nascita del doppiaggio

Berlino, 16 ottobre 1929

Il produttore Oskar Messter ottiene il brevetto n. 593277: "Un testo viene proiettato simultaneamente al film, per aiutare lo speaker o il cantante nella postsincronizzazione".
Nel 1931 Jakob Karol, responsabile della Paramount per la Germania che deve presentare in Francia un film americano, ha l'idea di doppiarlo, come Charles Ford racconta in Une heresie du film parlant: «In realtà sono state ragioni esclusivamente commerciali a spingere le case di produzione ad adottare il doppiaggio, sistema inventato durante una traversata da jakob Karol, che nel 1930 voleva presentare un film americano al pubblico francese senza aspettare che a Hollywood venisse girata la versione francese. Jakob Karol portava con sé una copia del film, e concepì l'idea del doppiaggio fantasticando sul ponte della nave».

 

 

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